Una festa esagerata: recensione

Vincenzo Salemme dirige ed interpreta “Una Festa Esagerata”, una brillante commedia ironica sull’essere italiani, dal 22 marzo al cinema.

Una Festa Esagerata”, il nuovo film diretto ed interpretato dal noto attore comico Vincenzo Salemme, arriva nelle nostre sale dal 22 marzo.

Adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale scritta e diretta da Salemme, il film vede un cast ricco di volti noti: da Tosca D’Aquino a Iaia Forte, da Giovanni Cacioppo a James Senese.

Gennaro Parancandolo è un geometra che vive in un bellissimo appartamento a Posillipo. Ha una moglie molto vanitosa ed ambiziosa ed una figlia, la tipica diciottenne viziata. Per festeggiare i diciott’anni della figlia, i genitori hanno deciso di organizzare una festa molto pomposa e sfarzosa sulla loro terrazza. I preparativi fervono ma molti saranno gli spiacevoli inconvenienti, incluso un improvviso decesso, che Gennaro dovrà affrontare e risolvere.

“Una festa esagerata” è una commedia briosa, leggera e piena di sketch divertenti. La sceneggiatura, che vede la collaborazione di Enrico Vanzina, è lineare, ben strutturata.

Tutta la pellicola si regge sicuramente sul suo protagonista ed autore: Vincenzo Salemme, che con la sua comicità pulita e puntuale riesce a sorreggere tutta la struttura narrativa.

In realtà il film ha un retrogusto amaro, perché risulta essere una fotografia cinica e purtroppo molto realistica della società moderna. I “furbetti”, i “figli di papà”, lo sfarzo e la pomposità a cui tutti aspirano quale schiaffo morale a “chi non può permetterselo”, ma anche le piccole vendette e sterili sotterfugi sono tutti elementi su cui Salemme ironizza, ma che ben rispecchiano la nostra drammatica realtà.

Una Festa Esagerata” è una buona commedia, leggera e divertente, ma anche profonda che riflette ed ironizza sull’essere proprio degli italiani.

Voto: 8

Una festa esagerata (Commedia, Italia, 2018) di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone, Francesco Paolantoni, Giovanni Cacioppo, Andrea Di Maria, James Senese, Vincenzo Borrino, Antonella Morea, Mirea Flavia Stellato, Teresa Del Vecchio – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 marzo 2018.


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Tonya: recensione

Dal 29 marzo arriva nelle sale “Tonya”, il biopic su Tonya Harding, la famosa pattinatrice americana.

Tonya”, il biopic su Tonya Harding, la famosa pattinatrice americana protagonista di uno dei più grandi scandali dello sport mondiale, arriverà nelle nostre sale dal 29 marzo diretto da Craig Gillespie e con protagonista Margot Robbie.

Il film, acclamato dal pubblico e dalla critica dei vari festival in cui è stato presentato, è il ritratto tragico e al tempo stesso ironico di una donna forte e di una società bisognosa di creare miti per poi distruggerli.

Tonya Harding cresce in una periferia povera e con una madre molto dura. La sua passione ed il suo talento per il pattinaggio artistico su ghiaccio la resero prima una campionessa nazionale poi olimpica. In realtà, la Harding non è mai piaciuta ai giudici di gara perché non la ritenevano all’altezza per rappresentare gli Stati Uniti all’estero. Fumava, aveva una vita difficile caratterizzata da povertà e violenza. Tonya fu al centro di una grande scandalo: fu accusata per la nota aggressione alla rivale Nancy Kerrigan prima delle Olimpiadi del ’94.

Il regista Gillespie ricostruisce la vita di Tonya dai 4 ai suoi 44 anni, cioè ripercorre l’ascesa e la caduta della campionessa, che fu la seconda donna ad eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale.

La pellicola inizia con un messaggio chiaro: “è tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia con Tonya Harding e Jeff Gillooly”, il marito della pattinatrice.

