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Il Vegetale: recensione

Il famoso youtuber Fabio Rovazzi è il protagonista della commedia “Il vegetale” dal 18 gennaio nelle nostre sale.

Dal 18 gennaio arriva al cinema la commedia “Il Vegetale” di Gennaro Nunziante (“Cado dalle Nubi”, “Che bella giornata”, “Sole a catinelle”, “Quo Vado?”) con protagonista il noto youtuber Fabio Rovazzi.

Fabio è un 24enne neolaureato in Scienze della Comunicazione che cerca un impiego. Onesto e sognatore, Fabio deve fare i conti con un padre eccentrico e truffaldino ed una sorellastra capricciosa. Uno stage inatteso ed una serie di sfortunati eventi porteranno Fabio a superare i propri pregiudizi ed a trovare la sua strada.

Il regista Gennaro Nunziante, dopo il “successo Zalone”, ritorna sul grande schermo con una nuova commedia che fotografa la situazione attuale dei giovani neolaureati italiani che devono barcamenarsi tra contratti fasulli e stage improbabili.

La sceneggiatura risulta essere molto lineare, la scenografia curata, i personaggi ben delineati. Buono è il ritmo, poche le gag divertenti che riescono a strappare qualche sorriso.

Se una prima parte del film ben racconta ed ironizza la situazione attuale dei neolaureati italiani, la seconda parte scivola tra cliché e luoghi comuni da “favoletta disneyana” non necessari.

Così l’happy ending ed i toni favolistici rendono l‘intera pellicola ridondante ed inconsistente.

Nota dolente del film è sicuramente il protagonista: Fabio Ravazzi, noto youtuber divenuto famoso per il tormentone estivo “Andiamo a comandare”, nonostante tutti i suoi sforzi non riesce a fornire quel registro comico necessario per reggere l’intera commedia.

“Il vegetale” è una commedia leggera che vuole regalare speranze ai giovani senza lavoro. Rappresenta un’occasione mancata di riflessione su tematiche attualmente drammatiche.

Voto: 5

Il Vegetale (commedia, Italia, 2017) di Gennaro Nunziante. Con Fabio Rovazzi, Luca Zingaretti, Rosy Franzese, Antonino Bruschetta, Paola Calliari, Alessio Giannoni, Mark Grosy, Katia Mironova, Barbara D’Urso, Matteo Reza Azchirvani – In uscita nelle nostre sale da giovedì 18 gennaio 2018.


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Bigfoot Junior: recensione

“Bigfoot Junior”, il nuovo film d’animazione diretto da Ben Stassen, promette tante risate per i più piccoli e per i più grandi, dal 25 gennaio al cinema.

Dal 25 gennaio arriva nelle sale il film d’animazione “Bigfoot Junior”, sesto lungometraggio del regista belga Ben Stassen.

Adam è un tredicenne un po’ sfortunato, cresciuto senza padre e preso di mira dai bulli della scuola. Un giorno però Adam scopre che il padre è ancora vivo e decide di andarlo a cercare. Ben presto scoprirà che suo padre è nientemeno che il leggendario Bigfoot, rimasto nascosto per anni nella foresta per proteggere se stesso e la sua famiglia dalla HairCo., una potente compagnia farmaceutica che vuole utilizzare il suo speciale DNA per condurre esperimenti scientifici. Adam scoprirà anche di avere gli stessi poteri del padre e dovrà, con l’aiuto di alcuni animali della foresta, salvare il padre dalla temibile e crudele compagnia farmaceutica.

Con un uso sapiente del 3D, il regista riesce a confezionare un buon prodotto cinematografico sia dal punto di vista visivo che di narrazione.

Infatti buono è il ritmo, belli i colori della foresta fitta e rigogliosa.

Molte sono le gag divertenti e ben caratterizzati i personaggi.

Lo stesso messaggio di “Bigfoot Junior” risulta essere abbastanza innovativo per un film d’animazione: accanto alle tematiche dell’accettazione del “diverso”, del bullismo delle scuole e degli sconvolgimenti adolescenziali, il film si concentra sia sul tema padre-figlio che sulla vanità maschile.

