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Youtopia: recensione

Dal 25 aprile arriva nelle nostre sale “Youtopia” di Berardo Carboni, commedia sulle insidie di internet.

La giovane attrice Matilda De Angelis è la protagonista del film “Youtopia”, scritto e diretto da Berardo Carboni, che arriverà nelle nostre sale dal 25 aprile.

Matilde (Matilda De Angelis) ha diciotto anni, si è diplomata da poco e vive con la madre (Donatella Finocchiaro) disoccupata e depressa e la nonna gravemente malata. Matilda ha scoperto che spogliandosi su internet si guadagna bene e in modo veloce. Quando la casa verrà pignorata dal tribunale, le donne della famiglia dovranno cercare un modo per riscattarla. Disperate e sole, Matilde sceglierà di vendere all’asta la sua verginità. Un anziano farmacista (Alessandro Haber) risponderà celermente alla sua proposta.

Carboni racconta una storia drammaticamente attuale e realistica: il web tanto usato ed abusato dai giovani è sia un inferno che un paradiso. Infatti se da un lato è un luogo di insidie e pericoli, dall’altro la realtà virtuale diventa un vero e proprio rifugio. Così la stessa protagonista trova in Youtopia, il suo videogioco, la vera felicità ed un amore sincero; mentre sul web incontra solo uomini malati e voiosi.

Ciò che colpisce della pellicola è forse lo sguardo stesso del regista, che non giudica ne condanna i suoi personaggi ma risulta essere sempre comprensivo ed amorevole verso di questi. In realtà c’è una madre fallita che non vuole combattere neanche per la sopravvivenza della propria figlia, una giovane senza alcuna morale o principi che preferisce assecondare i vizi degli uomini per guadagnare in modo facile e veloce. L’altra figura femminile tratteggiata è la moglie del farmacista. Anche lei, conoscendo le perversioni del marito, resta inerme e rassegnata!

Sicuramente il web è un luogo pericoloso, come i recenti fatti di cronaca nera hanno testimoniato. La realtà è anche drammatica per la grave crisi economica e della società che stiamo vivendo, ma quello che il regista racconta sono persone senza alcuna morale!

La sceneggiatura, inoltre, risulta essere spesso ridondante e lacunosa, il ritmo zoppicante.

“Youtopia” è un film che sicuramente fa riflettere sulle insidie del web e sul pericoloso rapporto di dipendenza che s’instaura tra i giovani e la realtà virtuale.

Voto: 5

Youtopia (drammatico, Italia, 2018) di Berardo Carboni. Con Matilda De Angelis, Alessandro Haber, Donatella Finocchiaro, Luca Lionello, Pamela Villoresi, Paolo Sassanelli, Lina Bernardi, Claudio Botosso, Federico Rosati, Silvia Francese, Laura Pizzirani, Giulia Anchisi – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 25 aprile 2018


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Io sono Tempesta: recensione

Marco Giallini ed Elio Germano sono i protagonisti della commedia dolce-amara “Io sono Tempesta” dal 12 aprile nelle nostre sale.

Il regista romano Daniele Luchetti ritorna sul grande schermo dal 12 aprile con “Io sono Tempesta”, commedia dolce amara con protagonisti Marco Giallini ed Elio Germano.

Numa Tempesta è un facoltoso imprenditore che vive in un albergo di lusso, possiede aerei privati e yacht, e si circonda di gentili ed aitanti “signorine”. A causa di una condanna per frode fiscale, Numa dovrà scontare un anno ai servizi sociali presso un centro d’accoglienza. L’imprenditore, tra il pulire le latrine e continuare a svolgere i suoi loschi traffici, dovrà cercare di simpatizzare con gli ospiti del centro, un gruppo variegato di senzatetto capeggiati da Bruno (Elio Germano).

