Saw Legacy: recensione

Jigsaw è tornato. Dal 31 ottobre arriva nelle nostre sale “Saw Legacy”, ottavo capitolo della saga horror dell’Enigmista, diretto da Michael e Peter Spierig.

Dal 31 ottobre arriva nelle nostre sale l’attesissimo film horror “Saw Legacy”, ottavo capitolo della famosa saga di “Saw”, diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig (“Predestination”).

Jigsaw è tornato. Cinque persone, che hanno commesso gravi peccati, vengono rinchiusi in un capanno. Inizia il gioco: bisogna espiare le proprie colpe affrontando diverse prove. E’ un gioco perverso e sanguinario, poiché le vittime inevitabilmente muoiono. E’ una corsa contro il tempo e le indagini della polizia sono capitanate sia dal cinico e corrotto detective Halloran (Callum Keith Rennie) che dal medico Logan (Matt Passmore) e dalla sua misteriosa assistente Eleanor (Hannah Emily Anderson).

La saga di “Saw” è iniziata nel lontano 2004 con “Saw – L’enigmista” di James Wan, ed ha subito raccolto il plauso sia della critica che degli spettatori poiché per la prima volta venivano commistionati elementi da slasher-movie ad una componente enigmistica in una situazione claustrofobia di ambienti chiusi e poco illuminati.

La saga ha registrato poi negli anni momenti di più o meno successo.

Dopo sette anni da quello che si pensava fosse il capitolo finale nel 2010 diretto da Kevin Greutert, arriva al cinema un ottavo capitolo che si pone come un prequel, poiché Jigsaw non è ancora morto ma addestra un adepto!

“Saw Legacy” a differenza dei precedenti capitoli, però, manca totalmente di quelle caratteristiche che hanno reso famosa la saga. Pochi sono gli ambienti chiusi, scarsa la tensione, ridicoli ed esigui i particolari sanguinosi. Gli stessi enigmi, poi, vengono subito risolti, svelando anticipatamente le situazioni ed i fotografi successivi.

La sceneggiatura risulta piatta e poco articolata, i personaggi sono poco caratterizzati, i dialoghi banali. Il finale cerca in vano di salvare l’intera pellicola con una serie spiazzante di colpi di scena.

I fratelli Spierig hanno preferito forse confezionare una pellicola troppo bilanciata, risultando anonima.

Saw Legacy” è un film horror sicuramente guadabile, ma che poco e niente ha a che fare con una saga che ha levato il sonno a molti spettatori.

Voto: 5

Saw Legacy (Horror, USA, 2017) di Michael Spierig, Peter Spierig. Con Laura Vandervoort, Tobin Bell, Matt Passmore, Callum Keith Rennie, Hannah Emily Anderson, Brittany Allen, Tina Jung. – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 31 ottobre 2017.

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Shining: un Halloween da urlo

Per Halloween, come evento speciale, arriva nelle sale “Shining”, il film cult di Kubrick con un ineguagliabile e giovane Jack Nicholson.

Solo dal 31 ottobre fino al 2 novembre, ritorna sul grande schermo “Shining”, film horror più pauroso di tutti i tempi, diretto dal regista premio Oscar Stanley Kubrick.

Come evento speciale il film cult sarà presentato nella sua versione da 119 minuti e sarà anticipato dall’inedito cortometraggio intitolato “Work and Play”, ovvio richiamo alla nota frase di Jack Torrance.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephen King del 1977, il film racconta la storia di Jack Torrance (Jack Nicholson), uno scrittore in crisi con molti problemi, che per ritrovare l’ispirazione accetta un lavoro come guardiano, durante la stagione invernale, all’Overlook Hotel, tra le montagne innevate del Colorado. Con sua moglie Wendy ed il figlio di sette anni, Danny, Jack presto scoprirà che l’hotel non è disabitato e le loro vite cambieranno per sempre.

