Archivi categoria: commedia

Loro 2: recensione

Dal 10 maggio arriva nelle sale “Loro 2”, la seconda ed ultima parte del film su Silvio Berlusconi diretto da Paolo Sorrentino.

Loro 2” è la seconda ed ultima parte del film “Loro”, pellicola diretta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi. Il film, che vede protagonista un eccezionale Toni Servillo, arriverà nelle nostre sale dal 10 maggio.

Se la prima parte di “Loro 1” si soffermava sul sottobosco di olgettine e scaltri imprenditori che anelavano ad arrivare alla corte di Berlusconi, la seconda parte si concentra proprio sul cavaliere. I rapporti politici devono essere necessariamente ricostruiti per poter ritornare ad essere il Presidente del Consiglio: il cavaliere deve ora sfoderare tutta la sua abilità di venditore “porta a porta” per riconquistare la fiducia degli italiani e corrompere qualche senatore. Nel frattempo la sua relazione con Veronica è ormai arrivata al capolinea.

Loro 2” così è una storia d’amore in crisi tra un uomo ed una donna ma anche tra il leader politico ed i suoi elettori.

Sorrentino tratteggia con molta maestria il Cavaliere: un uomo potente, ricco, egocentrico e megalomane ma allo tesso tempo molto solo. Non c’è alcuna interiorità ne pathos, perché lui stesso si sente un “Dio che regala sogni” come immortalato nella scena della dentiera donata all’anziana superstite del terremoto dell’Aquila.

“Loro 2” non è ne vuol essere un film politico, come lo stesso regista ha dichiarato in merito. Infatti Sorrentino non racconta nulla che non sia documentato o pubblicizzato: gli scandali, i processi, le intercettazioni ma anche le battute ed i siparietti del Cavaliere hanno invaso il nostro quotidiano per molti anni.

Struggente è il dialogo tra Berlusconi – Servillo e Veronica – Ricci in cui tutte le donne e tutti gli italiani si rispecchiano: tante le domande che restano insolute, profondo il dolore per la disillusione e le promesse mancate.

Attraverso Berlusconi, il regista parla degli italiani e ne esce un quadro drammaticamente veritiero. Un popolo di sognatori e di eroi, a cui interessa solo sopravvivere e sorridere.

Se il primo capitolo di “Loro” si basa su analogie e metafore, un’estetica curata ed un ritmo serrato, la seconda parte invece si concentra sui dialoghi più che sui personaggi.

Potente ed intenso, stravolgente e drammatico: così il regista Sorrentino chiude un film complesso e multisfaccettato. Solo un regista come Sorrentino poteva essere capace di un tale gioiello cinematografico, capace di turbare e commuovere, avvolgere ed estraniarsi. Perché inizia come un film su “Loro”, i potenti, i ricchi, gli “intoccabili” e corrotti, gli Dei dell’Olimpo, ma finisce per parlare di “Noi“, gli italiani che facilmente e bonariamente si fanno raggirare con la promessa di una casa più grande e di una dentiera nuova!

Voto: 9

Loro 2 (Commedia, italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Roberto Herlitzka – In uscita al cinema da giovedì 10 maggio 2018.

 

FacebookTwitterGoogle+EmailCondividi

Loro 1: recensione

Dal 24 aprile arriva nelle nostre sale l’attesissimo film “Loro-1” di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi.

Il noto regista napoletano Paolo Sorrentino ritorna sul grande schermo con il film molto atteso a molto criticato “Loro”. La pellicola divisa in due parti vede un primo film, “Loro 1”, che uscirà nelle sale il 24 aprile, mentre la seconda arriverà a maggio.

Il film vuole raccontare la caduta politica e sociale di Silvio Berlusconi. Giovani avvenenti cortigiane disposte a tutto pur di entrare nelle sue simpatie, faccendieri loschi e senza scrupoli, imprenditori e politici corrotti nell’animo: sono le persone che affollano il sottobosco del Cavaliere, coloro che vogliono far parte della sua corte. In realtà Berlusconi, interpretato magistralmente da Toni Servillo, appare solo negli ultimi fotogrammi: come lo Spirito Santo che discende sugli uomini, così il cavaliere arriva elegantemente, con le sue movenze teatrali, sempre altezzoso, egocentrico, sbruffone.

Molte sono le battute sagaci e le frecciatine puntuali a parole e commenti del programma del Cavaliere, che purtroppo ben conosciamo. Molte sono anche la allegorie che Sorrentino usa ed abusa: la spazzatura che soverchia gli antichi resti di una cultura e di una storia di glorie tutta italiana, numerosi topi che invadono la città.

