Archivi categoria: thriller

A Beautiful Day: recensione

Joaquin Phoenix è il protagonista dello struggente thriller “A Beautiful Day” di Lynne Ramsay, dal 1 maggio al cinema.

La regista Lynne Ramsay ritorna sul grande schermo con il thriller “A Beautiful Day” con protagonista Joaquin Phoenix, dal 1 maggio nelle nostre sale.

Joe è un uomo difficile, con molti problemi. Veterano di guerra e sopravvissuto ad un padre violento, di mestiere fa’ il sicario: salva vittime innocenti dagli orchi cattivi. A casa Joe è un figlio premuroso ed amorevole: accudisce la madre anziana e malata. Il suo ultimo incarico è quello di salvare Nina, la figlia preadolescente di un politico locale, da un giro di prostituzione minorile. La situazione però si rivela essere molto più complessa e pericolosa del previsto. Joe dovrà infatti presto fare i conti anche con i suoi Demoni per poter salvare la bambina.

Se l’incipit del film sicuramente non risulta originale in quanto facilmente riecheggiano pellicole famose come “Leon” e “Taxy Driver”, la regia è sorprendentemente innovativa. Infatti la regista scozzese Ramsay (“Ratcatcher”, “…E ora parliamo di Kevin”) sembra una pittrice impressionista che, con vigore e maestria, ad ogni pennellata scava in profondità nei suoi personaggi, avvolge lo spettatore con musiche e colori in una giostra drammatica di emozioni e sentimenti, rabbia e dolore.

Joe è un killer cha ha avuto un’infanzia di violenze e maltrattamenti. È diventato lui stesso violento ma invece di essere l’orco è diventato il difensore di vittime innocenti a cui hanno rubato la stessa infanzia. Ma Joe è un uomo qualunque, che semplicemente con un martello cerca giustizia.

Fiumi di sangue scorrono copiosi, scontri feroci si rincorrono nelle buie e fumose strade americane. Il dolore prima del protagonista poi della vittima però sovrasta tutto: è un urlo straziante, sconvolgente, profondo.

Ottima è l’interpretazione di Joaquin Phoenix, deturpato nel corpo e nell’animo per interpretare un personaggio complesso, bellissima la fotografia di Thomas Townend.

Degno di nota è sicuramente anche il sonoro curato dal musicista inglese Jonny Greenwood: martellante come l’arma scelta dal protagonista, ritmata come il battito cardiaco in preda all’angoscia ed al tumulto.

A Beautiful Day” è un film intenso e profondo, che colpisce direttamente al cuore dello spettatore, un piccolo gioiello cinematografico di Lynne Ramsay.

Voto: 8

A Beautiful Day (“You Were Never Really Here”, Drammatico, USA, 2017) di Lynne Ramsay. Con Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman, Judith Roberts, Jason Babinsky, Frank Pando, Kate Easton, Madison Arnold – In uscita nelle nostre sale da martedì 1 maggio 2018.


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Red Sparrow: recensione

Jennifer Lawrence è Red Sparrow, una sensuale spia russa durante la Guerra Fredda per “Red sparrow” dal 1 marzo al cinema.

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Dal 1 marzo arriva nelle nostre sale il film “Red Sparrow” diretto da Francis Lawrence (“Hunger Games”) con protagonista una super sexy Jennifer Lawrence.

Liberamente ispirato al romanzo “Nome in Codice: Diva” di Jason Matthews, il film si ambienta durante la Guerra fredda. Dominika (Jennifer Lawrence), in seguito ad una serie di sfortunati incidenti, si ritroverà arruolata in una scuola segreta dove verrà iniziata alle tecniche di seduzione per estorcere informazioni. L’addestramento è difficile, ma Dominika riesce a sopravvivere suo malgrado e viene mandata in missione. Dovrà stanare una talpa interna ai servizi segreti russi e per farlo dovrà circuire Nash, una spia della CIA. Proprio dal rapporto con Nash, Dominika riuscirà a capire che cosa vuole veramente.

