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Loro 2: recensione

Dal 10 maggio arriva nelle sale “Loro 2”, la seconda ed ultima parte del film su Silvio Berlusconi diretto da Paolo Sorrentino.

Loro 2” è la seconda ed ultima parte del film “Loro”, pellicola diretta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi. Il film, che vede protagonista un eccezionale Toni Servillo, arriverà nelle nostre sale dal 10 maggio.

Se la prima parte di “Loro 1” si soffermava sul sottobosco di olgettine e scaltri imprenditori che anelavano ad arrivare alla corte di Berlusconi, la seconda parte si concentra proprio sul cavaliere. I rapporti politici devono essere necessariamente ricostruiti per poter ritornare ad essere il Presidente del Consiglio: il cavaliere deve ora sfoderare tutta la sua abilità di venditore “porta a porta” per riconquistare la fiducia degli italiani e corrompere qualche senatore. Nel frattempo la sua relazione con Veronica è ormai arrivata al capolinea.

Loro 2” così è una storia d’amore in crisi tra un uomo ed una donna ma anche tra il leader politico ed i suoi elettori.

Sorrentino tratteggia con molta maestria il Cavaliere: un uomo potente, ricco, egocentrico e megalomane ma allo tesso tempo molto solo. Non c’è alcuna interiorità ne pathos, perché lui stesso si sente un “Dio che regala sogni” come immortalato nella scena della dentiera donata all’anziana superstite del terremoto dell’Aquila.

“Loro 2” non è ne vuol essere un film politico, come lo stesso regista ha dichiarato in merito. Infatti Sorrentino non racconta nulla che non sia documentato o pubblicizzato: gli scandali, i processi, le intercettazioni ma anche le battute ed i siparietti del Cavaliere hanno invaso il nostro quotidiano per molti anni.

Struggente è il dialogo tra Berlusconi – Servillo e Veronica – Ricci in cui tutte le donne e tutti gli italiani si rispecchiano: tante le domande che restano insolute, profondo il dolore per la disillusione e le promesse mancate.

Attraverso Berlusconi, il regista parla degli italiani e ne esce un quadro drammaticamente veritiero. Un popolo di sognatori e di eroi, a cui interessa solo sopravvivere e sorridere.

Se il primo capitolo di “Loro” si basa su analogie e metafore, un’estetica curata ed un ritmo serrato, la seconda parte invece si concentra sui dialoghi più che sui personaggi.

Potente ed intenso, stravolgente e drammatico: così il regista Sorrentino chiude un film complesso e multisfaccettato. Solo un regista come Sorrentino poteva essere capace di un tale gioiello cinematografico, capace di turbare e commuovere, avvolgere ed estraniarsi. Perché inizia come un film su “Loro”, i potenti, i ricchi, gli “intoccabili” e corrotti, gli Dei dell’Olimpo, ma finisce per parlare di “Noi“, gli italiani che facilmente e bonariamente si fanno raggirare con la promessa di una casa più grande e di una dentiera nuova!

Voto: 9

Loro 2 (Commedia, italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Roberto Herlitzka – In uscita al cinema da giovedì 10 maggio 2018.

 

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Loro 1: recensione

Dal 24 aprile arriva nelle nostre sale l’attesissimo film “Loro-1” di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi.

Il noto regista napoletano Paolo Sorrentino ritorna sul grande schermo con il film molto atteso a molto criticato “Loro”. La pellicola divisa in due parti vede un primo film, “Loro 1”, che uscirà nelle sale il 24 aprile, mentre la seconda arriverà a maggio.

Il film vuole raccontare la caduta politica e sociale di Silvio Berlusconi. Giovani avvenenti cortigiane disposte a tutto pur di entrare nelle sue simpatie, faccendieri loschi e senza scrupoli, imprenditori e politici corrotti nell’animo: sono le persone che affollano il sottobosco del Cavaliere, coloro che vogliono far parte della sua corte. In realtà Berlusconi, interpretato magistralmente da Toni Servillo, appare solo negli ultimi fotogrammi: come lo Spirito Santo che discende sugli uomini, così il cavaliere arriva elegantemente, con le sue movenze teatrali, sempre altezzoso, egocentrico, sbruffone.