Così tutta la pellicola è permeata da tanta ironia: i personaggi che circondano la protagonista, dal marito violento alla madre crudele ed anaffettiva, all’istruttrice sembrano tutte caricature di un’umanità goffa e stupida. Al centro della storia però c’è una donna, bistrattata e violentata dai mass media e dalla società perbenista, esclusa e denigrata semplicemente perché diversa.

Il regista non vuole condannare o giudicare le azioni di Tonya, ma attraverso il racconto struggente e nefasto della sua vita descrive un volto dell’America molto inusuale. Un’America che si vuole mostrare per qualcosa che non è, il mitico e tante volte citato ed agognato “sogno americano” in realtà risulta fasullo. Se appartieni alla periferia povera e non puoi vantare la classica famiglia americana alla “Happy Days” non ti basta il talento per emergere, perché resterai sempre esclusa. La stessa condanna da parte della Corte risulta spietata ed avvalora la tesi del regista, che come lo spettatore risulta ferito e confuso da tanta crudeltà.

Bravissima è Margot Robbie, che riesce a dare profondità ed a esprimere tutto il temperamento focoso e psicolabile della giovanissima protagonista, personaggio controverso ed estremamente complesso.

Tonya” è un film difficile, crudele ed ironico che ha il coraggio attraverso il sorriso di criticare ferocemente gli Stati Uniti d’America, colpendoli direttamente al cuore.

Voto: 8

Tonya (“I, Tonya”, Biografico, USA) di Craig Gillespie. Con Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Paul Walter Hauser, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Mckenna Grace, Bojana Novakovic, Caitlin Carver, Amy Fox, Evan George Vourazeris, Joshua Mikel. – In uscita nelle sale da giovedì 29 marzo 2018.


Benvenuti a Casa mia: recensione

Dall’8 marzo arriva nelle sale italiane la brillante commedia francese “Benevnuti a casa mia” di Philippe de Chauveron.

Dopo il successo travolgente di “Non sposate le mie figlie”, ritorna nelle sale italiane il regista francese Philippe de Chauveron con una nuova commedia brillante ed arguta “Benvenuti a casa mia”.

Jean-Etienne Fougerole è il tipico intellettuale di sinistra, sedicente progressista che vive in una lussuosa villa con una sofistica moglie artista ed un figlio. Durante un dibattito televisivo, dinanzi alla provocazione del suo rivale, un giovane candidato di destra, Fougerole afferma che sarebbe disposto ad accogliere in casa sua una famiglia Rom. La famiglia di Babik, uno stravagante e simpatico Rom con tanto di madre, moglie, figli, nipoti ed animali, raccoglie l’invito di Fougerole. L’intellettuale, per non venir meno alla parola data davanti alla nazione, invita la famiglia Rom ad accomodarsi in giardino con la loro roulotte.
Nonostante la famiglia Fougerole si mostrerà aperta e progressista, ben presto dovrà fare i conti con le proprie paure più intime e pregiudizi.

Il regista Philippe de Chauveron, con questo film, in maniera sottile ed arguta vuole criticare gli intellettuali di sinistra: di facciata sempre pronti all’accoglienza, dentro casa invece molto razzisti e poco tolleranti. Il regista non manca di criticare neanche la destra, qui tratteggiata in tutte le sue contraddizioni.

Il punto di forza della pellicola è proprio nei cliché che il regista riprende fedelmente, dall’idea del rom sporco e ladro a quella del redical-chic di sinistra che nasconde l’argento in casa, per poi ribaltarli e scanzonarli.

Se la sceneggiatura risulta ben articolata, i dialoghi sono sempre brillanti e le gag divertenti si susseguono e si sovrappongono.

Ottima sempre l’interpretazione di Christian Clavier, buone quelle del cast, da Ary Abittan ad Elsa Zylberstein.

Benevenuti a casa mia” è una commedia brillante che assicura tante risate ma dal retro gusto amaro, che deride la società attuale di falsi progressisti e perbenisti.