Un film sicuramente tutto al maschile: si sottolinea l’importanza della figura paterna nella crescita di un figlio, ma si fotografa anche una società moderna in cui gli uomini sono più vanitosi delle donne! Così l’uomo moderno è ossessionato dal suo aspetto esteriore ed è disposto a tutto pur di ottenere magari una folta chioma come l’azienda farmaceutica HairCo.

“Bigfoot Junior” è un buon film d’animazione, ben curato che vanta un ottimo uso del 3D. Il film sicuramente allieterà il pubblico dei più piccoli e strizzerà l’occhio agli adulti che li accompagneranno.

Voto: 7

Bigfoot junior (film d’animazione, Belgio-Francia, 2017) diretto da Jeremy Degruson e Ben Stassen – In uscita al cinema da giovedì 25 gennaio 2018.


L’ora più buia: recensione

Dal18 gennaio arriva nelle nostre sale “L’ora più buia” il capolavoro di Joe Wright con un’imperdibile Gary Oldman

Applaudito ed osannato oltreoceano, arriva finalmente in Italia, dal 18 gennaio, “L’ora più buia”, il film storico di Joe Wright con protagonista un bravissimo Gary Oldman.

Gran Bretagna, 1940. L’avanzata nazista minaccia l’Europa: il Belgio è caduto, la Francia è stremata e l’esercito inglese è intrappolato sulla spiaggia di Dunkirk. La Camera chiede le dimissioni del Primo ministro Neville Chamberlain, a succedergli sarà Winston Churchill, uomo scorbutico che poco piace sia a re Giorgio VI che allo stesso Partito Conservatore. Nonostante i dissidi interni e la minaccia esterna, Churchill riuscirà a salvare l’Inghilterra.

Thriller politico dal ritmo incalzante e dalla sceneggiatura solida e ben articolata, “L’ora più buia” racconta una delle pagine più drammatiche della storia inglese ed europea. In pochi giorni un grande statista è riuscito a portare la sua nazione alla vittoria, contro tutti e tutto.

Il regista Joe Wright con questa pellicola affronta temi importanti e purtroppo spesso dimenticati come l’orgoglio nazionale e l’amor di Patria, l’eroismo e la “sana politica”.

Churchill era un uomo difficile, spigoloso ed impulsivo. Molte sono le biografie che lo raccontano, ricca è la produzione cinematografica che lo interessa: ognuno concorde sul suo carattere spigoloso, ma anche sui suoi discorsi incisivi e puntuali.

Churchill è prima un uomo poi uno statista: vacilla dinanzi alle pressioni dei colleghi che vogliono intavolare negoziazioni con Hitler, si addolcisce tra le braccia dell’affettuosa moglie, ostinato e superbo e si mostra dinanzi al gabinetto di guerra. Ma Churchill è lo spirito di una nazione fiera che preferisce sopperire piuttosto che arrendersi.

Se Wright firma un bellissimo film, è soprattutto grazie al suo protagonista Gary oldman che la pellicola supera ogni aspettativa. Goffo ed appesantito, la voce greve, il whisky sempre in una mano ed il grosso sigaro nell’altra, il mumbling permanente, il panciotto: Oldman si trasforma rivelando tutte le spigolature e le fragilità dell’uomo Wiston Churchill con maestria ed impareggiabile bravura.

L’ora più buia” è un biopic intenso ed interessante che racconta con un ritmo incalzante e travolgente un’importante pagina di storia europea.

Voto: 9

L’ora più buia (Darkest Hour, drammatico, Gran Bretagna 2017) di Joe Wright. Con Gary Oldman, Lily James, Ben Mendelsohn, Kristin Scott Thomas, Richard Lumsden, Philip Martin Brown, Brian Pettifer, Jordan Waller, Stephen Dillane, Charley Palmer Rothwell, Ronald Pickup, Nicholas Jones, Hannah Steele, Jeremy Child. In uscita al cinema da giovedì 18 gennaio 2018.


Napoli Velata: recensione

Giovanna Mezzogiorno è la protagonista de nuovo film di Ferzan Ozpetek “Napoli Velata”, dal 28 dicembre al cinema.

