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Rabbia Furiosa: recensione

Dal 7 giugno arriva nelle sale “Rabbia Furiosa” di Sergio Stivaletti con protagonisti Riccardo De Filippis e Virgilio Olivari.

Ispirato agli eventi di cronaca degli anni ’80 che sconvolsero tutta la nazione, “Rabbia Furiosa” racconta la vera storia de “er canaro”, dal 7 giugno nelle nostre sale.

Fabio è appena uscito di galera, dopo 8 mesi per un crimine che non ha commesso, al posto di Claudio, un suo amico ex pugile. Fabio detto “er canaro”, gestisce un negozio di toelettatura per cani ed è un amorevole padre ed affettuoso marito. Claudio, invece, che mira a diventare il boss del Mandrione, quartiere della periferia di Roma, è un criminale che gestisce diversi traffici illegali e semina il terrore nel quartiere. Stanco delle continue angherie e soprusi da parte di Claudio, Fabio deciderà presto di vendicarsi.

Al suo terzo lungometraggio, Stivaletti, maestro degli effetti speciali, sceglie di raccontare una storia vera e cruenta di cronaca romana con un thriller a tinte forti.

In una periferia senza tempo, tra passato e futuro, il regista ambienta una storia drammatica di rapporti umani che travalica i confini e lo spazio temporale. Gli interessi economici regolano la vita dei suoi personaggi, microcosmi isolati che cercano di sopravvivere al degrado urbano ed umano. E’ una storia di vendetta ma anche un racconto di riscatto morale ed umano. Il regista infatti non giudica ne condanna i suoi protagonisti, ma semplicemente osserva ed analizza il complesso comportamento umano.

Così il finale spettacolare descrive l’apice della crudeltà umana, trasuda tutta la disumanità e spietato realismo della società moderna.

Ad una bellissima fotografia si affianca una regia sempre attenta e lineare. Buone anche le interpretazioni da Riccardo De Filippis, noto per la serie televisiva “Romanzo criminale”, a Virgilio Olivari e Romina Mondello.

“Rabbia Furiosa” è un buon prodotto cinematografico, molto crudele e drammaticamente sempre attuale.

Voto: 8

Rabbia Furiosa (Noir, Italia, 2018) di Sergio Stivaletti. Con Riccardo De Filippis, Romina Mondello, Virgilio Olivari, Romuald Klos, Rosario Petix, Ottaviano Dell’Acqua, Luis Molteni, Giovanni Lombardo Radice, Gianni Franco – in uscita nelle nostre sale da giovedì 7 giugno 2018.

 

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Dogman: recensione

Dal 17 maggio arriva nelle nostre sale il film drammatico “Dogman” del regista italiano Matteo Garrone. Il film presentato al Festival di Cannes ha riscosso il successo della critica e del pubblico.

Dogman” è il nuovo film di Matteo Garrone, in sala dal 17 maggio.

Marcello è un uomo a cui tutti vogliono bene, che ama il suo lavoro di toelettatore di cani, da qui il suo soprannome il canaro, e condivide con la figlioletta adorata, Alida, la passione per le immersioni in mare aperto.

La vita di Marcello scorre tranquilla, alternandosi tra il suo lavoro che ama e la figlia, in una placida esistenza. Solo una cosa, anzi una persona, turba questa calma, Simoncino. Questi è un ex pugile, drogato e con diversi reati alle spalle, una piaga per tutto il quartiere che deve sottostare all’egemonia della violenza del ragazzo. Facile all’ira, Simoncino non ha mezze misure e non conosce né la riconoscenza né la gratitudine.

Nonostante l’odio che si è tirato addosso, Simoncino è intoccabile, e i negozianti della zona sembrano rassegnarsi ad aspettare che qualcuno risolta il loro problema.
Nessuno, però, potrebbe mai pensare che sarà proprio il mite e sottomesso Marcello, il canaro, a compiere l’impensabile.

Stanco dell’ennesima angheria, frustrato sino nell’animo, Marcello da sottomesso assume il ruolo di carnefice, divenendo uno dei casi di cronaca nera più famosi della storia di Roma, la storia de “Er Canaro“.

Ancora oggi, la faccenda del canaro, il cui vero nome è Pietro de Negri, è celata nel mistero. Nonostante il memoriale dell’uomo e la sua confessione, riguardante le torture e la morte dell’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci, la storia è ancora piena di quesiti senza risposte.