Ispirandosi ai fatti di cronaca che hanno visto coinvolto Silvio Berlusconi e parafrasando l’opera del “Don Giovanni” di Mozart, il regista Luchetti vuole raccontare un’Italia molto sterile e povera d’animo. Infatti nella pellicola, nonostante i toni propri della commedia ed alcune gag divertenti, non ci sono buoni ne vincitori, ma solo “cattivi”. Lo stesso imprenditore ed i senza tetto sono solo stesso piano morale: entrambi vogliono solo arricchirsi sulle spalle dei più deboli o sfortunati.

Il regista Luchetti con maestria regista non vuole giudicare ne condannare, si limita a fotografare una realtà drammatica dove non c’è spazio per i valori ne per l’umiltà, non c’è carità o semplicemente il rispetto per l’altro. L’era delle grandi ideologie, come il socialismo e le battaglie del proletariato sono ormai un lontano ricordo, il fine ultimo dell’individuo di oggi, al di là del suo ceto di appartenenza o la sua estrazione culturale, è sempre il Dio denaro, quello che gli assicura la felicità!

Ottimo è il cast che riesce subito a creare empatia con lo spettatore: Marco Giallini regala un personaggio profondo e complesso, Elio Germano un simpatico e raffazzonato senza tetto, Eleonora Danco una severa responsabile del centro d’accoglienza.

“Io sono Tempesta” è una buona commedia dai toni agro-dolci, ben articolata e con un ritmo sempre incalzante, che vuole riflettere sull’arida realtà sociale e politica dell’Italia odierna.

Voto: 8

Io sono Tempesta (Commedia, Italia, 2018) di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli – in uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018.


Io c’è: recensione

Edoardo Leo e Margherita Buy sono i protagonisti della nuova ed irriverente commedia “Io c’è” diretta da Alessandro Aronadio.

Dal 29 marzo arriva nelle nostre sale la divertente commedia di Alessandro AronadioIo c’è” con protagonisti Edoardo Leo, Margherita Buy e Giuseppe Battiston.

Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del “Miracolo Italiano”, un bed and breakfast di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina a causa della grave crisi economica e finanziaria di questi anni. Massimo cerca allora una soluzione e scopre che se vuole sopravvivere deve trasformare il suo b&B in un luogo di culto, cosi da poter evadere facilmente le tasse ed attirare ingenui turisti. Per realizzare il suo piano pero deve prima fondare una sua religione: lo “Ionismo”, la prima fede che non mette Dio al centro dell’universo, ma l’individuo stesso. E’ una religione senza precetti o comandamenti, aperta a tutti. Ad accompagnare Massimo nella sua missione c’è la sorella Adriana (Margherita Buy), integerrima commercialista, e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore frustrato e perfetto ideologo del nuovo credo.

Dopo i successi di “Orecchie”, il regista romano Aronadio ritorna sul grande schermo per parlare di religione.
Vista la tematica delicata, il regista ironizza sulla necessità dell’essere umano di credere in qualcosa di soprannaturale. Così il regista in conferenza stampa ha dichiarato: “Da migliaia di anni miliardi di persone hanno bisogno di credere in morti che resuscitano, fasci di luce portentosi, entità superiori magnanime o vendicative, personaggi che volano o camminano sulle acque. Com’è possibile?“.

In realtà, la scusa della religione è solo un pretesto per il regista per raccontare i sotterfugi e scappatoie fantasiose che gli italiani usano per evitare il fisco! Al di là di questo costume tipicamente e drammaticamente italiano, c’è anche una sorta di redenzione spirituale del suo protagonista. infatti Massimo – Edoardo Leo cerca di ritornare sui suoi passi appena scopre le pericolose conseguenze della sua religione. Lo “Ionismo” stesso infondo non è così trasgressivo e fantasioso come il regista cerca di raccontare: la società moderna è sicuramente caratterizzata da un individualismo esasperato e da una totale assenza di precetti cristiani!

Io c’è” è una divertente commedia che vanta un ottimo cast ed una buona sceneggiatura.

