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Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione

L’ultimo capitolo della saga di “Smetto quando voglio”, “Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” di Sydney Sibilia arriva al cinema dal 30 novembre.

Pietro Zinni e la sua banda di ricercatori sono giunti al capitolo conclusivo dell’omonima saga di successo: “Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” di Sydney Sibilia, dal 30 novembre al cinema.

La banda delle “migliori menti dei nostri tempi”, divenuti criminali per necessità, sono stati arrestati ingiustamente. Pietro Zinni però scopre che il villain Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio), vuole fare una strage dopo aver sintetizzato il gas nervino. La banda dei ricercatori universitari devono necessariamente trovare il modo di evadere da Rebibbia e fermare Mercurio. Ad aiutarli ci sarà anche il violento e sfregiato Murena (Neri Marcorè).

“Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” è la degna conclusione di una trilogia tutta italiana diretta dal giovane Sydney Sibilia.

Tutti gli ingredienti che hanno reso i primi due capitoli un successo di pubblico e di critica sono presenti anche in questa pellicola: c’è action, c’è tanto ritmo, molte gag divertenti, tanta ironia. C’è anche l’amara riflessione verso un mondo della ricerca, quale quella degli atenei italiani, che non riesce a sfruttare ed esaltare le menti brillanti.

Ogni protagonista, dai sempre apprezzati Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, a Neri Marcorè, ritornano con i loro personaggi, cuciti e cresciuti con loro in questi anni.

In più, rispetto ai precedenti capitoli, c’è un super villain, in omaggio ai blockbuster d’oltreoceano. Il super-cattivo di Sibilia, infatti, sembra uscito da un cinecomic della Marvel: ha una storia tragica alle spalle, cerca solo vendetta per il maltolto subito.

Era il 2014 quando il primo capitolo di “Smetto quando voglio” sbarcò nelle nostre sale: un esordio da 5 milioni di euro d’incasso in sala, 12 nomination ai David, un Nastro d’argento, un Globo d’Oro e due Ciak d’oro vinti. Il successo, meritato ma sicuramente inaspettato, ha reso possibile i due sequel.

“Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” è il terzo ed ultimo capitolo di una saga che si è sempre rivelata essere divertente, ironica, curata nella sceneggiatura, nei dialoghi, nella fotografia.

La banda di Zinni sicuramente ci mancherà, ma il giovane regista Sibilia continuerà a sorprenderci piacevolmente con il suo modo fresco ed innovativo di fare cinema.

Voto: 8

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem (Ita, commedia, 2017) di Sydney Sibilia; con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Valeria Solarino, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Neri Marcorè, Greta Scarano -In uscita nelle nostre sale da giovedì 30 novembre 2017.


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Il Libro della giungla: recensione

Il classico Disney “Il libro della Giungla” ritorna in live action sul grande schermo dal 14 aprile.

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A quasi 50 di distanza dal classico film d’animazione “Il libro della Giungla”, la Disney riporta sul grande schermo le avventure di Mowgli in live action ed in 3D dal 14 aprile nelle nostre sale.

Diretto da Jon Favreau (“Iron Man”) ed ideato dalla fantasia dello scrittore inglese Rudyard Kipling, la pellicola racconta la storia di Mowgli, un cucciolo d’uomo allevato da un branco di lupi nella giungla. Quando la temibile tigre Shere Khan lo minaccerà di morte, il piccolo, insieme alla sua fidata amica, la pantera Bagheera, si vedrà costretto a fuggire dalla giungla. Il viaggio si rivelerà essere un’avventura meravigliosa, irta di pericoli. Mowgli, infatti, dovrà affrontare il pitone ipnotizzatore Kaa e l’egocentrico King Luoi, ma incontrerà anche molti amici come il simpatico orso Baloo.

La trama si avvicina all’originale in molte sue parti: alcune gag sono simili, i motivi musicali sono appena accennati e mal inseriti, alcuni sketch divertenti come la “ronda mattutina degli elefanti” mancano completamente.

Il film però vanta una tecnologia all’avanguardia: la giungla è ben caratterizzata e curata nei dettagli, gli animali stessi sembrano reali a tutti gli effetti. L’animazione foto-realistica degli animali e lo sbalorditivo 3D immergono lo spettatore nella giungla, con i suoi colori ed i suoi rumori.

Abbandonati i toni favolistici, la pellicola predilige l’avventura e registri più dark. Per questo motivo il film poco si addice ai più piccoli.

Il film vanta un cast di doppiatori d’eccellenza quali Toni Servillo nel ruolo di Bagheera, Violante Placido in quelli dell’amorevole lupa Rashka, Neri Marcorè per Baloo, Giovanna Mezzogiorno per il pitone Kaa e Giancarlo Magalli per il re delle scimmie, Re Luigi.

“Il Libro della Giungla” è una bellissima avventura visiva ed estetica, che vuol omaggiare l’originale ma che allo stesso tempo perde tutta la sua magia ed innocenza infantile.

Voto: 6

Il Libro della Giungla (Usa, fantasy, live-action, 2016) di Jon Favreau; con Idris Elba, Scarlett Johansson, Lupita Nyong’o, Christopher Walken, Giancarlo Esposito, Ben Kingsley, Neel Sethi, Bill Murray, Emjay Anthony, Toni Servillo, Giovanna Mezzogiorno, Neri Marcorè, Violante Placido, Giancarlo Magalli – in uscita nelle nostre salee da giovedì 14 aprile 2016


Sei mai stata sulla luna?: recensione

Dal 22 gennaio il sex symbol italiano Raoul Bova ritorna al cinema protagonista della commedia sentimentale “Sei mai stata sulla luna?” diretta da Paolo Genovese (“Immaturi”, “Tutta colpa di Freud”).

Guia (Liz Solari) è una donna attraente che lavora per una nota rivista di moda e si divide tra Milano e Parigi. Il lavoro è la sua vita, il resto un contorno futile. In seguito alla morte della zia, Guia risulta essere l’unica erede di una masseria in Puglia, dove la giovane ha trascorso la sua infanzia. Il piccolo paese del Sud riserverà però non poche sorprese a Guia, che tra galline e scorpioni, potrà incontrare anche il vero amore.

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