Matteo Garrone ricostruisce una storia, liberamente tratta dal caso di cronaca, facendola diventare una fiaba sospesa in un luogo senza tempo e senza nome. Non siamo alla Magliana, dove nel 1988 accadde il fatto del vero Canaro, ma siamo in un quartiere tra il mare e la pineta, sospesi in un tempo senza tempo, dove a scandire il tutto c’è solo il giorno e la notte.

Il cielo plumbeo accompagna la metamorfosi del protagonista. Il suo desiderio di rivalsa è qualcosa di umano, e commuove. Marcello non uccide per piacere, ma per il bisogno di sentirsi nuovamente padrone del proprio destino e della propria vita. Rivuole gli amici perduti, e quasi come un bambino in possesso del gioco che tutti desiderano, trascina faticosamente il trofeo che potrebbe reinserirlo in quella microsocietà che l’ha accantonato, proprio a lui che è sempre stato una vittima.

“Dogman” è un film che strazia e lascia lo spettatore con un nodo alla gola, tanto lo coinvolge in quella nebulosa di emozioni che trasmette.

Voto: 8,5

Dogman (drammatico, Italia, 2018) di Matteo Garrone. Con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaioli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi. In uscita al cinema da giovedì 17 maggio 2018

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Dal 10 maggio arriva nelle nostre sale il film “Le grida del silenzio” di Sasha Alessandra Carlesi.

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Sette amici decidono di trascorrere un week end assieme, accampandosi in un bosco. Quella che potrebbe sembrare un’innocente scampagnata si rivela, invece, essere in un festino a base di droghe, alcool e tradimento.

Incontriamo la coppia di fidanzatini Alice e Manuel, la prima con strani poteri e che, a dir suo, capta le voci di folletti e altre guide spirituali presenti nel bosco ed il secondo di un romanticismo tanto marcato da nauseare; ci sono Desirèe e Sophie, che presto si sposeranno in Spagna, dove tanto è pragmatica la prima, tanto la seconda appare svampita e perennemente fuori luogo; Daniel, ideatore di questo week end, che ha organizzato la gita per approfittare della notte nel bosco per sedurre Kathrina, una giovane donna sudamericana bella quanto volubile nelle sue scelte maschili; ed infine Luca, l’unico da solo in mezzo a tre coppie, galoppino di Daniel al quale si sottomette con una velocità impressionante, lasciandosi comandare in qualsiasi cosa.

Tutti sembrano voler fuggire da qualcosa, chi dal fidanzato geloso, chi da una madre oppressiva o da una situazione complicata.
Si incontrano tantissimi personaggi inutili al fine della storia, che creano solamente confusione in una trama già non molto lineare, che si muove su più piani di azione.

La storia non decolla mai, un lunghissimo prologo spiega le varie sfaccettature di ogni personaggio dal megalomane, al represso, alla coppia conosciutasi al raduno sugli angeli e così via, sino a sfociare in epilogo già segnato dall’inizio.

Il bosco è l’ambientazione ideale per un horror, basti ricordate a due cult come Venerdì 13 di Sean S. Cunnigham (1980) o La Casa di Sam Raimi (1981), ma questa volta non crea suspense, anzi, appare fin troppo accogliente e tranquillo.

Tenendo conto del notevole sforzo fatto della regista, Sasha Alessandra Carlesi anche autrice della sceneggiatura e attrice nel ruolo di Arianna, e che si tratta di un progetto realizzato con un budget ridotto, il film, purtroppo, non funziona.

Gli attori, quasi tutti giovanissimi, non convincono e la recitazione è troppo spesso forzata e innaturale, facendo apparire ogni personaggio quasi macchiettistico.

Le grida del Silenzio sarà nelle sale dal 10 maggio.

Voto: 3

Le Grida del silenzio (Drammatico, Italia, 2018) di Sasha Alessandra Carlesi. Con Luca Avallone, Roberto Calabrese, Alice Bellagamba, Ana Cruz, Martina Carletti, Manuela Zero, Luca Molinari, Alessandra Carlesi. In uscita nelle nostre sale da giovedì 10 maggio 2018.


Caravaggio – L’Anima e il Sangue: recensione

Evento speciale dedicato al grande pittore Caravaggio dal 19 al 21 febbraio nelle nostre sale con “ Caravaggio – L’Anima e il Sangue”.

