Red Sparrow: recensione

Jennifer Lawrence è Red Sparrow, una sensuale spia russa durante la Guerra Fredda per “Red sparrow” dal 1 marzo al cinema.

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Dal 1 marzo arriva nelle nostre sale il film “Red Sparrow” diretto da Francis Lawrence (“Hunger Games”) con protagonista una super sexy Jennifer Lawrence.

Liberamente ispirato al romanzo “Nome in Codice: Diva” di Jason Matthews, il film si ambienta durante la Guerra fredda. Dominika (Jennifer Lawrence), in seguito ad una serie di sfortunati incidenti, si ritroverà arruolata in una scuola segreta dove verrà iniziata alle tecniche di seduzione per estorcere informazioni. L’addestramento è difficile, ma Dominika riesce a sopravvivere suo malgrado e viene mandata in missione. Dovrà stanare una talpa interna ai servizi segreti russi e per farlo dovrà circuire Nash, una spia della CIA. Proprio dal rapporto con Nash, Dominika riuscirà a capire che cosa vuole veramente.

“Red Sparrow” attinge moltissimo dai classici dello spionaggio, in particolare dalla saga di “James Bond”.

Il regista Francis Lawrence sceglie di raccontare una storia molto cruda, violenta. Punto di forza della pellicola è sicuramente la sua protagonista, Jennifer Lawrence, qui nelle vesti insolite di una donna forte, sicura del proprio corpo e della sua sensualità.

Ottimo anche il resto del cast: da Joel Edgerton (“Regali da uno sconosciuto”) alla sempre brava Charlotte Rampling, da Jeremy Irons a Mary-Louise Parker (“Weeds”).

Se la sceneggiatura pecca sicuramente di originalità, il ritmo risulta sempre sostenuto e la regia sempre attenta e puntuale.

Red Sparrow” è un film di spionaggio, senza grandi pretese o velleità artistiche, ma che sicuramente allieterà i fan del genere.

Voto: 7

Red Sparrow (Spionaggio, USA, 2018) di Francis Lawrence. Con Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Matthias Schoenaerts, Jeremy Irons, Mary-Louise Parker, Charlotte Rampling, Sergei Polunin, Joely Richardson, Ciarán Hinds, Thekla Reuten, Douglas Hodge – In uscita nelle nostre sale da giovedì 1 marzo 2018.


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The Disaster Artist: recensione

James Franco dirige ed interpreta “The Disaster Artist”, commedia agro-dolce sul sogno americano.

Dal 22 febbraio arriva nelle nostre sale “The Disaster Artist”, diretto ed interpretato dal noto attore James Franco.

Il film, ispirato a fatti realmente accaduti, racconta il dietro le quinte della lavorazione di “The Room”, pellicola del 2003, passato alla cronaca come il film più brutto della storia del cinema. In realtà “The Room” ha spopolato con il passaparola e nel web, divenendo negli anni un film culto.

La pellicola fu prodotta, sceneggiata, diretta ed interpretata da Tommy Wiseau, un misterioso personaggio molto eccentrico sia nella parlata che nell’abbigliamento. Il punto di vista del film è quello di Greg Sestero (Dave Franco, il fratello di James), un giovane aspirante attore con il terrore del palcoscenico. Grazie al suo incontro con Tommy Wiseau, Greg potrà realizzare i suoi sogni artistici.

“The Disaster Artist” è un film molto americano che s’incentra sul tipico sogno a stelle e strisce della realizzazione personale. Il film rappresenta anche una forte critica al sistema hollywoodiano che guarda solo ai profitti e poco alla pura creatività seppur bizzarra come nel caso di Wiseau.

James Franco però non giudica né i personaggi né i fatti, si limita a descriverli con ironia. È una storia soprattutto d’amicizia tra due uomini, e del dolore profondo che prova il “diverso”, l’eccentrico e per questo suo modo d’essere emarginato e scanzonato dalla società.

La regia di James Franco è molto attenta e lineare, il ritmo sempre buono. La sceneggiatura è una ricostruzione precisa e quasi maniacale degli eventi, mentre le interpretazioni risultano eccellenti.

Bellissimo poi lo split screen finale dove si mettono a confronto le scene del vero “The Room” con quelle girate per “The Disaster Artist”.

