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Napoli Velata: recensione

Giovanna Mezzogiorno è la protagonista de nuovo film di Ferzan Ozpetek “Napoli Velata”, dal 28 dicembre al cinema.

Il regista Ferzan Ozpetek ritorna sul grande schermo con un nuovo film tutto partenopeo “Napoli Velata” con protagonista Giovanna Mezzogiorno, dal 28 dicembre nelle nostre sale.

Napoli, ai giorni nostri. Adriana (Giovanna Mezzogiorno) è una donna con un passato traumatico. Una sera incontra Andrea, un giovane seducente, con cui trascorre una notta intensa di passione. Anatomopatologa per professione, presto scoprirà che il giovane di cui si è follemente innamorata è stato ucciso. Inizierà un’indagine poliziesca per scoprire la verità: Napoli si svelerà in tutte le sue sfumature e le sue ombre, nei suoi vicoli colorati, nelle sue nenie poetiche.

Il “velo” del titolo del film è quel delicato sudario che ricopre il “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino: un telo semitrasparente che apparentemente cela ma che in realtà svela dettagli e verità lungamente nascoste. Così la protagonista, a differenza degli altri personaggi che la circondano, a causa del trauma infantile vissuto guarda la realtà in modo diverso, supera le pieghe del dialogo ed i silenzi per riscoprire se stessa e la sua essenza vitale.

“Napoli Velata” è un melodramma dai toni noir che cerca di fare l’occhiolino ad Hitchcock.

Ozpetek, come nei suoi precedenti film (“Le fate ignoranti”), pone l’attenzione sul binomio perdita – incontro quale momento di rinascita e di ricostruzione: è un percorso emotivamente intenso, difficile e struggente.

Ad una scenografia ben curata corrisponde una sceneggiatura ben equilibrata. Il ritmo spesso langue e l’alone da “soap opera latino americana” minaccia più volte il rendimento dell’intera pellicola.

Buona è l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno, qui senza veli e protagonista di molte scene hot. Meno convincente risulta essere invece il giovane Alessandro Borghi, troppo ingessato e freddo.

Bellissima è la fotografia di Napoli: quel mix di culture antiche e pagane, quell’amore sviscerale per il bello e l’assoluto, la confusione di suoni e colori, la ferocia con la quale partorisce ed uccide i suoi stessi figli.

Napoli Velata” è un noir ben articolato con un finale a sorpresa.

Voto: 7

Napoli Velata (melodramma, Italia, 2017) di Ferzan Ozpetek. Con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Isabella Ferrari, Lina Sastri. In uscita al cinema giovedì 28 dicembre 2017.


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Poveri ma Ricchissimi: recensione

La famiglia Tucci ritorna al cinema dal 14 dicembre con una nuova ed esilarante avventura.

Il regista Fausto Brizzi ritorna sul grande schermo con il nuovo cine-panettone “Poveri ma ricchissimi”, sequel di “Poveri ma ricchi”, dal 14 dicembre al cinema.

La famiglia Tucci, credendo di aver perso l’intera vincita del Superenalotto, è ritornata nel piccolo paese di Torresecca, alle porte di Roma. Scoprendo di essere ancora ricchi, decideranno di fondare un Principato indipendente per non pagare le tasse. Così Torresecca diventerà un paradiso fiscale, con le sue leggi assurde, i suoi imbrogli politici, i suoi piccoli scandali. La famiglia Tucci dovrà affrontare e gestire una nuova realtà non solo politica ma anche sociale.

Il regista Brizzi con questo secondo capitolo affronta molte tematiche attuali: dalla brexit al terrore degli immigrati, dall’uscita dall’euro agli scandali politici.

Molte sono le gag divertenti, le battute ironiche e taglienti sugli italiani, quale popolo “coatto” a cui interessa solo il calcio e la buona tavola!