Il regista, infatti, in questa prima parte, sottolinea ed evidenzia con crudele cinismo la differenza tra il cavaliere e la sua corte. Il primo sempre “candido” e spiritoso, l’altro sporco ed infimo al pari di un girone infernale.

Sicuramente c’è un eccesso di nudità, festini a luci rosse, uso di droghe ed alcool che alla fine della prima parte stomacano ed infastidiscono.

Bisognerà aspettare la seconda parte per poter meglio valutare l’opera di Sorrentino, ma questa prima pellicola è sicuramente un secchio d’acqua gelata per tutto il putridume che mette in scena.

Voto: 6

Loro 1 (Italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon e Roberto Herlitzka. In uscita nelle nostre sale da martedì 24 aprile 2018.


Youtopia: recensione

Dal 25 aprile arriva nelle nostre sale “Youtopia” di Berardo Carboni, commedia sulle insidie di internet.

La giovane attrice Matilda De Angelis è la protagonista del film “Youtopia”, scritto e diretto da Berardo Carboni, che arriverà nelle nostre sale dal 25 aprile.

Matilde (Matilda De Angelis) ha diciotto anni, si è diplomata da poco e vive con la madre (Donatella Finocchiaro) disoccupata e depressa e la nonna gravemente malata. Matilda ha scoperto che spogliandosi su internet si guadagna bene e in modo veloce. Quando la casa verrà pignorata dal tribunale, le donne della famiglia dovranno cercare un modo per riscattarla. Disperate e sole, Matilde sceglierà di vendere all’asta la sua verginità. Un anziano farmacista (Alessandro Haber) risponderà celermente alla sua proposta.

Carboni racconta una storia drammaticamente attuale e realistica: il web tanto usato ed abusato dai giovani è sia un inferno che un paradiso. Infatti se da un lato è un luogo di insidie e pericoli, dall’altro la realtà virtuale diventa un vero e proprio rifugio. Così la stessa protagonista trova in Youtopia, il suo videogioco, la vera felicità ed un amore sincero; mentre sul web incontra solo uomini malati e voiosi.

Ciò che colpisce della pellicola è forse lo sguardo stesso del regista, che non giudica ne condanna i suoi personaggi ma risulta essere sempre comprensivo ed amorevole verso di questi. In realtà c’è una madre fallita che non vuole combattere neanche per la sopravvivenza della propria figlia, una giovane senza alcuna morale o principi che preferisce assecondare i vizi degli uomini per guadagnare in modo facile e veloce. L’altra figura femminile tratteggiata è la moglie del farmacista. Anche lei, conoscendo le perversioni del marito, resta inerme e rassegnata!

Sicuramente il web è un luogo pericoloso, come i recenti fatti di cronaca nera hanno testimoniato. La realtà è anche drammatica per la grave crisi economica e della società che stiamo vivendo, ma quello che il regista racconta sono persone senza alcuna morale!

La sceneggiatura, inoltre, risulta essere spesso ridondante e lacunosa, il ritmo zoppicante.

“Youtopia” è un film che sicuramente fa riflettere sulle insidie del web e sul pericoloso rapporto di dipendenza che s’instaura tra i giovani e la realtà virtuale.

Voto: 5

Youtopia (drammatico, Italia, 2018) di Berardo Carboni. Con Matilda De Angelis, Alessandro Haber, Donatella Finocchiaro, Luca Lionello, Pamela Villoresi, Paolo Sassanelli, Lina Bernardi, Claudio Botosso, Federico Rosati, Silvia Francese, Laura Pizzirani, Giulia Anchisi – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 25 aprile 2018


The Happy Prince – l’ultimo ritratto di Oscar Wilde: recensione

Rupert Everett porta sul grande schermo “The Happy Prince – l’ultimo ritratto di Oscar Wilde”, dal 12 aprile al cinema.

Il noto attore britannico Rupert Everett scrive, dirige ed interpreta “The Happy Prince – l’ultimo ritratto di Oscar Wilde”, dal 12 aprile al cinema.