Voto: 8

Benvenuti a casa mia (À bras ouverts, Commedia, Francia, Belgio 2017) di Philippe de Chauveron. Con Christian Clavier, Ary Abittan, Elsa Zylberstein, Cyril Lecomte, Nanou Garcia, Oscar Berthe, Mirela Nicolau, Ioana Visalon, Sofiia Manousha, Nikita Dragomir – In uscita al cinema da giovedì 8 marzo 2018.


Anche senza di te: recensione

Nicolas Vaporidis e Myriam Catania sono i protagonisti della commedia “Anche senza di te” di Francesco Bonelli, dall’8 marzo al cinema.

Dall’8 marzo arriva nelle nostre sale la commedia “Anche senza di te” diretta da Francesco Bonelli con protagonisti Nicolas Vaporidis e Myriam Catania.

Sara è un’insegnate di scuola elementare soggetta a “crisi di panico”. Lasciata sull’altare da Andrea, chirurgo bello e facoltoso, si ritrova sola. Sara, allora, decide di dedicarsi ai suoi alunni: vuole applicare il progetto pedagogico di Loris Malaguzzi, il noto “metodo Reggio Emilia”. A scuola incontrerà Nicola, un altro insegnante seguace del metodo di Malaguzzi.
Attraverso il nuovo metodo educativo, Sara e Nicola riusciranno loro stessi a comprendere e gestire meglio le loro emozioni.

Anche senza di te” è un film sulla crescita personale attraverso il riconoscimento e la gestione responsabile delle proprie emozioni.

Il regista Francesco Bonelli con questo film affronta molti problemi e tematiche drammaticamente attuali: dalla scuola al precariato, dalla fuga di cervelli alla depressione e profonda solitudine dell’essere umano.

Se la sceneggiatura presenta alcuni aspetti e temi interessanti, spesso zoppica e scade nella confusione; i dialoghi risultano banali e scontati. Il ritmo langue in molte sue parti, ed i personaggi sono appena abbozzati.

“Anche senza di te” pone al centro le emozioni di grandi e piccoli, tematica assai più complessa e pericolosa di come il regista l’affronta. La società odierna basa tutto sul raggiungimento della felicità personale, dimenticando spesso che facciamo parte di una collettività, e che quindi le emozioni o felicità dell’individuo dovrebbe rispecchiare quello dell’altro e non semplicemente un atto individualista ed egoistico.

Voto: 4

Anche senza di te (commedia, Italia, 2018) di Francesco Bonelli. Con Myriam Catania, Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore, Alessio Sakara, Pietro De Silva, Valentina Ruggeri, Tatjana Nardone, Anna Ferruzzo, Paolo De Vita, Patrizia Loreti, Raffaele Vannoli, Antonella Bavaro, Carmine Recano – In uscita al cinema da giovedì 8 marzo 2018.


Red Sparrow: recensione

Jennifer Lawrence è Red Sparrow, una sensuale spia russa durante la Guerra Fredda per “Red sparrow” dal 1 marzo al cinema.

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Dal 1 marzo arriva nelle nostre sale il film “Red Sparrow” diretto da Francis Lawrence (“Hunger Games”) con protagonista una super sexy Jennifer Lawrence.

Liberamente ispirato al romanzo “Nome in Codice: Diva” di Jason Matthews, il film si ambienta durante la Guerra fredda. Dominika (Jennifer Lawrence), in seguito ad una serie di sfortunati incidenti, si ritroverà arruolata in una scuola segreta dove verrà iniziata alle tecniche di seduzione per estorcere informazioni. L’addestramento è difficile, ma Dominika riesce a sopravvivere suo malgrado e viene mandata in missione. Dovrà stanare una talpa interna ai servizi segreti russi e per farlo dovrà circuire Nash, una spia della CIA. Proprio dal rapporto con Nash, Dominika riuscirà a capire che cosa vuole veramente.

“Red Sparrow” attinge moltissimo dai classici dello spionaggio, in particolare dalla saga di “James Bond”.

