Tutti gli articoli di Anastasia Mazzia

1945: recensione

Ferenc Török racconta il drammatico periodo di transizione dell’Ungheria del dopo guerra con il bellissimo e struggente “1945”, dal 3 maggio al cinema.

Dal 3 maggio arriva nelle nostre sale il film drammatico-storico “1945” diretto dal regista ungherese Ferenc Török.

Adattamento cinematografico del racconto “Homecoming” di Gábor T. Szántó, co-sceneggiatore insieme al regista, il film racconta la storia di un piccolo e apparentemente tranquillo villaggio ungherese, dopo la caduta del regime nazista e la fine della Seconda Guerra Mondiale. È un caldo ed afoso giorno di agosto e gli abitanti del villaggio si stanno preparando per festeggiare il matrimonio del figlio del vicario. Alla stazione però arrivano due stranieri, sono ebrei ortodossi. Il loro arrivo allarma tutti: c’è il sospetto che tutti i furti, i tradimenti e le colpe possano ritornare a galla.

Il 1945 è stato un anno molto importante per la storia Mondiale: per l’Europa ha segnato la fine delle dittature e l’inizio delle democrazie, mentre per i Paesi dell’Est ha segnato il passaggio dal dominio nazista a quello sovietico.

A differenza di altri film sull’Olocausto, il regista ungherese Ferenc Török si sofferma su un aspetto ben poco conosciuto o comunque poco studiato. Infatti il regista s’incentra sulla responsabilità che hanno avuto i singoli cittadini, semplici ed all’apparenza buoni contadini come in questo film, durante la deportazione degli ebrei. Questi si sono approfittati della situazione per potersi trasferire in case più grandi e belle ed acquistare maggiori ricchezze, macchiandosi così del sangue degli ebrei al pari dei gerarchi.

L’accusa di Török è puntuale e pungente: la responsabilità civile e morale della strage degli ebrei e degli orrori dei regimi totalitaristici è da imputare al singolo essere umano, perché si è trattato di una responsabilità collettiva.

Ad una sceneggiatura lineare ed asciutta corrisponde una regia sempre attenta e silenziosa.

Bellissima è la fotografia di Elemér Ragályi e l’utilizzo del bianco e nero rendono il percorso narrativo freddo e glaciale come la storia che racconta.

“1945” è un film importante, necessario ed interessante: i “cattivi” non sono solo quelli che hanno il fucile ma anche chi, come gli abitanti del villaggio, hanno prima guardato inermi e poi hanno pensato solo al proprio vantaggio utilitaristico.

Voto: 9

1945 (drammatico, Ungheria, 2017) di Ferenc Török. Con Péter Rudolf, Eszter Nagy-Kalozy, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel, Dóra Sztarenki. – in uscita al cinema da giovedì 3 maggio 2018

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Loro 1: recensione

Dal 24 aprile arriva nelle nostre sale l’attesissimo film “Loro-1” di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi.

Il noto regista napoletano Paolo Sorrentino ritorna sul grande schermo con il film molto atteso a molto criticato “Loro”. La pellicola divisa in due parti vede un primo film, “Loro 1”, che uscirà nelle sale il 24 aprile, mentre la seconda arriverà a maggio.

Il film vuole raccontare la caduta politica e sociale di Silvio Berlusconi. Giovani avvenenti cortigiane disposte a tutto pur di entrare nelle sue simpatie, faccendieri loschi e senza scrupoli, imprenditori e politici corrotti nell’animo: sono le persone che affollano il sottobosco del Cavaliere, coloro che vogliono far parte della sua corte. In realtà Berlusconi, interpretato magistralmente da Toni Servillo, appare solo negli ultimi fotogrammi: come lo Spirito Santo che discende sugli uomini, così il cavaliere arriva elegantemente, con le sue movenze teatrali, sempre altezzoso, egocentrico, sbruffone.

Molte sono le battute sagaci e le frecciatine puntuali a parole e commenti del programma del Cavaliere, che purtroppo ben conosciamo. Molte sono anche la allegorie che Sorrentino usa ed abusa: la spazzatura che soverchia gli antichi resti di una cultura e di una storia di glorie tutta italiana, numerosi topi che invadono la città.