Molte sono le battute sagaci e le frecciatine puntuali a parole e commenti del programma del Cavaliere, che purtroppo ben conosciamo. Molte sono anche la allegorie che Sorrentino usa ed abusa: la spazzatura che soverchia gli antichi resti di una cultura e di una storia di glorie tutta italiana, numerosi topi che invadono la città.

Il regista, infatti, in questa prima parte, sottolinea ed evidenzia con crudele cinismo la differenza tra il cavaliere e la sua corte. Il primo sempre “candido” e spiritoso, l’altro sporco ed infimo al pari di un girone infernale.

Sicuramente c’è un eccesso di nudità, festini a luci rosse, uso di droghe ed alcool che alla fine della prima parte stomacano ed infastidiscono.

Bisognerà aspettare la seconda parte per poter meglio valutare l’opera di Sorrentino, ma questa prima pellicola è sicuramente un secchio d’acqua gelata per tutto il putridume che mette in scena.

Voto: 6

Loro 1 (Italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon e Roberto Herlitzka. In uscita nelle nostre sale da martedì 24 aprile 2018.


Hitler contro Picasso e gli altri: il trailer

“Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte”, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni arriverà in anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 13 e 14 marzo.

E’ stato pubblicato il trailer del film evento “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte”, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni con la partecipazione di Sky Arte.

Il film arriverà in anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 13 e 14 marzo e a seguire sugli schermi di altri 50 paesi del mondo.

Il documentario evento, che vanta la straordinaria partecipazione di Tony Servillo con colonna sonora originale di Remo Anzovino, guida per la prima volta il pubblico alla scoperta del Dossier Gurlitt, di rari materiali d’archivio, dei tesori segreti del Führer e di Goering.

In due modi il nazismo mise le mani sull’arte: tentando di distruggere ogni traccia delle opere classificate come ‘degenerate’ e attuando in tutta Europa un sistematico saccheggio di arte antica e moderna. Si calcola che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Tra gli artisti all’indice Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky.

Diretto da Claudio Poli, la pellicola ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania raccogliendo testimonianze dirette sulle storie che prendono il via da quattro grandi esposizioni che in questi ultimi mesi hanno fatto il punto sull’arte trafugata, tra protagonisti di quegli anni, ultime restituzioni e preziosi materiali d’archivio.

Si parte da  “21 rue La Boétie”, la mostra parigina nata dalla volontà di esporre parte di un prezioso patrimonio recuperato, la collezione di Paul Rosenberg, uno dei più grandi collezionisti e mercanti d’arte di inizio ‘900, con quadri da Picasso a Matisse; e si passa  a “Looted Art”, alla mostra di Deventer, in Olanda, che espone i quadri provenienti dai depositi statali olandesi e dalle collezioni razziate dai nazisti; si esplora poi “Dossier Gurlitt”, la doppia esposizione di Berna e Bonn che per la prima volta espone la collezione segreta di Cornelius Gurlitt, figlio di uno dei collezionisti e mercanti d’arte che collaborarono coi nazisti, fermato per caso dalla polizia doganale su un treno per Monaco nel 2010. Tra le tele della collezione trafugata capolavori di Chagall, Monet, Picasso e Matisse.

Tra i protagonisti del film anche Simon Goodman (che in scatoloni pieni di vecchie carte e documenti ha scoperto la storia della sua famiglia e della sua magnifica collezione d’arte, che comprendeva opere di Degas, Renoir, Botticelli, nonché il cinquecentesco “Orologio di Orfeo”. Larga parte della collezione era finita nelle mani di Edgar Feuchtwanger (che nel 1929 fu il vicino di casa di Adolph Hitler, qualche anno prima che suo padre fosse deportato a Dachau, mentre dalla loro casa venivano sottratti mobili e libri preziosi) e Tom Selldorff (che è riuscito a recuperare quattordici opere appartenute alla sua famiglia cui furono sottratte negli anni ’30).