“Red Sparrow” attinge moltissimo dai classici dello spionaggio, in particolare dalla saga di “James Bond”.

Il regista Francis Lawrence sceglie di raccontare una storia molto cruda, violenta. Punto di forza della pellicola è sicuramente la sua protagonista, Jennifer Lawrence, qui nelle vesti insolite di una donna forte, sicura del proprio corpo e della sua sensualità.

Ottimo anche il resto del cast: da Joel Edgerton (“Regali da uno sconosciuto”) alla sempre brava Charlotte Rampling, da Jeremy Irons a Mary-Louise Parker (“Weeds”).

Se la sceneggiatura pecca sicuramente di originalità, il ritmo risulta sempre sostenuto e la regia sempre attenta e puntuale.

Red Sparrow” è un film di spionaggio, senza grandi pretese o velleità artistiche, ma che sicuramente allieterà i fan del genere.

Voto: 7

Red Sparrow (Spionaggio, USA, 2018) di Francis Lawrence. Con Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Matthias Schoenaerts, Jeremy Irons, Mary-Louise Parker, Charlotte Rampling, Sergei Polunin, Joely Richardson, Ciarán Hinds, Thekla Reuten, Douglas Hodge – In uscita nelle nostre sale da giovedì 1 marzo 2018.


Omicidio al Cairo: recensione

Dal 22 febbraio arriva nelle sale il thriller “Omicidio al Cairo” di Tarik Saleh.

Il regista Tarik Saleh ritorna al cinema dal 22 febbraio con il thriller poliziesco “Omicidio al Cairo”, con protagonista Fares Fares (“Safe House – Nessuno è al sicuro”, “Child 44”).

Egitto, Cairo, gennaio 2011. Nouredin è un ufficiale della polizia corrotto, come tutto il dipartimento di polizia. Un giorno, però , in un hotel di lusso avviene un omicidio: una nota cantante viene brutalmente uccisa. Le indagini portano ad accusare un deputato del Parlamento. Il clima di corruzione è dilagante sullo sfondo di una città povera e fumosa. Sono anche i giorni precedenti a quel famoso 25 gennaio, quando ebbe inizio la cosiddetta “primavera araba”, quel desiderio di rivolta sociale e politica contro il regime di Mubarak.

Il film s’ispira a fatti realmente accaduti: nel 2008 la cantante libanese Suzanne Tamim è stata uccisa in un hotel di lusso di Dubai. Per la sua uccisione furono coinvolti importanti uomini d’affari egiziani ed un membro del parlamento.

“Omicidio al Cairo” è un thriller poliziesco ma è soprattutto un film di denuncia. Infatti ad un buon ritmo ed a una sceneggiatura ben articolata corrisponde una fotografia di una società corrotta e lacerata da forti tensioni che ben corrisponde al quadro attuale non solo egiziano.

L’eclettico regista Tarik Saleh così utilizza il genere thriller per denunciare un malessere sociale dilagante: lo stesso poliziotto corrotto cerca la redenzione senza trovarla in un contesto che pare senza via d’uscita. Tutta la società risulta marcia fin dalle sue fondamenta, e nessuna “primavera” o piccola rivoluzione è riuscita o potrà mai cambiare lo stato di fatto.

A causa dei veti da parte dello Stato egiziano, le riprese del film, che inizialmente si sarebbero dovute svolgere al Cairo, si sono dovute spostare a Casablanca.

Omicidio al Cairo” è un buon thriller dalle tinte noir che ben fotografa una grave ed allarmante situazione sociale che purtroppo travalica i confini egiziani.

Voto: 7

Omicidio al Cairo ( The Nile Hilton Incident, thriller, Svezia, Danimarca, Germania, Francia 2017) di Tarik Saleh. Con Fares Fares, Mari Malek, Yasser Ali Maher, Slimane Dazi, Ahmed Selim, Mohamed Yousry, Hania Amar, Ger Duany, Hichem Yacoubi, Ahmed Abdelhamid Hefny, Tareq Abdalla, Nael Ali – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.