Il regista, infatti, in questa prima parte, sottolinea ed evidenzia con crudele cinismo la differenza tra il cavaliere e la sua corte. Il primo sempre “candido” e spiritoso, l’altro sporco ed infimo al pari di un girone infernale.

Sicuramente c’è un eccesso di nudità, festini a luci rosse, uso di droghe ed alcool che alla fine della prima parte stomacano ed infastidiscono.

Bisognerà aspettare la seconda parte per poter meglio valutare l’opera di Sorrentino, ma questa prima pellicola è sicuramente un secchio d’acqua gelata per tutto il putridume che mette in scena.

Voto: 6

Loro 1 (Italia, 2018) di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Euridice Axen, Fabrizio Bentivoglio, Roberto De Francesco, Dario Cantarelli, Anna Bonaiuto, Giovanni Esposito, Ugo Pagliai, Ricky Memphis, Duccio Camerini, Yann Gael, Alice Pagani, Caroline Tillette, Iaia Forte, Michela Cescon e Roberto Herlitzka. In uscita nelle nostre sale da martedì 24 aprile 2018.


Youtopia: recensione

Dal 25 aprile arriva nelle nostre sale “Youtopia” di Berardo Carboni, commedia sulle insidie di internet.

La giovane attrice Matilda De Angelis è la protagonista del film “Youtopia”, scritto e diretto da Berardo Carboni, che arriverà nelle nostre sale dal 25 aprile.

Matilde (Matilda De Angelis) ha diciotto anni, si è diplomata da poco e vive con la madre (Donatella Finocchiaro) disoccupata e depressa e la nonna gravemente malata. Matilda ha scoperto che spogliandosi su internet si guadagna bene e in modo veloce. Quando la casa verrà pignorata dal tribunale, le donne della famiglia dovranno cercare un modo per riscattarla. Disperate e sole, Matilde sceglierà di vendere all’asta la sua verginità. Un anziano farmacista (Alessandro Haber) risponderà celermente alla sua proposta.

Carboni racconta una storia drammaticamente attuale e realistica: il web tanto usato ed abusato dai giovani è sia un inferno che un paradiso. Infatti se da un lato è un luogo di insidie e pericoli, dall’altro la realtà virtuale diventa un vero e proprio rifugio. Così la stessa protagonista trova in Youtopia, il suo videogioco, la vera felicità ed un amore sincero; mentre sul web incontra solo uomini malati e voiosi.

Ciò che colpisce della pellicola è forse lo sguardo stesso del regista, che non giudica ne condanna i suoi personaggi ma risulta essere sempre comprensivo ed amorevole verso di questi. In realtà c’è una madre fallita che non vuole combattere neanche per la sopravvivenza della propria figlia, una giovane senza alcuna morale o principi che preferisce assecondare i vizi degli uomini per guadagnare in modo facile e veloce. L’altra figura femminile tratteggiata è la moglie del farmacista. Anche lei, conoscendo le perversioni del marito, resta inerme e rassegnata!

Sicuramente il web è un luogo pericoloso, come i recenti fatti di cronaca nera hanno testimoniato. La realtà è anche drammatica per la grave crisi economica e della società che stiamo vivendo, ma quello che il regista racconta sono persone senza alcuna morale!

La sceneggiatura, inoltre, risulta essere spesso ridondante e lacunosa, il ritmo zoppicante.

“Youtopia” è un film che sicuramente fa riflettere sulle insidie del web e sul pericoloso rapporto di dipendenza che s’instaura tra i giovani e la realtà virtuale.

Voto: 5

Youtopia (drammatico, Italia, 2018) di Berardo Carboni. Con Matilda De Angelis, Alessandro Haber, Donatella Finocchiaro, Luca Lionello, Pamela Villoresi, Paolo Sassanelli, Lina Bernardi, Claudio Botosso, Federico Rosati, Silvia Francese, Laura Pizzirani, Giulia Anchisi – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 25 aprile 2018


The Happy Prince – l’ultimo ritratto di Oscar Wilde: recensione

Rupert Everett porta sul grande schermo “The Happy Prince – l’ultimo ritratto di Oscar Wilde”, dal 12 aprile al cinema.

Il noto attore britannico Rupert Everett scrive, dirige ed interpreta “The Happy Prince – l’ultimo ritratto di Oscar Wilde”, dal 12 aprile al cinema.