L’intera struttura filmica si regge ancora una volta sui due protagonisti: Christian De Sica nelle vesti di Danilo Tucci e Lucia Ocone in quelli di Loredana Bertocchi. De Sica, con tanto di parrucchino e deliri di onnipotenza alla Trump, bene si articola con la sua partner femminile Lucia Ocone, che in questo secondo capitolo eccelle con la sua “first lady” a metà strada tra Melania Trump, Anastasia Steele e Maleficent. La Ocone, infatti, riempie lo schermo con la sua comicità semplice e diretta, genuina ed ironica.

I personaggi secondari, invece, risultano deboli e spesso superflui. Enrico Brignano e Lodovica Comello, come Giulio Bartolomei e Federica Lucaferri, i Tucci più giovani; il maggiordomo Ubaldo Pantani e la sboccata nonna Anna Mazzamauro risultano zoppicanti e poco incisivi. Tra le new entry c’è anche Paolo Rossi e Massimo Ciavarro, noti attori ben ritrovati che però a causa di una sceneggiatura lacunosa interpretano ruoli inconsistenti.

Il regista Brizzi, con questa pellicola, omaggia ed ironizza molte commedie famose, da “La la Land” a “50 Sfumature”, in salsa tutta italica e riuscendo a strappare più di un sorriso.

A causa delle presunte molestie sessuali che hanno travolto Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore della pellicola, la Warner Bros. Italia aveva inizialmente deciso di cancellare il suo nome da tutte le locandine e da tutti i trailer.

In realtà, al di là degli scandali che riguardano il regista, “Poveri ma ricchissimi” è un cinepanettone che facilmente conquisterà la vetta del botteghino, come è gia successo per il primo capitolo.

Poveri ma ricchissimi” è una commedia tutta italiana, che deride e ride dei vizi e delle frustrazioni del nostro Bel Paese.

Voto: 7

Poveri ma Ricchissimi (Commedia, Italia, 2017) di Fausto Brizzi; con Christian De Sica, Enrico Brignano, Lucia Ocone, Lodovica Comello, Ubaldo Pantani, Anna Mazzamauro, Tess Masazza, Giulio Bartolomei, Massimo Ciavarro, Paolo Rossi, Dario Cassini, Federica Lucaferri – In uscita nelle nostre sale da giovedì 14 dicembre 2017.


Amori che non sanno stare al mondo: recensione

Francesca Comencini ritorna sul grande schermo con una nuova riflessione sull’amore e sui rapporti di coppia in “Amori che non sanno stare al mondo”, dal 29 novembre al cinema.

La nota regista Francesca Comencini porta sul grande schermo il suo ultimo omonimo romanzo: “Amori che non sanno stare al mondo”, dal 29 novembre nelle nostre sale.

Claudia (Lucia Mascino) e Flavio (Thomas Trabacchi) sono stati insieme per sette lunghi anni. La loro storia d’amore ha vissuto alti e bassi, grandi litigi ma anche momenti di profonda passione e complicità. Ora la storia è finita, ma Claudia pensa che lui ritornerà presto perché un amore così grande non può semplicemente finire all’improvviso. Flavio ama ancora Claudia, ma è stanco dei continui litigi e preferisce consolarsi con Giorgia, molto più giovane di lui e molto più semplice di Claudia.

Con “Amori che non sanno stare al mondo” la Comencini riflette sulle varie sfaccettature dell’amore, tema sempre importante ed attuale.

Claudia è l’emblema di tutte le donne: eclettica, nevrotica ma anche brillante ed acuta. Come ogni donna, ritiene che un sentimento d’amore così importante e totalizzante non può essere soffocato, ma sicuramente troverà il modo di sopravvivere e resistere. Dall’altro lato c’è Flavio, affascinante, colto. Degno rappresentante del mondo maschile, Flavio ama ma preferisce al sentimento profondo, che stimola e litiga ogni giorno, qualcosa di più semplice da gestire, di più facile da controllare.

La regista così disegna una società contemporanea che vede le donne sempre troppo esuberanti, centristiche, mentre gli uomini risultano deboli e superficiali.