Il regista Francis Lawrence sceglie di raccontare una storia molto cruda, violenta. Punto di forza della pellicola è sicuramente la sua protagonista, Jennifer Lawrence, qui nelle vesti insolite di una donna forte, sicura del proprio corpo e della sua sensualità.

Ottimo anche il resto del cast: da Joel Edgerton (“Regali da uno sconosciuto”) alla sempre brava Charlotte Rampling, da Jeremy Irons a Mary-Louise Parker (“Weeds”).

Se la sceneggiatura pecca sicuramente di originalità, il ritmo risulta sempre sostenuto e la regia sempre attenta e puntuale.

Red Sparrow” è un film di spionaggio, senza grandi pretese o velleità artistiche, ma che sicuramente allieterà i fan del genere.

Voto: 7

Red Sparrow (Spionaggio, USA, 2018) di Francis Lawrence. Con Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Matthias Schoenaerts, Jeremy Irons, Mary-Louise Parker, Charlotte Rampling, Sergei Polunin, Joely Richardson, Ciarán Hinds, Thekla Reuten, Douglas Hodge – In uscita nelle nostre sale da giovedì 1 marzo 2018.


The Disaster Artist: recensione

James Franco dirige ed interpreta “The Disaster Artist”, commedia agro-dolce sul sogno americano.

Dal 22 febbraio arriva nelle nostre sale “The Disaster Artist”, diretto ed interpretato dal noto attore James Franco.

Il film, ispirato a fatti realmente accaduti, racconta il dietro le quinte della lavorazione di “The Room”, pellicola del 2003, passato alla cronaca come il film più brutto della storia del cinema. In realtà “The Room” ha spopolato con il passaparola e nel web, divenendo negli anni un film culto.

La pellicola fu prodotta, sceneggiata, diretta ed interpretata da Tommy Wiseau, un misterioso personaggio molto eccentrico sia nella parlata che nell’abbigliamento. Il punto di vista del film è quello di Greg Sestero (Dave Franco, il fratello di James), un giovane aspirante attore con il terrore del palcoscenico. Grazie al suo incontro con Tommy Wiseau, Greg potrà realizzare i suoi sogni artistici.

“The Disaster Artist” è un film molto americano che s’incentra sul tipico sogno a stelle e strisce della realizzazione personale. Il film rappresenta anche una forte critica al sistema hollywoodiano che guarda solo ai profitti e poco alla pura creatività seppur bizzarra come nel caso di Wiseau.

James Franco però non giudica né i personaggi né i fatti, si limita a descriverli con ironia. È una storia soprattutto d’amicizia tra due uomini, e del dolore profondo che prova il “diverso”, l’eccentrico e per questo suo modo d’essere emarginato e scanzonato dalla società.

La regia di James Franco è molto attenta e lineare, il ritmo sempre buono. La sceneggiatura è una ricostruzione precisa e quasi maniacale degli eventi, mentre le interpretazioni risultano eccellenti.

Bellissimo poi lo split screen finale dove si mettono a confronto le scene del vero “The Room” con quelle girate per “The Disaster Artist”.

James Franco dirige sicuramente la sua opera migliore per raccontare una storia tutta hollywoodiana dal retrogusto dolce-amaro.

voto: 8

The Disaster Artist (Commedia, USA, 2017) di James Franco. Con James Franco, Dave Franco, Seth Rogen, Alison Brie, Josh Hutcherson, Zac Efron, Kate Upton, Ari Graynor, Jacki Weaver, Hannibal Buress, Andrew Santino, Sugar Lyn Beard, Zoey Deutch, Bryan Cranston, Sharon Stone, Dylan Minnette, Melanie Griffith, Tommy Wiseau, Lizzy Caplan, Kristen Bell – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.


Hitler contro Picasso e gli altri: il trailer

“Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte”, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni arriverà in anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 13 e 14 marzo.

E’ stato pubblicato il trailer del film evento “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte”, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni con la partecipazione di Sky Arte.

Il film arriverà in anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 13 e 14 marzo e a seguire sugli schermi di altri 50 paesi del mondo.