In occasione di Halloween e a 40 anni della pubblicazione del best seller di Stephen King, torna su grande schermo un film cult che ha eguagliato se non superato la fama del romanzo a cui si è ispirato. Un evento imperdibile per riscoprire un film che è diventato un cult nella storia del cinema e per godersi su grande schermo il capolavoro horror di uno dei più grandi registi di sempre, il premio Oscar Stanley Kubrick.

Tra il regista e lo scrittore ci furono diversi battibecchi durante le riprese del film: Kubrick cambiò molte parti del libro e questo non piacque a King, che non mancò di criticare ferocemente la pellicola. I due furono disaccordo finanche sulla scelta di Jack Nicholson quale protagonista, quando invece il pubblico ha osannato la scelta del regista.

Molti sono stati i romanzi di King adattati sul piccolo e grande schermo: dal recente “IT”, che ha sbaragliato il botteghino internazionale, a “La Torre Nera” e le serie tv “The Mist”.

“Shining” però resta e si conferma il migliore e più famoso horror di tutti i tempi perché si avvale di una sceneggiatura articolata e ben strutturata, una regia magnifica ed un cast d’eccezione.

The Square: recensione

Le assurdità ed ipocrisie dell’uomo moderno nel capolavoro di Ruben Ostlund “The Square” dal 31 ottobre al cinema.

Vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, “The Square” di Ruben Ostlund arriva nelle nostre sale dal 31 ottobre.

Stoccolma, ai giorni nostri. Christian è il curatore del museo di arte contemporanea e lavora all’inaugurazione di una mostra, che prevede l’installazione dell’opera “The Square”: un quadrato delimitato da un perimetro luminoso all’interno del quale tutti hanno uguali diritti e doveri, un “santuario di fiducia e altruismo”. Una mattina, Christian soccorre una donna in pericolo e si scopre derubato del telefono e del portafoglio. L’evento da un lato e la mostra dall’altro innescheranno una serie di conseguenze che spingeranno la tranquilla vita di Christian nel caos.

“The Square” è un film potente e molto incisivo sia visivamente che sintatticamente.

Infatti ad una regia lineare e pulita si affianca un buon ritmo ed una sceneggiatura ben articolata. Östlund arricchisce la pellicola di quel sano humor nord europeo, quella pungente ironia che riesce sempre a strappare più di una risata, anche se da retrogusto amaro.

Protagonista assoluto è l’uomo moderno, in particolare quello europeo, con tutte le sue fobie, incertezze, ipocrisie e miopie. “The Square” diventa così emblema da un lato di quell’Eden a cui tutti aspirerebbero, dall’altro una forma artistica moderna, che in quanto tale, è soggetta ad interpretazione individuale e pertanto diversa in base al contesto in cui viene esposta ed in base allo spettatore.

Il regista Östlund critica così ferocemente la società odierna: dietro la patina di fratellanza ed integrazione, si nasconde un’umanità profondamente razzista verso le classi più povere e verso il diverso.

Attentamente il regista analizza come gli stessi diritti dell’uomo moderno abbiano perso ogni cognizione di causa: la libertà di parola, troppo spesso abusata ed erroneamente utilizzata, ha perso il suo valore intrinseco! Tutto il “politically correct”, quei valori quali l’accoglienza, la solidarietà hanno assunto contorni sempre più labili e sfumati. La stessa opera d’arte “the square” rappresenta la società ideale, quella dei diritti uguali per tutti e delle responsabilità condivise, a cui l’uomo moderno guarda ma ne resta ai margini, come i personaggi della pellicola.

La stessa comunicazione diventa strumento per scioccare e non più per informare, specchio di una società bombardata da immagini di guerre, violenze e povertà e quindi crudelmente assuefatta.

Il ritratto di Östlund è sicuramente cinico e crudele, ma realistico e tristemente veritiero.

“The Square” è un film molto interessante: molti sono gli spunti di riflessioni e le domande importanti che il regista pone allo spettatore.