L’uomo sul treno: recensione

Liam Neeson è il protagonista dell’avvincente film “L’uomo sul treno” di Jaume Collet-Serra, dal 25 gennaio nelle nostre sale.

Liam Neeson e Vera Farmiga sono i protagonisti del thriller “L’uomo sul treno” di Jaume Collet-Serra, dal 25 gennaio al cinema.

Michael MacCauley è un pendolare che ogni giorno si reca a New York per lavorare presso una compagnia di assicurazioni. Michael, marito devoto e padre premuroso, ha un mutuo da pagare ed un figlio da mandare al college. Un giorno improvvisamente viene licenziato e sul treno di ritorno incontra una donna misteriosa che gli offre centomila dollari in cambio della sua collaborazione: dovrà trovare una persona di cui sa solo che non si tratta di un passeggero abituale. Il gioco si complica quando scopre che dietro quella donna c’è un’organizzazione che minaccia la sua famiglia e la sua stessa vita se non riuscirà a risolvere entro poco tempo l’enigma.

Come nei precedenti film (“Non-Stop”), il regista spagnolo Jaume Collet-Serra decide di raccontare una storia dai toni claustrofobici: tutta l’azione si svolge nei vagoni di un treno in corsa.

La sceneggiatura, ben articolata, gioca sul tema tipico hitchcockiano dell’uomo comune che si trasforma a causa di circostanze straordinarie.

Se la struttura narrativa è sicuramente funzionale allo svolgimento della storia, la seconda parte della pellicola si caratterizza per scene action al limite del ridicolo. Così l’uomo comune – Liam Neeson diventa suo malgrado un super eroe che compie azioni rocambolesche al limite del credibile.

La stessa tensione o mistero propri del genere thriller spesso languono e risultano citofonati: la persona ricercata viene facilmente identificata, il “cattivo” presto individuato.

Se da un lato manca la suspense, dall’altro lato la pellicola si caratterizza per ritmo e puro divertimento.

L’uomo sul treno”, nonostante tradisca così le sue premesse, risulta essere una pellicola spassosa, di puro intrattenimento.

voto: 6

L’Uomo sul Treno (“The Commuter”, thriller, USA, 2018) di Jaume Collet-Serra. Con Liam Neeson, Vera Farmiga, Patrick Wilson, Sam Neill, Elizabeth McGovern, Jonathan Banks, Florence Pugh, Dean-Charles Chapman, Killian Scott, Damson Idris – In uscita nelle nostre sale da giovedì 25 gennaio 2018


The Broken Key: recensione

Dal 16 novembre arriva nelle sale “The Broken Key”, film di fantascienza di Luois Negro con la partecipazione di Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen, Franco Nero, Maria de Medeiros, Kabir Bedi.

Il regista italiano Luois Nero ritorna al cinema con un nuovo film di fantascienza, “The Broken Key”, dal 16 novembre al cinema.

Torino, 2033. Arthur Adams (Andrea Cocco), un giovane archeologo, vuole svelare il mistero del frammento mancante del Canone di Torino. Ad aiutarlo ci sarà la giovane ed eclettica Sara (Diana Dell’Erba), l’anziano professore (Rutger Hauer) ed una serie di personaggi misteriosi.

A metà strada tra Dawn Brown e Blade Runner, il regista Nero preferisce infarcire la pellicola di riferimenti ed omaggi a tutta la simbologia dell’occulto, da Dante Alighieri a Nikola Tesla, da Hieronymus Bosch alla dea Iside.

Bellissima è sicuramente la location: Torino, la città magica ed esoterica per eccellenza, risulta sempre affascinante.

Alle ottime scenografie però non corrisponde una sceneggiatura all’altezza: frammentaria e confusionaria, spesso langue e si perde nei suoi stessi meandri risultando caotica ed inconcludente. Manca il ritmo tipico del thriller, non c’è alcuna tensione narrativa ed i dialoghi risultano banali e citofonati.