Il regista Ferzan Ozpetek ritorna sul grande schermo con un nuovo film tutto partenopeo “Napoli Velata” con protagonista Giovanna Mezzogiorno, dal 28 dicembre nelle nostre sale.

Napoli, ai giorni nostri. Adriana (Giovanna Mezzogiorno) è una donna con un passato traumatico. Una sera incontra Andrea, un giovane seducente, con cui trascorre una notta intensa di passione. Anatomopatologa per professione, presto scoprirà che il giovane di cui si è follemente innamorata è stato ucciso. Inizierà un’indagine poliziesca per scoprire la verità: Napoli si svelerà in tutte le sue sfumature e le sue ombre, nei suoi vicoli colorati, nelle sue nenie poetiche.

Il “velo” del titolo del film è quel delicato sudario che ricopre il “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino: un telo semitrasparente che apparentemente cela ma che in realtà svela dettagli e verità lungamente nascoste. Così la protagonista, a differenza degli altri personaggi che la circondano, a causa del trauma infantile vissuto guarda la realtà in modo diverso, supera le pieghe del dialogo ed i silenzi per riscoprire se stessa e la sua essenza vitale.

“Napoli Velata” è un melodramma dai toni noir che cerca di fare l’occhiolino ad Hitchcock.

Ozpetek, come nei suoi precedenti film (“Le fate ignoranti”), pone l’attenzione sul binomio perdita – incontro quale momento di rinascita e di ricostruzione: è un percorso emotivamente intenso, difficile e struggente.

Ad una scenografia ben curata corrisponde una sceneggiatura ben equilibrata. Il ritmo spesso langue e l’alone da “soap opera latino americana” minaccia più volte il rendimento dell’intera pellicola.

Buona è l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno, qui senza veli e protagonista di molte scene hot. Meno convincente risulta essere invece il giovane Alessandro Borghi, troppo ingessato e freddo.

Bellissima è la fotografia di Napoli: quel mix di culture antiche e pagane, quell’amore sviscerale per il bello e l’assoluto, la confusione di suoni e colori, la ferocia con la quale partorisce ed uccide i suoi stessi figli.

Napoli Velata” è un noir ben articolato con un finale a sorpresa.

Voto: 7

Napoli Velata (melodramma, Italia, 2017) di Ferzan Ozpetek. Con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Isabella Ferrari, Lina Sastri. In uscita al cinema giovedì 28 dicembre 2017.


Poveri ma Ricchissimi: recensione

La famiglia Tucci ritorna al cinema dal 14 dicembre con una nuova ed esilarante avventura.

Il regista Fausto Brizzi ritorna sul grande schermo con il nuovo cine-panettone “Poveri ma ricchissimi”, sequel di “Poveri ma ricchi”, dal 14 dicembre al cinema.

La famiglia Tucci, credendo di aver perso l’intera vincita del Superenalotto, è ritornata nel piccolo paese di Torresecca, alle porte di Roma. Scoprendo di essere ancora ricchi, decideranno di fondare un Principato indipendente per non pagare le tasse. Così Torresecca diventerà un paradiso fiscale, con le sue leggi assurde, i suoi imbrogli politici, i suoi piccoli scandali. La famiglia Tucci dovrà affrontare e gestire una nuova realtà non solo politica ma anche sociale.

Il regista Brizzi con questo secondo capitolo affronta molte tematiche attuali: dalla brexit al terrore degli immigrati, dall’uscita dall’euro agli scandali politici.

Molte sono le gag divertenti, le battute ironiche e taglienti sugli italiani, quale popolo “coatto” a cui interessa solo il calcio e la buona tavola!

L’intera struttura filmica si regge ancora una volta sui due protagonisti: Christian De Sica nelle vesti di Danilo Tucci e Lucia Ocone in quelli di Loredana Bertocchi. De Sica, con tanto di parrucchino e deliri di onnipotenza alla Trump, bene si articola con la sua partner femminile Lucia Ocone, che in questo secondo capitolo eccelle con la sua “first lady” a metà strada tra Melania Trump, Anastasia Steele e Maleficent. La Ocone, infatti, riempie lo schermo con la sua comicità semplice e diretta, genuina ed ironica.