Voto: 9

The Square (Svezia/Danimarca/USA/Francia, 2017) di Ruben Östlund. Con Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Linda Anborg, Claes Bang, Christopher Læssø, Emelie Beckius, Denise Wessman, Jan Lindwall e John Nordling. – In uscita nelle nostre sale da martedì 31 ottobre 2017.


Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made In Italy

Il 3 novembre alla Casa del Cinema di Roma avrà luogo il convegno “Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made In Italy”.

La Pellicola d’Oro” di Enzo De Camillis terrà per la prima volta, alla 12^ edizione de la Festa del Cinema di Roma, un convegno dal titolo “Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made In Italy” che sarà preceduto da due incontri alla Casa del Cinema il 30 e 31 ottobre con i tecnici e gli studenti.

Si terrà il 3 novembre alle ore 16.00 presso lo spazio “RomaLazioFilmCommission”, all’interno della 12^ edizione de la Festa del Cinema di Roma, il convegno “Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made in Italy”.

L’appuntamento, promosso ed organizzato dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” e dalla “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis, è legato al Premio dedicato alle Maestranze e all’artigianato, “La Pellicola d’Oro”, un riconoscimento, giunto alla sua VIII edizione, che ha come obiettivo portare alla ribalta quei “mestieri” il cui ruolo è fondamentale per la realizzazione di un film ma che, allo stesso tempo, sono praticamente “sconosciuti” o non correttamente valutati dal pubblico che frequenta le sale cinematografiche o guarda i film sui canali televisivi. Accanto a questi riconoscimenti però, non mancano premi speciali che vengono assegnati ad altri esponenti del cinema, dello spettacolo e della cultura, che si sono particolarmente distinti nella loro carriera anche in relazione al positivo rapporto instaurato con le maestranze, tecnici e artigiani che operano sul set.

Saranno presenti al convegno l’On. Silvia Costa (Parlamentare Europeo), Paolo Masini (MiBact Consigliere del Ministro), Francesco Rutelli (Presidente ANICA), Luciano Sovena (Presidente RomaLazioFilmCommission), Piera Detassis (Presidente della Festa del Cinema di Roma), Mario Viola (Relazioni Esterne e Cerimoniale – Polizia dello Stato). Interverranno, inoltre: Roberto Perpignani (Presidente FIDAC), Federico Bagnoli Rossi (Segretario Generale FAPAV), Caterina D’Amico e Sergio Bassetti (Preside della Scuola Nazionale di Cinema e Docente del corso di suono), Fabio Benigni (As.For.Cinema), Roberto Stabile (Coordinatore desk audiovisivi ICE), Romolo Sormani (Rancati Srl), Simone Bessi (ANNAMODE srl), Laura Fiorucci (L&R Service Production Srl), Maurizio Amati (FilmAuro).

Il Convegno sarà preceduto da due importanti incontri che si terranno rispettivamente il 30 e 31 ottobre alle ore 09.00 alla Casa del Cinema in cui i giovani studenti avranno la possibilità di incontrare le maestranze del cinema.

Il 30 ottobre, infatti, si terrà il backstage de “La Pazza Gioia” di M. Cacucci a cui interverranno il Capo Elettricista F. Scepi, il Capo Macchinista F. Fumelli e l’Attrezzista V.Cecconi. A seguire interverranno le Maestranze del film “Natale a Londra” di V.De Biasi: Anzellotti Sound Effectis, il Costruttore G.Franculli e il Direttore di Produzione E. Amati.

Il 31 ottobre sarà la volta di “Veloce come il vento” di M.Rovere. Ad intervenire sarà S.Napoletano per gli effetti speciali, E. Novelli Stuntman e Rita Forzano Casting. Per la prima volta i tecnici del dietro le quinte del cinema racconteranno le loro competenze ed il loro ruolo nel realizzare in film in collaborazione con gli altri reparti.

