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Rabbia Furiosa: recensione

Dal 7 giugno arriva nelle sale “Rabbia Furiosa” di Sergio Stivaletti con protagonisti Riccardo De Filippis e Virgilio Olivari.

Ispirato agli eventi di cronaca degli anni ’80 che sconvolsero tutta la nazione, “Rabbia Furiosa” racconta la vera storia de “er canaro”, dal 7 giugno nelle nostre sale.

Fabio è appena uscito di galera, dopo 8 mesi per un crimine che non ha commesso, al posto di Claudio, un suo amico ex pugile. Fabio detto “er canaro”, gestisce un negozio di toelettatura per cani ed è un amorevole padre ed affettuoso marito. Claudio, invece, che mira a diventare il boss del Mandrione, quartiere della periferia di Roma, è un criminale che gestisce diversi traffici illegali e semina il terrore nel quartiere. Stanco delle continue angherie e soprusi da parte di Claudio, Fabio deciderà presto di vendicarsi.

Al suo terzo lungometraggio, Stivaletti, maestro degli effetti speciali, sceglie di raccontare una storia vera e cruenta di cronaca romana con un thriller a tinte forti.

In una periferia senza tempo, tra passato e futuro, il regista ambienta una storia drammatica di rapporti umani che travalica i confini e lo spazio temporale. Gli interessi economici regolano la vita dei suoi personaggi, microcosmi isolati che cercano di sopravvivere al degrado urbano ed umano. E’ una storia di vendetta ma anche un racconto di riscatto morale ed umano. Il regista infatti non giudica ne condanna i suoi protagonisti, ma semplicemente osserva ed analizza il complesso comportamento umano.

Così il finale spettacolare descrive l’apice della crudeltà umana, trasuda tutta la disumanità e spietato realismo della società moderna.

Ad una bellissima fotografia si affianca una regia sempre attenta e lineare. Buone anche le interpretazioni da Riccardo De Filippis, noto per la serie televisiva “Romanzo criminale”, a Virgilio Olivari e Romina Mondello.

“Rabbia Furiosa” è un buon prodotto cinematografico, molto crudele e drammaticamente sempre attuale.

Voto: 8

Rabbia Furiosa (Noir, Italia, 2018) di Sergio Stivaletti. Con Riccardo De Filippis, Romina Mondello, Virgilio Olivari, Romuald Klos, Rosario Petix, Ottaviano Dell’Acqua, Luis Molteni, Giovanni Lombardo Radice, Gianni Franco – in uscita nelle nostre sale da giovedì 7 giugno 2018.

 

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Dogman: recensione

Dal 17 maggio arriva nelle nostre sale il film drammatico “Dogman” del regista italiano Matteo Garrone. Il film presentato al Festival di Cannes ha riscosso il successo della critica e del pubblico.

Dogman” è il nuovo film di Matteo Garrone, in sala dal 17 maggio.

Marcello è un uomo a cui tutti vogliono bene, che ama il suo lavoro di toelettatore di cani, da qui il suo soprannome il canaro, e condivide con la figlioletta adorata, Alida, la passione per le immersioni in mare aperto.

La vita di Marcello scorre tranquilla, alternandosi tra il suo lavoro che ama e la figlia, in una placida esistenza. Solo una cosa, anzi una persona, turba questa calma, Simoncino. Questi è un ex pugile, drogato e con diversi reati alle spalle, una piaga per tutto il quartiere che deve sottostare all’egemonia della violenza del ragazzo. Facile all’ira, Simoncino non ha mezze misure e non conosce né la riconoscenza né la gratitudine.

Nonostante l’odio che si è tirato addosso, Simoncino è intoccabile, e i negozianti della zona sembrano rassegnarsi ad aspettare che qualcuno risolta il loro problema.
Nessuno, però, potrebbe mai pensare che sarà proprio il mite e sottomesso Marcello, il canaro, a compiere l’impensabile.

Stanco dell’ennesima angheria, frustrato sino nell’animo, Marcello da sottomesso assume il ruolo di carnefice, divenendo uno dei casi di cronaca nera più famosi della storia di Roma, la storia de “Er Canaro“.

Ancora oggi, la faccenda del canaro, il cui vero nome è Pietro de Negri, è celata nel mistero. Nonostante il memoriale dell’uomo e la sua confessione, riguardante le torture e la morte dell’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci, la storia è ancora piena di quesiti senza risposte.