All’interno di “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” troveranno inoltre spazio gli autorevoli interventi di Pierre Assouline, giornalista e scrittore, Jean-Marc Dreyfus, storico e autore del libro Il Catalogo di Goering, Timothy Garton Ash, storico, Berthold Hinz, storico dell’arte,  Meike Hoffmann, esperta di arte degenerata e della vicenda Gurlitt, autrice principale della biografia di Hildebrand Gurlitt Il mercante d’arte di Hitler, Eva Kleeman e Daaf Ledeboer, storici dell’arte e ideatori della mostra Looted Art di Deventer, Markus Krischer, giornalista di Focus che ha seguito l’inchiesta su Cornelius Gurlitt,  Agnieszka Lulińska, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Bonn, Bernhard Maaz, direttore generale delle Bayerische Gemäldesammlungen, Christopher A. Marinello, mediatore nel recupero di opere d’arte, Art Recovery International, Inge Reist, direttrice del Frick Collection’s Center for the History of Collecting presso la Frick Art Reference Library, New York, Elizabeth Royer, gallerista parigina, esperta di restituzioni, Marei e Charlene von Saher, eredi del gallerista Jacques Goudstikker, Cynthia Saltzmann, storica dell’arte e autrice del libro Ritratto del dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh, Tom Selldorff, erede, Christina Thomson, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Rudolph Belling, Anne Webber, cofondatrice e condirettrice Commition for Looted Art in Europe, Rein Wolfs, a guida della Bundeskunsthalle di Bonn e co-curatore della mostra su Gurlitt a Bonn, Nina Zimmer, direttrice del Kunstmuseum Bern – Zentrum Paul Klee e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Berna.

Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD ed è distribuito nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e ARTE.IT.

Fonte: Comunicato Stampa

 

La Ragazza nella Nebbia: recensione

Toni Servillo e Jean Reno sono i protagonisti del thriller “La Ragazza nella Nebbia” di Donato Carrisi, dal 26 ottobre al cinema.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale il thriller “La Ragazza nella Nebbia”, film d’esordio del noto scrittore Donato Carrisi, che inaugurerà la pre-apertura del Festival del Cinema di Roma 2017.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello stesso Carrisi, il film si ambienta ad Avechot, piccolo e sperduto paese di montagna del nord Italia. Alla vigilia di Natale scompare Anna Lou (Ekaterina Buscemi), la classica quindicenne “tutta casa e chiesa”. Ad indagare sul caso ci sarà l’ispettore Vogel (Toni Servillo), una figura molto controversa ed astuta. Prima i mass media poi tutta la comunità montana cercherà la scomoda verità: il “mostro” potrebbe essere il professor Loris Martini (Alessio Boni).

Carrisi racconta una storia piena di evidenti richiami ai recenti fatti di cronaca nera. Con sottile astuzia e profonda conoscenza della materia indaga sui personaggi, delineandone bene la psicologia in tutte le sue sfumature. Nulla infatti viene lasciato al caso: dalla scenografia ai dialoghi, dalle luci ai silenzi, ogni elemento è necessario per la ricostruzione della storia.

“La ragazza nella nebbia” è sicuramente un film sul Male, dove i “mostri” o i colpevoli sono tutti indistintamente. C’è chi lo fa per soldi, chi per la luce dei riflettori, chi per gelosia e non si salva nemmeno chi dovrebbe essere il rappresentante della giustizia. Perché nella società odierna la verità poco interessa; i riflettori, la fama mediatica diventano l’aspetto più importante. Il finale è amaro come il ritratto della società di oggi. Carrisi, infatti, non perdona nessuno e l’unica personificazione del Bene è la giovane vittima, che non ha alcuna voce ma solo lacrime.

Il film omaggia chiaramente il noir italiano anni ’60 ma anche i thriller d’oltreoceano più moderni: il ritmo è ben scandito, la tensione è sempre sostenuta.

Il regista dimostra con questa pellicola non solo di conoscere bene il mestiere della scrittura ma anche quello della macchina da presa.

Ottimo è il cast e primo fra tutti il sempre apprezzato Toni Servillo che regala un’interpretazione difficile e prismatico di un personaggio molto spigoloso.

“La ragazza nella nebbia” è un ottimo thriller tutto italiano, che vanta una buona regia d’esordio, un’ottima sceneggiatura ed un buon cast.

Voto: 8

La Ragazza nella Nebbia (Thriller, Italia, 2017) di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


Italian Film Festival Berlin al via

L’Italian Film Festival Berlin edizione 2017 propone il meglio del cinema dell’ultimo anno e un omaggio a Toni Servillo, dal 9 al 12 novembre.