Dopo il grande successo per le sue commedie teatrali, Oscar Wilde è caduto in disgrazia. Processato per la sua esplicita omosessualità e condannato a due anni di lavori forzati, si ritrova esiliato geograficamente e spiritualmente. La salute inizia a vacillare, così come il suo animo sempre tormentato.
Dopo esser ricaduto nel vortice di passioni ed amori con il giovane Lord Douglas nella soleggiata Napoli, Wilde ritorna in Francia dove troverà la morte. Solo gli amici più cari, Reggie Turner (Colin Firth) e Robbie Ross (Edwin Thomas), gli resteranno accanto fino alla fine dei suoi giorni.

Rupert Everett con “The Happy Prince” vuole raccontare il lato più intimo del noto scrittore Oscar Wilde. C’è tutto Wilde: la sua genialità e romanticismo, il suo eclettismo ed egoismo, le sue perversioni e peccati, ma anche tutta la sua ritrovata cristianità. Così la nota favola “Il principe Felice” diviene metafora della vita stessa di Wilde. Come la statua del principe felice che progressivamente si spoglia di tutti i suoi sfarzosi ornamenti per donarli ai più bisognosi, così il grande autore dona tutta la sua arte per trovare la redenzione nel Regno dei Cieli.

La regia di Everett è sicuramente molto particolare: i suoi piani sequenza seguono i protagonisti prima da vicino affinché si crei un rapporto preciso e ben delineato tra telecamera e attore, poi progressivamente da lontano. Come ha dichiarato lo stesso regista in conferenza stampa “il mio stile è fortemente influenzato dai fratelli Dardenne ma anche da un’estetica CCTV“.

Ad uno stile di ripresa particolare si aggiunge una fotografia molto curata e dettagliata che s’ispira ai celebri dipinti di Toulouse Lautrec e Monet.

Oscar Wilde è sempre stato un autore molto controverso: omosessuale in tempi in cui era considerato un “grave peccato”, eterno romantico e profondo cristiano come testimoniano non solo alcune sue bellissime fiabe, quali “il principe felice” o “il gigante egoista”, ma soprattutto per il suo “De Profundiis”.

Everett cerca di raccontare l’uomo – Oscar Wilde, con tutte le sue luci ed ombre, le sue fragilità e sogni. Ne esce un ritratto importante ma forse troppo buonista ed edulcorato!

Oscar Wilde non ha più bisogno di esser riscattato moralmente per le sue scelte sessuali, ma dovrebbe essere apprezzato per la sua genialità letteraria.

Voto: 7

The Happy Prince (commedia, Italia, Belgio, Germania, Gran Bretagna; 2018) di Rupert Everett. Con Rupert Everett, Colin Firth, Colin Morgan, Edwin Thomas, Emily Watson, Tom Wilkinson, Béatrice Dalle, John Standing, Edward Fox, Miranda Richardson, Daniel Weyman, André Penvern -In uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018


Le baby gang di Stefano Calvagna

Stefano Calvagna torna dietro la macchina da presa per raccontare le baby gang e ilcyber bullismoIl cineasta romano Stefano Calvagna riparte con una nuova opera.

Dopo aver girato un film internazionale a Londra, con attori del calibro di Sean Cronin (Mission: Impossible – Rogue Nation, Harry Potter e la camera dei segreti), Ilario Calvo (Rush di Ron Howard e la famosa serie tv internazionale Outlander) e Adam Shaw (Salvate il soldato Ryan, Red 2, Doctor Who serie tv), il noto regista romano Stefano Calvagna torna alle origini con un docufilm sulle realtà di una Roma cruda e realistica: le vite dei membri una baby gang che vuole prendere il controllo del quartiere e fare soldi, intrecciate con quelle dei coetanei che fanno, invece, una vita da normali sedicenni.

