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A Beautiful Day: recensione

Joaquin Phoenix è il protagonista dello struggente thriller “A Beautiful Day” di Lynne Ramsay, dal 1 maggio al cinema.

La regista Lynne Ramsay ritorna sul grande schermo con il thriller “A Beautiful Day” con protagonista Joaquin Phoenix, dal 1 maggio nelle nostre sale.

Joe è un uomo difficile, con molti problemi. Veterano di guerra e sopravvissuto ad un padre violento, di mestiere fa’ il sicario: salva vittime innocenti dagli orchi cattivi. A casa Joe è un figlio premuroso ed amorevole: accudisce la madre anziana e malata. Il suo ultimo incarico è quello di salvare Nina, la figlia preadolescente di un politico locale, da un giro di prostituzione minorile. La situazione però si rivela essere molto più complessa e pericolosa del previsto. Joe dovrà infatti presto fare i conti anche con i suoi Demoni per poter salvare la bambina.

Se l’incipit del film sicuramente non risulta originale in quanto facilmente riecheggiano pellicole famose come “Leon” e “Taxy Driver”, la regia è sorprendentemente innovativa. Infatti la regista scozzese Ramsay (“Ratcatcher”, “…E ora parliamo di Kevin”) sembra una pittrice impressionista che, con vigore e maestria, ad ogni pennellata scava in profondità nei suoi personaggi, avvolge lo spettatore con musiche e colori in una giostra drammatica di emozioni e sentimenti, rabbia e dolore.

Joe è un killer cha ha avuto un’infanzia di violenze e maltrattamenti. È diventato lui stesso violento ma invece di essere l’orco è diventato il difensore di vittime innocenti a cui hanno rubato la stessa infanzia. Ma Joe è un uomo qualunque, che semplicemente con un martello cerca giustizia.

Fiumi di sangue scorrono copiosi, scontri feroci si rincorrono nelle buie e fumose strade americane. Il dolore prima del protagonista poi della vittima però sovrasta tutto: è un urlo straziante, sconvolgente, profondo.

Ottima è l’interpretazione di Joaquin Phoenix, deturpato nel corpo e nell’animo per interpretare un personaggio complesso, bellissima la fotografia di Thomas Townend.

Degno di nota è sicuramente anche il sonoro curato dal musicista inglese Jonny Greenwood: martellante come l’arma scelta dal protagonista, ritmata come il battito cardiaco in preda all’angoscia ed al tumulto.

A Beautiful Day” è un film intenso e profondo, che colpisce direttamente al cuore dello spettatore, un piccolo gioiello cinematografico di Lynne Ramsay.

Voto: 8

A Beautiful Day (“You Were Never Really Here”, Drammatico, USA, 2017) di Lynne Ramsay. Con Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman, Judith Roberts, Jason Babinsky, Frank Pando, Kate Easton, Madison Arnold – In uscita nelle nostre sale da martedì 1 maggio 2018.


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Ready Player One: recensione

“Ready Player One”, dal 28 marzo al cinema, di Steven Spielberg è una piccola gemma cinematografica che omaggia la cultura pop degli ultimi decenni.

Il noto regista Steven Spielberg ritorna sul grande schermo con il film “Ready Player One”, dal 28 marzo nelle nostre sale.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Ernest Cline, libro cult del 2010 per gli appassionati di videogiochi, il film si ambienta nel 2045. Il diciassettenne Wade (Tye Sheridan) cerca di sfuggire alla sua povera triste esistenza rifugiandosi nella realtà virtuale di OASIS, società immaginifica dove ognuno può essere ciò che vuole. Il suo leggendario programmatore James Halliday (Mark Rylance) decide, alla sua morte, di lasciare in eredità i proventi e la gestione del suo programma a chi svelerà tre enigmi. Wade alias Parzival, raccoglie la sfida, insieme alla misteriosa Ar3mis (Olivia Cooke) ed altri amici virtuali. Tra enigmi e sfide a perdi fiato, i giovani amici dovranno vedersela anche con l’affarista e senza scrupoli Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn).

Nonostante lo stesso Cline abbia partecipato alla sceneggiatura del film, questi si differenzia molto dal libro da cui trae ispirazione.