James Franco dirige sicuramente la sua opera migliore per raccontare una storia tutta hollywoodiana dal retrogusto dolce-amaro.

voto: 8

The Disaster Artist (Commedia, USA, 2017) di James Franco. Con James Franco, Dave Franco, Seth Rogen, Alison Brie, Josh Hutcherson, Zac Efron, Kate Upton, Ari Graynor, Jacki Weaver, Hannibal Buress, Andrew Santino, Sugar Lyn Beard, Zoey Deutch, Bryan Cranston, Sharon Stone, Dylan Minnette, Melanie Griffith, Tommy Wiseau, Lizzy Caplan, Kristen Bell – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.


Hitler contro Picasso e gli altri: il trailer

“Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte”, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni arriverà in anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 13 e 14 marzo.

E’ stato pubblicato il trailer del film evento “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte”, prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni con la partecipazione di Sky Arte.

Il film arriverà in anteprima mondiale nei cinema italiani solo il 13 e 14 marzo e a seguire sugli schermi di altri 50 paesi del mondo.

Il documentario evento, che vanta la straordinaria partecipazione di Tony Servillo con colonna sonora originale di Remo Anzovino, guida per la prima volta il pubblico alla scoperta del Dossier Gurlitt, di rari materiali d’archivio, dei tesori segreti del Führer e di Goering.

In due modi il nazismo mise le mani sull’arte: tentando di distruggere ogni traccia delle opere classificate come ‘degenerate’ e attuando in tutta Europa un sistematico saccheggio di arte antica e moderna. Si calcola che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Tra gli artisti all’indice Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky.

Diretto da Claudio Poli, la pellicola ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania raccogliendo testimonianze dirette sulle storie che prendono il via da quattro grandi esposizioni che in questi ultimi mesi hanno fatto il punto sull’arte trafugata, tra protagonisti di quegli anni, ultime restituzioni e preziosi materiali d’archivio.

Si parte da  “21 rue La Boétie”, la mostra parigina nata dalla volontà di esporre parte di un prezioso patrimonio recuperato, la collezione di Paul Rosenberg, uno dei più grandi collezionisti e mercanti d’arte di inizio ‘900, con quadri da Picasso a Matisse; e si passa  a “Looted Art”, alla mostra di Deventer, in Olanda, che espone i quadri provenienti dai depositi statali olandesi e dalle collezioni razziate dai nazisti; si esplora poi “Dossier Gurlitt”, la doppia esposizione di Berna e Bonn che per la prima volta espone la collezione segreta di Cornelius Gurlitt, figlio di uno dei collezionisti e mercanti d’arte che collaborarono coi nazisti, fermato per caso dalla polizia doganale su un treno per Monaco nel 2010. Tra le tele della collezione trafugata capolavori di Chagall, Monet, Picasso e Matisse.

Tra i protagonisti del film anche Simon Goodman (che in scatoloni pieni di vecchie carte e documenti ha scoperto la storia della sua famiglia e della sua magnifica collezione d’arte, che comprendeva opere di Degas, Renoir, Botticelli, nonché il cinquecentesco “Orologio di Orfeo”. Larga parte della collezione era finita nelle mani di Edgar Feuchtwanger (che nel 1929 fu il vicino di casa di Adolph Hitler, qualche anno prima che suo padre fosse deportato a Dachau, mentre dalla loro casa venivano sottratti mobili e libri preziosi) e Tom Selldorff (che è riuscito a recuperare quattordici opere appartenute alla sua famiglia cui furono sottratte negli anni ’30).