Il documentario evento, che vanta la straordinaria partecipazione di Tony Servillo con colonna sonora originale di Remo Anzovino, guida per la prima volta il pubblico alla scoperta del Dossier Gurlitt, di rari materiali d’archivio, dei tesori segreti del Führer e di Goering.

In due modi il nazismo mise le mani sull’arte: tentando di distruggere ogni traccia delle opere classificate come ‘degenerate’ e attuando in tutta Europa un sistematico saccheggio di arte antica e moderna. Si calcola che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Tra gli artisti all’indice Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky.

Diretto da Claudio Poli, la pellicola ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania raccogliendo testimonianze dirette sulle storie che prendono il via da quattro grandi esposizioni che in questi ultimi mesi hanno fatto il punto sull’arte trafugata, tra protagonisti di quegli anni, ultime restituzioni e preziosi materiali d’archivio.

Si parte da  “21 rue La Boétie”, la mostra parigina nata dalla volontà di esporre parte di un prezioso patrimonio recuperato, la collezione di Paul Rosenberg, uno dei più grandi collezionisti e mercanti d’arte di inizio ‘900, con quadri da Picasso a Matisse; e si passa  a “Looted Art”, alla mostra di Deventer, in Olanda, che espone i quadri provenienti dai depositi statali olandesi e dalle collezioni razziate dai nazisti; si esplora poi “Dossier Gurlitt”, la doppia esposizione di Berna e Bonn che per la prima volta espone la collezione segreta di Cornelius Gurlitt, figlio di uno dei collezionisti e mercanti d’arte che collaborarono coi nazisti, fermato per caso dalla polizia doganale su un treno per Monaco nel 2010. Tra le tele della collezione trafugata capolavori di Chagall, Monet, Picasso e Matisse.

Tra i protagonisti del film anche Simon Goodman (che in scatoloni pieni di vecchie carte e documenti ha scoperto la storia della sua famiglia e della sua magnifica collezione d’arte, che comprendeva opere di Degas, Renoir, Botticelli, nonché il cinquecentesco “Orologio di Orfeo”. Larga parte della collezione era finita nelle mani di Edgar Feuchtwanger (che nel 1929 fu il vicino di casa di Adolph Hitler, qualche anno prima che suo padre fosse deportato a Dachau, mentre dalla loro casa venivano sottratti mobili e libri preziosi) e Tom Selldorff (che è riuscito a recuperare quattordici opere appartenute alla sua famiglia cui furono sottratte negli anni ’30).

All’interno di “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” troveranno inoltre spazio gli autorevoli interventi di Pierre Assouline, giornalista e scrittore, Jean-Marc Dreyfus, storico e autore del libro Il Catalogo di Goering, Timothy Garton Ash, storico, Berthold Hinz, storico dell’arte,  Meike Hoffmann, esperta di arte degenerata e della vicenda Gurlitt, autrice principale della biografia di Hildebrand Gurlitt Il mercante d’arte di Hitler, Eva Kleeman e Daaf Ledeboer, storici dell’arte e ideatori della mostra Looted Art di Deventer, Markus Krischer, giornalista di Focus che ha seguito l’inchiesta su Cornelius Gurlitt,  Agnieszka Lulińska, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Bonn, Bernhard Maaz, direttore generale delle Bayerische Gemäldesammlungen, Christopher A. Marinello, mediatore nel recupero di opere d’arte, Art Recovery International, Inge Reist, direttrice del Frick Collection’s Center for the History of Collecting presso la Frick Art Reference Library, New York, Elizabeth Royer, gallerista parigina, esperta di restituzioni, Marei e Charlene von Saher, eredi del gallerista Jacques Goudstikker, Cynthia Saltzmann, storica dell’arte e autrice del libro Ritratto del dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh, Tom Selldorff, erede, Christina Thomson, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Rudolph Belling, Anne Webber, cofondatrice e condirettrice Commition for Looted Art in Europe, Rein Wolfs, a guida della Bundeskunsthalle di Bonn e co-curatore della mostra su Gurlitt a Bonn, Nina Zimmer, direttrice del Kunstmuseum Bern – Zentrum Paul Klee e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Berna.

Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD ed è distribuito nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e ARTE.IT.

Fonte: Comunicato Stampa

 

Omicidio al Cairo: recensione

Dal 22 febbraio arriva nelle sale il thriller “Omicidio al Cairo” di Tarik Saleh.

Il regista Tarik Saleh ritorna al cinema dal 22 febbraio con il thriller poliziesco “Omicidio al Cairo”, con protagonista Fares Fares (“Safe House – Nessuno è al sicuro”, “Child 44”).

Egitto, Cairo, gennaio 2011. Nouredin è un ufficiale della polizia corrotto, come tutto il dipartimento di polizia. Un giorno, però , in un hotel di lusso avviene un omicidio: una nota cantante viene brutalmente uccisa. Le indagini portano ad accusare un deputato del Parlamento. Il clima di corruzione è dilagante sullo sfondo di una città povera e fumosa. Sono anche i giorni precedenti a quel famoso 25 gennaio, quando ebbe inizio la cosiddetta “primavera araba”, quel desiderio di rivolta sociale e politica contro il regime di Mubarak.

Il film s’ispira a fatti realmente accaduti: nel 2008 la cantante libanese Suzanne Tamim è stata uccisa in un hotel di lusso di Dubai. Per la sua uccisione furono coinvolti importanti uomini d’affari egiziani ed un membro del parlamento.

“Omicidio al Cairo” è un thriller poliziesco ma è soprattutto un film di denuncia. Infatti ad un buon ritmo ed a una sceneggiatura ben articolata corrisponde una fotografia di una società corrotta e lacerata da forti tensioni che ben corrisponde al quadro attuale non solo egiziano.

L’eclettico regista Tarik Saleh così utilizza il genere thriller per denunciare un malessere sociale dilagante: lo stesso poliziotto corrotto cerca la redenzione senza trovarla in un contesto che pare senza via d’uscita. Tutta la società risulta marcia fin dalle sue fondamenta, e nessuna “primavera” o piccola rivoluzione è riuscita o potrà mai cambiare lo stato di fatto.

A causa dei veti da parte dello Stato egiziano, le riprese del film, che inizialmente si sarebbero dovute svolgere al Cairo, si sono dovute spostare a Casablanca.

Omicidio al Cairo” è un buon thriller dalle tinte noir che ben fotografa una grave ed allarmante situazione sociale che purtroppo travalica i confini egiziani.

Voto: 7

Omicidio al Cairo ( The Nile Hilton Incident, thriller, Svezia, Danimarca, Germania, Francia 2017) di Tarik Saleh. Con Fares Fares, Mari Malek, Yasser Ali Maher, Slimane Dazi, Ahmed Selim, Mohamed Yousry, Hania Amar, Ger Duany, Hichem Yacoubi, Ahmed Abdelhamid Hefny, Tareq Abdalla, Nael Ali – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.

La vedova Winchester: recensione

Dal 22 febbraio arriva l’horror “La vedova Winchester”, basato su fatti realmente accaduti, con protagonista Helen Mirren.

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La nota e pluripremiato attrice britannica Helen Mirren è la protagonista della ghost story “La vedova Winchester” di Peter e Michael Spierig, dal 22 febbraio al cinema.

Basato su una storia vera, il film si ambienta nei primi anni del ‘900 e racconta della costruzione della Winchester Mansion, una delle case infestate dai fantasmi più famose al mondo.

Sarah Winchester è una facoltosa ed anziana vedova che vive in una casa in continua trasformazione. È un edificio con più di 100 stanze, un labirinto di corridoi e sfarzosi arredi, popolato dai fantasmi che sono state vittime della potenza di fuoco di un Winchester.
Il consiglio di amministrazione della grande azienda pensa che la donna abbia perso il senno e così decide di mandare uno psicologo, Eric Prince, che dichiari la sua infermità mentale.

“La vedova Winchester” non è un horror nel senso tradizionale del termine ma una ghost story, cioè una storia di fantasmi.