Ben articolata è la sceneggiatura, molte le gag ironiche e pungenti sulla società “capitalistica eterosessuale”, mentre il ritmo zoppica in alcune parti. Buone anche le interpretazioni e sempre curata la scenografia.

“Amori che non sanno stare al mondo” è un film pieno di spunti di riflessioni molto realistiche e veritiere sia sull’universo femminile che su quello maschile. Il quadro che ne delinea risulta essere forse troppo egocentrico e nevrotico, specchio della società moderna. La regista, infatti, non giudica ne condanna i suoi protagonisti, semplicemente li racconta.

Amori che non sanno stare al mondo” è un film interessante ma forse troppo ridondante: le donne, intelligenti ed esigenti, vogliono e chiedono un amore complesso per questi uomini troppo lineari.

Voto: 6

Amori che non sanno stare al mondo (Drammatico, Italia, 2017) di Francesca Comencini. Con Lucia Mascino, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, Valentina Bellè, Camilla Semino Favro, Filippo Dini, Iaia Forte – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 29 novembre 2017.


Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione

L’ultimo capitolo della saga di “Smetto quando voglio”, “Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” di Sydney Sibilia arriva al cinema dal 30 novembre.

Pietro Zinni e la sua banda di ricercatori sono giunti al capitolo conclusivo dell’omonima saga di successo: “Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” di Sydney Sibilia, dal 30 novembre al cinema.

La banda delle “migliori menti dei nostri tempi”, divenuti criminali per necessità, sono stati arrestati ingiustamente. Pietro Zinni però scopre che il villain Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio), vuole fare una strage dopo aver sintetizzato il gas nervino. La banda dei ricercatori universitari devono necessariamente trovare il modo di evadere da Rebibbia e fermare Mercurio. Ad aiutarli ci sarà anche il violento e sfregiato Murena (Neri Marcorè).

“Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” è la degna conclusione di una trilogia tutta italiana diretta dal giovane Sydney Sibilia.

Tutti gli ingredienti che hanno reso i primi due capitoli un successo di pubblico e di critica sono presenti anche in questa pellicola: c’è action, c’è tanto ritmo, molte gag divertenti, tanta ironia. C’è anche l’amara riflessione verso un mondo della ricerca, quale quella degli atenei italiani, che non riesce a sfruttare ed esaltare le menti brillanti.

Ogni protagonista, dai sempre apprezzati Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, a Neri Marcorè, ritornano con i loro personaggi, cuciti e cresciuti con loro in questi anni.

In più, rispetto ai precedenti capitoli, c’è un super villain, in omaggio ai blockbuster d’oltreoceano. Il super-cattivo di Sibilia, infatti, sembra uscito da un cinecomic della Marvel: ha una storia tragica alle spalle, cerca solo vendetta per il maltolto subito.

Era il 2014 quando il primo capitolo di “Smetto quando voglio” sbarcò nelle nostre sale: un esordio da 5 milioni di euro d’incasso in sala, 12 nomination ai David, un Nastro d’argento, un Globo d’Oro e due Ciak d’oro vinti. Il successo, meritato ma sicuramente inaspettato, ha reso possibile i due sequel.

“Smetto Quando Voglio – Ad Honorem” è il terzo ed ultimo capitolo di una saga che si è sempre rivelata essere divertente, ironica, curata nella sceneggiatura, nei dialoghi, nella fotografia.

La banda di Zinni sicuramente ci mancherà, ma il giovane regista Sibilia continuerà a sorprenderci piacevolmente con il suo modo fresco ed innovativo di fare cinema.

Voto: 8

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem (Ita, commedia, 2017) di Sydney Sibilia; con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Valeria Solarino, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Stefano Fresi, Neri Marcorè, Greta Scarano -In uscita nelle nostre sale da giovedì 30 novembre 2017.


Gli Sdraiati: recensione

Francesca Archibugi ritorna al cinema per raccontare i millenials con “Gli Sdraiati”, dal 23 novembre nelle nostre sale.

