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Ready Player One: recensione

“Ready Player One”, dal 28 marzo al cinema, di Steven Spielberg è una piccola gemma cinematografica che omaggia la cultura pop degli ultimi decenni.

Il noto regista Steven Spielberg ritorna sul grande schermo con il film “Ready Player One”, dal 28 marzo nelle nostre sale.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Ernest Cline, libro cult del 2010 per gli appassionati di videogiochi, il film si ambienta nel 2045. Il diciassettenne Wade (Tye Sheridan) cerca di sfuggire alla sua povera triste esistenza rifugiandosi nella realtà virtuale di OASIS, società immaginifica dove ognuno può essere ciò che vuole. Il suo leggendario programmatore James Halliday (Mark Rylance) decide, alla sua morte, di lasciare in eredità i proventi e la gestione del suo programma a chi svelerà tre enigmi. Wade alias Parzival, raccoglie la sfida, insieme alla misteriosa Ar3mis (Olivia Cooke) ed altri amici virtuali. Tra enigmi e sfide a perdi fiato, i giovani amici dovranno vedersela anche con l’affarista e senza scrupoli Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn).

Nonostante lo stesso Cline abbia partecipato alla sceneggiatura del film, questi si differenzia molto dal libro da cui trae ispirazione.

Ready Player One” è un bolckbuster, un enorme calderone di citazioni, strizzatine d’occhio, omaggi e rimandi alla cultura pop degli anni ’80-’90. Da “Il Gigante di Ferro” a “Ritorno al Futuro”, da “Gundam” a “Mad Max” fino alla “Febbre del sabato sera”: tanti sono gli omaggi ed i tributi che inevitabilmente riescono a toccare le corde emozionali dello spettatore, da quello più anziano a quello più giovane. E’ sicuramente una lettera d’amore verso il mondo dei videogiochi e la tecnologia, ma è soprattutto una dichiarazione d’amore da parte di Spielberg verso il cinema degli ultimi trent’anni.

Curato nel particolare, ben sceneggiato e con un ritmo sempre incalzante “Ready player One” è una giostra di colori e suoni.

La morale del film è molto profonda: la realtà virtuale è un grande traguardo tecnologico ma deve essere sempre calibrata e controllata perché non bisogna mai perdere il vero senso della realtà. Messaggio importante soprattutto perché viene da Spielberg che sulla soglia dei suoi 72 anni, dimostra come ancora si può sognare e sopravvivere nell’era digitale.

Ready Player One” è una piccola gemma cinematografica, divertente e visivamente spassosa diretta dal sempre ed intramontabile Steven Spielberg.

Voto: 8

Ready Player One (Fantascienza, USA, 2018) di Steven Spielberg. Con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, Hannah John-Kamen, T.J. Miller, Ben Mendelsohn, Julia Nickson, Lena Waithe – in uscita nelle nostre sale da giovedì 28 marzo 2018.


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L’ora più buia: recensione

Dal18 gennaio arriva nelle nostre sale “L’ora più buia” il capolavoro di Joe Wright con un’imperdibile Gary Oldman

Applaudito ed osannato oltreoceano, arriva finalmente in Italia, dal 18 gennaio, “L’ora più buia”, il film storico di Joe Wright con protagonista un bravissimo Gary Oldman.

Gran Bretagna, 1940. L’avanzata nazista minaccia l’Europa: il Belgio è caduto, la Francia è stremata e l’esercito inglese è intrappolato sulla spiaggia di Dunkirk. La Camera chiede le dimissioni del Primo ministro Neville Chamberlain, a succedergli sarà Winston Churchill, uomo scorbutico che poco piace sia a re Giorgio VI che allo stesso Partito Conservatore. Nonostante i dissidi interni e la minaccia esterna, Churchill riuscirà a salvare l’Inghilterra.

Thriller politico dal ritmo incalzante e dalla sceneggiatura solida e ben articolata, “L’ora più buia” racconta una delle pagine più drammatiche della storia inglese ed europea. In pochi giorni un grande statista è riuscito a portare la sua nazione alla vittoria, contro tutti e tutto.

Il regista Joe Wright con questa pellicola affronta temi importanti e purtroppo spesso dimenticati come l’orgoglio nazionale e l’amor di Patria, l’eroismo e la “sana politica”.

Churchill era un uomo difficile, spigoloso ed impulsivo. Molte sono le biografie che lo raccontano, ricca è la produzione cinematografica che lo interessa: ognuno concorde sul suo carattere spigoloso, ma anche sui suoi discorsi incisivi e puntuali.

Churchill è prima un uomo poi uno statista: vacilla dinanzi alle pressioni dei colleghi che vogliono intavolare negoziazioni con Hitler, si addolcisce tra le braccia dell’affettuosa moglie, ostinato e superbo e si mostra dinanzi al gabinetto di guerra. Ma Churchill è lo spirito di una nazione fiera che preferisce sopperire piuttosto che arrendersi.