Un viaggio nel bullismo contemporaneo accentuato anche a causa dell’ammirazione che igiovanissimi nutrono nei confronti dei protagonisti negativi di alcuni videogiochi, film o serie tv. Di questi prodotti, infatti, i ragazzi non percepiscono il messaggio di denuncia”, dichiara Calvagna, “ma, piuttosto, rendono gli antieroi figure iconiche che li spingono all’emulazione di comportamenti criminali, poiché non sono in grado di comprendere i confini fra realtà e finzione e le gravi conseguenze che ne scaturiscono. Per di più, la moderna società impone metodi educativi molto più tolleranti rispetto al passato, ma, spesso, si fa l’errore di trasformare tale tolleranza in un permissivismo che non consente ai giovani di imparare ad apprezzare alcuni valori”. E, ovviamente, nel docufilm, non mancherà la tematica del cyber bullismo, che allarga enormemente le possibilità di essere vittima di scherno, tanto da conoscenti, quanto da persone sconosciute e lontane. Perché i social network mettono ogni persona “in vetrina”, alla portata dei giudizi di chiunque, e le giovani ragazze, inoltre, possono diventare vittime,più o meno coscienti, della prostituzione minorile, scegliendo di diventare baby squillo al fine di garantirsi denaro e beni materiali.

Un percorso nella psicologia e nelle storie dei ragazzi che vivono intorno a noi.

Fonte: Comunicato stampa

Io sono Tempesta: recensione

Marco Giallini ed Elio Germano sono i protagonisti della commedia dolce-amara “Io sono Tempesta” dal 12 aprile nelle nostre sale.

Il regista romano Daniele Luchetti ritorna sul grande schermo dal 12 aprile con “Io sono Tempesta”, commedia dolce amara con protagonisti Marco Giallini ed Elio Germano.

Numa Tempesta è un facoltoso imprenditore che vive in un albergo di lusso, possiede aerei privati e yacht, e si circonda di gentili ed aitanti “signorine”. A causa di una condanna per frode fiscale, Numa dovrà scontare un anno ai servizi sociali presso un centro d’accoglienza. L’imprenditore, tra il pulire le latrine e continuare a svolgere i suoi loschi traffici, dovrà cercare di simpatizzare con gli ospiti del centro, un gruppo variegato di senzatetto capeggiati da Bruno (Elio Germano).

Ispirandosi ai fatti di cronaca che hanno visto coinvolto Silvio Berlusconi e parafrasando l’opera del “Don Giovanni” di Mozart, il regista Luchetti vuole raccontare un’Italia molto sterile e povera d’animo. Infatti nella pellicola, nonostante i toni propri della commedia ed alcune gag divertenti, non ci sono buoni ne vincitori, ma solo “cattivi”. Lo stesso imprenditore ed i senza tetto sono solo stesso piano morale: entrambi vogliono solo arricchirsi sulle spalle dei più deboli o sfortunati.

Il regista Luchetti con maestria regista non vuole giudicare ne condannare, si limita a fotografare una realtà drammatica dove non c’è spazio per i valori ne per l’umiltà, non c’è carità o semplicemente il rispetto per l’altro. L’era delle grandi ideologie, come il socialismo e le battaglie del proletariato sono ormai un lontano ricordo, il fine ultimo dell’individuo di oggi, al di là del suo ceto di appartenenza o la sua estrazione culturale, è sempre il Dio denaro, quello che gli assicura la felicità!

Ottimo è il cast che riesce subito a creare empatia con lo spettatore: Marco Giallini regala un personaggio profondo e complesso, Elio Germano un simpatico e raffazzonato senza tetto, Eleonora Danco una severa responsabile del centro d’accoglienza.

“Io sono Tempesta” è una buona commedia dai toni agro-dolci, ben articolata e con un ritmo sempre incalzante, che vuole riflettere sull’arida realtà sociale e politica dell’Italia odierna.

Voto: 8

Io sono Tempesta (Commedia, Italia, 2018) di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli – in uscita nelle nostre sale da giovedì 12 aprile 2018.


Romics 2018: la fiera del fumetto a Roma

Tantissimi gli appuntamenti e le special guest attese in questa 23esima edizione di Romics: da Tsukasa Hojo, il `papà´ di Occhi di gattoal divo britannico Martin Freeman.

La 23esima edizione di Romics, la grande fiera del fumetto, torna a Roma da mercoledì 5 aprile fino a domenica 8 aprile, con un calendario ricchissimo di eventi.

La grande novità di quest’anno è rappresentata dall’area Comics City, un grande spazio dove ci saranno anteprime, premiazioni e incontri con gli autori. Questi ultimi utilizzeranno l’area Comics City per realizzare in diretta murales e disegni.

Molte anche le mostre dedicate al fumetto, che vedranno in esposizione le illustrazioni di “Occhi di Gatto” di Tsukasa Hojo, le tavole di Tex e Brendon di Massimo Rotundo e i pannelli del fumetto cult Il Corvo: Memento Mori realizzati da Werther dell’Edera e Matteo Scalera.