Voto: 8

Io c’è (commedia, Italia, 2018) di Alessandro Aronadio. Con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini – in uscita nelle nostre sale da giovedì 29 marzo 2018.


Una festa esagerata: recensione

Vincenzo Salemme dirige ed interpreta “Una Festa Esagerata”, una brillante commedia ironica sull’essere italiani, dal 22 marzo al cinema.

Una Festa Esagerata”, il nuovo film diretto ed interpretato dal noto attore comico Vincenzo Salemme, arriva nelle nostre sale dal 22 marzo.

Adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale scritta e diretta da Salemme, il film vede un cast ricco di volti noti: da Tosca D’Aquino a Iaia Forte, da Giovanni Cacioppo a James Senese.

Gennaro Parancandolo è un geometra che vive in un bellissimo appartamento a Posillipo. Ha una moglie molto vanitosa ed ambiziosa ed una figlia, la tipica diciottenne viziata. Per festeggiare i diciott’anni della figlia, i genitori hanno deciso di organizzare una festa molto pomposa e sfarzosa sulla loro terrazza. I preparativi fervono ma molti saranno gli spiacevoli inconvenienti, incluso un improvviso decesso, che Gennaro dovrà affrontare e risolvere.

“Una festa esagerata” è una commedia briosa, leggera e piena di sketch divertenti. La sceneggiatura, che vede la collaborazione di Enrico Vanzina, è lineare, ben strutturata.

Tutta la pellicola si regge sicuramente sul suo protagonista ed autore: Vincenzo Salemme, che con la sua comicità pulita e puntuale riesce a sorreggere tutta la struttura narrativa.

In realtà il film ha un retrogusto amaro, perché risulta essere una fotografia cinica e purtroppo molto realistica della società moderna. I “furbetti”, i “figli di papà”, lo sfarzo e la pomposità a cui tutti aspirano quale schiaffo morale a “chi non può permetterselo”, ma anche le piccole vendette e sterili sotterfugi sono tutti elementi su cui Salemme ironizza, ma che ben rispecchiano la nostra drammatica realtà.

Una Festa Esagerata” è una buona commedia, leggera e divertente, ma anche profonda che riflette ed ironizza sull’essere proprio degli italiani.

Voto: 8

Una festa esagerata (Commedia, Italia, 2018) di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone, Francesco Paolantoni, Giovanni Cacioppo, Andrea Di Maria, James Senese, Vincenzo Borrino, Antonella Morea, Mirea Flavia Stellato, Teresa Del Vecchio – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 marzo 2018.


Anche senza di te: recensione

Nicolas Vaporidis e Myriam Catania sono i protagonisti della commedia “Anche senza di te” di Francesco Bonelli, dall’8 marzo al cinema.

Dall’8 marzo arriva nelle nostre sale la commedia “Anche senza di te” diretta da Francesco Bonelli con protagonisti Nicolas Vaporidis e Myriam Catania.

Sara è un’insegnate di scuola elementare soggetta a “crisi di panico”. Lasciata sull’altare da Andrea, chirurgo bello e facoltoso, si ritrova sola. Sara, allora, decide di dedicarsi ai suoi alunni: vuole applicare il progetto pedagogico di Loris Malaguzzi, il noto “metodo Reggio Emilia”. A scuola incontrerà Nicola, un altro insegnante seguace del metodo di Malaguzzi.
Attraverso il nuovo metodo educativo, Sara e Nicola riusciranno loro stessi a comprendere e gestire meglio le loro emozioni.

Anche senza di te” è un film sulla crescita personale attraverso il riconoscimento e la gestione responsabile delle proprie emozioni.

Il regista Francesco Bonelli con questo film affronta molti problemi e tematiche drammaticamente attuali: dalla scuola al precariato, dalla fuga di cervelli alla depressione e profonda solitudine dell’essere umano.