Fonte: Comunicato Stampa

La Ragazza nella Nebbia: recensione

Toni Servillo e Jean Reno sono i protagonisti del thriller “La Ragazza nella Nebbia” di Donato Carrisi, dal 26 ottobre al cinema.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale il thriller “La Ragazza nella Nebbia”, film d’esordio del noto scrittore Donato Carrisi, che inaugurerà la pre-apertura del Festival del Cinema di Roma 2017.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello stesso Carrisi, il film si ambienta ad Avechot, piccolo e sperduto paese di montagna del nord Italia. Alla vigilia di Natale scompare Anna Lou (Ekaterina Buscemi), la classica quindicenne “tutta casa e chiesa”. Ad indagare sul caso ci sarà l’ispettore Vogel (Toni Servillo), una figura molto controversa ed astuta. Prima i mass media poi tutta la comunità montana cercherà la scomoda verità: il “mostro” potrebbe essere il professor Loris Martini (Alessio Boni).

Carrisi racconta una storia piena di evidenti richiami ai recenti fatti di cronaca nera. Con sottile astuzia e profonda conoscenza della materia indaga sui personaggi, delineandone bene la psicologia in tutte le sue sfumature. Nulla infatti viene lasciato al caso: dalla scenografia ai dialoghi, dalle luci ai silenzi, ogni elemento è necessario per la ricostruzione della storia.

“La ragazza nella nebbia” è sicuramente un film sul Male, dove i “mostri” o i colpevoli sono tutti indistintamente. C’è chi lo fa per soldi, chi per la luce dei riflettori, chi per gelosia e non si salva nemmeno chi dovrebbe essere il rappresentante della giustizia. Perché nella società odierna la verità poco interessa; i riflettori, la fama mediatica diventano l’aspetto più importante. Il finale è amaro come il ritratto della società di oggi. Carrisi, infatti, non perdona nessuno e l’unica personificazione del Bene è la giovane vittima, che non ha alcuna voce ma solo lacrime.

Il film omaggia chiaramente il noir italiano anni ’60 ma anche i thriller d’oltreoceano più moderni: il ritmo è ben scandito, la tensione è sempre sostenuta.

Il regista dimostra con questa pellicola non solo di conoscere bene il mestiere della scrittura ma anche quello della macchina da presa.

Ottimo è il cast e primo fra tutti il sempre apprezzato Toni Servillo che regala un’interpretazione difficile e prismatico di un personaggio molto spigoloso.

“La ragazza nella nebbia” è un ottimo thriller tutto italiano, che vanta una buona regia d’esordio, un’ottima sceneggiatura ed un buon cast.

Voto: 8

La Ragazza nella Nebbia (Thriller, Italia, 2017) di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


Il mio Godard: recensione

Michel Hazanavicius regala un appassionante ritratto inedito del noto cineasta francese Jean-Luc Godard con “Il mio Godard”, dal 31 ottobre al cinema.

Dopo il plauso ricevuto all’ultimo Festival di Cannes, arriva nelle nostre sale dal 31 ottobre, il film drammatico “Il mio Godard” del regista Michel Hazanavicius (“The Artist”).

Ispirato alla biografia “Un an après” di Anne Wiazemsky, il film vanta un cast d’eccezione con Louis Garrel, Stacy Martin e Bérénice Bejo.

Parigi 1967. Jean-Luc Godard è un noto regista, promotore della Nouvelle Vague. La sua ultima opera “La cinese” gli permette di incontrare la donna che amerà per sempre, la giovanissima Anne Wiazemsky. Inaspettatamente però la sua ultima pellicola sarà ferocemente criticata, gettando il regista in una crisi profonda. A complicare la situazione ci sono i tumulti sociali e politici del ’68: Godard cercherà una nuova identità stilistica e personale che gli costerà la perdita prima del suo pubblico poi della sua amata.