 

La quarta edizione dell’Italian Film Festival Berlin, festival dedicato al cinema italiano contemporaneo, si aprirà alla Kulturbrauerei di Berlino giovedì 9 novembre con l’anteprima tedesca di “In guerra per amore”, il secondo successo cinematografico di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, dopo il travolgente  debutto con “La mafia uccide solo d’estate“. Sarà presente il regista.

L’omaggio di questa edizione del festival, curato dal distributore cinematografico Christos Acrivulis della missingFILMs, è dedicato al grande attore Toni Servillo: sei film da “L’uomo in più“, a “Viva La Libertà“, a “La grande bellezza” versione director’s cut, che percorrono gli hightlights della carriera cinematografica di un artista che attraverso il cinema e il teatro ci ha regalato ritratti indimenticabili della società contemporanea e del potere.

Le proiezioni si svolgeranno presso tre cinema della capitale tedesca il Lichtblick Kino, Bundesplatz Kino, Il Kino. Lo stesso Servillo inaugurerà l’omaggio con “Lasciati Andare“, suo ultimo successo, la sera di sabato 11 novembre al Cinestar della Kulturbrauerei.

Evento speciale dell’Italian Filmfest sarà il concerto della cantautrice siciliana Carmen Consoli, organizzato in collaborazione con Landstreicher Konzerte e Megaherz Booking, venerdì 10 alle 21:30 alla Kesselhaus nell’ambito dell’IFFB Party.

Il programma completo dell’Italian Film Festival Berlin sarà annunciato all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino martedì 17 ottobre e sarà disponibile su www.italianfilmfestivalberlin.com e sul sito del Cinestar della Kulturbrauerei www.cinestar.de/de/kino/berlin-kino-in-der-kulturbrauerei da mercoledì 18 ottobre.

L’Italian Film Festival Berlin 2017 è organizzato dal Tuscia Film Fest in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura della capitale tedesca e con il supporto del premium partner Enit e dell’Agenzia Regionale del Turismo del Lazio.

Fonte: Comunicato Stampa

Lasciati andare: recensione

Dal 13 aprile arriva nelle nostre sale la commedia brillante “Lasciati Andare” con Toni Servillo.

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Lasciati andare” è la nuova commedia diretta e co-sceneggiata da Francesco Amato (“Cosimo e Nicole”) con protagonista Toni Servillo e Veronica Echegui, dal 13 aprile nelle nostre sale.

Elia (Toni Serpillo) è un analista ebreo arido di sentimenti ed estremamente pigro. Tiene tutti a distanza, anche l’ex moglie Giovanna (Carla Signoris) con cui condivide ancora l’appartamento. Un giorno però, a causa di un malore, gli viene prescritto sport e dieta. Così nella tranquilla e monotona vita di Elia irrompe Claudia (Veronica Echegui), una personal trainer eccentrica che lo coinvolgerà in situazioni pericolose.

“Lasciati andare” è una commedia divertente e brillante che ricorda lo stile di Billie Wilder e Woody Allen. Infatti lo stesso protagonista Elia è un ebreo caratterizzato dagli stereotipi negativi del genere e molto critico verso la sua comunità.

Il regista Amato, con questa storia, riflette ed ironizza sull’eterno conflitto mente/corpo. Nella società odierna dove l’apparire è sempre più importante dell’essere, il regista ricorda che tanto il contenuto quanto il contenitore sono fondamentali. L’aspetto più importante è forse il riuscire a “lasciarsi andare” qualche volta, ad uscire dal proprio ruolo e dai costrutti della società per potersi riappropriare di quella leggerezza e spontaneità dell’animo necessari per il buon vivere.

Ad una regia lineare corrisponde un buon ritmo ed una curata fotografia.

Ottima risulta sempre l’interpretazione del noto attore Toni Servillo, affiancato da volti noti del piccolo e grande schermo come Carla Signoris (“Ex”, “Crozza Alive”), Luca Marinelli (“Lo chiamavano Jeeg Robot”), Giacomo Poretti del famoso trio comico Aldo-Giovanni e Giacomo, Paolo Graziosi.