Se la sceneggiatura presenta alcuni aspetti e temi interessanti, spesso zoppica e scade nella confusione; i dialoghi risultano banali e scontati. Il ritmo langue in molte sue parti, ed i personaggi sono appena abbozzati.

“Anche senza di te” pone al centro le emozioni di grandi e piccoli, tematica assai più complessa e pericolosa di come il regista l’affronta. La società odierna basa tutto sul raggiungimento della felicità personale, dimenticando spesso che facciamo parte di una collettività, e che quindi le emozioni o felicità dell’individuo dovrebbe rispecchiare quello dell’altro e non semplicemente un atto individualista ed egoistico.

Voto: 4

Anche senza di te (commedia, Italia, 2018) di Francesco Bonelli. Con Myriam Catania, Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore, Alessio Sakara, Pietro De Silva, Valentina Ruggeri, Tatjana Nardone, Anna Ferruzzo, Paolo De Vita, Patrizia Loreti, Raffaele Vannoli, Antonella Bavaro, Carmine Recano – In uscita al cinema da giovedì 8 marzo 2018.


A casa tutti bene: recensione

Gabriele Muccino ritorna sul grand schermo con la commedia corale agro- dolce “A casa tutti bene”, dal 14 febbraio nelle nostre sale.

Dal 14 febbraio arriva al cinema la commedia agro-dolce di Gabriele MuccinoA casa tutti bene” con protagonisti importanti attori del cinema nostrano come Stefano Accorsi (“Made in Italy”), Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino e Gianmarco Tognazzi.

Pietro e Alba festeggiano cinquant’anni di matrimonio e per l’occasione hanno radunato i tre figli Carlo, Sara e Paolo, con le rispettive famiglie. A causa del maltempo, la famiglia riunita sarà costretta a convivere per qualche giorno. La tranquillità e la gioia familiare ben presto sarà sconvolta e tutte le spigolature, i rancori verranno a galla.

Muccino ritorna sul grande schermo con un film corale che vuole raccontare la famiglia nel senso più ampio del termine. Ci sono dei genitori anziani che, attraversando molte difficoltà, sono riusciti a restare insieme. C’è Carlo, il romantico ma fragile primogenito, separato da Elettra, e vessato da Ginevra, la nuova consorte. C’è Sara, sposata con Diego, alla ricerca di recuperare un matrimonio ormai alla deriva; Paolo, l’eterno Peter Pan che finisce a letto con la cugina. Ci sono anche dei personaggi corollari: il cugino inaffidabile Riccardo, che aspetta un figlio da Luana ed elemosina un lavoro; ed i giovani nipoti alla ricerca di un affetto famigliare che tarda ad arrivare.

E’ una famiglia piena di ombre e con poche luci quella che Muccino racconta.

Ad un ritmo spesso zoppicante corrisponde una sceneggiatura che ben delinea i suoi personaggi ma che risulta caotica e frastagliata in molte sue parti.

Molte sono le citazioni e gli omaggi cinematografici: primo fra tutti “La famiglia”, “Parenti Serpenti”, “Gruppo di famiglia in un interno”.

A differenza dei suoi film precedenti, il regista romano focalizza l’attenzione sul ruolo delle donne nella famiglia. Come fa ripetere ai suoi protagonisti, sono sempre le donne che “sorreggono il mondo” e sono l’artefice principale della famiglia.

Tra personaggi narcisisti e profondamente egoisti, sono le donne le vere protagoniste della commedia di Muccino: fragili ma decise, silenziose ma attente e puntuali.

A casa tutti bene” è una buona commedia che sicuramente ben fotografa la classica famiglia alto borghese italiana, anche se con toni piuttosto amari.

Voto: 6

A casa tutti bene (drammatico, Italia, 2018) di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Gianmarco Tognazzi, Valeria Solarino, Renato Raimondi, Elisa Visari, Elena Rapisarda -In uscita nelle nostre sale da mercoledì 14 febbraio 2018.