Ready Player One” è un bolckbuster, un enorme calderone di citazioni, strizzatine d’occhio, omaggi e rimandi alla cultura pop degli anni ’80-’90. Da “Il Gigante di Ferro” a “Ritorno al Futuro”, da “Gundam” a “Mad Max” fino alla “Febbre del sabato sera”: tanti sono gli omaggi ed i tributi che inevitabilmente riescono a toccare le corde emozionali dello spettatore, da quello più anziano a quello più giovane. E’ sicuramente una lettera d’amore verso il mondo dei videogiochi e la tecnologia, ma è soprattutto una dichiarazione d’amore da parte di Spielberg verso il cinema degli ultimi trent’anni.

Curato nel particolare, ben sceneggiato e con un ritmo sempre incalzante “Ready player One” è una giostra di colori e suoni.

La morale del film è molto profonda: la realtà virtuale è un grande traguardo tecnologico ma deve essere sempre calibrata e controllata perché non bisogna mai perdere il vero senso della realtà. Messaggio importante soprattutto perché viene da Spielberg che sulla soglia dei suoi 72 anni, dimostra come ancora si può sognare e sopravvivere nell’era digitale.

Ready Player One” è una piccola gemma cinematografica, divertente e visivamente spassosa diretta dal sempre ed intramontabile Steven Spielberg.

Voto: 8

Ready Player One (Fantascienza, USA, 2018) di Steven Spielberg. Con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, Hannah John-Kamen, T.J. Miller, Ben Mendelsohn, Julia Nickson, Lena Waithe – in uscita nelle nostre sale da giovedì 28 marzo 2018.


Tonya: recensione

Dal 29 marzo arriva nelle sale “Tonya”, il biopic su Tonya Harding, la famosa pattinatrice americana.

Tonya”, il biopic su Tonya Harding, la famosa pattinatrice americana protagonista di uno dei più grandi scandali dello sport mondiale, arriverà nelle nostre sale dal 29 marzo diretto da Craig Gillespie e con protagonista Margot Robbie.

Il film, acclamato dal pubblico e dalla critica dei vari festival in cui è stato presentato, è il ritratto tragico e al tempo stesso ironico di una donna forte e di una società bisognosa di creare miti per poi distruggerli.

Tonya Harding cresce in una periferia povera e con una madre molto dura. La sua passione ed il suo talento per il pattinaggio artistico su ghiaccio la resero prima una campionessa nazionale poi olimpica. In realtà, la Harding non è mai piaciuta ai giudici di gara perché non la ritenevano all’altezza per rappresentare gli Stati Uniti all’estero. Fumava, aveva una vita difficile caratterizzata da povertà e violenza. Tonya fu al centro di una grande scandalo: fu accusata per la nota aggressione alla rivale Nancy Kerrigan prima delle Olimpiadi del ’94.

Il regista Gillespie ricostruisce la vita di Tonya dai 4 ai suoi 44 anni, cioè ripercorre l’ascesa e la caduta della campionessa, che fu la seconda donna ad eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale.

La pellicola inizia con un messaggio chiaro: “è tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia con Tonya Harding e Jeff Gillooly”, il marito della pattinatrice.

Così tutta la pellicola è permeata da tanta ironia: i personaggi che circondano la protagonista, dal marito violento alla madre crudele ed anaffettiva, all’istruttrice sembrano tutte caricature di un’umanità goffa e stupida. Al centro della storia però c’è una donna, bistrattata e violentata dai mass media e dalla società perbenista, esclusa e denigrata semplicemente perché diversa.

Il regista non vuole condannare o giudicare le azioni di Tonya, ma attraverso il racconto struggente e nefasto della sua vita descrive un volto dell’America molto inusuale. Un’America che si vuole mostrare per qualcosa che non è, il mitico e tante volte citato ed agognato “sogno americano” in realtà risulta fasullo. Se appartieni alla periferia povera e non puoi vantare la classica famiglia americana alla “Happy Days” non ti basta il talento per emergere, perché resterai sempre esclusa. La stessa condanna da parte della Corte risulta spietata ed avvalora la tesi del regista, che come lo spettatore risulta ferito e confuso da tanta crudeltà.

Bravissima è Margot Robbie, che riesce a dare profondità ed a esprimere tutto il temperamento focoso e psicolabile della giovanissima protagonista, personaggio controverso ed estremamente complesso.

Tonya” è un film difficile, crudele ed ironico che ha il coraggio attraverso il sorriso di criticare ferocemente gli Stati Uniti d’America, colpendoli direttamente al cuore.

Voto: 8

Tonya (“I, Tonya”, Biografico, USA) di Craig Gillespie. Con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Paul Walter Hauser, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Mckenna Grace, Bojana Novakovic, Caitlin Carver, Amy Fox, Evan George Vourazeris, Joshua Mikel. – In uscita nelle sale da giovedì 29 marzo 2018.