All’interno di “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” troveranno inoltre spazio gli autorevoli interventi di Pierre Assouline, giornalista e scrittore, Jean-Marc Dreyfus, storico e autore del libro Il Catalogo di Goering, Timothy Garton Ash, storico, Berthold Hinz, storico dell’arte,  Meike Hoffmann, esperta di arte degenerata e della vicenda Gurlitt, autrice principale della biografia di Hildebrand Gurlitt Il mercante d’arte di Hitler, Eva Kleeman e Daaf Ledeboer, storici dell’arte e ideatori della mostra Looted Art di Deventer, Markus Krischer, giornalista di Focus che ha seguito l’inchiesta su Cornelius Gurlitt,  Agnieszka Lulińska, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Bonn, Bernhard Maaz, direttore generale delle Bayerische Gemäldesammlungen, Christopher A. Marinello, mediatore nel recupero di opere d’arte, Art Recovery International, Inge Reist, direttrice del Frick Collection’s Center for the History of Collecting presso la Frick Art Reference Library, New York, Elizabeth Royer, gallerista parigina, esperta di restituzioni, Marei e Charlene von Saher, eredi del gallerista Jacques Goudstikker, Cynthia Saltzmann, storica dell’arte e autrice del libro Ritratto del dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh, Tom Selldorff, erede, Christina Thomson, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Rudolph Belling, Anne Webber, cofondatrice e condirettrice Commition for Looted Art in Europe, Rein Wolfs, a guida della Bundeskunsthalle di Bonn e co-curatore della mostra su Gurlitt a Bonn, Nina Zimmer, direttrice del Kunstmuseum Bern – Zentrum Paul Klee e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Berna.

Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD ed è distribuito nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema con i media partner Radio DEEJAY, MYmovies.it e ARTE.IT.

Fonte: Comunicato Stampa

 

Omicidio al Cairo: recensione

Dal 22 febbraio arriva nelle sale il thriller “Omicidio al Cairo” di Tarik Saleh.

Il regista Tarik Saleh ritorna al cinema dal 22 febbraio con il thriller poliziesco “Omicidio al Cairo”, con protagonista Fares Fares (“Safe House – Nessuno è al sicuro”, “Child 44”).

Egitto, Cairo, gennaio 2011. Nouredin è un ufficiale della polizia corrotto, come tutto il dipartimento di polizia. Un giorno, però , in un hotel di lusso avviene un omicidio: una nota cantante viene brutalmente uccisa. Le indagini portano ad accusare un deputato del Parlamento. Il clima di corruzione è dilagante sullo sfondo di una città povera e fumosa. Sono anche i giorni precedenti a quel famoso 25 gennaio, quando ebbe inizio la cosiddetta “primavera araba”, quel desiderio di rivolta sociale e politica contro il regime di Mubarak.

Il film s’ispira a fatti realmente accaduti: nel 2008 la cantante libanese Suzanne Tamim è stata uccisa in un hotel di lusso di Dubai. Per la sua uccisione furono coinvolti importanti uomini d’affari egiziani ed un membro del parlamento.

“Omicidio al Cairo” è un thriller poliziesco ma è soprattutto un film di denuncia. Infatti ad un buon ritmo ed a una sceneggiatura ben articolata corrisponde una fotografia di una società corrotta e lacerata da forti tensioni che ben corrisponde al quadro attuale non solo egiziano.

L’eclettico regista Tarik Saleh così utilizza il genere thriller per denunciare un malessere sociale dilagante: lo stesso poliziotto corrotto cerca la redenzione senza trovarla in un contesto che pare senza via d’uscita. Tutta la società risulta marcia fin dalle sue fondamenta, e nessuna “primavera” o piccola rivoluzione è riuscita o potrà mai cambiare lo stato di fatto.

A causa dei veti da parte dello Stato egiziano, le riprese del film, che inizialmente si sarebbero dovute svolgere al Cairo, si sono dovute spostare a Casablanca.

Omicidio al Cairo” è un buon thriller dalle tinte noir che ben fotografa una grave ed allarmante situazione sociale che purtroppo travalica i confini egiziani.

Voto: 7

Omicidio al Cairo ( The Nile Hilton Incident, thriller, Svezia, Danimarca, Germania, Francia 2017) di Tarik Saleh. Con Fares Fares, Mari Malek, Yasser Ali Maher, Slimane Dazi, Ahmed Selim, Mohamed Yousry, Hania Amar, Ger Duany, Hichem Yacoubi, Ahmed Abdelhamid Hefny, Tareq Abdalla, Nael Ali – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.

La vedova Winchester: recensione

Dal 22 febbraio arriva l’horror “La vedova Winchester”, basato su fatti realmente accaduti, con protagonista Helen Mirren.

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La nota e pluripremiato attrice britannica Helen Mirren è la protagonista della ghost story “La vedova Winchester” di Peter e Michael Spierig, dal 22 febbraio al cinema.

Basato su una storia vera, il film si ambienta nei primi anni del ‘900 e racconta della costruzione della Winchester Mansion, una delle case infestate dai fantasmi più famose al mondo.