“Lasciati andare” è una commedia leggera e divertente che vanta una buona sceneggiatura ed un ottimo cast.

Voto: 7

Lasciati andare (Commedia, Italia, 2017) di Francesco Amato. Con Toni Servillo, Verónica Echegui, Carla Signoris, Luca Marinelli, Pietro Sermonti, Carlo Luca De Ruggieri, Valentina Carnelutti, Giulio Beranek, Vincenzo Nemolato e Giacomo Poretti. – In uscita nelle nostre sale da giovedì 13 aprile 2017.


Le confessioni: recensione

Toni Servillo è il monaco certosino Salus nel thriller economico-politico “Le Confessioni” di Roberto Andò, dal 21 aprile nelle nostre sale.

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Il regista Roberto Andò ritorna al cinema, dopo “Viva la libertà”, con un nuovo film politico dalle tinte thriller “Le Confessioni”, dal 21 aprile nelle nostre sale.

In un lussuoso albergo in Germania si è riunito il G8: I potenti della Terra devono approvare una nuova manovra finanziaria che porterà conseguenze nefaste per alcuni Paesi. Al Summit, presenziato da direttore del Fondo Monetario Internazionale Daniel Roché (Daniel Auteuil), sono stati invitati anche una famosa scrittrice di libri per bambini Claire Seth (Connie Nielsen), una rock star (Julian Ovenden) ed un monaco italiano Roberto Salus (Toni Servillo).

In seguito ad un tragico evento, i ministri sospettano che Salus (Toni Servillo) sia venuto a sapere, attraverso le confessioni, della terribile manovra in atto. Assaliti da rimorsi e incertezze i membri del G8 inizieranno a vacillare.

A metà strada tra il thriller ed il noir, “Le confessioni” vanta un’ottima sceneggiatura, un buon ed articolato sviluppo narrativo ed una buona caratterizzazione dei personaggi.

Bellissima risulta essere la fotografia, mentre il ritmo spesso zoppica e non riesce mai veramente a decollare.

Perno centrale del film è sicuramente il monaco Salus, interpretato magnificamente da Toni Servillo: sfuggente e misterioso, fedele al suo voto del silenzio ma allo stesso tempo arguto e brillante. Salus è l’emblema non sono della fede, ma dell’etica che si contrappone violentemente all’aridità dei politici, dediti solamente all’accumulo delle ricchezze senza curarsi delle vere ed atroci conseguenze dei loro calcoli finanziari.

Il sistema politico finanziario che regola la vita e la storia del Mondo viene così destrutturato e messo a rischio per un dubbio, un segreto, una confessione. Il regista Andò esplora le dinamiche del potere economico finanziario odierno: una fotografia realistica e sicuramente negativa.

Molti poi sono i rimandi e gli omaggi: da Hitchcock a S.Agostino. Di quest’ultimo, in particolare, non si omaggia solo il titolo omonimo degli scritti ma molte sono anche le importanti citazioni.

Il film vanta un cast sicuramente d’eccezione: dal sempre bravo Toni Servillo a Pierfrancesco Favino, Connie Nielsen, Daniel Auteuil, Lambert Wilson, Moritz Bleibtreu e Marie-Josee Croze.

“Le Confessioni” è un film importante ed un buon prodotto cinematografico che offre molti ed interessanti spunti di riflessioni.

Voto: 8

Le Confessioni (Thriller,italia, 2016) di Roberto Andò con Toni Servillo, Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Lambert Wilson, Marie-Jose Croze, Moritz Bleibtreu – in uscita nelle nostre sale da giovedì 21 aprile 2016


Roberto Andò racconta “Le Confessioni”

Dal 21 aprile arriva nelle sale “le confessioni” di Roberto Andò con Toni Servillo. Il regista ha risposto ad alcune domande.

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In occasione dell’anteprima stampa romana del film “Le Confessioni”, il regista Roberto Andò ha incontrato la stampa ed ha risposto ad alcune interessanti domande.

La pellicola, che arriverà nelle nostre sale dal 21 aprile, vede protagonista Toni Servillo, oltre a Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Lambert Wilson, Marie-Jose Croze e Moritz Bleibtreu.