La vedova Winchester: recensione

Dal 22 febbraio arriva l’horror “La vedova Winchester”, basato su fatti realmente accaduti, con protagonista Helen Mirren.

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La nota e pluripremiato attrice britannica Helen Mirren è la protagonista della ghost story “La vedova Winchester” di Peter e Michael Spierig, dal 22 febbraio al cinema.

Basato su una storia vera, il film si ambienta nei primi anni del ‘900 e racconta della costruzione della Winchester Mansion, una delle case infestate dai fantasmi più famose al mondo.

Sarah Winchester è una facoltosa ed anziana vedova che vive in una casa in continua trasformazione. È un edificio con più di 100 stanze, un labirinto di corridoi e sfarzosi arredi, popolato dai fantasmi che sono state vittime della potenza di fuoco di un Winchester.
Il consiglio di amministrazione della grande azienda pensa che la donna abbia perso il senno e così decide di mandare uno psicologo, Eric Prince, che dichiari la sua infermità mentale.

“La vedova Winchester” non è un horror nel senso tradizionale del termine ma una ghost story, cioè una storia di fantasmi.

Il ritmo è incalzante, i “salti dalla poltrona” assicurati. La struttura narrativa risulta ben articolata, molto curata la scenografia ed i toni chiari- scuri arricchiscono di mistero la storia.

Preciso e puntuale anche il messaggio: la pericolosità delle armi da fuoco non sono solo responsabilità di chi effettivamente preme il grilletto ma anche di chi le costruisce!

La pellicola si arricchisce di déjà-vu necessari per strizzare l’occhio al grande pubblico: il bambino indemoniato, porte che cigolano, apparizioni spaventose, corridoi poco illuminati.

I registi Peter e Michael Spierig, dopo i successi di “Predestination” e “Saw Legacy”, con questo film hanno scelto di raccontare una storia, nota leggenda a stelle e strisce, che sicuramente incute terrore più per il sotteso che per l’apparizione fulminea delle anime indemoniate.

Protagonista assoluta della pellicola è sicuramente Helen Mirren, che attraverso un gioco sottile di sguardi e movenze, riesce a dare grande fisicità e profondità ad un personaggio complesso. Gli altri attori, primo fra tutti Jason Clarke (“Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie”, “Terminator Genisys”), non possono che scomparire dinanzi alla maestosità della Mirren.

La vedova Winchester” è una ghost story ben architettata e prodotta, che cerca di terrorizzare più per il suo messaggio che per la sua messa in visione.

Voto: 8

La vedova Winchester (“Winchester – The House That Ghosts Built”, horror, USA 2018) di Peter Spierig, Michael Spierig. Con Helen Mirren, Sarah Snook, Jason Clarke, Angus Sampson, Eamon Farren, Laura Brent, Tyler Coppin, Emm Wiseman, Dawayne Jordan, Jeffrey W. Jenkins, Thor Carlsson, Xavier Gouault – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.


50 Sfumature di Rosso: recensione

Mr Grey ed Anastasia Steele ritornano sul grande schermo per l’ultimo capitolo della della trasposizione cinematografica della trilogia erotica di E.L. James, “50 Sfumature di Rosso” dall’8 febbraio al cinema.

L’attesissimo capitolo finale della saga romantico-erotica di “50 Sfumature”, “50 Sfumature di Rosso” arriverà nelle nostre sale dall’8 febbraio.

Adattamento cinematografico dell’omonima trilogia erotica letteraria di E.L. James, il film è diretto da James Foley e vede il ritorno dei protagonisti Dakota Johnson e Jamie Dornan.

Anastasia e Christian Grey convolano finalmente a nozze. Sono una coppia di sposini nella norma: sesso tradizionale, prime incomprensioni. Il risvolto thriller con l’ex capo che cerca vendetta contro Mr Grey; l’happy end mieloso e molto american style. Il tutto sempre infarcito di macchine ed appartamenti super lussuosi, jet privati, vacanze da sogno.

A differenza dei precedenti capitoli dove il regista era alla continua ricerca di realizzare un soft-porno dai toni sadomaso, in “50 Sfumature di Rosso” la nota “Red Room”, una volta angolo delle perversioni, adesso viene usata per andarci a dormire da soli dopo aver litigato!

Così non c’è più la storia del formarsi di una coppia, ma del suo mantenimento in un momento di difficoltà: l’incipit che ha reso la saga letteraria famosa viene in questo modo totalmente tradita e svilita!.