Il regista Hazanavicius con maestria e superbe trovate registiche riesce a raccontare in modo ironico, ma sempre rispettoso, Godard, un personaggio complesso e molto spigoloso attraverso la sua storia d’amore, passionale ed anticonfornista, con la bellissima e giovane Anne. La società sembra essere sull’orlo di grandi cambiamenti, ed il noto regista Godard vuole diventarne l’interprete protagonista. Hazanavicius sottolinea ironicamente come Godard, borghese di nascita e di cultura, non riuscirà a raccontare dei proletari, figure molto e fin troppo lontane da lui e dal suo modo di pensare. Intellettuale eccentrico ed iroso, mostra però un lato romantico, quasi ossessivo, verso la sua giovanissima sposa, emblema della bellezza e della grazia. E’ una storia d’amore difficile e tortuosa, destinata a scoppiare dinanzi all’ottusa miopia di Godard, uomo geniale ma egocentrico e superbo.

Hazanavicius, con questo film, non vuole giudicare ma sottolinea come spesso l’arte quale ricerca di una nuova identità rischia di perdersi nelle frustrazioni soggettive dei propri autori.

Ad una regia attenta piena di velleità artistica corrisponde una sceneggiatura minuziosa e ben articolata ed una fotografia sempre puntuale.

Ottimo è il cast: Luois Garrel affascina con il suo personaggio complesso e spigoloso, bellissima ed eterea è Stacy Martin.

“Il mio Godard” è un film bellissimo che vanta un’ottima regia ed un cast d’eccezionale bravura.

Voto: 9

Il mio Godard (Le redoutable, drammatico, Francia, 2017) di Michel Hazanavicius. Con Stacy Martin, Bérénice Bejo, Louis Garrel, Grégory Gadebois, Micha Lescot, Louise Legendre, Jean-Pierre Mocky, Tanya Lopert, Lola Ingrid Le Roch ed Eric Marcel – In uscita nelle sale da mercoledì 31 ottobre 2017.


Terapia di coppia per Amanti: recensione

Ambra Angiolini, Pietro Sermonti e Sergio Rubini sono i protagonisti della commedia “Terapia di coppia per Amanti”, dal 26 ottobre nelle nostre sale.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale la commedia “Terapia di coppia per Amanti” diretta da Alessio Maria Federici con protagonisti Ambra Angiolini, Pietro Sermonti e Sergio Rubini.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Diego De Silva (ed. Einaudi), il film racconta la storia d’amore di Viviana, madre apprensiva, e Modesto, un musicista eterno Peter Pan. Sono innamorati ma allo stesso tempo sono sposati, ma non tra di loro. La loro storia infatti si consuma tra incontri fugaci, messaggi amorosi, schermaglie. Un giorno però Viviana costringerà Modesto ad andare in terapia da un noto psicologo per scoprire se il loro è vero amore.

La commedia di Federici risulta essere una commedia agro-dolce sui sentimenti, sulla ricerca della felicità e sul coraggio per cambiare vita per il vero amore.

Buono è sicuramente il ritmo, curati i dialoghi, ben delineati i personaggi.

In realtà la commedia scritta e diretta dal regista Federici si basa su assunti poco realistici e poco probabili. Normalmente l’amante dovrebbe rappresentare una via di fuga da una quotidianità di problemi e frustrazioni e non dovrebbe essere la relazione extra coniugale fonte di preoccupazioni!

Dato che l’assunto di base è poco probabile, tutta la struttura narrativa risulta essere scarsamente credibile. Modesto è un musicista eterno Peter Pan, con una serie di rapporti conflittuali ed irrisolti, primo fra tutti quello con il padre, poi quello con il proprio figlio. Viviana risulta essere una donna vanesia, tutta concentrata su se stessa e sui propri bisogni. A questi si aggiunge uno psicoterapeuta in crisi perché innamorato della sua giovane amante. Il quadro così risulta complesso, ma totalmente surreale e grottesco.

“Terapia di coppia per Amanti” è una commedia sui sentimenti che risulta frantumata e superficiale per i temi trattati e soprattutto scarsamente coinvolgente.