Se Wright firma un bellissimo film, è soprattutto grazie al suo protagonista Gary oldman che la pellicola supera ogni aspettativa. Goffo ed appesantito, la voce greve, il whisky sempre in una mano ed il grosso sigaro nell’altra, il mumbling permanente, il panciotto: Oldman si trasforma rivelando tutte le spigolature e le fragilità dell’uomo Wiston Churchill con maestria ed impareggiabile bravura.

L’ora più buia” è un biopic intenso ed interessante che racconta con un ritmo incalzante e travolgente un’importante pagina di storia europea.

Voto: 9

L’ora più buia (Darkest Hour, drammatico, Gran Bretagna 2017) di Joe Wright. Con Gary Oldman, Lily James, Ben Mendelsohn, Kristin Scott Thomas, Richard Lumsden, Philip Martin Brown, Brian Pettifer, Jordan Waller, Stephen Dillane, Charley Palmer Rothwell, Ronald Pickup, Nicholas Jones, Hannah Steele, Jeremy Child. In uscita al cinema da giovedì 18 gennaio 2018.


Rogue One: A Star Wars Story

Dal 15 dicembre arriva nelle sale l’attesissimo nuovo episodio della saga di Star Wars, “Rogue One: A Star Wars Story”, diretto da Gareth Edwards.

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Il primo spin-off di Guerre Stellari, “Rogue One: A Star Wars Story”, arriva nelle nostre sale dal 15 dicembre.

Prequel dell’Episodio IV della saga, il film è diretto da Gareth Edwards, noto regista di “Godzilla” e “Monsters”.

Galen Erso (Mads Mikkelsen) è un ingegnere costretto a lavorare per l’Impero, che gli ha commissionato di progettare la “Morte Nera”, arma definitiva per eliminare i ribelli. La figlia di Galen, Jyn (Felicity Jones), viene così affidata alle cure dell’amico Saw Gerrera (Forest Whitaker), capo dei rivoltosi più estremisti. Quando l’Alleanza scoprirà i nuovi piani nefasti dell’Impero affiderà a Cassian Andor (Diego Luna) ed a Jyn l’impresa impossibile di sabotare la letale arma.

Tanta azione e ricercatezza nelle atmosfere per questo nuovo episodio di una delle saghe di fantascienza più amate e seguite degli ultimi 30 anni. Il regista Edwards deve confezionare un anello di congiunzione con l’episodio IV: l’operazione può sembrare non facile ma allo stesso tempo permette piena libertà di azione e di spazio.

A parte la roboante macchina scenografica, la pellicola manca di magia e fascino. La sceneggiatura è singhiozzante, i dialoghi spesso blandi e ridondanti, il cast poco incisivo. Gli stessi protagonisti Felicity Jones e Diego Luna non riescono a creare alcuna empatia né tra loro né con lo spettatore.

Manca anche quel tocco di mistero che ha sempre caratterizzato la saga: Edwards racconta tutto, non lascia alcuna domanda aperta ne alcuno spiraglio per l’immaginazione personale o per sognare.

Rogue One: A Star Wars Story” è un nuovo capitolo che non manca di omaggiare la saga, ma che allo stesso tempo vive di una vita propria, autonomamente con tutti i suoi pregi e difetti.

Voto: 6

Rogue One: A Star Wars Story (USA, 2016) di Gareth Edwards. Con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Forest Whitaker, Donnie Yen, Jiang Wen, Alan Tudyk, Jonathan Aris, James Earl Jones, Genevieve O’Reilly, Warwick Davis e Valene Kane – in uscita nelle nostre sale da giovedì 15 dicembre 2016.

Black Sea: recensione

Jude Law è il capitano di un’avventura straordinaria nelle profondità del Mar Nero in “Black sea” di Kevin Macdonald.

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Dopo aver vinto il Leone Nero come miglior film al Courmayeur Noir in Festival edizione 2014, “Black Sea”, thriller diretto dal regista scozzese Kevin Macdonald, arriverà nelle sale italiane dal 16 aprile.

Il capitano di sommergibili Robinson (Jude Law), con un divorzio alle spalle ed un figlio che poco conosce, viene improvvisamente licenziato dalla sua società. Robinson allora decide di riscattarsi con una straordinaria impresa: recuperare un immenso carico d’oro contenuto in un sommergibile tedesco che giace sul fondo del Mar Nero dal 1941. Così con un sottomarino di fortuna ed a capo di un equipaggio misto di inglesi e russi, accomunati solo dal fatto di essere tutti dei reietti della società, il capitano inizia il suo viaggio nel fondo degli abissi. L’avidità dei partecipanti prima e l’angusto spazio poi cambieranno presto le sorti della missione.

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