Al di là dei soliti dialoghi minimalisti ed alla musica in sovrabbondanza, la pellicola svela una sottotrama sicuramente curiosa. Il perverso e ribelle Mr Grey, una volta sposato, diventa un padre-padrone: è geloso, possessivo, intransigente. Anastasia che sembra inizialmente piegarsi alle volontà del proprio coniuge, riesce a “domarlo”.

La pellicola così giunge a fotografare una situazione retrograda di coppia dove la donna è una manipolatrice scaltra che comanda dentro le mura domestiche, mentre l’uomo spadroneggia fuori!

Si sperava che nel 2018, in seguito anche allo scandalo Weinstein ed alla campagna “#MeToo”, nel momento storico in cui si combatte per la parità dei diritti e di eguaglianza sociale tra i sessi ci potesse essere un po più di orgoglio e rivalsa femminile!

Invece in “50 Sfumature” tutto finisce dove inizia: bastano un paio di manette ed un frustino in camera da letto per soffocare millenni di lotta femminista!

50 Sfumature di Rosso” è il capitolo finale di una trilogia che avrebbe dovuto sconvolgere e scioccare per i suoi temi hard, e che invece ha tradito completamente il suo incipit.

Voto: 5

50 Sfumature di Rosso (Fifty Shades Freed, Erotico – Sentimentale, USA 2018) di James Foley. Con Dakota Johnson, Jamie Dornan, Arielle Kebbel, Kim Basinger, Tyler Hoechlin, Luke Grimes, Eric Johnson, Marcia Gay Harden, Brant Daugherty, Rita Ora, Max Martini, Eloise Mumford, Callum Keith Rennie, Dylan Neal, Robinne Lee, Michelle Harrison, Bruce Altman, Fay Masterson, Andrew Airlie, Amy Price-Francis, Victor Rasuk – In uscita nelle nostre sale da giovedì 8 febbraio 2018.

Mission Impossible: Fall out – Le prime immagini video

Ritorna sul grande schermo l’agente Ethan Hunt – Tom Cruise per il sesto capitolo di “Mission Impossible”, “Mission Impossible: Fall out”. Sono Disponibili le prime immagini video in italiano.

Sono state pubblicate le prime immagini video in italiano di “Mission Impossible: Fall out“, il sesto capitolo della popolare saga d’azione, che vede Tom Cruise vestire nuovamente i panni dell’agente Ethan Hunt.

Il film diretto da Christopher McQuarrie, vede nel cast anche Henry Cavill, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, VingRhames, Sean Harris, Angela Bassett, Vanessa Kirby, Michelle Monaghan, Alec Baldwin, Wes Bentley, Frederick Schmidt.

La sinossi ufficiale recita: “Ethan Hunt (Tom Cruise) ed il suo team IMF (Alec Baldwin, Simon Pegg, Ving Rhames) insieme ad alcuni alleati molto familiari (Rebecca Ferguson e Michelle Monaghan) saranno impegnati in una corsa contro il tempo dopo una missione fallita”.

Negli Stati Uniti “Mission: Impossible Fall-out” uscirà il 27 Luglio 2018, mentre ancora non abbiamo una data certa per la release italiana.


Il Filo Nascosto: recensione

Daniel Day-Lewis è il protagonista de “Il Filo nascosto” di Paul Thomas Anderson, dal 22 febbraio nelle nostre sale.

Candidato a ben sei premi Oscar, il nuovo film di Paul Thomas Anderson, “Il Filo nascosto”, con protagonista Daniel Day-Lewis, arriva al cinema dal 22 febbraio.

Londra, anni ’50. Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) è lo stilista più acclamato d’Inghilterra, ed insieme a sua sorella Cyril (Lesley Manville) sono il centro della moda britannica. Woodcock è un eterno scapolo, abitudinario e sempre molto concentrato su di se e sul proprio talento artistico. Un giorno però incontra Alma (Vicky Krieps), una giovane cameriera che presto diventerà sua musa ed amante. Alma è una donna indipendente e decisa pronta a portare molto scompiglio nella vita ordinata e routinaria di Woodcok.

“Il Filo nascosto” è una struggente storia d’amore, ma anche un noir dalle tinte fosche. È un film sull’arte e sul talento artistico, ma è anche un film d’epoca. Come gli abiti sartoriali possono nascondere messaggi e frammenti di vita, così la pellicola di Anderson cela sotto trame e sfumature narrative.