Made in Italy: recensione

Ligabue ritorna dietro la macchina da presa per raccontare il suo album “Made in Italy”, dal 25 gennaio nelle nostre sale, con protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

Il noto cantautore emiliano Luciano Ligabue ritorna dietro la macchina da presa, dopo il successo di “Radiofreccia” (1998), con una nuova commedia agro-dolce “Made in Italy”, dal 25 gennaio nelle nostre sale.

Ispirato all’omonimo concept album del cantante, il film vede protagonisti volti nomi del panorama italico: Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

Riko (Stefano Accorsi) è un operaio in un salumificio emiliano. Ha una moglie devota, Sara (Kasia Smutniak), che lavora come parrucchiera ed un figlio, Pietro (Tobia De Angelis), appassionato videomaker, che presto andrà all’università. Riko è in crisi con la moglie, ed anche la fabbrica per cui lavora da trent’anni sta licenziando molto personale. Gli amici di sempre, tra luci ed ombre, cercano di spingerlo verso un cambiamento, ma Riko è restio perché, come dice lui stesso “a furia di farsi andare bene le cose si finisce per farsi andare bene tutto”. Il conflitto interiore del protagonista diventa riflesso della grave crisi in cui versa l’intera nazione. Per risollevarsi e trovare una via d’uscita bisogna cercare il cambiamento e non attenderlo.

Made in Italy” è un canto nostalgico e drammatico verso l’Italia. Quel Bel Paese popolato da persone che ogni giorno lavorano in silenzio, che si sentono smarrite e frustrate perché perdono il lavoro e quindi tutta la loro dignità. Al tempo stesso è una dichiarazione d’amore verso l’Italia: per le sue bellezze storiche e culturali, per il nostro passato di glorie che spesso gli stessi italiani dimenticano. Come ha dichiarato lo stesso Ligabue in occasione della conferenza stampa per la presentazione del film: “Gli italiani viaggiano per tutto il mondo, ma non sono mai turisti a Roma o a Venezia o Trieste”.

Nonostante le ottime intenzioni del cantautore emiliano, il film però non riesce a trovare un suo fil rouge. Sono troppe le tematiche o le strofe che Ligabue vuole raccontare, perdendosi troppo spesso in un coacervo di pensieri poco legati tra di loro.
Non bastano neanche le buone interpretazioni degli attori, da Stefano Accorsi in versione rockabilly a Kasia Smutniak, moglie devota e frustrata, a salvare una sceneggiatura che langue in troppi punti.

Gli stessi intermezzi musicali che caratterizzano il film, risultano essere più un riempitivo necessario per approfondire il messaggio dell’autore piuttosto che un corollario funzionale al racconto.

Made in Italy” di Luciano Ligabue, nonostante le sue pecche, è una bellissima dichiarazione d’amore verso l’Italia ed un grido di speranza per il futuro.

Made in Italy (drammatico, Italia, 2017) di Luciano Ligabue. Con Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini e Tobia De Angelis – In uscita nelle nostre sale da giovedì 25 gennaio 2018.


Napoli Velata: recensione

Giovanna Mezzogiorno è la protagonista de nuovo film di Ferzan Ozpetek “Napoli Velata”, dal 28 dicembre al cinema.

Il regista Ferzan Ozpetek ritorna sul grande schermo con un nuovo film tutto partenopeo “Napoli Velata” con protagonista Giovanna Mezzogiorno, dal 28 dicembre nelle nostre sale.

Napoli, ai giorni nostri. Adriana (Giovanna Mezzogiorno) è una donna con un passato traumatico. Una sera incontra Andrea, un giovane seducente, con cui trascorre una notta intensa di passione. Anatomopatologa per professione, presto scoprirà che il giovane di cui si è follemente innamorata è stato ucciso. Inizierà un’indagine poliziesca per scoprire la verità: Napoli si svelerà in tutte le sue sfumature e le sue ombre, nei suoi vicoli colorati, nelle sue nenie poetiche.