Matteo Garrone ricostruisce una storia, liberamente tratta dal caso di cronaca, facendola diventare una fiaba sospesa in un luogo senza tempo e senza nome. Non siamo alla Magliana, dove nel 1988 accadde il fatto del vero Canaro, ma siamo in un quartiere tra il mare e la pineta, sospesi in un tempo senza tempo, dove a scandire il tutto c’è solo il giorno e la notte.

Il cielo plumbeo accompagna la metamorfosi del protagonista. Il suo desiderio di rivalsa è qualcosa di umano, e commuove. Marcello non uccide per piacere, ma per il bisogno di sentirsi nuovamente padrone del proprio destino e della propria vita. Rivuole gli amici perduti, e quasi come un bambino in possesso del gioco che tutti desiderano, trascina faticosamente il trofeo che potrebbe reinserirlo in quella microsocietà che l’ha accantonato, proprio a lui che è sempre stato una vittima.

“Dogman” è un film che strazia e lascia lo spettatore con un nodo alla gola, tanto lo coinvolge in quella nebulosa di emozioni che trasmette.

Voto: 8,5

Dogman (drammatico, Italia, 2018) di Matteo Garrone. Con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaioli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi. In uscita al cinema da giovedì 17 maggio 2018

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Dal 10 maggio arriva nelle nostre sale il film “Le grida del silenzio” di Sasha Alessandra Carlesi.

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Sette amici decidono di trascorrere un week end assieme, accampandosi in un bosco. Quella che potrebbe sembrare un’innocente scampagnata si rivela, invece, essere in un festino a base di droghe, alcool e tradimento.

Incontriamo la coppia di fidanzatini Alice e Manuel, la prima con strani poteri e che, a dir suo, capta le voci di folletti e altre guide spirituali presenti nel bosco ed il secondo di un romanticismo tanto marcato da nauseare; ci sono Desirèe e Sophie, che presto si sposeranno in Spagna, dove tanto è pragmatica la prima, tanto la seconda appare svampita e perennemente fuori luogo; Daniel, ideatore di questo week end, che ha organizzato la gita per approfittare della notte nel bosco per sedurre Kathrina, una giovane donna sudamericana bella quanto volubile nelle sue scelte maschili; ed infine Luca, l’unico da solo in mezzo a tre coppie, galoppino di Daniel al quale si sottomette con una velocità impressionante, lasciandosi comandare in qualsiasi cosa.

Tutti sembrano voler fuggire da qualcosa, chi dal fidanzato geloso, chi da una madre oppressiva o da una situazione complicata.
Si incontrano tantissimi personaggi inutili al fine della storia, che creano solamente confusione in una trama già non molto lineare, che si muove su più piani di azione.

La storia non decolla mai, un lunghissimo prologo spiega le varie sfaccettature di ogni personaggio dal megalomane, al represso, alla coppia conosciutasi al raduno sugli angeli e così via, sino a sfociare in epilogo già segnato dall’inizio.

Il bosco è l’ambientazione ideale per un horror, basti ricordate a due cult come Venerdì 13 di Sean S. Cunnigham (1980) o La Casa di Sam Raimi (1981), ma questa volta non crea suspense, anzi, appare fin troppo accogliente e tranquillo.

Tenendo conto del notevole sforzo fatto della regista, Sasha Alessandra Carlesi anche autrice della sceneggiatura e attrice nel ruolo di Arianna, e che si tratta di un progetto realizzato con un budget ridotto, il film, purtroppo, non funziona.

Gli attori, quasi tutti giovanissimi, non convincono e la recitazione è troppo spesso forzata e innaturale, facendo apparire ogni personaggio quasi macchiettistico.

Le grida del Silenzio sarà nelle sale dal 10 maggio.

Voto: 3

Le Grida del silenzio (Drammatico, Italia, 2018) di Sasha Alessandra Carlesi. Con Luca Avallone, Roberto Calabrese, Alice Bellagamba, Ana Cruz, Martina Carletti, Manuela Zero, Luca Molinari, Alessandra Carlesi. In uscita nelle nostre sale da giovedì 10 maggio 2018.


Loro 2: recensione

Dal 10 maggio arriva nelle sale “Loro 2”, la seconda ed ultima parte del film su Silvio Berlusconi diretto da Paolo Sorrentino.

Loro 2” è la seconda ed ultima parte del film “Loro”, pellicola diretta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi. Il film, che vede protagonista un eccezionale Toni Servillo, arriverà nelle nostre sale dal 10 maggio.