Bellissimi sono i vestiti, i caldi colori delle ambientazioni londinesi, i particolari di una scenografia sempre attenta e lucida. Buono è il ritmo che segue una struttura narrativa articolata ed in molti suoi punti anche spiazzante. Bravissimi anche gli interpreti per dei ruoli difficili e complessi: da Daniel Day-Lewis a Vicky Krieps.

Il regista Anderson ha dichiarato recentemente che con questo film ha cercato di dare nuova dignità cinematografica al romanzo “Rebecca, la prima moglie” di Daphne Du Maurier e di omaggiare il film che Alfred Hitchcock ne ha tratto nel 1940, e che è nato dalla voglia di raccontare una storia dove l’eleganza degli abiti, ma anche dei gesti e delle persone fosse la vera protagonista.

Paul Thomas Anderson si conferma essere così uno dei più grandi registi dell’universo cinematografico contemporaneo, che riesce sempre a colpire nel segno anche con un film, quale “Il Filo nascosto”, molto difficile per le tematiche affrontate.

Esteticamente perfetto, visivamente accattivante, “Il Filo nascosto” coinvolge ed emoziona, stupisce e lascia riflettere.

voto: 9

Il Filo Nascosto (Phantom Thread, drammatico, USA, 2017) di Paul Thomas Anderson; con Vicky Krieps, Daniel Day-Lewis, Lesley Manville, Sue Clark, Joan Brown, Camilla Rutherford. – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.


Saw Legacy: recensione

Jigsaw è tornato. Dal 31 ottobre arriva nelle nostre sale “Saw Legacy”, ottavo capitolo della saga horror dell’Enigmista, diretto da Michael e Peter Spierig.

Dal 31 ottobre arriva nelle nostre sale l’attesissimo film horror “Saw Legacy”, ottavo capitolo della famosa saga di “Saw”, diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig (“Predestination”).

Jigsaw è tornato. Cinque persone, che hanno commesso gravi peccati, vengono rinchiusi in un capanno. Inizia il gioco: bisogna espiare le proprie colpe affrontando diverse prove. E’ un gioco perverso e sanguinario, poiché le vittime inevitabilmente muoiono. E’ una corsa contro il tempo e le indagini della polizia sono capitanate sia dal cinico e corrotto detective Halloran (Callum Keith Rennie) che dal medico Logan (Matt Passmore) e dalla sua misteriosa assistente Eleanor (Hannah Emily Anderson).

La saga di “Saw” è iniziata nel lontano 2004 con “Saw – L’enigmista” di James Wan, ed ha subito raccolto il plauso sia della critica che degli spettatori poiché per la prima volta venivano commistionati elementi da slasher-movie ad una componente enigmistica in una situazione claustrofobia di ambienti chiusi e poco illuminati.

La saga ha registrato poi negli anni momenti di più o meno successo.

Dopo sette anni da quello che si pensava fosse il capitolo finale nel 2010 diretto da Kevin Greutert, arriva al cinema un ottavo capitolo che si pone come un prequel, poiché Jigsaw non è ancora morto ma addestra un adepto!

“Saw Legacy” a differenza dei precedenti capitoli, però, manca totalmente di quelle caratteristiche che hanno reso famosa la saga. Pochi sono gli ambienti chiusi, scarsa la tensione, ridicoli ed esigui i particolari sanguinosi. Gli stessi enigmi, poi, vengono subito risolti, svelando anticipatamente le situazioni ed i fotografi successivi.

La sceneggiatura risulta piatta e poco articolata, i personaggi sono poco caratterizzati, i dialoghi banali. Il finale cerca in vano di salvare l’intera pellicola con una serie spiazzante di colpi di scena.

I fratelli Spierig hanno preferito forse confezionare una pellicola troppo bilanciata, risultando anonima.

Saw Legacy” è un film horror sicuramente guadabile, ma che poco e niente ha a che fare con una saga che ha levato il sonno a molti spettatori.

Voto: 5

Saw Legacy (Horror, USA, 2017) di Michael Spierig, Peter Spierig. Con Laura Vandervoort, Tobin Bell, Matt Passmore, Callum Keith Rennie, Hannah Emily Anderson, Brittany Allen, Tina Jung. – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 31 ottobre 2017.

Shining: un Halloween da urlo

Per Halloween, come evento speciale, arriva nelle sale “Shining”, il film cult di Kubrick con un ineguagliabile e giovane Jack Nicholson.

Solo dal 31 ottobre fino al 2 novembre, ritorna sul grande schermo “Shining”, film horror più pauroso di tutti i tempi, diretto dal regista premio Oscar Stanley Kubrick.