La nota regista Francesca Archibugi ritorna sul grande schermo con “Gli sdraiati”, pellicola incentrata sui millenials e sul difficile rapporto genitori-figli al tempo d’oggi.

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Michele Serra, il film si ambienta nella sfavillante Milano, tra grattacieli ed il noto “bosco verticale”.

Giorgio Selva (Claudio Bisio) è un celebre e stimato volto della tv che ha un’ex moglie, che non vede da 7 anni, un adorato suocero ed un figlio 17enne. Tito, il figlio, è il classico adolescente: svogliato, annoiato, disordinato, disubbidiente ma che allo stesso tempo vanta carte di credito dal conto illimitato e smartphone. Insieme a Tito ci sono i suoi amici di sempre, sue copie, e la fidanzatina Alice. Tutto si complica quando Rosalba, la madre di Alice, riappare: diciassette anni prima ha avuto una relazione segreta con Giorgio.

La regista Archibugi, ritorna con questo film, a raccontare del difficile rapporto tra genitori e figli nella società odierna: l’incomunicabilità e la mancanza di comprensione diventano un muro insormontabile tra le due generazioni.

Da un lato ci sono i “millenials” cioè una generazione di “sdraiati”, quei giovani che stanno sempre in posizione “orizzontale” sui divani o sui letti sfatti, sempre muti o che si esprimono per monosillabi, apatici e costantemente attaccati agli schermi dei loro cellulari.
Dall’altro lato ci sono gli adulti, apparentemente realizzati, che la Archibugi rappresenta come bisognosi di amore e mendicanti di comprensione da parte dei loro figli.

A differenza del libro di Serra, dove c’era anche un’analisi storico-sociale ed una riflessione esistenziale sugli errori della sinistra borghese, la pellicola preferisce soffermarsi sul rapporto malato ed inconsistente tra due generazioni accomunate solo dal bisogno di amare e di essere amati. Non vi è alcuna condanna o giudizio da parte della regista nei confronti né dei padri né dei figli!

Ad una sceneggiatura ridondante e stereotipata corrispondono dialoghi banali e superficiali.

Le stesse interpretazioni sono discutibili: Claudio Bisio, apprezzato attore delle commedie italiane, risulta essere troppo comico per un ruolo che dovrebbe essere profondamente drammatico; Antonia Truppo, vincitrice di due David di Donatello per “Indivisibili” e “Lo chiamavano Jeeg Robot”, risulta poco credibile nell’interpretare una donna del nord Italia. I protagonisti stessi del film non riescono a creare alcuna empatia con lo spettatore, spesso indispettito e sconcertato dai gesti dei giovani e dalle parole degli adulti.

Gli Sdraiati” sarebbe potuto essere un film interessante se invece che soffermarsi, estremizzandoli, sui cliché e stereotipi delle nuove e vecchie generazioni, avesse riflettuto sulle cause che hanno portato ai “millenials”.

Voto: 3

Gli Sdraiati (commedia, Italia, 2017) di Francesca Archibugi. Con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Gianluigi Fogacci, Sandra Ceccarelli, Donatella Finocchiaro – In uscita nelle nostre sale da giovedì 23 novembre 2017.

Terapia di coppia per Amanti: recensione

Ambra Angiolini, Pietro Sermonti e Sergio Rubini sono i protagonisti della commedia “Terapia di coppia per Amanti”, dal 26 ottobre nelle nostre sale.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale la commedia “Terapia di coppia per Amanti” diretta da Alessio Maria Federici con protagonisti Ambra Angiolini, Pietro Sermonti e Sergio Rubini.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Diego De Silva (ed. Einaudi), il film racconta la storia d’amore di Viviana, madre apprensiva, e Modesto, un musicista eterno Peter Pan. Sono innamorati ma allo stesso tempo sono sposati, ma non tra di loro. La loro storia infatti si consuma tra incontri fugaci, messaggi amorosi, schermaglie. Un giorno però Viviana costringerà Modesto ad andare in terapia da un noto psicologo per scoprire se il loro è vero amore.