Tutto al femminile sarà l’evento “Donne che disegnano Donne: non solo principesse”, una mostra con una live performance con le più brave fumettiste italiane e internazionali. Saranno presenti Arianna Rea, Giada Perissinotto e la giapponese Yoshiko Watanabe.

Tanti gli ospiti attesi: da Tsukasa Hojo, leggendario autore di Occhi di gatto, City Hunter e Angel Heart a Massimo Rotundo e Simon Hanselmann fino al noto attore britannico Martin Freeman, presto sul grande schermo con “Ghost Stories”.

Ci sarà il panel sulla scrittura con lo sceneggiatore e regista Massimilano Bruno, la presentazione di “Tonno Spiaggiato” il nuovo film di Frank Matano. Ovviamente, non mancherà l’esibizione di Cristina D’Avena al PalaRomics, prevista per l’8 aprile alle 16:00.

Io c’è: recensione

Edoardo Leo e Margherita Buy sono i protagonisti della nuova ed irriverente commedia “Io c’è” diretta da Alessandro Aronadio.

Dal 29 marzo arriva nelle nostre sale la divertente commedia di Alessandro AronadioIo c’è” con protagonisti Edoardo Leo, Margherita Buy e Giuseppe Battiston.

Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del “Miracolo Italiano”, un bed and breakfast di lusso ridotto ormai ad una fatiscente palazzina a causa della grave crisi economica e finanziaria di questi anni. Massimo cerca allora una soluzione e scopre che se vuole sopravvivere deve trasformare il suo b&B in un luogo di culto, cosi da poter evadere facilmente le tasse ed attirare ingenui turisti. Per realizzare il suo piano pero deve prima fondare una sua religione: lo “Ionismo”, la prima fede che non mette Dio al centro dell’universo, ma l’individuo stesso. E’ una religione senza precetti o comandamenti, aperta a tutti. Ad accompagnare Massimo nella sua missione c’è la sorella Adriana (Margherita Buy), integerrima commercialista, e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore frustrato e perfetto ideologo del nuovo credo.

Dopo i successi di “Orecchie”, il regista romano Aronadio ritorna sul grande schermo per parlare di religione.
Vista la tematica delicata, il regista ironizza sulla necessità dell’essere umano di credere in qualcosa di soprannaturale. Così il regista in conferenza stampa ha dichiarato: “Da migliaia di anni miliardi di persone hanno bisogno di credere in morti che resuscitano, fasci di luce portentosi, entità superiori magnanime o vendicative, personaggi che volano o camminano sulle acque. Com’è possibile?“.

In realtà, la scusa della religione è solo un pretesto per il regista per raccontare i sotterfugi e scappatoie fantasiose che gli italiani usano per evitare il fisco! Al di là di questo costume tipicamente e drammaticamente italiano, c’è anche una sorta di redenzione spirituale del suo protagonista. infatti Massimo – Edoardo Leo cerca di ritornare sui suoi passi appena scopre le pericolose conseguenze della sua religione. Lo “Ionismo” stesso infondo non è così trasgressivo e fantasioso come il regista cerca di raccontare: la società moderna è sicuramente caratterizzata da un individualismo esasperato e da una totale assenza di precetti cristiani!

Io c’è” è una divertente commedia che vanta un ottimo cast ed una buona sceneggiatura.

Voto: 8

Io c’è (commedia, Italia, 2018) di Alessandro Aronadio. Con Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini – in uscita nelle nostre sale da giovedì 29 marzo 2018.


Molly Monster: recensione

Per la gioia dei più piccoli arriva sul grande schermo dal 29 marzo “Molly Monster”.

Dal 29 marzo arriva al cinema il lungometraggio d’animazione “Molly Monster” tratto dall’omonima serie tv in onda su Rai YOYO.

Il film è stato diretto dallo stesso autore Ted Sieger, insieme a Matthias Bruhn e Michael Ekbladh.

