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Gli Sdraiati: recensione

Francesca Archibugi ritorna al cinema per raccontare i millenials con “Gli Sdraiati”, dal 23 novembre nelle nostre sale.

La nota regista Francesca Archibugi ritorna sul grande schermo con “Gli sdraiati”, pellicola incentrata sui millenials e sul difficile rapporto genitori-figli al tempo d’oggi.

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Michele Serra, il film si ambienta nella sfavillante Milano, tra grattacieli ed il noto “bosco verticale”.

Giorgio Selva (Claudio Bisio) è un celebre e stimato volto della tv che ha un’ex moglie, che non vede da 7 anni, un adorato suocero ed un figlio 17enne. Tito, il figlio, è il classico adolescente: svogliato, annoiato, disordinato, disubbidiente ma che allo stesso tempo vanta carte di credito dal conto illimitato e smartphone. Insieme a Tito ci sono i suoi amici di sempre, sue copie, e la fidanzatina Alice. Tutto si complica quando Rosalba, la madre di Alice, riappare: diciassette anni prima ha avuto una relazione segreta con Giorgio.

La regista Archibugi, ritorna con questo film, a raccontare del difficile rapporto tra genitori e figli nella società odierna: l’incomunicabilità e la mancanza di comprensione diventano un muro insormontabile tra le due generazioni.

Da un lato ci sono i “millenials” cioè una generazione di “sdraiati”, quei giovani che stanno sempre in posizione “orizzontale” sui divani o sui letti sfatti, sempre muti o che si esprimono per monosillabi, apatici e costantemente attaccati agli schermi dei loro cellulari.
Dall’altro lato ci sono gli adulti, apparentemente realizzati, che la Archibugi rappresenta come bisognosi di amore e mendicanti di comprensione da parte dei loro figli.

A differenza del libro di Serra, dove c’era anche un’analisi storico-sociale ed una riflessione esistenziale sugli errori della sinistra borghese, la pellicola preferisce soffermarsi sul rapporto malato ed inconsistente tra due generazioni accomunate solo dal bisogno di amare e di essere amati. Non vi è alcuna condanna o giudizio da parte della regista nei confronti né dei padri né dei figli!

Ad una sceneggiatura ridondante e stereotipata corrispondono dialoghi banali e superficiali.

Le stesse interpretazioni sono discutibili: Claudio Bisio, apprezzato attore delle commedie italiane, risulta essere troppo comico per un ruolo che dovrebbe essere profondamente drammatico; Antonia Truppo, vincitrice di due David di Donatello per “Indivisibili” e “Lo chiamavano Jeeg Robot”, risulta poco credibile nell’interpretare una donna del nord Italia. I protagonisti stessi del film non riescono a creare alcuna empatia con lo spettatore, spesso indispettito e sconcertato dai gesti dei giovani e dalle parole degli adulti.

Gli Sdraiati” sarebbe potuto essere un film interessante se invece che soffermarsi, estremizzandoli, sui cliché e stereotipi delle nuove e vecchie generazioni, avesse riflettuto sulle cause che hanno portato ai “millenials”.

Voto: 3

Gli Sdraiati (commedia, Italia, 2017) di Francesca Archibugi. Con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Gianluigi Fogacci, Sandra Ceccarelli, Donatella Finocchiaro – In uscita nelle nostre sale da giovedì 23 novembre 2017.

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Tutto quello che vuoi: recensione

Francesco Bruni ritorna sul grande schermo con una nuova commedia dedicata ai giovani “Tutto quello che vuoi”, dall’11 maggio nelle nostre sale.

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Dall’11 maggio arriva nelle sale “Tutto quello che vuoi” del regista e noto sceneggiatore Francesco Bruni (“Scialla !”, “Noi 4”).

Ispirata al libro “Poco più di niente” di Cosimo Calamini, la pellicola si ambiente a Roma ai giorni nostri.

Alessandro (Andrea Carpenzano) è un ventiduenne trasteverino che passa le sue giornate al bar con gli amici. Non ha ideali, cultura o scopi. Il padre gli trova un’occupazione part time come badante per un anziano poeta dimenticato, Giorgio (Giuliano Montaldo).
Con il passare dei giorni, Giorgio inizia a raccontare al giovane alcuni ricordi del passato, tra cui anche quello di un tesoro nascosto. Alessandro, insieme ai suoi amici, accompagneranno l’anziano poeta in un viaggio avventuroso alla ricerca del tesoro.

Il regista Bruni, con questo film, racconta di giovani che non hanno alcun sogno o cultura. Grazie a versi rubati e ricordi storici, però, gli stessi giovani riescono a ritrovare la via “smarrita”, ad imparare il vero valore della vita e degli affetti, a sognare per un domani migliore.

Il messaggio del regista è sicuramente importante: grazie agli anziani ed alla loro memoria storica si può imparare e costruire un futuro migliore!

Tutto quello che vuoi” però soffre di una sceneggiatura poco articolata ed un interpretazione molto mediocre. Non c’è alcun pathos o coinvolgimento: tutto risulta molto piatto e noioso.

Ad una sceneggiatura zoppicante corrispondono dialoghi blandi e ritmo altalenante.

“Tutto quello che vuoi” è una commedia leggera dedicata ai giovani, senza grandi pretese né dal punto di vista artistico né sociale.

Voto: 4

Tutto quello che vuoi (Commedia, Italia, 2017) di Francesco Bruni, con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Donatella Finocchiaro, Emanuele Propizio, Antonio Gerardi, Raffaella Lebboroni, Arturo Bruni, Andrea Lehotska, Carolina Pavone – in uscita nelle nostre sale da giovedì 11 maggio 2017.