La pellicola vanta sicuramente un cast d’eccezione da Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen, Franco Nero, Maria de Medeiros a Kabir Bedi. In realtà i noti personaggi sono ascrivibili a piccoli cammei e sembra che siano ospiti di un talent show in chiave “mistery”.

Mediocre e poco convincente risulta essere anche l’interpretazione del protagonista Andrea Cocco, vincitore del “Grande Fratello 11”.

Il film, dal punto di vista visivo è potente e non ha nulla da invidiare ai film di genere d’oltreoceano, però il regista non è riuscito ad amalgamare ed a rendere compatta la sua mastodontica e complessa opera.

The Broken Key” è un tentativo, mal costruito e fallito miseramente, di proporre un genere poco conosciuto dalla cinematografia italiana.

Voto: 5

The Broken Key (Thriller, Italia, 2016) di Louis Nero. Con Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen, Franco Nero, Maria de Medeiros, Kabir Bedi, Marc Fiorini, Andrea Cocco, Marco Deambrogio, Walter Lippa, Diana Dell’Erba – In uscita nelle nostre sale da giovedì 16 novembre 2017

La Ragazza nella Nebbia: recensione

Toni Servillo e Jean Reno sono i protagonisti del thriller “La Ragazza nella Nebbia” di Donato Carrisi, dal 26 ottobre al cinema.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale il thriller “La Ragazza nella Nebbia”, film d’esordio del noto scrittore Donato Carrisi, che inaugurerà la pre-apertura del Festival del Cinema di Roma 2017.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello stesso Carrisi, il film si ambienta ad Avechot, piccolo e sperduto paese di montagna del nord Italia. Alla vigilia di Natale scompare Anna Lou (Ekaterina Buscemi), la classica quindicenne “tutta casa e chiesa”. Ad indagare sul caso ci sarà l’ispettore Vogel (Toni Servillo), una figura molto controversa ed astuta. Prima i mass media poi tutta la comunità montana cercherà la scomoda verità: il “mostro” potrebbe essere il professor Loris Martini (Alessio Boni).

Carrisi racconta una storia piena di evidenti richiami ai recenti fatti di cronaca nera. Con sottile astuzia e profonda conoscenza della materia indaga sui personaggi, delineandone bene la psicologia in tutte le sue sfumature. Nulla infatti viene lasciato al caso: dalla scenografia ai dialoghi, dalle luci ai silenzi, ogni elemento è necessario per la ricostruzione della storia.

“La ragazza nella nebbia” è sicuramente un film sul Male, dove i “mostri” o i colpevoli sono tutti indistintamente. C’è chi lo fa per soldi, chi per la luce dei riflettori, chi per gelosia e non si salva nemmeno chi dovrebbe essere il rappresentante della giustizia. Perché nella società odierna la verità poco interessa; i riflettori, la fama mediatica diventano l’aspetto più importante. Il finale è amaro come il ritratto della società di oggi. Carrisi, infatti, non perdona nessuno e l’unica personificazione del Bene è la giovane vittima, che non ha alcuna voce ma solo lacrime.

Il film omaggia chiaramente il noir italiano anni ’60 ma anche i thriller d’oltreoceano più moderni: il ritmo è ben scandito, la tensione è sempre sostenuta.

Il regista dimostra con questa pellicola non solo di conoscere bene il mestiere della scrittura ma anche quello della macchina da presa.

Ottimo è il cast e primo fra tutti il sempre apprezzato Toni Servillo che regala un’interpretazione difficile e prismatico di un personaggio molto spigoloso.

“La ragazza nella nebbia” è un ottimo thriller tutto italiano, che vanta una buona regia d’esordio, un’ottima sceneggiatura ed un buon cast.

Voto: 8

La Ragazza nella Nebbia (Thriller, Italia, 2017) di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


Almost Dead: recensione

“Almost Dead”, lo zombie movie claustrofobico di Giorgio Bruno conquista gli States.