La commedia di Federici risulta essere una commedia agro-dolce sui sentimenti, sulla ricerca della felicità e sul coraggio per cambiare vita per il vero amore.

Buono è sicuramente il ritmo, curati i dialoghi, ben delineati i personaggi.

In realtà la commedia scritta e diretta dal regista Federici si basa su assunti poco realistici e poco probabili. Normalmente l’amante dovrebbe rappresentare una via di fuga da una quotidianità di problemi e frustrazioni e non dovrebbe essere la relazione extra coniugale fonte di preoccupazioni!

Dato che l’assunto di base è poco probabile, tutta la struttura narrativa risulta essere scarsamente credibile. Modesto è un musicista eterno Peter Pan, con una serie di rapporti conflittuali ed irrisolti, primo fra tutti quello con il padre, poi quello con il proprio figlio. Viviana risulta essere una donna vanesia, tutta concentrata su se stessa e sui propri bisogni. A questi si aggiunge uno psicoterapeuta in crisi perché innamorato della sua giovane amante. Il quadro così risulta complesso, ma totalmente surreale e grottesco.

“Terapia di coppia per Amanti” è una commedia sui sentimenti che risulta frantumata e superficiale per i temi trattati e soprattutto scarsamente coinvolgente.

Voto: 5

Terapia di coppia per Amanti (commedia, Italia, 2017) di Alessio Maria Federici. Con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti, Anita Kravos, Filippo Gili, Fulvio Falzarano, Antonio Pennarella, Eugenia Costantini, Rocco Fasano, Daiana Lou, Alan Sorrenti, Giulia Anchisi, Giacomo Nasta, Alessandro Carbonara – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


Nove Lune e Mezza: recensione

“Nove lune e mezza” la commedia agro-dolce di Michela Andreozzi arriva nelle nostre sale da giovedì 12 ottobre.

Claudia GeriniGiorgio Pasotti, Lillo Petrolo e Stefano Fresi sono i protagonisti della commedia “Nove lune e mezza”, esordio alla regia di Michela Andreozzi.

Roma, ai giorni nostri. Le protagoniste sono due sorelle, molto diverse tra loro ma accomunate da un grande affetto reciproco: Livia (Claudia Gerini), una violoncellista “rock” bella e sfrontata; e Tina (Michela Andreozzi), timido vigile urbano felicemente sposata. Tina ha un’ardente desiderio di maternità che però, nonostante tutte le cure e gli esami, non riesce a realizzare. Livia, che invece non ha alcun istinto materno, decide di aiutare la sorella amata “prestandole” l’utero. Tra rocambolesche avventure e situazioni paradossali le due sorelle dovranno vedersela non solo con i rispettivi partner ma anche la loro variegata famiglia, composta dalla classica mamma dedita ai fornelli, la saggia nonna, il padre marxista, il fratello neo-catecumenale.

“Nove lune e mezza” vorrebbe essere un film tutto al femminile alla scoperta dell’essere donna al giorno d’oggi. Toccando temi spinosi e molto attuali, quali le madri surrogate, l’utero in affitto, il matrimonio gay e le famiglie allargate, la regista Andreozzi cerca di riflettere sulla libertà della donna moderna di poter scegliere se diventare madre oppure dedicarsi ad altro.

Al di là della superficialità del come temi etici e morali vengano trattati, la pellicola pecca di luoghi comuni e déjà-vu che risultano stridere e ridicolizzare la commedia di genere: tutto è potato all’estremo! Ci sono i gay isterici, il cattolico bigotto e stupido, la mamma che pensa solo al ragù. Ciò che traspare dalla pellicola è un’infinita miseria intellettuale e culturale: la donna nel 2018 può considerarsi veramente libera se può scegliere di diventare mamma oppure no?

La vera libertà e le conquiste dovrebbero essere altre: la par condicio salariale, un welfare state per le famiglie, la sicurezza di poter camminare da sole al tramonto indossando quel che si vuole senza il pericolo di essere stuprate o uccise.

