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Nove Lune e Mezza: recensione

“Nove lune e mezza” la commedia agro-dolce di Michela Andreozzi arriva nelle nostre sale da giovedì 12 ottobre.

Claudia GeriniGiorgio Pasotti, Lillo Petrolo e Stefano Fresi sono i protagonisti della commedia “Nove lune e mezza”, esordio alla regia di Michela Andreozzi.

Roma, ai giorni nostri. Le protagoniste sono due sorelle, molto diverse tra loro ma accomunate da un grande affetto reciproco: Livia (Claudia Gerini), una violoncellista “rock” bella e sfrontata; e Tina (Michela Andreozzi), timido vigile urbano felicemente sposata. Tina ha un’ardente desiderio di maternità che però, nonostante tutte le cure e gli esami, non riesce a realizzare. Livia, che invece non ha alcun istinto materno, decide di aiutare la sorella amata “prestandole” l’utero. Tra rocambolesche avventure e situazioni paradossali le due sorelle dovranno vedersela non solo con i rispettivi partner ma anche la loro variegata famiglia, composta dalla classica mamma dedita ai fornelli, la saggia nonna, il padre marxista, il fratello neo-catecumenale.

“Nove lune e mezza” vorrebbe essere un film tutto al femminile alla scoperta dell’essere donna al giorno d’oggi. Toccando temi spinosi e molto attuali, quali le madri surrogate, l’utero in affitto, il matrimonio gay e le famiglie allargate, la regista Andreozzi cerca di riflettere sulla libertà della donna moderna di poter scegliere se diventare madre oppure dedicarsi ad altro.

Al di là della superficialità del come temi etici e morali vengano trattati, la pellicola pecca di luoghi comuni e déjà-vu che risultano stridere e ridicolizzare la commedia di genere: tutto è potato all’estremo! Ci sono i gay isterici, il cattolico bigotto e stupido, la mamma che pensa solo al ragù. Ciò che traspare dalla pellicola è un’infinita miseria intellettuale e culturale: la donna nel 2018 può considerarsi veramente libera se può scegliere di diventare mamma oppure no?

La vera libertà e le conquiste dovrebbero essere altre: la par condicio salariale, un welfare state per le famiglie, la sicurezza di poter camminare da sole al tramonto indossando quel che si vuole senza il pericolo di essere stuprate o uccise.

Ma il pensiero comune è che la società va avanti se “ci si vuole bene”, tutto il resto come l’utero in affitto, l’egoismo e l’egocentrismo imperante poco interessa.

Addio secolare e difficile battaglia del femminismo!

Il film vede anche la partecipazione della cantante Arisa.

Voto: 2

Nove Lune e mezza (Ita, commedia, 2017) di Michela Andreozzi. Con Claudia Gerini, Giorgio Pasotti, Lillo, Michela Andreozzi, Alessandro Tiberi, Claudia Potenza, Massimiliano Vado, Nunzia Schiano, Stefano Fresi, Nello Mascia, Paola Tiziana Cruciani – In uscita nelle nostre sale da giovedì 12 ottobre 2017.


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Sole Cuore Amore: recensione

Daniele Vicari ritorna sul grande schermo con una nuova pellicola di denuncia sociale “Sole Cuore Amore”, dal 4 maggio nelle nostre sale.

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Presentato all’ultimo Festival del Cinema di Roma, “Sole Cuore Amore” del regista Daniele Vicari arriva nelle nostre sale dal 4 maggio.

Ispirato a fatti di cronaca nera, il film racconta la storia di due donne amiche che hanno scelto due percorsi di vita opposti. Eli (Isabella Ragonese) ha un marito disoccupato, 4 figli ed è costretta a farsi due ore di strada, tra pullman e metropolitana, per andare a lavorare in un bar della Tuscolana, a Roma. Si sveglia tutti i giorni, compresi i festivi, alle 4.30 per tornare a casa solo le 22, dove inizia il lavoro “domestico”, dalle lavatrici ai figli. Vale (Eva Grieco), invece, è single ed è una ballerina. Lavora come “performer” tra discoteche ed eventi notturni. Le due amiche si aiutano e si incoraggiano a vicenda. La faticosa esistenza di Eli però avrà tragiche conseguenze.

Il regista Vicari, con questo film, vuole raccontare una storia di fatica e solitudine, povertà ed abbandono. Infatti l’esistenza delle due donne è gravata dalla totale mancanza di aiuto da parte dello Stato e la dispotica tirannia dei datori di lavoro: sono donne sole ad affrontare la loro povertà, il loro difficile quotidiano.

Alla solidarietà delle due amiche, che cercano sempre e nonostante tutto di incontrarsi ed aiutarsi, si contrappone un universo maschile egoista e sfruttatore: dal marito al datore di lavoro, gli uomini della pellicola guardano sempre e solo al proprio tornaconto.

Lo sviluppo narrativo così segue due registri diversi: alla storia, drammaticamente reale, di Eli, interpretata da una bravissima Ragonese, si affianca quella di Vale, la poco convincente Eva Grieco. In realtà i due piani narrativi poco si amalgamano, rendendo la stessa sceneggiatura frastagliata ed alla ricerca di un suo perché. Tutta la tragicità della storia di Eli viene così annacquata dalla narrazione senza senso di quella di Vale. Se lo sviluppo narrativo risulta in questo modo zoppicante e balbuziente, il ritmo spesso naufraga e la denuncia sociale, a quale aspira il regista, perde completamente di consistenza.

Sole Cuore Amore” aspirava ad essere una pellicola importante di denuncia sociale che ben fotografava una quotidianità difficile delle periferie. In realtà la pellicola risulta un’opera incompiuta, un’occasione persa.

Voto: 4

Sole Cuore Amore (Italia, drammatico, 2016) di Daniele Vicari; con Isabella Ragonese, Francesco Montanari, Eva Grieco, Francesco Acquaroli, Giulia Anchisi, Paola Tiziana Cruciani, Laura Riccioli – in uscita nelle nostre sale da giovedì 4 maggio 2017