Caravaggio – L’Anima e il Sangue”, l’ultimo progetto cinematografico di Sky e Magnitudo Film dedicato all’Arte, arriva nelle sale italiane, quale evento speciale, dal 19 al 21 febbraio

Grazie ad una fotografia spettacolare, perché il film è stato girato in 8K, le bellissime tele di Caravaggio prendono vita sullo schermo, con le loro luci ed ombre, i dettagli più nascosti.

Attraverso la vita dell’artista, in seguito alle più recenti scoperte, il regista Jesus Garcés Lambert e la sceneggiatrice Laura Allievi raccontano l’uomo Caravaggio: un individuo tormentato e geniale, passionale in tutto quello che faceva.

Molti i quadri analizzati e studiati con la lente di ingrandimento: dal “Suonatore di liuto”, alla “Deposizione della Vergine”, al “San Matteo”.

Ci si inoltra tra chiese e viottoli, botteghe e cunicoli, da Roma a Napoli a Malta, dove il grande pittore ha rincorso la gloria e la fama.

Al centro della scena ci sono i turbamenti di un animo inquieto e contraddittorio, di un genio della pittura che si barcamena tra angoscia e rabbia, sensualità e redenzione.

La voce narrante del film è di Manuel Agnelli, cantante e chitarrista degli Afterhours, e giudice del programma X-factor. La voce fuori campo di Agnelli, in realtà non ottiene il risultato sperato: il suo accento marcato, la sua carente dizione leva tutta la poesia e magia all’intera opera cinematografica.

“Caravaggio – L’Anima e il Sangue” è un documentario molto interessante che vuole mettere in luce le debolezze e le contraddizioni dell’uomo che si cela dietro il noto pittore.

Voto: 6

Caravaggio – L’Anima e il Sangue (documentario, Italia, 2018) di Jesus Garces Lambert – in uscita nelle nostre sale da lunedì 19 febbraio 2018


La Ragazza nella Nebbia: recensione

Toni Servillo e Jean Reno sono i protagonisti del thriller “La Ragazza nella Nebbia” di Donato Carrisi, dal 26 ottobre al cinema.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale il thriller “La Ragazza nella Nebbia”, film d’esordio del noto scrittore Donato Carrisi, che inaugurerà la pre-apertura del Festival del Cinema di Roma 2017.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello stesso Carrisi, il film si ambienta ad Avechot, piccolo e sperduto paese di montagna del nord Italia. Alla vigilia di Natale scompare Anna Lou (Ekaterina Buscemi), la classica quindicenne “tutta casa e chiesa”. Ad indagare sul caso ci sarà l’ispettore Vogel (Toni Servillo), una figura molto controversa ed astuta. Prima i mass media poi tutta la comunità montana cercherà la scomoda verità: il “mostro” potrebbe essere il professor Loris Martini (Alessio Boni).

Carrisi racconta una storia piena di evidenti richiami ai recenti fatti di cronaca nera. Con sottile astuzia e profonda conoscenza della materia indaga sui personaggi, delineandone bene la psicologia in tutte le sue sfumature. Nulla infatti viene lasciato al caso: dalla scenografia ai dialoghi, dalle luci ai silenzi, ogni elemento è necessario per la ricostruzione della storia.

“La ragazza nella nebbia” è sicuramente un film sul Male, dove i “mostri” o i colpevoli sono tutti indistintamente. C’è chi lo fa per soldi, chi per la luce dei riflettori, chi per gelosia e non si salva nemmeno chi dovrebbe essere il rappresentante della giustizia. Perché nella società odierna la verità poco interessa; i riflettori, la fama mediatica diventano l’aspetto più importante. Il finale è amaro come il ritratto della società di oggi. Carrisi, infatti, non perdona nessuno e l’unica personificazione del Bene è la giovane vittima, che non ha alcuna voce ma solo lacrime.

Il film omaggia chiaramente il noir italiano anni ’60 ma anche i thriller d’oltreoceano più moderni: il ritmo è ben scandito, la tensione è sempre sostenuta.

Il regista dimostra con questa pellicola non solo di conoscere bene il mestiere della scrittura ma anche quello della macchina da presa.

Ottimo è il cast e primo fra tutti il sempre apprezzato Toni Servillo che regala un’interpretazione difficile e prismatico di un personaggio molto spigoloso.

“La ragazza nella nebbia” è un ottimo thriller tutto italiano, che vanta una buona regia d’esordio, un’ottima sceneggiatura ed un buon cast.

Voto: 8

La Ragazza nella Nebbia (Thriller, Italia, 2017) di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


No one like us: inizio riprese per Stefano Calvagna

Iniziano le riprese di “No one like us”, il nuovo film del regista romano Stefano Calvagna, a Londra con un cast tutto internazionale.