Se la prima parte di “Loro 1” si soffermava sul sottobosco di olgettine e scaltri imprenditori che anelavano ad arrivare alla corte di Berlusconi, la seconda parte si concentra proprio sul cavaliere. I rapporti politici devono essere necessariamente ricostruiti per poter ritornare ad essere il Presidente del Consiglio: il cavaliere deve ora sfoderare tutta la sua abilità di venditore “porta a porta” per riconquistare la fiducia degli italiani e corrompere qualche senatore. Nel frattempo la sua relazione con Veronica è ormai arrivata al capolinea.

Loro 2” così è una storia d’amore in crisi tra un uomo ed una donna ma anche tra il leader politico ed i suoi elettori.

Sorrentino tratteggia con molta maestria il Cavaliere: un uomo potente, ricco, egocentrico e megalomane ma allo tesso tempo molto solo. Non c’è alcuna interiorità ne pathos, perché lui stesso si sente un “Dio che regala sogni” come immortalato nella scena della dentiera donata all’anziana superstite del terremoto dell’Aquila.

“Loro 2” non è ne vuol essere un film politico, come lo stesso regista ha dichiarato in merito. Infatti Sorrentino non racconta nulla che non sia documentato o pubblicizzato: gli scandali, i processi, le intercettazioni ma anche le battute ed i siparietti del Cavaliere hanno invaso il nostro quotidiano per molti anni.

Struggente è il dialogo tra Berlusconi – Servillo e Veronica – Ricci in cui tutte le donne e tutti gli italiani si rispecchiano: tante le domande che restano insolute, profondo il dolore per la disillusione e le promesse mancate.

Attraverso Berlusconi, il regista parla degli italiani e ne esce un quadro drammaticamente veritiero. Un popolo di sognatori e di eroi, a cui interessa solo sopravvivere e sorridere.

Se il primo capitolo di “Loro” si basa su analogie e metafore, un’estetica curata ed un ritmo serrato, la seconda parte invece si concentra sui dialoghi più che sui personaggi.

Potente ed intenso, stravolgente e drammatico: così il regista Sorrentino chiude un film complesso e multisfaccettato. Solo un regista come Sorrentino poteva essere capace di un tale gioiello cinematografico, capace di turbare e commuovere, avvolgere ed estraniarsi. Perché inizia come un film su “Loro”, i potenti, i ricchi, gli “intoccabili” e corrotti, gli Dei dell’Olimpo, ma finisce per parlare di “Noi“, gli italiani che facilmente e bonariamente si fanno raggirare con la promessa di una casa più grande e di una dentiera nuova!

Voto: 9

Loro 2 (Commedia, italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Lorenzo Gioielli, Alice Pagani, Caroline Tillette, Elena Cotta, Mattia Sbragia, Max Tortora, Milvia Marigliano, Roberto Herlitzka – In uscita al cinema da giovedì 10 maggio 2018.

 

Loro 1: recensione

Dal 24 aprile arriva nelle nostre sale l’attesissimo film “Loro-1” di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi.

Il noto regista napoletano Paolo Sorrentino ritorna sul grande schermo con il film molto atteso a molto criticato “Loro”. La pellicola divisa in due parti vede un primo film, “Loro 1”, che uscirà nelle sale il 24 aprile, mentre la seconda arriverà a maggio.

Il film vuole raccontare la caduta politica e sociale di Silvio Berlusconi. Giovani avvenenti cortigiane disposte a tutto pur di entrare nelle sue simpatie, faccendieri loschi e senza scrupoli, imprenditori e politici corrotti nell’animo: sono le persone che affollano il sottobosco del Cavaliere, coloro che vogliono far parte della sua corte. In realtà Berlusconi, interpretato magistralmente da Toni Servillo, appare solo negli ultimi fotogrammi: come lo Spirito Santo che discende sugli uomini, così il cavaliere arriva elegantemente, con le sue movenze teatrali, sempre altezzoso, egocentrico, sbruffone.

Molte sono le battute sagaci e le frecciatine puntuali a parole e commenti del programma del Cavaliere, che purtroppo ben conosciamo. Molte sono anche la allegorie che Sorrentino usa ed abusa: la spazzatura che soverchia gli antichi resti di una cultura e di una storia di glorie tutta italiana, numerosi topi che invadono la città.