Dopo il grande successo per le sue commedie teatrali, Oscar Wilde è caduto in disgrazia. Processato per la sua esplicita omosessualità e condannato a due anni di lavori forzati, si ritrova esiliato geograficamente e spiritualmente. La salute inizia a vacillare, così come il suo animo sempre tormentato.
Dopo esser ricaduto nel vortice di passioni ed amori con il giovane Lord Douglas nella soleggiata Napoli, Wilde ritorna in Francia dove troverà la morte. Solo gli amici più cari, Reggie Turner (Colin Firth) e Robbie Ross (Edwin Thomas), gli resteranno accanto fino alla fine dei suoi giorni.

Rupert Everett con “The Happy Prince” vuole raccontare il lato più intimo del noto scrittore Oscar Wilde. C’è tutto Wilde: la sua genialità e romanticismo, il suo eclettismo ed egoismo, le sue perversioni e peccati, ma anche tutta la sua ritrovata cristianità. Così la nota favola “Il principe Felice” diviene metafora della vita stessa di Wilde. Come la statua del principe felice che progressivamente si spoglia di tutti i suoi sfarzosi ornamenti per donarli ai più bisognosi, così il grande autore dona tutta la sua arte per trovare la redenzione nel Regno dei Cieli.

La regia di Everett è sicuramente molto particolare: i suoi piani sequenza seguono i protagonisti prima da vicino affinché si crei un rapporto preciso e ben delineato tra telecamera e attore, poi progressivamente da lontano. Come ha dichiarato lo stesso regista in conferenza stampa “il mio stile è fortemente influenzato dai fratelli Dardenne ma anche da un’estetica CCTV“.

Ad uno stile di ripresa particolare si aggiunge una fotografia molto curata e dettagliata che s’ispira ai celebri dipinti di Toulouse Lautrec e Monet.

Oscar Wilde è sempre stato un autore molto controverso: omosessuale in tempi in cui era considerato un “grave peccato”, eterno romantico e profondo cristiano come testimoniano non solo alcune sue bellissime fiabe, quali “il principe felice” o “il gigante egoista”, ma soprattutto per il suo “De Profundiis”.

Everett cerca di raccontare l’uomo – Oscar Wilde, con tutte le sue luci ed ombre, le sue fragilità e sogni. Ne esce un ritratto importante ma forse troppo buonista ed edulcorato!

Oscar Wilde non ha più bisogno di esser riscattato moralmente per le sue scelte sessuali, ma dovrebbe essere apprezzato per la sua genialità letteraria.

Voto: 7

The Happy Prince (commedia, Italia, Belgio, Germania, Gran Bretagna; 2018) di Rupert Everett. Con Rupert Everett, Colin Firth, Colin Morgan, Edwin Thomas, Emily Watson, Tom Wilkinson, Béatrice Dalle, John Standing, Edward Fox, Miranda Richardson, Daniel Weyman, André Penvern -In uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018


Io sono Tempesta: recensione

Marco Giallini ed Elio Germano sono i protagonisti della commedia dolce-amara “Io sono Tempesta” dal 12 aprile nelle nostre sale.

Il regista romano Daniele Luchetti ritorna sul grande schermo dal 12 aprile con “Io sono Tempesta”, commedia dolce amara con protagonisti Marco Giallini ed Elio Germano.

Numa Tempesta è un facoltoso imprenditore che vive in un albergo di lusso, possiede aerei privati e yacht, e si circonda di gentili ed aitanti “signorine”. A causa di una condanna per frode fiscale, Numa dovrà scontare un anno ai servizi sociali presso un centro d’accoglienza. L’imprenditore, tra il pulire le latrine e continuare a svolgere i suoi loschi traffici, dovrà cercare di simpatizzare con gli ospiti del centro, un gruppo variegato di senzatetto capeggiati da Bruno (Elio Germano).

Ispirandosi ai fatti di cronaca che hanno visto coinvolto Silvio Berlusconi e parafrasando l’opera del “Don Giovanni” di Mozart, il regista Luchetti vuole raccontare un’Italia molto sterile e povera d’animo. Infatti nella pellicola, nonostante i toni propri della commedia ed alcune gag divertenti, non ci sono buoni ne vincitori, ma solo “cattivi”. Lo stesso imprenditore ed i senza tetto sono solo stesso piano morale: entrambi vogliono solo arricchirsi sulle spalle dei più deboli o sfortunati.

Il regista Luchetti con maestria regista non vuole giudicare ne condannare, si limita a fotografare una realtà drammatica dove non c’è spazio per i valori ne per l’umiltà, non c’è carità o semplicemente il rispetto per l’altro. L’era delle grandi ideologie, come il socialismo e le battaglie del proletariato sono ormai un lontano ricordo, il fine ultimo dell’individuo di oggi, al di là del suo ceto di appartenenza o la sua estrazione culturale, è sempre il Dio denaro, quello che gli assicura la felicità!