Stefano Calvagna torna dietro alla macchina da presa unendo due grandi passioni: quella per il cinema e quella per il calcio.

Su un nuovo terreno, quello londinese, il cineasta romano racconterà in “No one like us” la storia attuale di un imprenditore italiano interpretato da Ilario Calvo (“Rush” di Ron Howard e la nota serie tv “Outlander” nel curriculum), che, messo in ginocchio dalla crisi economica in Italia ed a seguito del fallimento della sua azienda, parte verso la capitale britannica per aprire un ristorante ed iniziare una nuova vita.

Il susseguirsi degli eventi lo porterà a Londra ad entrare in contatto con una famosa tifoseria locale ispirata a quella del Millwall, squadra del nord della città, famosa per avere la firma “più incazzata d’Inghilterra”, formata da uomini definiti “lions” (leoni), appassionati e pronti a lottare nel nome del proprio team calcistico.

Nel cast figurano anche anche Sean Cronin (“Mission: Impossible – Rogue Nation”, “Harry Potter e la camera dei segreti”) e Adam Shaw (“Salvate il soldato Ryan”, “Red 2”, la serie tv “Doctor Who”).

Fonte: Comunicato Stampa

The Start Up – Accendi il tuo futuro: recensione

Dal 6 aprile arriva nelle nostre sale “The Start Up – Accendi il tuo futuro” di Alessandro D’Alatri, una storia di speranza giovanile tutta italiana.

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Il regista Alessandro D’Alatri (“Casomai”, “Sul Mare”)ritorna al cinema con una nuova commedia “The Start Up – Accendi il tuo futuro” dal 6 aprile nelle sale italiane.

Ispirato ad una storia vera, il film racconta di Matteo Achilli (Andrea Arcangeli), un diciannovenne della periferia romana che, deluso dalla solita prassi della raccomandazione, si dedica alla creazione di un social network, che in base a criteri oggettivi di merito permette Il sito si chiama “Egomnia” e lo presenterà alla Bocconi di Milano, l’università dove studia. Il successo inaspettato è immediato ed i mass media prima ed i salotti che contano poi lo esaltano, distogliendolo ed ammaliandolo. Matteo però ben presto ritornerà sui suoi passi: il suo social network si basa su saldi valori etici perché incentrato sulla meritocrazia.

Il film di D’Alatri, a differenza del più celebre “Social Network” di David Fincher, si basa su una storia tutta italiana dove la famiglia e la determinazione del giovane sono i veri protagonisti. Infatti i valori etici e moralmente saldi del protagonista che gli sono stati insegnati dai genitori sono la vera spinta verso il suo futuro imprenditoriale.

“The Start up” è un film di speranza che si rivolge soprattutto ai giovani d’oggi, spesso obbligati a ricercare all’estero la realizzazione dei loro sogni.

La pellicola vanta una sceneggiatura semplice e molto lineare, un buon ritmo ed anche una buona interpretazione.

Prodotto da Luca Barbareschi, il film si arricchisce anche della colonna sonora di Pivio e Aldo De Scalzi.

The Start Up – Accendi il tuo futuro” è un buon prodotto cinematografico, una bella e positiva storia di speranza tutta italiana.

Voto: 7

The Start Up – Accendi il tuo futuro (Commedia, Italia, 2017) di Alessandro D’Alatri. Con Andrea Arcangeli, Paola Calliari, Matilde Gioli, Luca Di Giovanni, Matteo Leoni, Matteo Vignati, Guglielmo Poggi, Lidia Vitale, Thomas Peyretti, Federigo Ceci, Loris Loddi, Massimiliano Gallo – in uscita nelle nostre sale da giovedì 6 aprile 2017.


Il Permesso – 48 ore fuori: recensione

Dal 30 marzo arriva nel nostre sale il film drammatico – noir “Il Permesso – 48 ore fuori” di e con Claudio Amendola.

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Il noto attore romano Claudio Amendola ritorna dietro la macchina da presa, dopo “La mossa del pinguino”, con un nuovo film drammatico – noir “Il Permesso – 48 ore fuori”, dal 30 marzo nelle nostre sale.