I personaggi secondari, invece, risultano deboli e spesso superflui. Enrico Brignano e Lodovica Comello, come Giulio Bartolomei e Federica Lucaferri, i Tucci più giovani; il maggiordomo Ubaldo Pantani e la sboccata nonna Anna Mazzamauro risultano zoppicanti e poco incisivi. Tra le new entry c’è anche Paolo Rossi e Massimo Ciavarro, noti attori ben ritrovati che però a causa di una sceneggiatura lacunosa interpretano ruoli inconsistenti.

Il regista Brizzi, con questa pellicola, omaggia ed ironizza molte commedie famose, da “La la Land” a “50 Sfumature”, in salsa tutta italica e riuscendo a strappare più di un sorriso.

A causa delle presunte molestie sessuali che hanno travolto Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore della pellicola, la Warner Bros. Italia aveva inizialmente deciso di cancellare il suo nome da tutte le locandine e da tutti i trailer.

In realtà, al di là degli scandali che riguardano il regista, “Poveri ma ricchissimi” è un cinepanettone che facilmente conquisterà la vetta del botteghino, come è gia successo per il primo capitolo.

Poveri ma ricchissimi” è una commedia tutta italiana, che deride e ride dei vizi e delle frustrazioni del nostro Bel Paese.

Voto: 7

Poveri ma Ricchissimi (Commedia, Italia, 2017) di Fausto Brizzi; con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Ubaldo Pantani, Anna Mazzamauro, Tess Masazza, Giulio Bartolomei, Massimo Ciavarro, Paolo Rossi, Dario Cassini, Federica Lucaferri – In uscita nelle nostre sale da giovedì 14 dicembre 2017.


Ferdinand: recensione

Le avventure del toro dall’animo sensibile, Ferdinando, arriveranno al cinema dal 21 dicembre diretto dal regista brasiliano Carlos Saldana.

Dal 21 dicembre arriva nelle sale “Ferdinand”, il nuovo film d’animazione diretto dal regista brasiliano Carlos Saldana e distribuito da 20th Century Fox.

La pellicola s’ispira a “La storia del toro Ferdinando”, libro per ragazzi scritto da Munro Leaf ed illustrato da Robert Lawson nel 1936. Nel 1938 la Disney confezionò il noto cortometraggio “Il toro Ferdinando” diretto da Dick Rickard che vinse il premio Oscar come miglior corto animato.

Ferdinando è un piccolo vitello che vive insieme al padre in un allevamento di tori. A differenza dei suoi coetanei, il giovane toro preferisce prendersi cura dei fiori piuttosto che prepararsi ai combattimenti nella corrida. Un giorno Ferdinando scappa dall’allevamento e viene adottato da una bambina. Ben presto però il toro, diventato ormai grande e forte, verrà scelto per partecipare alla corrida da El Primero, il più grande torero del mondo. Ferdinando non vuole combattere ed insieme ai suoi amici cercherà di fuggire.

Il regista Carlos Saldana (“Rio”, “L’era glaciale” e “Robots”) torna al cinema con un nuovo ed entusiasmante film d’animazione dedicato ai più piccoli.

Ad una bella grafica si affianca un buon ritmo e tanta musica e colori che sicuramente allieteranno i bambini ed anche i loro genitori.

Con un uso sapiente del 3D, curata risulta la scenografia e ben articolata la sceneggiatura.

Il messaggio del film è sicuramente importante e ben delineato: il toro Ferdinando è diverso dagli altri suoi coetanei e, per questo motivo, viene presto deriso ed allontanato. La diversità pero può diventare anche un punto di forza: grazie a Ferdinando, infatti, nessun toro perirà più nell’arena. C’è anche il messaggio dell’amicizia e della non-violenza: grazie agli amici ed al suo animo gentile, il toro dimostrerà al mondo intero che la bontà d’animo vince sempre soprattutto sulla crudeltà umana.

Una curiosità che riguarda la pellicola è che, all’epoca, la storia fu etichettata come “sovversiva” per i suoi contenuti pacifisti ed i regimi di Franco e di Hitler lo censurarono!