Il “velo” del titolo del film è quel delicato sudario che ricopre il “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino: un telo semitrasparente che apparentemente cela ma che in realtà svela dettagli e verità lungamente nascoste. Così la protagonista, a differenza degli altri personaggi che la circondano, a causa del trauma infantile vissuto guarda la realtà in modo diverso, supera le pieghe del dialogo ed i silenzi per riscoprire se stessa e la sua essenza vitale.

“Napoli Velata” è un melodramma dai toni noir che cerca di fare l’occhiolino ad Hitchcock.

Ozpetek, come nei suoi precedenti film (“Le fate ignoranti”), pone l’attenzione sul binomio perdita – incontro quale momento di rinascita e di ricostruzione: è un percorso emotivamente intenso, difficile e struggente.

Ad una scenografia ben curata corrisponde una sceneggiatura ben equilibrata. Il ritmo spesso langue e l’alone da “soap opera latino americana” minaccia più volte il rendimento dell’intera pellicola.

Buona è l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno, qui senza veli e protagonista di molte scene hot. Meno convincente risulta essere invece il giovane Alessandro Borghi, troppo ingessato e freddo.

Bellissima è la fotografia di Napoli: quel mix di culture antiche e pagane, quell’amore sviscerale per il bello e l’assoluto, la confusione di suoni e colori, la ferocia con la quale partorisce ed uccide i suoi stessi figli.

Napoli Velata” è un noir ben articolato con un finale a sorpresa.

Voto: 7

Napoli Velata (melodramma, Italia, 2017) di Ferzan Ozpetek. Con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Isabella Ferrari, Lina Sastri. In uscita al cinema giovedì 28 dicembre 2017.


Poveri ma Ricchissimi: recensione

La famiglia Tucci ritorna al cinema dal 14 dicembre con una nuova ed esilarante avventura.

Il regista Fausto Brizzi ritorna sul grande schermo con il nuovo cine-panettone “Poveri ma ricchissimi”, sequel di “Poveri ma ricchi”, dal 14 dicembre al cinema.

La famiglia Tucci, credendo di aver perso l’intera vincita del Superenalotto, è ritornata nel piccolo paese di Torresecca, alle porte di Roma. Scoprendo di essere ancora ricchi, decideranno di fondare un Principato indipendente per non pagare le tasse. Così Torresecca diventerà un paradiso fiscale, con le sue leggi assurde, i suoi imbrogli politici, i suoi piccoli scandali. La famiglia Tucci dovrà affrontare e gestire una nuova realtà non solo politica ma anche sociale.

Il regista Brizzi con questo secondo capitolo affronta molte tematiche attuali: dalla brexit al terrore degli immigrati, dall’uscita dall’euro agli scandali politici.

Molte sono le gag divertenti, le battute ironiche e taglienti sugli italiani, quale popolo “coatto” a cui interessa solo il calcio e la buona tavola!

L’intera struttura filmica si regge ancora una volta sui due protagonisti: Christian De Sica nelle vesti di Danilo Tucci e Lucia Ocone in quelli di Loredana Bertocchi. De Sica, con tanto di parrucchino e deliri di onnipotenza alla Trump, bene si articola con la sua partner femminile Lucia Ocone, che in questo secondo capitolo eccelle con la sua “first lady” a metà strada tra Melania Trump, Anastasia Steele e Maleficent. La Ocone, infatti, riempie lo schermo con la sua comicità semplice e diretta, genuina ed ironica.

I personaggi secondari, invece, risultano deboli e spesso superflui. Enrico Brignano e Lodovica Comello, come Giulio Bartolomei e Federica Lucaferri, i Tucci più giovani; il maggiordomo Ubaldo Pantani e la sboccata nonna Anna Mazzamauro risultano zoppicanti e poco incisivi. Tra le new entry c’è anche Paolo Rossi e Massimo Ciavarro, noti attori ben ritrovati che però a causa di una sceneggiatura lacunosa interpretano ruoli inconsistenti.