La storia si ambienta a Roma: quattro personaggi, diversi per età e condizione sociale, ottengono un permesso di 48 ore dal carcere di Civitavecchia. C’è Donato (Luca Argentero) che cerca sua moglie, vittima di un brutto giro di prostituzione, per la quale tornerà ai combattimenti illegali; poi c’è Luigi (Claudio Amendola), un famoso criminale che ritroverà la sua famiglia e suo figlio implicato nella micro-criminalità; Angelo (Giacomo Ferrara), un giovane di periferia, che riscopre i suoi vecchi amici e complici, e Rossana (Valentina Bellè), una ragazza ricca e viziata che cerca di colmare il suo vuoto interiore con la ribellione ed il lusso.

Il racconto così si concentra su quattro personaggi, che nonostante le loro diversità, cercano un riscatto: l’ex-pugile tenta di ritrovare la sua unica fonte di felicità; l’anziano criminale si sacrifica per salvare la sua famiglia; i due giovani dovranno individuare la loro nuova strada ed il loro posto nel mondo. Il percorso di crescita dei personaggi è doloroso ed in alcuni casi mortale.

Amendola con questo film si concentra su tematiche a lui care come la criminalità e l’analisi sociale. Attenta è la ricostruzione psicologica dei suoi protagonisti, come degli ambienti. Una profonda tristezza scorre lungo l’opera che scade nell’eccessivo buonismo in un finale non necessario. Infatti tutti i personaggi si salvano e si redimono loro malgrado, ma se in alcuni casi c’è una ventata di ottimismo con l’inno alla vita ed al futuro, in altri c’è solo sofferenza e sterile vendetta.

Ad un buon ritmo corrisponde una regia lineare ed un percorso narrativo lucido ed attento.

I personaggi sono tutti ben caratterizzati e gli stessi interpreti offrono una buona performance.

Il Permesso – 48 ore fuori” è un film noir che riflette sulla criminalità che dilaga nelle nostre città con uno sguardo attento e preciso.

Voto: 8

Il permesso – 48 ore fuori (Noir, Italia, 2017) di Claudio Amendola. Con Luca Argentero, Claudio Amendola, Giacomo Ferrara, Valentina Bellè, Antonino Iuorio – in uscita nelle nostre sale da giovedì 30 marzo 2017.


Vedete, sono uno di voi: recensione

Il noto regista Ermanno Olmi racconta il Cardinal Martini in “Vedete, sono uno di voi”, a marzo nelle nostre sale.

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In occasione del 90esimo anniversario della nascita del cardinale Martini (15 febbraio 1927), scomparso nel 2012, il regista Ermanno Olmi ha presentato il suo docu-film “Vedete, sono uno di voi” in anteprima al Duomo di Milano, dove è stato accolto da fragorosi applausi e tanta commozione.

La pellicola arriverà nelle nostre sale solo il prossimo marzo.

Il Docu-film ripercorre la vita del Cardinale Martini dalla sua infanzia fino alla sua scomparsa a Gallarate il 31 agosto 2012. Figlio dell’alta borghesia torinese, Carlo Maria Martini già all’età di dieci anni aveva sentito la vocazione. Segue poi la sua iniziazione nella Compagnia di Gesù e si distinguerà presto per essere un grande studioso di teologia, un insigne biblista ed illustre esegeta. Nel 1979 fu eletto arcivescovo di Milano.

La voce narrante come le riprese sono tutte del regista, mentre le parole appartengono a Martini: sono tratte rigorosamente dai suoi scritti, riprese dalle interviste. Olmi si avvale anche dell’aiuto di Marco Garzonio, giornalista de Il Corriere della Sera ed autorevole conoscitore del Cardinale.

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Il regista si focalizza sulla dimensione sociale e civile della testimonianza di Martini, piuttosto che su quella spirituale. Infatti si scopre un Martini impegnato nelle periferie romane già durante i suoi studi biblici a Roma; il suo estenuante lavoro a fianco della Comunità di Sant’Egidio e dei detenuti del carcere di San Vittore; e l’iniziativa della Cattedra dei non credenti.

Martini così è un uomo religioso prodigo verso il prossimo che critica lui per primo la Chiesa per i suoi lussi e sprechi, mentre preferisce da gesuita mostrarsi povero e umile, con i suoi dubbi e la sua sete di conoscenza.

Il racconto è lucido, attento, puntale ma anche profondamente emozionante.

Il docu-film ripercorre con Martini importanti pagine di Storia nazionale: dalla guerra alla ricostruzione, dalla nascita della democrazia alle brigate rosse fino a tangentopoli. L’esimio cardinale così diventa un pretesto per il regista Olmi per riflettere sui grandi temi, sempre attuali, di coscienza civica, di riflessione storica, di spiritualità. La corruzione e la criminalità che Martini ha visto nascere ed ha cercato di combattere, oggigiorno tristemente dilaga.