Voto: 5

Terapia di coppia per Amanti (commedia, Italia, 2017) di Alessio Maria Federici. Con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti, Anita Kravos, Filippo Gili, Fulvio Falzarano, Antonio Pennarella, Eugenia Costantini, Rocco Fasano, Daiana Lou, Alan Sorrenti, Giulia Anchisi, Giacomo Nasta, Alessandro Carbonara – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


Monster Family: recensione

Dal 19 ottobre arriva nelle sale “Monster Family”, film d’animazione diretto dal regista Holger Tappe.

Monster Family” arriverà nelle nostre sale dal 19 ottobre, diretto dal regista tedesco Holger Tappe (“Impy e il mistero dell’isola magica”, “Impy Superstar – Missione Luna Park”, “Animal United”).

Adattamento cinematografico del romanzo “Happy Family” (in Italia con il titolo “La mia famiglia e altri orrori”) scritto dal vincitore dell’Emmy Award David Safier, il film vede la partecipazione nel doppiaggio italiano di due famose voci del panorama musicale: Carmen Consoli e Max Gazzè.

La famiglia Wishbone non è propriamente un famiglia felice: la maldestra mamma Emma deve fronteggiare due ingestibili figli ed un marito sempre troppo stanco a causa del suo alienante lavoro. Quando però Emma sarà scelta dal triste e solitario Conte Dracula per diventare sua moglie, la vita della famiglia Wishbone sarà sconvolta. Infatti grazie ad un potente incantesimo i componenti della famiglia saranno trasformati in orribili mostri: Emma si trasforma in un vampiro, Frank nel mostro di Frankenstein, Fay in una mummia e Max in un piccolo lupo mannaro. Solo il ritrovato e rispettivo amore dei vari componenti riuscirà a spezzare il terribile incantesimo.

“Monster Family” è un film d’animazione 3D destinato ai più piccoli ed alle famiglie. Il messaggio è semplice e diretto: solo l’unione e l’amore filiale possono vincere tutte le avversità!

La pellicola vanta un buono ritmo ed una buona grafica. Buone sono anche alcune idee che omaggiano figure cinematografiche di ieri e di oggi: il gobbo servitore del conte Vlad risulta un divertente incrocio tra Renfield ed Igor; Dracula si veste come Magneto, con tanto di casco e tutina aderente.

In realtà la pellicola presenta una struttura narrativa troppo confusionaria ed un umorismo troppo triviale. Infatti il film riesce a strappare molti sorrisi, ma poche risate.

Il regista, infatti, preferisce un registro cauto, senza troppe velleità o trovate interessanti.

“Monster Family” è un film per i più piccoli in perfetto clima di Halloween.

Voto: 6

Monster Family (Germania, Animazione, 2017) di Holger Tappe, con Carmen Consoli, Max Gazzè, Emily Watson, Jason Isaacs, Nick Frost, Jessica Brown Findlay, Celia Imrie, Catherine Tate – in uscita nelle nostre sale da giovedì 19 ottobre 2017.

IT: recensione

Il demoniaco Pennywise tornerà sul grande schermo dal 12 ottobre con “It” diretto da Andy Muschietti.

Dal 12 ottobre arriva in Italia l’attesissimo film horror “It”, remake dell’omonimo film tv del 1990 diretto da Tommy Lee Wallace ed adattamento cinematografico del best seller di Stephen King.

Derry, provincia americana, anni ’80. Il piccolo Georgie rincorre la sua barchetta di carta lungo il fiumiciattolo creato dalla pioggia sul bordo della strada. La barchetta finisce in un tombino, Georgie cerca di prenderla. Come il piccolo così altri bambini scompariranno nel nulla in breve tempo. Il fratello maggiore di Georgie ed i suoi amici, allora, insospettiti inizieranno ad indagare e si dovranno scontrare con il clown malefico Pennywise.

Come nella serie tv, il vero protagonista è Pennywise: crudele, famelico, misterioso, assetato di sangue innocente. Sullo sfondo c’è la tipica provincia americana dove in apparenza tutto è tranquillo, ma che in realtà nasconde orribili segreti.