Sarah Winchester è una facoltosa ed anziana vedova che vive in una casa in continua trasformazione. È un edificio con più di 100 stanze, un labirinto di corridoi e sfarzosi arredi, popolato dai fantasmi che sono state vittime della potenza di fuoco di un Winchester.
Il consiglio di amministrazione della grande azienda pensa che la donna abbia perso il senno e così decide di mandare uno psicologo, Eric Prince, che dichiari la sua infermità mentale.

“La vedova Winchester” non è un horror nel senso tradizionale del termine ma una ghost story, cioè una storia di fantasmi.

Il ritmo è incalzante, i “salti dalla poltrona” assicurati. La struttura narrativa risulta ben articolata, molto curata la scenografia ed i toni chiari- scuri arricchiscono di mistero la storia.

Preciso e puntuale anche il messaggio: la pericolosità delle armi da fuoco non sono solo responsabilità di chi effettivamente preme il grilletto ma anche di chi le costruisce!

La pellicola si arricchisce di déjà-vu necessari per strizzare l’occhio al grande pubblico: il bambino indemoniato, porte che cigolano, apparizioni spaventose, corridoi poco illuminati.

I registi Peter e Michael Spierig, dopo i successi di “Predestination” e “Saw Legacy”, con questo film hanno scelto di raccontare una storia, nota leggenda a stelle e strisce, che sicuramente incute terrore più per il sotteso che per l’apparizione fulminea delle anime indemoniate.

Protagonista assoluta della pellicola è sicuramente Helen Mirren, che attraverso un gioco sottile di sguardi e movenze, riesce a dare grande fisicità e profondità ad un personaggio complesso. Gli altri attori, primo fra tutti Jason Clarke (“Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie”, “Terminator Genisys”), non possono che scomparire dinanzi alla maestosità della Mirren.

La vedova Winchester” è una ghost story ben architettata e prodotta, che cerca di terrorizzare più per il suo messaggio che per la sua messa in visione.

Voto: 8

La vedova Winchester (“Winchester – The House That Ghosts Built”, horror, USA 2018) di Peter Spierig, Michael Spierig. Con Helen Mirren, Sarah Snook, Jason Clarke, Angus Sampson, Eamon Farren, Laura Brent, Tyler Coppin, Emm Wiseman, Dawayne Jordan, Jeffrey W. Jenkins, Thor Carlsson, Xavier Gouault – In uscita nelle nostre sale da giovedì 22 febbraio 2018.


Caravaggio – L’Anima e il Sangue: recensione

Evento speciale dedicato al grande pittore Caravaggio dal 19 al 21 febbraio nelle nostre sale con “ Caravaggio – L’Anima e il Sangue”.

Caravaggio – L’Anima e il Sangue”, l’ultimo progetto cinematografico di Sky e Magnitudo Film dedicato all’Arte, arriva nelle sale italiane, quale evento speciale, dal 19 al 21 febbraio

Grazie ad una fotografia spettacolare, perché il film è stato girato in 8K, le bellissime tele di Caravaggio prendono vita sullo schermo, con le loro luci ed ombre, i dettagli più nascosti.

Attraverso la vita dell’artista, in seguito alle più recenti scoperte, il regista Jesus Garcés Lambert e la sceneggiatrice Laura Allievi raccontano l’uomo Caravaggio: un individuo tormentato e geniale, passionale in tutto quello che faceva.

Molti i quadri analizzati e studiati con la lente di ingrandimento: dal “Suonatore di liuto”, alla “Deposizione della Vergine”, al “San Matteo”.

Ci si inoltra tra chiese e viottoli, botteghe e cunicoli, da Roma a Napoli a Malta, dove il grande pittore ha rincorso la gloria e la fama.

Al centro della scena ci sono i turbamenti di un animo inquieto e contraddittorio, di un genio della pittura che si barcamena tra angoscia e rabbia, sensualità e redenzione.

La voce narrante del film è di Manuel Agnelli, cantante e chitarrista degli Afterhours, e giudice del programma X-factor. La voce fuori campo di Agnelli, in realtà non ottiene il risultato sperato: il suo accento marcato, la sua carente dizione leva tutta la poesia e magia all’intera opera cinematografica.