Il regista Brizzi, con questa pellicola, omaggia ed ironizza molte commedie famose, da “La la Land” a “50 Sfumature”, in salsa tutta italica e riuscendo a strappare più di un sorriso.

A causa delle presunte molestie sessuali che hanno travolto Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore della pellicola, la Warner Bros. Italia aveva inizialmente deciso di cancellare il suo nome da tutte le locandine e da tutti i trailer.

In realtà, al di là degli scandali che riguardano il regista, “Poveri ma ricchissimi” è un cinepanettone che facilmente conquisterà la vetta del botteghino, come è gia successo per il primo capitolo.

Poveri ma ricchissimi” è una commedia tutta italiana, che deride e ride dei vizi e delle frustrazioni del nostro Bel Paese.

Voto: 7

Poveri ma Ricchissimi (Commedia, Italia, 2017) di Fausto Brizzi; con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Ubaldo Pantani, Anna Mazzamauro, Tess Masazza, Giulio Bartolomei, Massimo Ciavarro, Paolo Rossi, Dario Cassini, Federica Lucaferri – In uscita nelle nostre sale da giovedì 14 dicembre 2017.


Amori che non sanno stare al mondo: recensione

Francesca Comencini ritorna sul grande schermo con una nuova riflessione sull’amore e sui rapporti di coppia in “Amori che non sanno stare al mondo”, dal 29 novembre al cinema.

La nota regista Francesca Comencini porta sul grande schermo il suo ultimo omonimo romanzo: “Amori che non sanno stare al mondo”, dal 29 novembre nelle nostre sale.

Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi) sono stati insieme per sette lunghi anni. La loro storia d’amore ha vissuto alti e bassi, grandi litigi ma anche momenti di profonda passione e complicità. Ora la storia è finita, ma Claudia pensa che lui ritornerà presto perché un amore così grande non può semplicemente finire all’improvviso. Flavio ama ancora Claudia, ma è stanco dei continui litigi e preferisce consolarsi con Giorgia, molto più giovane di lui e molto più semplice di Claudia.

Con “Amori che non sanno stare al mondo” la Comencini riflette sulle varie sfaccettature dell’amore, tema sempre importante ed attuale.

Claudia è l’emblema di tutte le donne: eclettica, nevrotica ma anche brillante ed acuta. Come ogni donna, ritiene che un sentimento d’amore così importante e totalizzante non può essere soffocato, ma sicuramente troverà il modo di sopravvivere e resistere. Dall’altro lato c’è Flavio, affascinante, colto. Degno rappresentante del mondo maschile, Flavio ama ma preferisce al sentimento profondo, che stimola e litiga ogni giorno, qualcosa di più semplice da gestire, di più facile da controllare.

La regista così disegna una società contemporanea che vede le donne sempre troppo esuberanti, centristiche, mentre gli uomini risultano deboli e superficiali.

Ben articolata è la sceneggiatura, molte le gag ironiche e pungenti sulla società “capitalistica eterosessuale”, mentre il ritmo zoppica in alcune parti. Buone anche le interpretazioni e sempre curata la scenografia.

“Amori che non sanno stare al mondo” è un film pieno di spunti di riflessioni molto realistiche e veritiere sia sull’universo femminile che su quello maschile. Il quadro che ne delinea risulta essere forse troppo egocentrico e nevrotico, specchio della società moderna. La regista, infatti, non giudica ne condanna i suoi protagonisti, semplicemente li racconta.

Amori che non sanno stare al mondo” è un film interessante ma forse troppo ridondante: le donne, intelligenti ed esigenti, vogliono e chiedono un amore complesso per questi uomini troppo lineari.

Voto: 6

Amori che non sanno stare al mondo (Drammatico, Italia, 2017) di Francesca Comencini. Con Lucia Mascino, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, Valentina Bellè, Camilla Semino Favro, Filippo Dini, Iaia Forte – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 29 novembre 2017.