Il ritmo è incalzante, i “salti dalla poltrona” assicurati. La struttura narrativa risulta ben articolata, molto curata la scenografia ed i toni chiari- scuri arricchiscono di mistero la storia.

Preciso e puntuale anche il messaggio: la pericolosità delle armi da fuoco non sono solo responsabilità di chi effettivamente preme il grilletto ma anche di chi le costruisce!

La pellicola si arricchisce di déjà-vu necessari per strizzare l’occhio al grande pubblico: il bambino indemoniato, porte che cigolano, apparizioni spaventose, corridoi poco illuminati.

I registi Peter e Michael Spierig, dopo i successi di “Predestination” e “Saw Legacy”, con questo film hanno scelto di raccontare una storia, nota leggenda a stelle e strisce, che sicuramente incute terrore più per il sotteso che per l’apparizione fulminea delle anime indemoniate.

Protagonista assoluta della pellicola è sicuramente Helen Mirren, che attraverso un gioco sottile di sguardi e movenze, riesce a dare grande fisicità e profondità ad un personaggio complesso. Gli altri attori, primo fra tutti Jason Clarke (“Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie”, “Terminator Genisys”), non possono che scomparire dinanzi alla maestosità della Mirren.

La vedova Winchester” è una ghost story ben architettata e prodotta, che cerca di terrorizzare più per il suo messaggio che per la sua messa in visione.

Voto: 8

La vedova Winchester (“Winchester – The House That Ghosts Built”, horror, USA 2018) di Peter Spierig, Michael Spierig. Con Helen Mirren, Sarah Snook, Jason Clarke, Angus Sampson, Eamon Farren, Laura Brent, Tyler Coppin, Emm Wiseman, Dawayne Jordan, Jeffrey W. Jenkins, Thor Carlsson, Xavier Gouault – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.


Caravaggio – L’Anima e il Sangue: recensione

Evento speciale dedicato al grande pittore Caravaggio dal 19 al 21 febbraio nelle nostre sale con “ Caravaggio – L’Anima e il Sangue”.

Caravaggio – L’Anima e il Sangue”, l’ultimo progetto cinematografico di Sky e Magnitudo Film dedicato all’Arte, arriva nelle sale italiane, quale evento speciale, dal 19 al 21 febbraio

Grazie ad una fotografia spettacolare, perché il film è stato girato in 8K, le bellissime tele di Caravaggio prendono vita sullo schermo, con le loro luci ed ombre, i dettagli più nascosti.

Attraverso la vita dell’artista, in seguito alle più recenti scoperte, il regista Jesus Garcés Lambert e la sceneggiatrice Laura Allievi raccontano l’uomo Caravaggio: un individuo tormentato e geniale, passionale in tutto quello che faceva.

Molti i quadri analizzati e studiati con la lente di ingrandimento: dal “Suonatore di liuto”, alla “Deposizione della Vergine”, al “San Matteo”.

Ci si inoltra tra chiese e viottoli, botteghe e cunicoli, da Roma a Napoli a Malta, dove il grande pittore ha rincorso la gloria e la fama.

Al centro della scena ci sono i turbamenti di un animo inquieto e contraddittorio, di un genio della pittura che si barcamena tra angoscia e rabbia, sensualità e redenzione.

La voce narrante del film è di Manuel Agnelli, cantante e chitarrista degli Afterhours, e giudice del programma X-factor. La voce fuori campo di Agnelli, in realtà non ottiene il risultato sperato: il suo accento marcato, la sua carente dizione leva tutta la poesia e magia all’intera opera cinematografica.

“Caravaggio – L’Anima e il Sangue” è un documentario molto interessante che vuole mettere in luce le debolezze e le contraddizioni dell’uomo che si cela dietro il noto pittore.

Voto: 6

Caravaggio – L’Anima e il Sangue (documentario, Italia, 2018) di Jesus Garces Lambert – in uscita nelle nostre sale da lunedì 19 febbraio 2018


Cinema al femminile