Ma il pensiero comune è che la società va avanti se “ci si vuole bene”, tutto il resto come l’utero in affitto, l’egoismo e l’egocentrismo imperante poco interessa.

Addio secolare e difficile battaglia del femminismo!

Il film vede anche la partecipazione della cantante Arisa.

Voto: 2

Nove Lune e mezza (Ita, commedia, 2017) di Michela Andreozzi. Con Claudia Gerini, Giorgio Pasotti, Lillo, Michela Andreozzi, Alessandro Tiberi, Claudia Potenza, Massimiliano Vado, Nunzia Schiano, Stefano Fresi, Nello Mascia, Paola Tiziana Cruciani – In uscita nelle nostre sale da giovedì 12 ottobre 2017.


Un Fiore PerEnne: il trailer

Arriverà nelle nostre sale solo nel 2018 la commedia sentimentale “Un fiore PerEnne” di Erika Marconi, Tonino Abballe, con Luca Avallone e Giada Folletto.

Arriva nelle sale cinematografiche “Un Fiore perEnne” con la regia di Erika Marconi e Tonino Abballe interpretato da Luca Avallone, Giada Foletto ed Elisabetta Perotto.

Dopo “Girotondo” e “Ninna Nanna” Tonino Abballe continua il suo lavoro, stavolta insieme con Erika Marconi al suo debutto alla regia, portando sul grande schermo una commedia sentimentale dal titolo “Un Fiore perEnne”.

Il film prodotto da Plumeria Film sarà distribuito nelle sale di tutta Italia a Marzo 2018.

La sinossi recita:
In un piccolo e delizioso paesino in provincia di Rieti, costruito intorno alle sponde del lago del Turano, vivono la loro storia d’amore Luca (Luca Avallone) e Nicoletta (Giada Folletto), due giovani convinti che i veri sentimenti possono superare tutte le barriere. Due anime apparentemente pure in una generazione difficile. Luca ha un negozio di alimentari acquistato con sacrifici e debiti. Nicoletta che sin da ragazzina sognava di fare cinema, vive con lui, ma non rinuncia al suo sogno di diventare attrice. I giorni scorrono tra baci, promesse e responsabilità. Ma i sogni finiscono e tra bugie e disincanto il sogno di Nicoletta sembra non avverarsi. Mentre Luca quotidianamente regala a Nicol una rosa come simbolo d’amore, lei nella frenetica lotta per conquistare un ruolo in un film, sembra che sia disposta a rinunciare al suo grande amore che non potrà darle altro che una vita modesta. Ma nella vita, mai smettere di sognare!! D’altronde ciò che serve all’uomo si puo’ stringere nel palmo di una mano…A far da cornice a questa storia d’amore anche altri personaggi tra i quali Nadia (Elisabetta Perotto) da sempre innamorata di Luca, Giacinto (Luigi Carlo Sanzi) che gestisce un negozio di fiori, Mirella (Emma Grisanti) che ha una cantina di vini e una ragazza che sembra apprezzare davvero gli scenari incantevoli di quel paesino.

Fonte: Comunicato Stampa

Tutto quello che vuoi: recensione

Francesco Bruni ritorna sul grande schermo con una nuova commedia dedicata ai giovani “Tutto quello che vuoi”, dall’11 maggio nelle nostre sale.

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Dall’11 maggio arriva nelle sale “Tutto quello che vuoi” del regista e noto sceneggiatore Francesco Bruni (“Scialla !”, “Noi 4”).

Ispirata al libro “Poco più di niente” di Cosimo Calamini, la pellicola si ambiente a Roma ai giorni nostri.

Alessandro (Andrea Carpenzano) è un ventiduenne trasteverino che passa le sue giornate al bar con gli amici. Non ha ideali, cultura o scopi. Il padre gli trova un’occupazione part time come badante per un anziano poeta dimenticato, Giorgio (Giuliano Montaldo).
Con il passare dei giorni, Giorgio inizia a raccontare al giovane alcuni ricordi del passato, tra cui anche quello di un tesoro nascosto. Alessandro, insieme ai suoi amici, accompagneranno l’anziano poeta in un viaggio avventuroso alla ricerca del tesoro.