“Caravaggio – L’Anima e il Sangue” è un documentario molto interessante che vuole mettere in luce le debolezze e le contraddizioni dell’uomo che si cela dietro il noto pittore.

Voto: 6

Caravaggio – L’Anima e il Sangue (documentario, Italia, 2018) di Jesus Garces Lambert – in uscita nelle nostre sale da lunedì 19 febbraio 2018


50 Sfumature di Rosso: recensione

Mr Grey ed Anastasia Steele ritornano sul grande schermo per l’ultimo capitolo della della trasposizione cinematografica della trilogia erotica di E.L. James, “50 Sfumature di Rosso” dall’8 febbraio al cinema.

L’attesissimo capitolo finale della saga romantico-erotica di “50 Sfumature”, “50 Sfumature di Rosso” arriverà nelle nostre sale dall’8 febbraio.

Adattamento cinematografico dell’omonima trilogia erotica letteraria di E.L. James, il film è diretto da James Foley e vede il ritorno dei protagonisti Dakota Johnson e Jamie Dornan.

Anastasia e Christian Grey convolano finalmente a nozze. Sono una coppia di sposini nella norma: sesso tradizionale, prime incomprensioni. Il risvolto thriller con l’ex capo che cerca vendetta contro Mr Grey; l’happy end mieloso e molto american style. Il tutto sempre infarcito di macchine ed appartamenti super lussuosi, jet privati, vacanze da sogno.

A differenza dei precedenti capitoli dove il regista era alla continua ricerca di realizzare un soft-porno dai toni sadomaso, in “50 Sfumature di Rosso” la nota “Red Room”, una volta angolo delle perversioni, adesso viene usata per andarci a dormire da soli dopo aver litigato!

Così non c’è più la storia del formarsi di una coppia, ma del suo mantenimento in un momento di difficoltà: l’incipit che ha reso la saga letteraria famosa viene in questo modo totalmente tradita e svilita!.

Al di là dei soliti dialoghi minimalisti ed alla musica in sovrabbondanza, la pellicola svela una sottotrama sicuramente curiosa. Il perverso e ribelle Mr Grey, una volta sposato, diventa un padre-padrone: è geloso, possessivo, intransigente. Anastasia che sembra inizialmente piegarsi alle volontà del proprio coniuge, riesce a “domarlo”.

La pellicola così giunge a fotografare una situazione retrograda di coppia dove la donna è una manipolatrice scaltra che comanda dentro le mura domestiche, mentre l’uomo spadroneggia fuori!

Si sperava che nel 2018, in seguito anche allo scandalo Weinstein ed alla campagna “#MeToo”, nel momento storico in cui si combatte per la parità dei diritti e di eguaglianza sociale tra i sessi ci potesse essere un po più di orgoglio e rivalsa femminile!

Invece in “50 Sfumature” tutto finisce dove inizia: bastano un paio di manette ed un frustino in camera da letto per soffocare millenni di lotta femminista!

50 Sfumature di Rosso” è il capitolo finale di una trilogia che avrebbe dovuto sconvolgere e scioccare per i suoi temi hard, e che invece ha tradito completamente il suo incipit.

Voto: 5

50 Sfumature di Rosso (Fifty Shades Freed, Erotico – Sentimentale, USA 2018) di James Foley. Con Dakota Johnson, Jamie Dornan, Arielle Kebbel, Kim Basinger, Tyler Hoechlin, Luke Grimes, Eric Johnson, Marcia Gay Harden, Brant Daugherty, Rita Ora, Max Martini, Eloise Mumford, Callum Keith Rennie, Dylan Neal, Robinne Lee, Michelle Harrison, Bruce Altman, Fay Masterson, Andrew Airlie, Amy Price-Francis, Victor Rasuk – In uscita nelle nostre sale da giovedì 8 febbraio 2018.

Ore 15:17 – Attacco Al Treno: recensione

Clint Eastwood ritorna sul grande schermo per raccontare una storia vera di eroismo “Ore 15:17 – Attacco Al Treno”, dall’8 febbraio al cinema.

Il noto regista dagli “occhi di ghiaccioClint Eastwood ritorna al cinema per raccontare una storia vera di eroismo: “Ore 15:17 – Attacco Al Treno”, dall’8 febbraio al cinema.