La piccola Molly vive insieme ai genitori a Mostrilandia, un tranquillo Paese di mostri, fatto di colline, vulcani e geyser. Presto Molly avrà un fratellino e piena di gioia decide di fare un cappellino per il nascituro. Ma a Mostrilandia, le mamme depongono le uova ed i padri le tengono al caldo fino all’isola dell’Uovo, dove queste si schiudono. I genitori, infatti, devono partire e Molly viene affidata alle cure degli zii pasticcioni Alfredo e Santiago. Quando però Molly scoprirà che il papà ha dimenticato di portare con se il cappellino, deciderà di raggiungere i genitori. Molly così, insieme al suo amico meccanico Edison, intraprenderà un lungo viaggio pieno di molte e divertenti avventure.

Molly Monster” è un delizioso e piacevole lungometraggio d’animazione adatto ai piccoli di età prescolare. La trama è semplice, il disegno lineare. Semplici e facilmente orecchiabili sono le melodie che accompagnano il filmato, sempre divertenti i suoi personaggi.

Molte sono poi le tematiche affrontate: la gelosia per il nuovo arrivato, il senso dell’amicizia, il senso stesso della famiglia e del diventare una sorella maggiore.

L’autore e regista Sieger confeziona così un piccolo e delizioso gioiello cinematografico dedicato esclusivamente ai bambini al di sotto dei 7 anni: è un viaggio di emozioni e colori che sicuramente conquisterà i più piccoli.

Voto: 8

Molly Monster” (Molly Monster the Movie, Animazione, Germania, Svizzera, Svezia, 2016) di Ted Sieger, Matthias Bruhn, Michael Ekbladh. In uscita nelle nostre sale da giovedì 29 marzo 2018.

Ready Player One: recensione

“Ready Player One”, dal 28 marzo al cinema, di Steven Spielberg è una piccola gemma cinematografica che omaggia la cultura pop degli ultimi decenni.

Il noto regista Steven Spielberg ritorna sul grande schermo con il film “Ready Player One”, dal 28 marzo nelle nostre sale.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Ernest Cline, libro cult del 2010 per gli appassionati di videogiochi, il film si ambienta nel 2045. Il diciassettenne Wade (Tye Sheridan) cerca di sfuggire alla sua povera triste esistenza rifugiandosi nella realtà virtuale di OASIS, società immaginifica dove ognuno può essere ciò che vuole. Il suo leggendario programmatore James Halliday (Mark Rylance) decide, alla sua morte, di lasciare in eredità i proventi e la gestione del suo programma a chi svelerà tre enigmi. Wade alias Parzival, raccoglie la sfida, insieme alla misteriosa Ar3mis (Olivia Cooke) ed altri amici virtuali. Tra enigmi e sfide a perdi fiato, i giovani amici dovranno vedersela anche con l’affarista e senza scrupoli Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn).

Nonostante lo stesso Cline abbia partecipato alla sceneggiatura del film, questi si differenzia molto dal libro da cui trae ispirazione.

Ready Player One” è un bolckbuster, un enorme calderone di citazioni, strizzatine d’occhio, omaggi e rimandi alla cultura pop degli anni ’80-’90. Da “Il Gigante di Ferro” a “Ritorno al Futuro”, da “Gundam” a “Mad Max” fino alla “Febbre del sabato sera”: tanti sono gli omaggi ed i tributi che inevitabilmente riescono a toccare le corde emozionali dello spettatore, da quello più anziano a quello più giovane. E’ sicuramente una lettera d’amore verso il mondo dei videogiochi e la tecnologia, ma è soprattutto una dichiarazione d’amore da parte di Spielberg verso il cinema degli ultimi trent’anni.

Curato nel particolare, ben sceneggiato e con un ritmo sempre incalzante “Ready player One” è una giostra di colori e suoni.

La morale del film è molto profonda: la realtà virtuale è un grande traguardo tecnologico ma deve essere sempre calibrata e controllata perché non bisogna mai perdere il vero senso della realtà. Messaggio importante soprattutto perché viene da Spielberg che sulla soglia dei suoi 72 anni, dimostra come ancora si può sognare e sopravvivere nell’era digitale.

Ready Player One” è una piccola gemma cinematografica, divertente e visivamente spassosa diretta dal sempre ed intramontabile Steven Spielberg.

Voto: 8

Ready Player One (Fantascienza, USA, 2018) di Steven Spielberg. Con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, Hannah John-Kamen, T.J. Miller, Ben Mendelsohn, Julia Nickson, Lena Waithe – in uscita nelle nostre sale da giovedì 28 marzo 2018.