In realtà “Ferdinand” è semplicemente un film sull’amicizia, sulla diversità e sulla bontà d’animo.

A dicembre il toro “Ferdinand” sicuramente conquisterà tutti, dai più piccoli ai più grandi, con la sua travolgente simpatia.

Voto: 8

Ferdinand (Animazione, 2017) di Carlos Saldanha. In uscita nelle nostre sale da giovedì 21 dicembre 2017


Amori che non sanno stare al mondo: recensione

Francesca Comencini ritorna sul grande schermo con una nuova riflessione sull’amore e sui rapporti di coppia in “Amori che non sanno stare al mondo”, dal 29 novembre al cinema.

La nota regista Francesca Comencini porta sul grande schermo il suo ultimo omonimo romanzo: “Amori che non sanno stare al mondo”, dal 29 novembre nelle nostre sale.

Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi) sono stati insieme per sette lunghi anni. La loro storia d’amore ha vissuto alti e bassi, grandi litigi ma anche momenti di profonda passione e complicità. Ora la storia è finita, ma Claudia pensa che lui ritornerà presto perché un amore così grande non può semplicemente finire all’improvviso. Flavio ama ancora Claudia, ma è stanco dei continui litigi e preferisce consolarsi con Giorgia, molto più giovane di lui e molto più semplice di Claudia.

Con “Amori che non sanno stare al mondo” la Comencini riflette sulle varie sfaccettature dell’amore, tema sempre importante ed attuale.

Claudia è l’emblema di tutte le donne: eclettica, nevrotica ma anche brillante ed acuta. Come ogni donna, ritiene che un sentimento d’amore così importante e totalizzante non può essere soffocato, ma sicuramente troverà il modo di sopravvivere e resistere. Dall’altro lato c’è Flavio, affascinante, colto. Degno rappresentante del mondo maschile, Flavio ama ma preferisce al sentimento profondo, che stimola e litiga ogni giorno, qualcosa di più semplice da gestire, di più facile da controllare.

La regista così disegna una società contemporanea che vede le donne sempre troppo esuberanti, centristiche, mentre gli uomini risultano deboli e superficiali.

Ben articolata è la sceneggiatura, molte le gag ironiche e pungenti sulla società “capitalistica eterosessuale”, mentre il ritmo zoppica in alcune parti. Buone anche le interpretazioni e sempre curata la scenografia.

“Amori che non sanno stare al mondo” è un film pieno di spunti di riflessioni molto realistiche e veritiere sia sull’universo femminile che su quello maschile. Il quadro che ne delinea risulta essere forse troppo egocentrico e nevrotico, specchio della società moderna. La regista, infatti, non giudica ne condanna i suoi protagonisti, semplicemente li racconta.

Amori che non sanno stare al mondo” è un film interessante ma forse troppo ridondante: le donne, intelligenti ed esigenti, vogliono e chiedono un amore complesso per questi uomini troppo lineari.

Voto: 6

Amori che non sanno stare al mondo (Drammatico, Italia, 2017) di Francesca Comencini. Con Lucia Mascino, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, Valentina Bellè, Camilla Semino Favro, Filippo Dini, Iaia Forte – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 29 novembre 2017.


Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione

L’ultimo capitolo della saga di “Smetto quando voglio”, “Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” di Sydney Sibilia arriva al cinema dal 30 novembre.

Pietro Zinni e la sua banda di ricercatori sono giunti al capitolo conclusivo dell’omonima saga di successo: “Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” di Sydney Sibilia, dal 30 novembre al cinema.

La banda delle “migliori menti dei nostri tempi”, divenuti criminali per necessità, sono stati arrestati ingiustamente. Pietro Zinni però scopre che il villain Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio), vuole fare una strage dopo aver sintetizzato il gas nervino. La banda dei ricercatori universitari devono necessariamente trovare il modo di evadere da Rebibbia e fermare Mercurio. Ad aiutarli ci sarà anche il violento e sfregiato Murena (Neri Marcorè).

“Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” è la degna conclusione di una trilogia tutta italiana diretta dal giovane Sydney Sibilia.

Tutti gli ingredienti che hanno reso i primi due capitoli un successo di pubblico e di critica sono presenti anche in questa pellicola: c’è action, c’è tanto ritmo, molte gag divertenti, tanta ironia. C’è anche l’amara riflessione verso un mondo della ricerca, quale quella degli atenei italiani, che non riesce a sfruttare ed esaltare le menti brillanti.

Ogni protagonista, dai sempre apprezzati Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, a Neri Marcorè, ritornano con i loro personaggi, cuciti e cresciuti con loro in questi anni.

In più, rispetto ai precedenti capitoli, c’è un super villain, in omaggio ai blockbuster d’oltreoceano. Il super-cattivo di Sibilia, infatti, sembra uscito da un cinecomic della Marvel: ha una storia tragica alle spalle, cerca solo vendetta per il maltolto subito.

Era il 2014 quando il primo capitolo di “Smetto quando voglio” sbarcò nelle nostre sale: un esordio da 5 milioni di euro d’incasso in sala, 12 nomination ai David, un Nastro d’argento, un Globo d’Oro e due Ciak d’oro vinti. Il successo, meritato ma sicuramente inaspettato, ha reso possibile i due sequel.

“Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” è il terzo ed ultimo capitolo di una saga che si è sempre rivelata essere divertente, ironica, curata nella sceneggiatura, nei dialoghi, nella fotografia.

La banda di Zinni sicuramente ci mancherà, ma il giovane regista Sibilia continuerà a sorprenderci piacevolmente con il suo modo fresco ed innovativo di fare cinema.

Voto: 8

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem (Ita, commedia, 2017) di Sydney Sibilia; con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Valeria Solarino, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Neri Marcorè, Greta Scarano -In uscita nelle nostre sale da giovedì 30 novembre 2017.


Gli Sdraiati: recensione

Francesca Archibugi ritorna al cinema per raccontare i millenials con “Gli Sdraiati”, dal 23 novembre nelle nostre sale.

La nota regista Francesca Archibugi ritorna sul grande schermo con “Gli sdraiati”, pellicola incentrata sui millenials e sul difficile rapporto genitori-figli al tempo d’oggi.

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Michele Serra, il film si ambienta nella sfavillante Milano, tra grattacieli ed il noto “bosco verticale”.

Giorgio Selva (Claudio Bisio) è un celebre e stimato volto della tv che ha un’ex moglie, che non vede da 7 anni, un adorato suocero ed un figlio 17enne. Tito, il figlio, è il classico adolescente: svogliato, annoiato, disordinato, disubbidiente ma che allo stesso tempo vanta carte di credito dal conto illimitato e smartphone. Insieme a Tito ci sono i suoi amici di sempre, sue copie, e la fidanzatina Alice. Tutto si complica quando Rosalba, la madre di Alice, riappare: diciassette anni prima ha avuto una relazione segreta con Giorgio.

La regista Archibugi, ritorna con questo film, a raccontare del difficile rapporto tra genitori e figli nella società odierna: l’incomunicabilità e la mancanza di comprensione diventano un muro insormontabile tra le due generazioni.

Da un lato ci sono i “millenials” cioè una generazione di “sdraiati”, quei giovani che stanno sempre in posizione “orizzontale” sui divani o sui letti sfatti, sempre muti o che si esprimono per monosillabi, apatici e costantemente attaccati agli schermi dei loro cellulari.
Dall’altro lato ci sono gli adulti, apparentemente realizzati, che la Archibugi rappresenta come bisognosi di amore e mendicanti di comprensione da parte dei loro figli.

A differenza del libro di Serra, dove c’era anche un’analisi storico-sociale ed una riflessione esistenziale sugli errori della sinistra borghese, la pellicola preferisce soffermarsi sul rapporto malato ed inconsistente tra due generazioni accomunate solo dal bisogno di amare e di essere amati. Non vi è alcuna condanna o giudizio da parte della regista nei confronti né dei padri né dei figli!

Ad una sceneggiatura ridondante e stereotipata corrispondono dialoghi banali e superficiali.