Come evento speciale il film cult sarà presentato nella sua versione da 119 minuti e sarà anticipato dall’inedito cortometraggio intitolato “Work and Play”, ovvio richiamo alla nota frase di Jack Torrance.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephen King del 1977, il film racconta la storia di Jack Torrance (Jack Nicholson), uno scrittore in crisi con molti problemi, che per ritrovare l’ispirazione accetta un lavoro come guardiano, durante la stagione invernale, all’Overlook Hotel, tra le montagne innevate del Colorado. Con sua moglie Wendy ed il figlio di sette anni, Danny, Jack presto scoprirà che l’hotel non è disabitato e le loro vite cambieranno per sempre.

In occasione di Halloween e a 40 anni della pubblicazione del best seller di Stephen King, torna su grande schermo un film cult che ha eguagliato se non superato la fama del romanzo a cui si è ispirato. Un evento imperdibile per riscoprire un film che è diventato un cult nella storia del cinema e per godersi su grande schermo il capolavoro horror di uno dei più grandi registi di sempre, il premio Oscar Stanley Kubrick.

Tra il regista e lo scrittore ci furono diversi battibecchi durante le riprese del film: Kubrick cambiò molte parti del libro e questo non piacque a King, che non mancò di criticare ferocemente la pellicola. I due furono disaccordo finanche sulla scelta di Jack Nicholson quale protagonista, quando invece il pubblico ha osannato la scelta del regista.

Molti sono stati i romanzi di King adattati sul piccolo e grande schermo: dal recente “IT”, che ha sbaragliato il botteghino internazionale, a “La Torre Nera” e le serie tv “The Mist”.

“Shining” però resta e si conferma il migliore e più famoso horror di tutti i tempi perché si avvale di una sceneggiatura articolata e ben strutturata, una regia magnifica ed un cast d’eccezione.

IT: recensione

Il demoniaco Pennywise tornerà sul grande schermo dal 12 ottobre con “It” diretto da Andy Muschietti.

Dal 12 ottobre arriva in Italia l’attesissimo film horror “It”, remake dell’omonimo film tv del 1990 diretto da Tommy Lee Wallace ed adattamento cinematografico del best seller di Stephen King.

Derry, provincia americana, anni ’80. Il piccolo Georgie rincorre la sua barchetta di carta lungo il fiumiciattolo creato dalla pioggia sul bordo della strada. La barchetta finisce in un tombino, Georgie cerca di prenderla. Come il piccolo così altri bambini scompariranno nel nulla in breve tempo. Il fratello maggiore di Georgie ed i suoi amici, allora, insospettiti inizieranno ad indagare e si dovranno scontrare con il clown malefico Pennywise.

Come nella serie tv, il vero protagonista è Pennywise: crudele, famelico, misterioso, assetato di sangue innocente. Sullo sfondo c’è la tipica provincia americana dove in apparenza tutto è tranquillo, ma che in realtà nasconde orribili segreti.

A differenza però sia del romanzo omonimo che del film originale, il regista Muschietti ha scelto alcune licenze poetiche e libertà interpretative per attualizzare la pellicola che risultano non necessarie se non fastidiose al fine della storia.

Nonostante il CGI sia perfetto, come tutta la scenografia ben curata nei dettagli, viene però a mancare quell’atmosfera di tensione e di terrore propria dei racconti di Stephen King.

Tutto è esplicitato: c’è tanto sangue, lessico volgare, arti mozzati. Ciò che manca però è il ritmo e la suspence propri dei film horror, il classico “salto dalla poltrona”. Tutto risulta citofonato, atteso.

Ottimo è sicuramente Bill Skarsgård, nei panni del clown malefico e ben eredita il ruolo che fu di Tim Curry.

“It” è un libro meraviglioso e la serie tv degli anni ’90 ha consacrato Pennywise uno dei re dell’horror. Il suo remake, nonostante il grande budget ed il successo di botteghino già ottenuto oltreoceano, non riesce a ricreare quella poesia di terrore che è propria di “It”.

“It” è un buon horror che sicuramente incontrerà i favori dei fan del genere, ma che deluderà chi ha passato notti insonni ripensando al Pennywise del libro e della serie tv.

Voto: 7

It (USA, 2017, Horror) di Andy Muschietti; con Bill Skarsgård, Owen Teague, Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Wyatt Oleff. – In uscita al cinema da giovedì 19 ottobre 2017.