Ottimo è il cast che riesce subito a creare empatia con lo spettatore: Marco Giallini regala un personaggio profondo e complesso, Elio Germano un simpatico e raffazzonato senza tetto, Eleonora Danco una severa responsabile del centro d’accoglienza.

“Io sono Tempesta” è una buona commedia dai toni agro-dolci, ben articolata e con un ritmo sempre incalzante, che vuole riflettere sull’arida realtà sociale e politica dell’Italia odierna.

Voto: 8

Io sono Tempesta (Commedia, Italia, 2018) di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli – in uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018.


Io c’è: recensione

Edoardo Leo e Margherita Buy sono i protagonisti della nuova ed irriverente commedia “Io c’è” diretta da Alessandro Aronadio.

Dal 29 marzo arriva nelle nostre sale la divertente commedia di Alessandro AronadioIo c’è” con protagonisti Edoardo Leo, Margherita Buy e Giuseppe Battiston.

Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del “Miracolo Italiano”, un bed and breakfast di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina a causa della grave crisi economica e finanziaria di questi anni. Massimo cerca allora una soluzione e scopre che se vuole sopravvivere deve trasformare il suo b&B in un luogo di culto, cosi da poter evadere facilmente le tasse ed attirare ingenui turisti. Per realizzare il suo piano pero deve prima fondare una sua religione: lo “Ionismo”, la prima fede che non mette Dio al centro dell’universo, ma l’individuo stesso. E’ una religione senza precetti o comandamenti, aperta a tutti. Ad accompagnare Massimo nella sua missione c’è la sorella Adriana (Margherita Buy), integerrima commercialista, e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore frustrato e perfetto ideologo del nuovo credo.

Dopo i successi di “Orecchie”, il regista romano Aronadio ritorna sul grande schermo per parlare di religione.
Vista la tematica delicata, il regista ironizza sulla necessità dell’essere umano di credere in qualcosa di soprannaturale. Così il regista in conferenza stampa ha dichiarato: “Da migliaia di anni miliardi di persone hanno bisogno di credere in morti che resuscitano, fasci di luce portentosi, entità superiori magnanime o vendicative, personaggi che volano o camminano sulle acque. Com’è possibile?“.

In realtà, la scusa della religione è solo un pretesto per il regista per raccontare i sotterfugi e scappatoie fantasiose che gli italiani usano per evitare il fisco! Al di là di questo costume tipicamente e drammaticamente italiano, c’è anche una sorta di redenzione spirituale del suo protagonista. infatti Massimo – Edoardo Leo cerca di ritornare sui suoi passi appena scopre le pericolose conseguenze della sua religione. Lo “Ionismo” stesso infondo non è così trasgressivo e fantasioso come il regista cerca di raccontare: la società moderna è sicuramente caratterizzata da un individualismo esasperato e da una totale assenza di precetti cristiani!

Io c’è” è una divertente commedia che vanta un ottimo cast ed una buona sceneggiatura.

Voto: 8

Io c’è (commedia, Italia, 2018) di Alessandro Aronadio. Con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini – in uscita nelle nostre sale da giovedì 29 marzo 2018.


Una festa esagerata: recensione

Vincenzo Salemme dirige ed interpreta “Una Festa Esagerata”, una brillante commedia ironica sull’essere italiani, dal 22 marzo al cinema.

Una Festa Esagerata”, il nuovo film diretto ed interpretato dal noto attore comico Vincenzo Salemme, arriva nelle nostre sale dal 22 marzo.

Adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale scritta e diretta da Salemme, il film vede un cast ricco di volti noti: da Tosca D’Aquino a Iaia Forte, da Giovanni Cacioppo a James Senese.

Gennaro Parancandolo è un geometra che vive in un bellissimo appartamento a Posillipo. Ha una moglie molto vanitosa ed ambiziosa ed una figlia, la tipica diciottenne viziata. Per festeggiare i diciott’anni della figlia, i genitori hanno deciso di organizzare una festa molto pomposa e sfarzosa sulla loro terrazza. I preparativi fervono ma molti saranno gli spiacevoli inconvenienti, incluso un improvviso decesso, che Gennaro dovrà affrontare e risolvere.