Il film narra la storia di tre ragazzi di Sacramento che, nell’agosto del 2015, riuscirono a sventare un attacco terroristico sul treno Amsterdam – Parigi.

Spencer Stone, Alek Skarlatos ed Anthony Sadler s’incontrano per la prima volta dal preside di una rigida scuola cattolica per ricevere l’ennesimo rimprovero. Nonostante la vita li divida, i tre amici continueranno a coltivare il loro legame. Sono tre ragazzoni americani che cercano di combinare qualcosa nella vita senza riuscirci mai veramente. Un giorno, durante un tour europeo, si ritrovano su un treno dove un attentatore dell’ISIS imbraccia un fucile. La loro vita cambierà per sempre, come quella delle migliaia di persone che hanno loro malgrado salvato.

“Ore 15:17 – Attacco Al Treno” è il quarto film di fila per Clint Eastwood che s’ispira ad una storia vera, dopo “Jersey Boys”, “American Sniper” e “Sully”.

Adattamento cinematografico del libro scritto dagli stessi protagonisti della storia, il film vede come attori principali gli stessi autori.

Eastwood, con queso film, vuole così raccontare nuovamente una storia di eroismo vero. È il mito dell’eroe contemporaneo, cioè quell’individuo qualsiasi, con i suoi difetti e le sue frustrazioni, che in situazioni eccezionali e soprattutto per il bene degli altri, riesce a compiere azioni incredibili.

L’eroismo è, come vuole la tradizione americana, sinonimo di altruismo: il bene sommo è la società, la Patria.

Il film si caratterizza per battute sagaci ed ironiche ma soprattutto per il leit motiv di “ FedeFamigliaPatria”.

La sceneggiatura risulta infarcita di cliché e fastidiosi luoghi comuni: Amsterdam è il simbolo del vizio e della goliardia; Roma per le belle donne seminude e socievoli!

Il film vanta un cast di non-attori sicuramente ottimi, che riescono a dare corposità e credibilità ai loro personaggi.

Pecca importante del film è che sia il trailer che la locandina risultano fuorvianti. Infatti lo spettatore si aspetta un film action che stenta ad arrivare. Lo scopo di Eastwood invece non è raccontare le vicende del treno, ma seguire il percorso di crescita dei tre protagonisti e come le loro vite siano cambiate in seguito a quegli accadimenti.

Ore 15:17 – Attacco Al Treno” sicuramente non è il miglior film di Eastwood, ma comunque merita molta attenzione non solo per la regia sempre puntuale e curata, ma soprattutto per la storia che racconta: una storia vera di bella e buona umanità.

Voto: 7

Ore 15:17 – Attacco al treno (“The 15:17 to Paris”, Drammatico, USA 2018) di Clint Eastwood. Con Anthony Sadler, Alek Skarlatos, Spencer Stone, Jenna Fischer, Judy Greer, Ray Corasani, Paul- Mikél Williams, Bryce Gheisar, William Jennings, Thomas Lennon, Jaleel White, Tony Hale, Cecil M. Henry, Sinqua Walls, Matthew Barnes, P.J. Byrne – In uscita nelle nostre sale da giovedì 8 febbraio 2018.


A casa tutti bene: recensione

Gabriele Muccino ritorna sul grand schermo con la commedia corale agro- dolce “A casa tutti bene”, dal 14 febbraio nelle nostre sale.

Dal 14 febbraio arriva al cinema la commedia agro-dolce di Gabriele MuccinoA casa tutti bene” con protagonisti importanti attori del cinema nostrano come Stefano Accorsi (“Made in Italy”), Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino e Gianmarco Tognazzi.

Pietro e Alba festeggiano cinquant’anni di matrimonio e per l’occasione hanno radunato i tre figli Carlo, Sara e Paolo, con le rispettive famiglie. A causa del maltempo, la famiglia riunita sarà costretta a convivere per qualche giorno. La tranquillità e la gioia familiare ben presto sarà sconvolta e tutte le spigolature, i rancori verranno a galla.

