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Dogman: recensione

Dal 17 maggio arriva nelle nostre sale il film drammatico “Dogman” del regista italiano Matteo Garrone. Il film presentato al Festival di Cannes ha riscosso il successo della critica e del pubblico.

Dogman” è il nuovo film di Matteo Garrone, in sala dal 17 maggio.

Marcello è un uomo a cui tutti vogliono bene, che ama il suo lavoro di toelettatore di cani, da qui il suo soprannome il canaro, e condivide con la figlioletta adorata, Alida, la passione per le immersioni in mare aperto.

La vita di Marcello scorre tranquilla, alternandosi tra il suo lavoro che ama e la figlia, in una placida esistenza. Solo una cosa, anzi una persona, turba questa calma, Simoncino. Questi è un ex pugile, drogato e con diversi reati alle spalle, una piaga per tutto il quartiere che deve sottostare all’egemonia della violenza del ragazzo. Facile all’ira, Simoncino non ha mezze misure e non conosce né la riconoscenza né la gratitudine.

Nonostante l’odio che si è tirato addosso, Simoncino è intoccabile, e i negozianti della zona sembrano rassegnarsi ad aspettare che qualcuno risolta il loro problema.
Nessuno, però, potrebbe mai pensare che sarà proprio il mite e sottomesso Marcello, il canaro, a compiere l’impensabile.

Stanco dell’ennesima angheria, frustrato sino nell’animo, Marcello da sottomesso assume il ruolo di carnefice, divenendo uno dei casi di cronaca nera più famosi della storia di Roma, la storia de “Er Canaro“.

Ancora oggi, la faccenda del canaro, il cui vero nome è Pietro de Negri, è celata nel mistero. Nonostante il memoriale dell’uomo e la sua confessione, riguardante le torture e la morte dell’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci, la storia è ancora piena di quesiti senza risposte.

Matteo Garrone ricostruisce una storia, liberamente tratta dal caso di cronaca, facendola diventare una fiaba sospesa in un luogo senza tempo e senza nome. Non siamo alla Magliana, dove nel 1988 accadde il fatto del vero Canaro, ma siamo in un quartiere tra il mare e la pineta, sospesi in un tempo senza tempo, dove a scandire il tutto c’è solo il giorno e la notte.

Il cielo plumbeo accompagna la metamorfosi del protagonista. Il suo desiderio di rivalsa è qualcosa di umano, e commuove. Marcello non uccide per piacere, ma per il bisogno di sentirsi nuovamente padrone del proprio destino e della propria vita. Rivuole gli amici perduti, e quasi come un bambino in possesso del gioco che tutti desiderano, trascina faticosamente il trofeo che potrebbe reinserirlo in quella microsocietà che l’ha accantonato, proprio a lui che è sempre stato una vittima.

“Dogman” è un film che strazia e lascia lo spettatore con un nodo alla gola, tanto lo coinvolge in quella nebulosa di emozioni che trasmette.

Voto: 8,5

Dogman (drammatico, Italia, 2018) di Matteo Garrone. Con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaioli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi. In uscita al cinema da giovedì 17 maggio 2018

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Io sono Tempesta: recensione

Marco Giallini ed Elio Germano sono i protagonisti della commedia dolce-amara “Io sono Tempesta” dal 12 aprile nelle nostre sale.

Il regista romano Daniele Luchetti ritorna sul grande schermo dal 12 aprile con “Io sono Tempesta”, commedia dolce amara con protagonisti Marco Giallini ed Elio Germano.

Numa Tempesta è un facoltoso imprenditore che vive in un albergo di lusso, possiede aerei privati e yacht, e si circonda di gentili ed aitanti “signorine”. A causa di una condanna per frode fiscale, Numa dovrà scontare un anno ai servizi sociali presso un centro d’accoglienza. L’imprenditore, tra il pulire le latrine e continuare a svolgere i suoi loschi traffici, dovrà cercare di simpatizzare con gli ospiti del centro, un gruppo variegato di senzatetto capeggiati da Bruno (Elio Germano).