“Una festa esagerata” è una commedia briosa, leggera e piena di sketch divertenti. La sceneggiatura, che vede la collaborazione di Enrico Vanzina, è lineare, ben strutturata.

Tutta la pellicola si regge sicuramente sul suo protagonista ed autore: Vincenzo Salemme, che con la sua comicità pulita e puntuale riesce a sorreggere tutta la struttura narrativa.

In realtà il film ha un retrogusto amaro, perché risulta essere una fotografia cinica e purtroppo molto realistica della società moderna. I “furbetti”, i “figli di papà”, lo sfarzo e la pomposità a cui tutti aspirano quale schiaffo morale a “chi non può permetterselo”, ma anche le piccole vendette e sterili sotterfugi sono tutti elementi su cui Salemme ironizza, ma che ben rispecchiano la nostra drammatica realtà.

Una Festa Esagerata” è una buona commedia, leggera e divertente, ma anche profonda che riflette ed ironizza sull’essere proprio degli italiani.

Voto: 8

Una festa esagerata (Commedia, Italia, 2018) di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone, Francesco Paolantoni, Giovanni Cacioppo, Andrea Di Maria, James Senese, Vincenzo Borrino, Antonella Morea, Mirea Flavia Stellato, Teresa Del Vecchio – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 marzo 2018.


Benvenuti a Casa mia: recensione

Dall’8 marzo arriva nelle sale italiane la brillante commedia francese “Benevnuti a casa mia” di Philippe de Chauveron.

Dopo il successo travolgente di “Non sposate le mie figlie”, ritorna nelle sale italiane il regista francese Philippe de Chauveron con una nuova commedia brillante ed arguta “Benvenuti a casa mia”.

Jean-Etienne Fougerole è il tipico intellettuale di sinistra, sedicente progressista che vive in una lussuosa villa con una sofistica moglie artista ed un figlio. Durante un dibattito televisivo, dinanzi alla provocazione del suo rivale, un giovane candidato di destra, Fougerole afferma che sarebbe disposto ad accogliere in casa sua una famiglia Rom. La famiglia di Babik, uno stravagante e simpatico Rom con tanto di madre, moglie, figli, nipoti ed animali, raccoglie l’invito di Fougerole. L’intellettuale, per non venir meno alla parola data davanti alla nazione, invita la famiglia Rom ad accomodarsi in giardino con la loro roulotte.
Nonostante la famiglia Fougerole si mostrerà aperta e progressista, ben presto dovrà fare i conti con le proprie paure più intime e pregiudizi.

Il regista Philippe de Chauveron, con questo film, in maniera sottile ed arguta vuole criticare gli intellettuali di sinistra: di facciata sempre pronti all’accoglienza, dentro casa invece molto razzisti e poco tolleranti. Il regista non manca di criticare neanche la destra, qui tratteggiata in tutte le sue contraddizioni.

Il punto di forza della pellicola è proprio nei cliché che il regista riprende fedelmente, dall’idea del rom sporco e ladro a quella del redical-chic di sinistra che nasconde l’argento in casa, per poi ribaltarli e scanzonarli.

Se la sceneggiatura risulta ben articolata, i dialoghi sono sempre brillanti e le gag divertenti si susseguono e si sovrappongono.

Ottima sempre l’interpretazione di Christian Clavier, buone quelle del cast, da Ary Abittan ad Elsa Zylberstein.

Benevenuti a casa mia” è una commedia brillante che assicura tante risate ma dal retro gusto amaro, che deride la società attuale di falsi progressisti e perbenisti.

Voto: 8

Benvenuti a casa mia (À bras ouverts, Commedia, Francia, Belgio 2017) di Philippe de Chauveron. Con Christian Clavier, Ary Abittan, Elsa Zylberstein, Cyril Lecomte, Nanou Garcia, Oscar Berthe, Mirela Nicolau, Ioana Visalon, Sofiia Manousha, Nikita Dragomir – In uscita al cinema da giovedì 8 marzo 2018.


Anche senza di te: recensione

Nicolas Vaporidis e Myriam Catania sono i protagonisti della commedia “Anche senza di te” di Francesco Bonelli, dall’8 marzo al cinema.

Dall’8 marzo arriva nelle nostre sale la commedia “Anche senza di te” diretta da Francesco Bonelli con protagonisti Nicolas Vaporidis e Myriam Catania.