A differenza però sia del romanzo omonimo che del film originale, il regista Muschietti ha scelto alcune licenze poetiche e libertà interpretative per attualizzare la pellicola che risultano non necessarie se non fastidiose al fine della storia.

Nonostante il CGI sia perfetto, come tutta la scenografia ben curata nei dettagli, viene però a mancare quell’atmosfera di tensione e di terrore propria dei racconti di Stephen King.

Tutto è esplicitato: c’è tanto sangue, lessico volgare, arti mozzati. Ciò che manca però è il ritmo e la suspence propri dei film horror, il classico “salto dalla poltrona”. Tutto risulta citofonato, atteso.

Ottimo è sicuramente Bill Skarsgård, nei panni del clown malefico e ben eredita il ruolo che fu di Tim Curry.

“It” è un libro meraviglioso e la serie tv degli anni ’90 ha consacrato Pennywise uno dei re dell’horror. Il suo remake, nonostante il grande budget ed il successo di botteghino già ottenuto oltreoceano, non riesce a ricreare quella poesia di terrore che è propria di “It”.

“It” è un buon horror che sicuramente incontrerà i favori dei fan del genere, ma che deluderà chi ha passato notti insonni ripensando al Pennywise del libro e della serie tv.

Voto: 7

It (USA, 2017, Horror) di Andy Muschietti; con Bill Skarsgård, Owen Teague, Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Wyatt Oleff. – In uscita al cinema da giovedì 19 ottobre 2017.


Loving, Vincent: recensione

Solo il 16, 17 e 18 ottobre arriverà nelle nostre sale “Loving, Vincent” di Dorota Kobiela e Hugh Welchman: film d’animazione realizzato con attori e ridipinto utilizzando i quadri dell’artista Van Gogh.

kinopoisk.ru

Un evento speciale, solo per tre giorni, 16, 17 e 18 ottobre, arriverà sul grande schermo lo straordinario film di Dorota Kobiela ed Hugh Welchman, “Loving, Vincent”: un film d’animazione realizzato con attori e ridipinto utilizzando i quadri del famoso pittore Vincent Van Gogh.

La pellicola racconta le ultime settimane di vita del pittore olandese trasferitosi ad Arles, in Francia, nel 1888 ed indaga sulle vere cause della sua morte.

Il famoso pittore Vincent Van Gogh, pioniere dell’arte contemporanea e personaggio tormentato, nel luglio 1890 si spara in un campo di grano nei pressi di Arles. Il giovane Armand, figlio del postino Roulin, caro amico di Van Gogh, non convinto del suicidio dell’artista, ripercorre le sue ultime settimane di vita attraverso i luoghi e le persone che gli sono state vicine.

L’eccezionalità della pellicola consta sulla tecnica usata: è il primo lungometraggio interamente dipinto in cui gli attori animano i protagonisti dei quadri di Van Gogh. La pellicola d’animazione è stata fatta da una squadra di centoventicinque artisti che hanno riprodotto su tela, in puro stile Van Gogh, ognuna delle 65mila inquadrature.

Il risultato è semplicemente sorprendente: le vigorose pennellate dell’artista prendono vita in un turbinio di colori ed emozioni vivissime.

L’arte quale poesia dell’anima, respiro di vita si ritrova nelle parole dello stesso Van Gogh: “possiamo parlare soltanto attraverso i nostri quadri”.

I dipinti sono dunque la voce dell’artista, il suo mondo di emozioni e paure, che sopravvivono all’autore stesso.

La pittrice polacca Dorota Kobiela ed il regista inglese Hugh Welchman hanno reso possibile questo.

Loving, Vincent” è un prodotto cinematografico senza precedenti: una vera opera d’arte!

Voto: 10

Loving, Vincent (Gran Bretagna, Polonia, 2016) di Dorota Kobiela, Hugh Welchman. Con Aidan Turner, Helen McCrory, Saoirse Ronan, Douglas Booth, Jerome Flynn – In uscita nelle nostre sale da lunedì 16 ottobre 2017.