Le stesse interpretazioni sono discutibili: Claudio Bisio, apprezzato attore delle commedie italiane, risulta essere troppo comico per un ruolo che dovrebbe essere profondamente drammatico; Antonia Truppo, vincitrice di due David di Donatello per “Indivisibili” e “Lo chiamavano Jeeg Robot”, risulta poco credibile nell’interpretare una donna del nord Italia. I protagonisti stessi del film non riescono a creare alcuna empatia con lo spettatore, spesso indispettito e sconcertato dai gesti dei giovani e dalle parole degli adulti.

Gli Sdraiati” sarebbe potuto essere un film interessante se invece che soffermarsi, estremizzandoli, sui cliché e stereotipi delle nuove e vecchie generazioni, avesse riflettuto sulle cause che hanno portato ai “millenials”.

Voto: 3

Gli Sdraiati (commedia, Italia, 2017) di Francesca Archibugi. Con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Gianluigi Fogacci, Sandra Ceccarelli, Donatella Finocchiaro – In uscita nelle nostre sale da giovedì 23 novembre 2017.

ll libro di Henry: recensione

Naomi Watts è la protagonista del film drammatico “Il libro di Henry”, diretto da Colin Trevorrow, nelle nostre sale dal 23 novembre.

Dal 23 novembre arriva nelle nostre sale il film drammatico “Il libro di Henry” con protagonista Naomi Watts e diretto da Colin Trevorrow (“Jurassic Park”).

Hudson Valley, tranquilla cittadina americana, piena di verde e di deliziose villette. Susan Carpenter (Naomi Watts) è una madre single di due ragazzi: Henry (Jaeden Lieberher), undicenne prodigioso; ed il piccolo Peter (Jacob Tremblay). Quando Henry scoprirà che la vicina di casa, sua compagna di classe, cela dei segreti inconfessabili, deciderà di aiutarla. Nel frattempo però Henry scoprirà di avere un’incurabile malattia così dovrà essere Susan, suo malgrado, a dover metter in atto il piano del piccolo per salvare la vicina di casa.

A metà strada tra il thriller ed il sentimentale, “Il libro di Henry” è un film coinvolgente e drammaticamente realistico.

La sceneggiatura è complessa e la pellicola ha due anime ben distinte: la prima parte della pellicola racconta il mondo di Henry, bambino prodigio e pilastro della sua famiglia. È un padre e compagno premuroso di una madre infantile e fragile, affettuoso genitore ed amico del fratello minore. La seconda parte della pellicola vede protagonista Susan, e la sua crescita emotiva, la sua evoluzione dall’età infantile a quella matura.

Diversi sono anche i toni narrativi: si passa dalla tradizionale comedy al thriller, per poi arrivare ad un finale sicuramente mieloso e positivo. La scarsa linearità narrativa che caratterizza questa pellicola lo ha reso bersaglio di molte critiche oltreoceano. In realtà il film scorre velocemente come un fiume in piena, coinvolgendo ed avvolgendo lo spettatore in un turbinio di emozioni e lacrime.

Bellissimi sono i dialoghi e la scenografia, curata la fotografia, sostenuto il ritmo.

Molto buone sono anche le interpretazioni: da una piacevolmente ritrovata Naomi Watts, al giovane Jaeden Lieberher, già apprezzato nel recente remake di “It”.

“Il libro di Henry” è un film drammatico, poeticamente straziante che vuole riflettere sul senso della vita al di là della morte.

Il messaggio del film è molto semplice ma allo stesso tempo importante: ciò che importa sono le azioni buone che si compiono oggi per costruire un domani migliore.

Non mancano le lacrime, ma anche qualche sorriso per questo piccolo delizioso prodotto cinematografico che è “Il libro di Henry”.

Voto: 8

Il libro di Henry (The Henry’s Book, Drammatico, USA, 2017) di Colin Trevorrow. Con Naomi Watts, Jaeden Lieberher, Jacob Tremblay, Sarah Silverman, Lee Pace, Maddie Ziegler, Dean Norris, Tonya Pinkins – in uscita nelle nostre sale da giovedì 23 novembre 2017.