Muccino ritorna sul grande schermo con un film corale che vuole raccontare la famiglia nel senso più ampio del termine. Ci sono dei genitori anziani che, attraversando molte difficoltà, sono riusciti a restare insieme. C’è Carlo, il romantico ma fragile primogenito, separato da Elettra, e vessato da Ginevra, la nuova consorte. C’è Sara, sposata con Diego, alla ricerca di recuperare un matrimonio ormai alla deriva; Paolo, l’eterno Peter Pan che finisce a letto con la cugina. Ci sono anche dei personaggi corollari: il cugino inaffidabile Riccardo, che aspetta un figlio da Luana ed elemosina un lavoro; ed i giovani nipoti alla ricerca di un affetto famigliare che tarda ad arrivare.

E’ una famiglia piena di ombre e con poche luci quella che Muccino racconta.

Ad un ritmo spesso zoppicante corrisponde una sceneggiatura che ben delinea i suoi personaggi ma che risulta caotica e frastagliata in molte sue parti.

Molte sono le citazioni e gli omaggi cinematografici: primo fra tutti “La famiglia”, “Parenti Serpenti”, “Gruppo di famiglia in un interno”.

A differenza dei suoi film precedenti, il regista romano focalizza l’attenzione sul ruolo delle donne nella famiglia. Come fa ripetere ai suoi protagonisti, sono sempre le donne che “sorreggono il mondo” e sono l’artefice principale della famiglia.

Tra personaggi narcisisti e profondamente egoisti, sono le donne le vere protagoniste della commedia di Muccino: fragili ma decise, silenziose ma attente e puntuali.

A casa tutti bene” è una buona commedia che sicuramente ben fotografa la classica famiglia alto borghese italiana, anche se con toni piuttosto amari.

Voto: 6

A casa tutti bene (drammatico, Italia, 2018) di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Gianmarco Tognazzi, Valeria Solarino, Renato Raimondi, Elisa Visari, Elena Rapisarda -In uscita nelle nostre sale da mercoledì 14 febbraio 2018.


Il regista Roberto Leggio debutta nei video clip

Il regista Roberto Leggio si dedica ai video clip con “Blood Red Wine”.

Il regista Roberto Leggio, già coautore del lungometraggio “Il mistero di Lovecraft”, del documentario “Ipotesi di un viaggio in Italia”  uscito in DVD edito da 01 Distribution e del documentario “Il Partigiano Carlo”, tributo a Carlo Lizzani, presentato in molti festival oggi debutta nel mondo dei video clip. Lo fa con “Blood Red Wine” , una canzone di cui è autore del testo per il gruppo Lon’s Project.

 Si tratta di un video, girato in una Roma notturna e deserta, dalle atmosfere dark affascinanti che coniuga seduzione e mistero.

La canzone racconta di un incontro fatale fra una bellissima ragazza ed un misterioso uomo. Lui la porta a casa dopo una festa in maschera ed inizia un normale gioco di seduzione fino al colpo di scena finale. Ma il vero protagonista di quest’opera è il cinema  di Friedrich Wilhelm Murnau.

“Blood Red Wine” è una canzone con musiche originali di Bruno Iliariuzzi, eclettico autore e produttore musicale specializzato in colonne sonore, tra l’altro vincitore nel 2015 con Matteo Papini, del concorso “Premio Maurizio Soliani (K) musica d’ arte performativa edizione 1.0 presso Teatro del cerchio di Parma.

 

I Lon’s Project nascono per volontà di Roberto Leggio e Bruno Iliariuzzi, amici da anni, che hanno voluto unire le loro passioni, Roberto per il cinema e Bruno per la musica in un unico progetto. I Lon’s Project non è un gruppo nel normale senso del termine, ma un progetto con musicisti provenienti da vari generi ed esperienze musicali. Il nome Lon’s Project è mutuato da Lon, il vampiro buono tra i protagonisti del romanzo World Enough and Time di James Khan.

Il videoclip è il primo estratto di un EP in fase di completamento che prevederà altri tre pezzi che saranno correlati da altrettanti videoclip.

Blood Red Wine è interpretata da Gian Maria Pierotti autore,chitarrista e cantante che ha lavorato, tra l’altro, insieme due musicisti inglesi Matthew Braim e Angie Smith al progetto Seven Percent Solution.

Le riprese sono state effettuate da Roberto De Amicis e il montaggio è stato curato da Daniele Carioti.

I due giovani attori protagonisti sono Daniele Califano e Irene Mirenda.

Fonte: Comunicato stampa

https://vimeo.com/user71164781