Il regista, infatti, in questa prima parte, sottolinea ed evidenzia con crudele cinismo la differenza tra il cavaliere e la sua corte. Il primo sempre “candido” e spiritoso, l’altro sporco ed infimo al pari di un girone infernale.

Sicuramente c’è un eccesso di nudità, festini a luci rosse, uso di droghe ed alcool che alla fine della prima parte stomacano ed infastidiscono.

Bisognerà aspettare la seconda parte per poter meglio valutare l’opera di Sorrentino, ma questa prima pellicola è sicuramente un secchio d’acqua gelata per tutto il putridume che mette in scena.

Voto: 6

Loro 1 (Italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon e Roberto Herlitzka. In uscita nelle nostre sale da martedì 24 aprile 2018.


Youtopia: recensione

Dal 25 aprile arriva nelle nostre sale “Youtopia” di Berardo Carboni, commedia sulle insidie di internet.

La giovane attrice Matilda De Angelis è la protagonista del film “Youtopia”, scritto e diretto da Berardo Carboni, che arriverà nelle nostre sale dal 25 aprile.

Matilde (Matilda De Angelis) ha diciotto anni, si è diplomata da poco e vive con la madre (Donatella Finocchiaro) disoccupata e depressa e la nonna gravemente malata. Matilda ha scoperto che spogliandosi su internet si guadagna bene e in modo veloce. Quando la casa verrà pignorata dal tribunale, le donne della famiglia dovranno cercare un modo per riscattarla. Disperate e sole, Matilde sceglierà di vendere all’asta la sua verginità. Un anziano farmacista (Alessandro Haber) risponderà celermente alla sua proposta.

Carboni racconta una storia drammaticamente attuale e realistica: il web tanto usato ed abusato dai giovani è sia un inferno che un paradiso. Infatti se da un lato è un luogo di insidie e pericoli, dall’altro la realtà virtuale diventa un vero e proprio rifugio. Così la stessa protagonista trova in Youtopia, il suo videogioco, la vera felicità ed un amore sincero; mentre sul web incontra solo uomini malati e voiosi.

Ciò che colpisce della pellicola è forse lo sguardo stesso del regista, che non giudica ne condanna i suoi personaggi ma risulta essere sempre comprensivo ed amorevole verso di questi. In realtà c’è una madre fallita che non vuole combattere neanche per la sopravvivenza della propria figlia, una giovane senza alcuna morale o principi che preferisce assecondare i vizi degli uomini per guadagnare in modo facile e veloce. L’altra figura femminile tratteggiata è la moglie del farmacista. Anche lei, conoscendo le perversioni del marito, resta inerme e rassegnata!

Sicuramente il web è un luogo pericoloso, come i recenti fatti di cronaca nera hanno testimoniato. La realtà è anche drammatica per la grave crisi economica e della società che stiamo vivendo, ma quello che il regista racconta sono persone senza alcuna morale!

La sceneggiatura, inoltre, risulta essere spesso ridondante e lacunosa, il ritmo zoppicante.

“Youtopia” è un film che sicuramente fa riflettere sulle insidie del web e sul pericoloso rapporto di dipendenza che s’instaura tra i giovani e la realtà virtuale.

Voto: 5

Youtopia (drammatico, Italia, 2018) di Berardo Carboni. Con Matilda De Angelis, Alessandro Haber, Donatella Finocchiaro, Luca Lionello, Pamela Villoresi, Paolo Sassanelli, Lina Bernardi, Claudio Botosso, Federico Rosati, Silvia Francese, Laura Pizzirani, Giulia Anchisi – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 25 aprile 2018


Le baby gang di Stefano Calvagna

Stefano Calvagna torna dietro la macchina da presa per raccontare le baby gang e ilcyber bullismoIl cineasta romano Stefano Calvagna riparte con una nuova opera.

Dopo aver girato un film internazionale a Londra, con attori del calibro di Sean Cronin (Mission: Impossible – Rogue Nation, Harry Potter e la camera dei segreti), Ilario Calvo (Rush di Ron Howard e la famosa serie tv internazionale Outlander) e Adam Shaw (Salvate il soldato Ryan, Red 2, Doctor Who serie tv), il noto regista romano Stefano Calvagna torna alle origini con un docufilm sulle realtà di una Roma cruda e realistica: le vite dei membri una baby gang che vuole prendere il controllo del quartiere e fare soldi, intrecciate con quelle dei coetanei che fanno, invece, una vita da normali sedicenni.