Sara è un’insegnate di scuola elementare soggetta a “crisi di panico”. Lasciata sull’altare da Andrea, chirurgo bello e facoltoso, si ritrova sola. Sara, allora, decide di dedicarsi ai suoi alunni: vuole applicare il progetto pedagogico di Loris Malaguzzi, il noto “metodo Reggio Emilia”. A scuola incontrerà Nicola, un altro insegnante seguace del metodo di Malaguzzi.
Attraverso il nuovo metodo educativo, Sara e Nicola riusciranno loro stessi a comprendere e gestire meglio le loro emozioni.

Anche senza di te” è un film sulla crescita personale attraverso il riconoscimento e la gestione responsabile delle proprie emozioni.

Il regista Francesco Bonelli con questo film affronta molti problemi e tematiche drammaticamente attuali: dalla scuola al precariato, dalla fuga di cervelli alla depressione e profonda solitudine dell’essere umano.

Se la sceneggiatura presenta alcuni aspetti e temi interessanti, spesso zoppica e scade nella confusione; i dialoghi risultano banali e scontati. Il ritmo langue in molte sue parti, ed i personaggi sono appena abbozzati.

“Anche senza di te” pone al centro le emozioni di grandi e piccoli, tematica assai più complessa e pericolosa di come il regista l’affronta. La società odierna basa tutto sul raggiungimento della felicità personale, dimenticando spesso che facciamo parte di una collettività, e che quindi le emozioni o felicità dell’individuo dovrebbe rispecchiare quello dell’altro e non semplicemente un atto individualista ed egoistico.

Voto: 4

Anche senza di te (commedia, Italia, 2018) di Francesco Bonelli. Con Myriam Catania, Nicolas Vaporidis, Matteo Branciamore, Alessio Sakara, Pietro De Silva, Valentina Ruggeri, Tatjana Nardone, Anna Ferruzzo, Paolo De Vita, Patrizia Loreti, Raffaele Vannoli, Antonella Bavaro, Carmine Recano – In uscita al cinema da giovedì 8 marzo 2018.


The Disaster Artist: recensione

James Franco dirige ed interpreta “The Disaster Artist”, commedia agro-dolce sul sogno americano.

Dal 22 febbraio arriva nelle nostre sale “The Disaster Artist”, diretto ed interpretato dal noto attore James Franco.

Il film, ispirato a fatti realmente accaduti, racconta il dietro le quinte della lavorazione di “The Room”, pellicola del 2003, passato alla cronaca come il film più brutto della storia del cinema. In realtà “The Room” ha spopolato con il passaparola e nel web, divenendo negli anni un film culto.

La pellicola fu prodotta, sceneggiata, diretta ed interpretata da Tommy Wiseau, un misterioso personaggio molto eccentrico sia nella parlata che nell’abbigliamento. Il punto di vista del film è quello di Greg Sestero (Dave Franco, il fratello di James), un giovane aspirante attore con il terrore del palcoscenico. Grazie al suo incontro con Tommy Wiseau, Greg potrà realizzare i suoi sogni artistici.

“The Disaster Artist” è un film molto americano che s’incentra sul tipico sogno a stelle e strisce della realizzazione personale. Il film rappresenta anche una forte critica al sistema hollywoodiano che guarda solo ai profitti e poco alla pura creatività seppur bizzarra come nel caso di Wiseau.

James Franco però non giudica né i personaggi né i fatti, si limita a descriverli con ironia. È una storia soprattutto d’amicizia tra due uomini, e del dolore profondo che prova il “diverso”, l’eccentrico e per questo suo modo d’essere emarginato e scanzonato dalla società.

La regia di James Franco è molto attenta e lineare, il ritmo sempre buono. La sceneggiatura è una ricostruzione precisa e quasi maniacale degli eventi, mentre le interpretazioni risultano eccellenti.

Bellissimo poi lo split screen finale dove si mettono a confronto le scene del vero “The Room” con quelle girate per “The Disaster Artist”.

James Franco dirige sicuramente la sua opera migliore per raccontare una storia tutta hollywoodiana dal retrogusto dolce-amaro.

voto: 8

The Disaster Artist (Commedia, USA, 2017) di James Franco. Con James Franco, Dave Franco, Seth Rogen, Alison Brie, Josh Hutcherson, Zac Efron, Kate Upton, Ari Graynor, Jacki Weaver, Hannibal Buress, Andrew Santino, Sugar Lyn Beard, Zoey Deutch, Bryan Cranston, Sharon Stone, Dylan Minnette, Melanie Griffith, Tommy Wiseau, Lizzy Caplan, Kristen Bell – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.