Il regista si rivolge proprio allo spettatore: bisogna ritrovare una coscienza civile e storica per poter costruire una società migliore!

Molto belle sono i fotogrammi che Olmi trae dai suoi stessi film, in particolare da “E venne un uomo” su Giovanni XXIII, e “Milano 83”.

Vedete, sono uno di voi” è una pellicola molto importante non solo perché ricorda uno dei personaggi più importanti di questo secolo, ma soprattutto per i temi affrontati dal regista.

L’unica nota dolente della pellicola è che Olmi ha privilegiato l’aspetto sociale e civile del Cardinale Martini, spogliandolo o comunque limitandolo nei suoi contenuti religiosi.

Come ha dichiarato lo stesso regista Olmi:

“Ci sono degli alberi che crescono fuori dai giardini, crescono dove l’erba è spontanea e l’ordine gerarchico fra le varie categorie di fiori non è valutato in termini economici ma in base alla funzione spirituale che hanno presso l’uomo. Noi abbiamo bisogno di questa ‘compagnia’, di tutte queste cose che fanno per noi quello che ci dimentichiamo di fare.”

Voto: 9

Vedete, sono uno di voi (documentario, Ita, 2016) di Ermanno Olmi – in uscita nelle nostre sale a marzo 2017.

La Stoffa dei Sogni: recensione

Dal 1 dicembre arriva nelle nostre sale “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu: una commedia degli equivoci da Shakespeare a De Filippo.

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Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini sono i protagonisti de “La stoffa dei sogni” di Gianfranco Cabiddu, in arrivo nelle nostre sale dal 1 dicembre.

Ispirato a “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo ed alla sua traduzione della “Tempesta” di William Shakespeare, il film si ambienta sulla selvaggia ed incontaminata isola dell’Asinara. Una modesta compagnia di teatranti capeggiati da Oreste Campese (Sergio Rubini) naufraga sull’isola-carcere insieme ad alcuni famosi camorristi, che per evitare la prigione, cercheranno di confondersi tra gli attori. Il direttore del carcere (Ennio Fantastichini) allora, per smascherare i malavitosi, chiede al capocomico di mettere in scena “La tempesta” di William Shakespeare. Campese dovrà riscrivere il famoso copione con un linguaggio più consono ai malavitosi. Sullo sfondo c’è anche la storia d’amore tra la giovane Miranda (Kraghede Bellugi), figlia adolescente e semi-reclusa del direttore del carcere, ed il camorrista naufrago disperso, Ferdinando Aloisi (Maziar Fayrouz); il canto solitario di un pastore sardo; i sogni di fuga delle guardie carcerarie.

Omaggiando due grandissimi maestri del teatro nazionale ed internazionale, Eduardo De Filippo e William Shakespeare, il regista Cabiddu racconta una storia intima e personale di sentimenti contrastanti, dall’abbandono all’amore, dall’isolamento alla ricerca del proprio io.

La stessa isola, brulla e difficile, zattera incontaminata immersa nel mare più profondo, diventa il simbolo della prigione individuale: ogni personaggio, di pirandelliana memoria, cerca il suo ruolo confondendo e celando il proprio essere.

Molti sono i rimandi come le citazioni, molte le tematiche affrontate. La sceneggiatura però risulta sofferente in molte sue parti, lasciando spesso lo spettatore disorientato e dubbioso.

Ottima è sicuramente l’interpretazione di Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini, come apprezzabile è l’amichevole partecipazione di Luca De Filippo, figlio di Eduardo, nell’ultima presenza al cinema prima della sua scomparsa il 27 novembre 2016.

Il cast si compone anche di Renato Carpentieri, Francesco Di Leva, Ciro Petrone, Alba Gaïa Kraghede Bellugi, Teresa Saponangelo.

 

“La stoffa dei sogni” è un film interessante e profondo, che vuole riflettere sulla “prigione” personale di ognuno di noi.

Voto: 6

La stoffa dei Sogni (Ita, Commedia, 2015) di Gianfranco Cabiddu, con Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Alba Gaïa Bellugi, Teresa Saponangelo, Renato Carpentieri, Francesco Di Leva, Ciro Petrone, Luca De Filippo – in uscita nelle nostre sale da giovedì 1 dicembre 2016