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Il regista catanese Giorgio Bruno ha trionfato negli Stati Uniti con la sua nuova pellicola “Almost Dead”, lo zombie movie claustrofobico, che ha vinto il Premio come Miglior Thriller all’edizione 2017 del MiSciFi (Miami International Science Fiction Film Festival).

La dottoressa Hope Walsh, sopravvissuta a un terribile incidente d’auto, si ritrova in un luogo sconosciuto. Ha perso la memoria e siede accanto ad un cadavere. Il genere umano è stato colpito da una dilagante epidemia infettiva che ha trasformato quasi tutti in zombie. La dottoressa Hope avrà solo un cellulare per capire chi è e cosa sta succedendo. Infettata lei stessa dal morso di uno zombie, avrà a sua disposizione solo poche ore di tempo per trovare l’antidoto.

Il giovane regista Bruno, dopo il cortometraggio “L’Ultimo Uomo della Terra”, l’horror “Nero Infinito” e la pellicola a sfondo bellico del 2008 “Soli al Fronte”, ritorna sul grande schermo con un zombie movie adrenalinico.

Il film contiene tutti gli elementi principali delle pellicole del genere: un virus mortale sconosciuto, le orde di zombie affamati, i luoghi isolati.

Almost Dead” è sicuramente uno zombie movie claustrofobico: una macchina, un luogo isolato, un’unica protagonista.

Nonostante il low budget, il regista Bruno riesce a confezione un buon horror: ad un ritmo sempre crescente corrisponde una buona sceneggiatura ed un’attenta e curata regia.

La tensione sale e non mancano i colpi di scena.

Ottima è sicuramente l’interpretazione della protagonista Aylin Prandi: sostiene l’intero film da sola riuscendo a coinvolgere lo spettatore nel suo incubo.

Belle sono anche le musiche che aggiungono la dose giusta di suspense e tensione alla pellicola.

La release italiana di “Almost Dead” purtroppo non è ancora ufficiale.

Voto: 8

Almost Dead (horror, Ita, 2016) di Giorgio Bruno. Con Aylin Prandi, Sean James Sutton, Massimiliano Russo.


Rachel Weisz in “My Cousin Rachel”: il trailer

L’affascinante attrice Rachel Weisz diventa gotica per il film “My Cousin Rachel” diretto da Roger Michell.

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Grade attesa c’è per il thriller d’epoca “My cousin Rachel” (“Mia cugina Rachele”) diretto da Roger Michell (“Notting Hill”, “Ipotesi di reato”) che vede protagonista l’affascinante Rachel Weisz in versione gotica.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1951 scritto da Daphne du Maurier, il film ha avuto una prima trasposizione nel 1952 con protagonista Richard Burton e nel 1983 una miniserie per la BBC.

Accanto a Rachel Weisz c’è anche Sam Claflin, Holliday Grainger (“Posh”) e Iain Glen (“Game of Thrones”).

Dal trailer appena pubblicato si evince una storia piena di tensione e sospetti in un ambientazione ricca di fascino.

La sinossi del romanzo recita:

“Chi è “veramente” Rachele, la bellissima italiana che, dopo la morte del marito, avvenuta in circostanze poco chiare, arriva all’improvviso nella sua casa in Cornovaglia e con il suo fascino riesce a fare innamorare Philip, il cugino della vittima? È realmente travolta dalla passione o cerca soltanto di impadronirsi della sua ricchezza, come ha già fatto con il marito?”.

La release ufficiale del film “My Cousin Rachel” è prevista sugli schermi statunitensi per il 14 luglio 2017.

Almost dead vince il MiSciFi 2017

Il giovane regista catanese Giorgio Bruno ha vinto l’edizione 2017 del MisciFi con il thriller “Almost Dead”.