Ispirandosi ai fatti di cronaca che hanno visto coinvolto Silvio Berlusconi e parafrasando l’opera del “Don Giovanni” di Mozart, il regista Luchetti vuole raccontare un’Italia molto sterile e povera d’animo. Infatti nella pellicola, nonostante i toni propri della commedia ed alcune gag divertenti, non ci sono buoni ne vincitori, ma solo “cattivi”. Lo stesso imprenditore ed i senza tetto sono solo stesso piano morale: entrambi vogliono solo arricchirsi sulle spalle dei più deboli o sfortunati.

Il regista Luchetti con maestria regista non vuole giudicare ne condannare, si limita a fotografare una realtà drammatica dove non c’è spazio per i valori ne per l’umiltà, non c’è carità o semplicemente il rispetto per l’altro. L’era delle grandi ideologie, come il socialismo e le battaglie del proletariato sono ormai un lontano ricordo, il fine ultimo dell’individuo di oggi, al di là del suo ceto di appartenenza o la sua estrazione culturale, è sempre il Dio denaro, quello che gli assicura la felicità!

Ottimo è il cast che riesce subito a creare empatia con lo spettatore: Marco Giallini regala un personaggio profondo e complesso, Elio Germano un simpatico e raffazzonato senza tetto, Eleonora Danco una severa responsabile del centro d’accoglienza.

“Io sono Tempesta” è una buona commedia dai toni agro-dolci, ben articolata e con un ritmo sempre incalzante, che vuole riflettere sull’arida realtà sociale e politica dell’Italia odierna.

Voto: 8

Io sono Tempesta (Commedia, Italia, 2018) di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli – in uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018.


L’Intrusa: recensione

La città di Napoli, quella della camorra più violenta e della solidarietà, è la protagonista del film drammatico di Leonardo Di Costanzo, “L’intrusa”, dal 28 ottobre nelle nostre sale.

Il documentarista Leonardo Di Costanzo ritorna sul grande schermo con il film drammatico “L’intrusa”, selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2017 ed in arrivo nei cinema dal 28 settembre.

La storia si ambienta nei quartieri degradati di Napoli. Giovanna gestisce una piccola masseria, luogo di gioco e creatività per i bambini del quartiere, un’oasi al riparo dal degrado e dalle logiche mafiose. La tranquillità dell’oasi viene incrinata dall’arrivo di una giovane donna con due bambini a cui Giovanna lascerà una baracca interna alla masseria dove poter vivere. La giovane però è moglie di un noto criminale di camorra, e le altre mamme del quartiere non tollerano la sua presenza. Giovanna entra in crisi: da un lato vorrebbe soccorrere la giovane ed i suoi bimbi, dall’altro comprende le critiche da parte dell’intero quartiere. La solidarietà ed il fare del bene dovrebbero travalicare le logiche della criminalità e le sue implicazioni malavitose.

Il regista Di Costanzo, dopo “L’Intervallo”, ritorna sul grande schermo con una nuova drammatica storia tutta napoletana. Unico è il luogo, la masseria, e solo sullo sfondo si avverte il degrado di una città corrotta e misera.

La pellicola si concentra sulle due vere protagoniste della storia: Giovanna, il personaggio positivo, e Maria, l’Intrusa, moglie del criminale.

Il regista cosi pone delle domande e riflessioni etiche e morali, anche molto attuali, sul valore dell’accoglienza e della solidarietà.

In realtà, il regista fotografa una situazione d’immobilismo e di nichilismo totale che poco rende giustizia soprattutto ai napoletani, da sempre caratterizzati dalla loro spontanea solidarietà.

Ad una fotografia molto asciutta, corrisponde una sceneggiatura che presenta diverse lacune, ove il sotteso resta nebuloso e caotico. I personaggi, appena tratteggiati, non riescono a creare quell’empatia e ad esprimere tutta la drammaticità delle tematiche affrontate rendendo la pellicola piatta e dai contorni troppo sfumati.

L’Intrusa” è un prodotto cinematografico che avrebbe potuto essere molto interessante per le tematiche affrontate, ma che non riesce a trovare il suo giusto registro narrativo.

Voto: 5

L’intrusa (drammatico, 2017, Italia) di Leonardo Di Costanzo, con Anna Patierno, Gianni Vastarella, Marcello Fonte, Martina Abbate, Raffaella Giordano, Valentina Vannino – in uscita nelle nostre sale da giovedì 28 settembre 2017