Il regista Bruni, con questo film, racconta di giovani che non hanno alcun sogno o cultura. Grazie a versi rubati e ricordi storici, però, gli stessi giovani riescono a ritrovare la via “smarrita”, ad imparare il vero valore della vita e degli affetti, a sognare per un domani migliore.

Il messaggio del regista è sicuramente importante: grazie agli anziani ed alla loro memoria storica si può imparare e costruire un futuro migliore!

Tutto quello che vuoi” però soffre di una sceneggiatura poco articolata ed un interpretazione molto mediocre. Non c’è alcun pathos o coinvolgimento: tutto risulta molto piatto e noioso.

Ad una sceneggiatura zoppicante corrispondono dialoghi blandi e ritmo altalenante.

“Tutto quello che vuoi” è una commedia leggera dedicata ai giovani, senza grandi pretese né dal punto di vista artistico né sociale.

Voto: 4

Tutto quello che vuoi (Commedia, Italia, 2017) di Francesco Bruni, con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Donatella Finocchiaro, Emanuele Propizio, Antonio Gerardi, Raffaella Lebboroni, Arturo Bruni, Andrea Lehotska, Carolina Pavone – in uscita nelle nostre sale da giovedì 11 maggio 2017.


Lasciati andare: recensione

Dal 13 aprile arriva nelle nostre sale la commedia brillante “Lasciati Andare” con Toni Servillo.

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Lasciati andare” è la nuova commedia diretta e co-sceneggiata da Francesco Amato (“Cosimo e Nicole”) con protagonista Toni Servillo e Veronica Echegui, dal 13 aprile nelle nostre sale.

Elia (Toni Serpillo) è un analista ebreo arido di sentimenti ed estremamente pigro. Tiene tutti a distanza, anche l’ex moglie Giovanna (Carla Signoris) con cui condivide ancora l’appartamento. Un giorno però, a causa di un malore, gli viene prescritto sport e dieta. Così nella tranquilla e monotona vita di Elia irrompe Claudia (Veronica Echegui), una personal trainer eccentrica che lo coinvolgerà in situazioni pericolose.

“Lasciati andare” è una commedia divertente e brillante che ricorda lo stile di Billie Wilder e Woody Allen. Infatti lo stesso protagonista Elia è un ebreo caratterizzato dagli stereotipi negativi del genere e molto critico verso la sua comunità.

Il regista Amato, con questa storia, riflette ed ironizza sull’eterno conflitto mente/corpo. Nella società odierna dove l’apparire è sempre più importante dell’essere, il regista ricorda che tanto il contenuto quanto il contenitore sono fondamentali. L’aspetto più importante è forse il riuscire a “lasciarsi andare” qualche volta, ad uscire dal proprio ruolo e dai costrutti della società per potersi riappropriare di quella leggerezza e spontaneità dell’animo necessari per il buon vivere.

Ad una regia lineare corrisponde un buon ritmo ed una curata fotografia.

Ottima risulta sempre l’interpretazione del noto attore Toni Servillo, affiancato da volti noti del piccolo e grande schermo come Carla Signoris (“Ex”, “Crozza Alive”), Luca Marinelli (“Lo chiamavano Jeeg Robot”), Giacomo Poretti del famoso trio comico Aldo-Giovanni e Giacomo, Paolo Graziosi.

“Lasciati andare” è una commedia leggera e divertente che vanta una buona sceneggiatura ed un ottimo cast.

Voto: 7

Lasciati andare (Commedia, Italia, 2017) di Francesco Amato. Con Toni Servillo, Verónica Echegui, Carla Signoris, Luca Marinelli, Pietro Sermonti, Carlo Luca De Ruggieri, Valentina Carnelutti, Giulio Beranek, Vincenzo Nemolato e Giacomo Poretti. – In uscita nelle nostre sale da giovedì 13 aprile 2017.