Il film per i temi trattati è molto attuale. Quando ha iniziato a scrivere il copione?

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Roberto Andò:

“L’idea è nata due anni e mezzo fa. L’economia ha poi visto molti crisi nel tempo. oggi tutto passa per l’economia. Il monaco interpretato da Toni Servillo porta lo spettatore in stanze che nessuno ha mai aperto. Son passati due anni ma lo scenario c’è ancora e ci riguarda tutti”.

Si è ispirato a “Le confessioni” di Sant’Agostino?

Roberto Andò:

“Fatta eccezione per il titolo, non molto! Abbiamo utilizzato in alcuni dialoghi il testo di Sant’Agostino perché ha scritto delle cose straordinarie sulla confessione. Qui la confessione è la modalità spiazzante che utilizza il monaco per far venire alla luce le parole che gli uomini di potere nascondono”.

Come ha bilanciato estetica ed etica nel film?

Roberto Andò:

“Le due cose vanno insieme. L’etica parte dall’estetica. Ad esempio l’hotel del film è veramente il luogo dove si è riunito il G8 alcuni anni fa. È allo stesso tempo un luogo di lusso, un posto segreto, un rifugio. Mi auguro che il film non appaia come puramente estetico”.

Le confessioni è un film politico?

Roberto Andò:

“Alcuni registi fanno film politici anche senza parlare di politica. La religione e l’arte permettono a un autore di non dare un tocco ideologico a un’opera”.

Il Libro della giungla: recensione

Il classico Disney “Il libro della Giungla” ritorna in live action sul grande schermo dal 14 aprile.

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A quasi 50 di distanza dal classico film d’animazione “Il libro della Giungla”, la Disney riporta sul grande schermo le avventure di Mowgli in live action ed in 3D dal 14 aprile nelle nostre sale.

Diretto da Jon Favreau (“Iron Man”) ed ideato dalla fantasia dello scrittore inglese Rudyard Kipling, la pellicola racconta la storia di Mowgli, un cucciolo d’uomo allevato da un branco di lupi nella giungla. Quando la temibile tigre Shere Khan lo minaccerà di morte, il piccolo, insieme alla sua fidata amica, la pantera Bagheera, si vedrà costretto a fuggire dalla giungla. Il viaggio si rivelerà essere un’avventura meravigliosa, irta di pericoli. Mowgli, infatti, dovrà affrontare il pitone ipnotizzatore Kaa e l’egocentrico King Luoi, ma incontrerà anche molti amici come il simpatico orso Baloo.

La trama si avvicina all’originale in molte sue parti: alcune gag sono simili, i motivi musicali sono appena accennati e mal inseriti, alcuni sketch divertenti come la “ronda mattutina degli elefanti” mancano completamente.

Il film però vanta una tecnologia all’avanguardia: la giungla è ben caratterizzata e curata nei dettagli, gli animali stessi sembrano reali a tutti gli effetti. L’animazione foto-realistica degli animali e lo sbalorditivo 3D immergono lo spettatore nella giungla, con i suoi colori ed i suoi rumori.

Abbandonati i toni favolistici, la pellicola predilige l’avventura e registri più dark. Per questo motivo il film poco si addice ai più piccoli.

Il film vanta un cast di doppiatori d’eccellenza quali Toni Servillo nel ruolo di Bagheera, Violante Placido in quelli dell’amorevole lupa Rashka, Neri Marcorè per Baloo, Giovanna Mezzogiorno per il pitone Kaa e Giancarlo Magalli per il re delle scimmie, Re Luigi.

“Il Libro della Giungla” è una bellissima avventura visiva ed estetica, che vuol omaggiare l’originale ma che allo stesso tempo perde tutta la sua magia ed innocenza infantile.

Voto: 6

Il Libro della Giungla (Usa, fantasy, live-action, 2016) di Jon Favreau; con Idris Elba, Scarlett Johansson, Lupita Nyong’o, Christopher Walken, Giancarlo Esposito, Ben Kingsley, Neel Sethi, Bill Murray, Emjay Anthony, Toni Servillo, Giovanna Mezzogiorno, Neri Marcorè, Violante Placido, Giancarlo Magalli – in uscita nelle nostre salee da giovedì 14 aprile 2016