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Almost Dead” diretto da Giorgio Bruno (“”Unrated Senza Censura”) e prodotto da Susanna Fernando, Sonia Broccatelli ed Emanuela Morozzi in associazione con Daniele Gramiccia e Salvatore Lizzio, ha trionfato a Miami presso il festival sponsorizzato dalla NASA MiSciFi 2017, aggiudicandosi il premio “Miglior Thriller”.

Un premio importante per la première USA del film, che racconta la tragica avventura di Hope (Aylin Prandi), giovane donna che si sveglia all’interno di un’automobile sul ciglio di una strada deserta, seduta al fianco di un cadavere femminile, senza ricordare come sia giunta lì. Nell’abitacolo pochi oggetti: una pistola e un telefono cellulare quasi scarico; mentre un gruppo strane creature dal passo lento inizia a circondare la macchina, rendendo impossibile l’uscita, e una donna misteriosa, al telefono, rivela alla protagonista la presenza di un siero, in auto, capace di fermare il virus che sembra aver trasformato tutti in zombi affamati di carne umana.

Un prodotto di tensione che trae ispirazione da felici esperimenti cinematografici quali “Buried – sepolto“, in quanto, come il film di Rodrigo Cortés, testimonia la maniera in cui una sola ristretta location possa diventare parte integrante nello sviluppo della narrazione e del pathos filmico, in questo caso al servizio di una riuscita miscela di thriller psicologico, post-apocalittico e horror.

Fonte: Comunicato Stampa

Hostile: recensione

L’horror francese “Hostile”, diretto dal 14enne Nathan Ambrosioni, arriva nelle nostre sale dal 31 ottobre.

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Dopo aver conquistato il plauso della critica in molti festival europei, “Hostile” si appresta ad arrivare nelle sale italiane dal 31 ottobre al 2 novembre.

Il film ha fatto molto scalpore soprattutto perché è scritto e diretto da un quattordicenne, Nathan Ambrosioni, e vanta un budget irrisorio.

Meredith Langston ha appena adottato due orfanelle, Emilie (Julie Venturelli) ed Anna (Luna-Miti Belan). Tutto sembra procedere per il meglio, quando all’improvviso un evento inspiegabile cambia drammaticamente il modo in cui le due ragazze si comportano. Meredith allora decide di chiedere aiuto a “S.O.S. Adoption”, un programma trasmesso su una TV locale che segue i bambini durante il periodo di adattamento nelle famiglie adottive. La situazione però assumerà presto dei risvolti pericolosi oltre che misteriosi.

Se la trama non risulta essere troppo originale, così come molti suoi fotogrammi, la storia avvolge lo spettatore in una spirale di horror dalle tinte intimiste.

Infatti lo sviluppo narrativo continua a cambiare direzione così come il registro registico: si passa dal ghost movie alle possessioni demoniache, dalla fiction cinematografica al “found footage”. Il risultato è totalmente spiazzante per lo spettatore che annaspa nel terrore alla ricerca della verità.

“Hostile” è un thriller – horror pieno di rimandi e citazioni delle pellicole di genere più famose come “Sinister”, “Orphan” e molti altri. Allo stesso tempo però senza mai cadere nello splatter, Ambrosioni riesce a confezionare con un budget esiguo un horror molto attuale, con risvolti psicologici e sociali importanti come l’abuso di droga ed il fanatismo delle sette sataniche.

Il giovanissimo Nathan Ambrosioni, definito “l’enfant prodige dell’horror francese”, debutta sul grande schermo con un buon prodotto cinematografico, il primo di una lunga e sicuramente brillante carriera.

Voto: 7

Hostile (Thriller, Francia, 2014) di Nathan Ambrosioni, con Anatolia Allieis, Nathan Ambrosioni, Vanessa Azzopardi, Didier Beaumont, Luna Belan, Paul Brasselet, Richard Carré, Julien Croquet, Danielle Di Sandro, Lucille Donier, Mallow Garcia, Magali Gouyon – in uscita nelle nostre sale da lunedì 31 ottobre 2016.