Un viaggio nel bullismo contemporaneo accentuato anche a causa dell’ammirazione che igiovanissimi nutrono nei confronti dei protagonisti negativi di alcuni videogiochi, film o serie tv. Di questi prodotti, infatti, i ragazzi non percepiscono il messaggio di denuncia”, dichiara Calvagna, “ma, piuttosto, rendono gli antieroi figure iconiche che li spingono all’emulazione di comportamenti criminali, poiché non sono in grado di comprendere i confini fra realtà e finzione e le gravi conseguenze che ne scaturiscono. Per di più, la moderna società impone metodi educativi molto più tolleranti rispetto al passato, ma, spesso, si fa l’errore di trasformare tale tolleranza in un permissivismo che non consente ai giovani di imparare ad apprezzare alcuni valori”. E, ovviamente, nel docufilm, non mancherà la tematica del cyber bullismo, che allarga enormemente le possibilità di essere vittima di scherno, tanto da conoscenti, quanto da persone sconosciute e lontane. Perché i social network mettono ogni persona “in vetrina”, alla portata dei giudizi di chiunque, e le giovani ragazze, inoltre, possono diventare vittime,più o meno coscienti, della prostituzione minorile, scegliendo di diventare baby squillo al fine di garantirsi denaro e beni materiali.

Un percorso nella psicologia e nelle storie dei ragazzi che vivono intorno a noi.

Fonte: Comunicato stampa

Io sono Tempesta: recensione

Marco Giallini ed Elio Germano sono i protagonisti della commedia dolce-amara “Io sono Tempesta” dal 12 aprile nelle nostre sale.

Il regista romano Daniele Luchetti ritorna sul grande schermo dal 12 aprile con “Io sono Tempesta”, commedia dolce amara con protagonisti Marco Giallini ed Elio Germano.

Numa Tempesta è un facoltoso imprenditore che vive in un albergo di lusso, possiede aerei privati e yacht, e si circonda di gentili ed aitanti “signorine”. A causa di una condanna per frode fiscale, Numa dovrà scontare un anno ai servizi sociali presso un centro d’accoglienza. L’imprenditore, tra il pulire le latrine e continuare a svolgere i suoi loschi traffici, dovrà cercare di simpatizzare con gli ospiti del centro, un gruppo variegato di senzatetto capeggiati da Bruno (Elio Germano).

Ispirandosi ai fatti di cronaca che hanno visto coinvolto Silvio Berlusconi e parafrasando l’opera del “Don Giovanni” di Mozart, il regista Luchetti vuole raccontare un’Italia molto sterile e povera d’animo. Infatti nella pellicola, nonostante i toni propri della commedia ed alcune gag divertenti, non ci sono buoni ne vincitori, ma solo “cattivi”. Lo stesso imprenditore ed i senza tetto sono solo stesso piano morale: entrambi vogliono solo arricchirsi sulle spalle dei più deboli o sfortunati.

Il regista Luchetti con maestria regista non vuole giudicare ne condannare, si limita a fotografare una realtà drammatica dove non c’è spazio per i valori ne per l’umiltà, non c’è carità o semplicemente il rispetto per l’altro. L’era delle grandi ideologie, come il socialismo e le battaglie del proletariato sono ormai un lontano ricordo, il fine ultimo dell’individuo di oggi, al di là del suo ceto di appartenenza o la sua estrazione culturale, è sempre il Dio denaro, quello che gli assicura la felicità!

Ottimo è il cast che riesce subito a creare empatia con lo spettatore: Marco Giallini regala un personaggio profondo e complesso, Elio Germano un simpatico e raffazzonato senza tetto, Eleonora Danco una severa responsabile del centro d’accoglienza.

“Io sono Tempesta” è una buona commedia dai toni agro-dolci, ben articolata e con un ritmo sempre incalzante, che vuole riflettere sull’arida realtà sociale e politica dell’Italia odierna.

Voto: 8

Io sono Tempesta (Commedia, Italia, 2018) di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli – in uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018.


Io c’è: recensione

Edoardo Leo e Margherita Buy sono i protagonisti della nuova ed irriverente commedia “Io c’è” diretta da Alessandro Aronadio.

Dal 29 marzo arriva nelle nostre sale la divertente commedia di Alessandro AronadioIo c’è” con protagonisti Edoardo Leo, Margherita Buy e Giuseppe Battiston.

Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del “Miracolo Italiano”, un bed and breakfast di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina a causa della grave crisi economica e finanziaria di questi anni. Massimo cerca allora una soluzione e scopre che se vuole sopravvivere deve trasformare il suo b&B in un luogo di culto, cosi da poter evadere facilmente le tasse ed attirare ingenui turisti. Per realizzare il suo piano pero deve prima fondare una sua religione: lo “Ionismo”, la prima fede che non mette Dio al centro dell’universo, ma l’individuo stesso. E’ una religione senza precetti o comandamenti, aperta a tutti. Ad accompagnare Massimo nella sua missione c’è la sorella Adriana (Margherita Buy), integerrima commercialista, e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore frustrato e perfetto ideologo del nuovo credo.

Dopo i successi di “Orecchie”, il regista romano Aronadio ritorna sul grande schermo per parlare di religione.
Vista la tematica delicata, il regista ironizza sulla necessità dell’essere umano di credere in qualcosa di soprannaturale. Così il regista in conferenza stampa ha dichiarato: “Da migliaia di anni miliardi di persone hanno bisogno di credere in morti che resuscitano, fasci di luce portentosi, entità superiori magnanime o vendicative, personaggi che volano o camminano sulle acque. Com’è possibile?“.

In realtà, la scusa della religione è solo un pretesto per il regista per raccontare i sotterfugi e scappatoie fantasiose che gli italiani usano per evitare il fisco! Al di là di questo costume tipicamente e drammaticamente italiano, c’è anche una sorta di redenzione spirituale del suo protagonista. infatti Massimo – Edoardo Leo cerca di ritornare sui suoi passi appena scopre le pericolose conseguenze della sua religione. Lo “Ionismo” stesso infondo non è così trasgressivo e fantasioso come il regista cerca di raccontare: la società moderna è sicuramente caratterizzata da un individualismo esasperato e da una totale assenza di precetti cristiani!

Io c’è” è una divertente commedia che vanta un ottimo cast ed una buona sceneggiatura.

Voto: 8

Io c’è (commedia, Italia, 2018) di Alessandro Aronadio. Con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini – in uscita nelle nostre sale da giovedì 29 marzo 2018.


Una festa esagerata: recensione

Vincenzo Salemme dirige ed interpreta “Una Festa Esagerata”, una brillante commedia ironica sull’essere italiani, dal 22 marzo al cinema.

Una Festa Esagerata”, il nuovo film diretto ed interpretato dal noto attore comico Vincenzo Salemme, arriva nelle nostre sale dal 22 marzo.

Adattamento cinematografico dell’omonima pièce teatrale scritta e diretta da Salemme, il film vede un cast ricco di volti noti: da Tosca D’Aquino a Iaia Forte, da Giovanni Cacioppo a James Senese.

Gennaro Parancandolo è un geometra che vive in un bellissimo appartamento a Posillipo. Ha una moglie molto vanitosa ed ambiziosa ed una figlia, la tipica diciottenne viziata. Per festeggiare i diciott’anni della figlia, i genitori hanno deciso di organizzare una festa molto pomposa e sfarzosa sulla loro terrazza. I preparativi fervono ma molti saranno gli spiacevoli inconvenienti, incluso un improvviso decesso, che Gennaro dovrà affrontare e risolvere.

“Una festa esagerata” è una commedia briosa, leggera e piena di sketch divertenti. La sceneggiatura, che vede la collaborazione di Enrico Vanzina, è lineare, ben strutturata.

Tutta la pellicola si regge sicuramente sul suo protagonista ed autore: Vincenzo Salemme, che con la sua comicità pulita e puntuale riesce a sorreggere tutta la struttura narrativa.

In realtà il film ha un retrogusto amaro, perché risulta essere una fotografia cinica e purtroppo molto realistica della società moderna. I “furbetti”, i “figli di papà”, lo sfarzo e la pomposità a cui tutti aspirano quale schiaffo morale a “chi non può permetterselo”, ma anche le piccole vendette e sterili sotterfugi sono tutti elementi su cui Salemme ironizza, ma che ben rispecchiano la nostra drammatica realtà.

Una Festa Esagerata” è una buona commedia, leggera e divertente, ma anche profonda che riflette ed ironizza sull’essere proprio degli italiani.

Voto: 8

Una festa esagerata (Commedia, Italia, 2018) di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone, Francesco Paolantoni, Giovanni Cacioppo, Andrea Di Maria, James Senese, Vincenzo Borrino, Antonella Morea, Mirea Flavia Stellato, Teresa Del Vecchio – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 marzo 2018.