Notte di Quiete: il thriller italiano

Il regista Daniele Malvolta porta sul grande schermo il thriller “Notte di quiete” ispirato a Fernando di Leo.

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Lo scrittore, regista e sceneggiatore Daniele Malvolta (“Modena Modena“,”Tagliati Male“) ritorna dietro la macchina da presa per un thriller tutto italiano: “Notte di quiete

“Notte di quiete” è un progetto che trae ispirazione da un certo cinema italiano “di genere” del passato, in particolare da una pellicola di Fernando di Leo, “Vacanze per un massacro”.

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La sinossi ufficiale del film recita:

“Doveva essere solo uno scherzo. Marta e Tiziana volevano compiere la loro vendetta ai danni di Francesco, reo di aver avuto un flirt con entrambe. Si erano messe d’accordo per attirarlo in una casa isolata e fargli prendere un bello spavento con l’aiuto di due complici, Marco e Germano. Quello che le due ragazze non sapevano era che nella casa dove avevano deciso di ambientare lo scherzo era nascosto Vincenzo, un pericoloso assassino ricercato dalla polizia. L’evaso, dopo aver neutralizzato i due complici delle ragazze, prenderà in mano le redini del gioco e quello che doveva essere solo uno scherzo si trasformerà in una notte di puro terrore”.

Prodotto da Ipnotica produzioni con la collaborazione dell’Associazione culturale Kairos, il film è stato finanziato dall’Imaie (ente mutualistico che tutela i diritti di immagine degli attori), ricevendo un contributo per la produzione e per la distribuzione e verrà girato nel mese di aprile 2016.

Si tratta dell’opera seconda di Daniele Malavolta, vincitore del Premio Solinas 2000, sceneggiatore, scrittore e regista, e annovera tra gli interpreti volti noti del piccolo e grande schermo e del teatro, come Piero Nicosia, Davide Paganini, Pietro De Silva, Maria Celeste Sellitto, Claudia Fratarcangeli.

Il produttore esecutivo sarà Alberto De Venezia.

Realizzare un film di genere, in un paese dove dominano le commedie e i film drammatici e d’autore, si può già considerare un’operazione originale di per sé. L’azione, l’immagine e l’atmosfera sono il punto di forza della storia e la scelta di fare riferimento ad un genere specifico come il thriller aumenta le possibilità di vendita per il mercato internazionale, quando invece le nostre commedie hanno sicuramente un potenziale inferiore al di fuori del mercato italiano, anche per quello che riguarda le vendite televisive, l’home video e i diritti di streaming. Il genere invece può contare su un certo numero di appassionati in tutto il mondo al di là delle barriere linguistiche. La tensione, la paura e l’inquietudine sono linguaggi universali che valicano qualsiasi frontiera.

Fonte: Comunicato Stampa

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La Macchinazione: recensione

La verità su uno dei delitti più oscuri ed efferati del secolo scorso, l’omicidio di Pier Paolo Pasolini: “La Macchinazione” di David Greco, dal 24 marzo al cinema.

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Il regista David Grieco, ritorna dopo dodici anni sul grande schermo con il film inchiesta “La Macchinazione”, dal 24 marzo nelle nostre sale.

Adattamento cinematografico del libro-inchiesta “La macchinazione. Pasolini. La verità sulla morte” dello stesso Grieco, la pellicola ripercorre gli ultimi mesi di vita del noto regista – scrittore.

Nell’estate del 1975, Pier Paolo Pasolini è impegnato al montaggio di uno dei suoi film più discussi, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Allo stesso tempo, Pasolini sta scrivendo il romanzo “Petrolio”, una denuncia contro il potere economico e politico dell’Italia di quegli anni. A causa delle sue ricerche ed indagini pericolose, il noto scrittore – poeta -regista verrà assassinato all’idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. L’assassinio sarà etichettato come omicidio sessuale e verrà accusato il giovane amante di Pasolini, Pino Pelosi.

Molti sono i dubbi sull’omicidio di Pasolini che negli anni sono stati al centro del dibattito politico e sociale italiano.

Il regista Grieco, amico ed assistente di Pasolini, con questo film ha voluto riaccendere quel dibattito e portare all’attenzione dell’opinione pubblica la teoria del complotto.

Infatti nella pellicola si accusa un sistema italico nascente in quegli anni corrotto fino alle sue alte sfere: dai poteri dell’Eni, ad eminenze grigie, ai servizi segreti, ai boss di periferia, alla bassa manovalanza delle borgate.

Il regista racconta anche un Pasolini diverso da quello del noto regista Abel Ferrara (“Pasolini”): creativo, intelligente, saggio, riflessivo ed allo stesso tempo un affettuoso figlio ed un passionale amante.

La sceneggiatura però risulta caotica per la moltitudine di indizi, non sempre spiegati, e di personaggi, non sempre facilmente identificabili.

Lo stesso ritmo risulta altalenante, e le scelte stilistiche di frapporre intermezzi in bianco e nero o visioni oniriche futuriste risultano superflue.

“La Macchinazione” così non ha l’incisività del film d’inchiesta, non ha il ritmo crescente ed incalzante del thriller, non ha la linearità narrativa del racconto proprio della commedia.

Sicuramente “La macchinazione” è un film importante perché riapre un dibattito, mai sopito, sui grandi e misteriosi omicidi del secolo scorso qual è stato quello di Pasolini. Allo stesso tempo però il film di Grieco, dal punto di vista prettamente cinematografico, aspira ad esser un film d’inchiesta senza riuscirvi.

Protagonista del film è il noto attore Massimo Ranieri, che nonostante l’innegabile somiglianza, risulta essere freddo e non riesce a suscitare empatia con lo spettatore. Buono è il resto del cast, dal giovane esordiente Alessandro Sardelli a Libero De Rienzo e Milena Vukotic.

Voto: 5

La Macchinazione (Italia, 2016, drammatico) di David Grieco con Massimo Ranieri, Libero de Rienzo, Matteo Taranto, Francois Xavier Demaison, Milena Vukotic, Roberto Citran, Tony Laudadio, Alessandro Sardelli, Paolo Bonacelli, Catrinel Marlon – in uscita nelle sale da giovedì 24 marzo 2016


Il mio grosso grasso matrimonio greco 2: recensione

Dal 24 marzo ritorna su grande schermo il sequel del campione d’incassi “Il mio grosso grasso matrimonio greco”: commedia romantica piena di humor ed ironia.

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La sceneggiatrice ed attrice Nia Vardalos ritorna sul grande schermo dal 24 marzo con la commedia esilarante “Il mio grosso grasso matrimonio greco 2”, sequel del campione d’incassi del 2002.

Il film s’incentra ancora una volta sulla variopinta ed eccentrica grande famiglia greca che vive in America. Tuona e Ian hanno avuto una figlia Paris, che vuole fuggire lontano dalla chiassosa famiglia. Il nonno Gus scopre che il suo matrimonio non è valido, ma Maria, sua moglie, approfitta della situazione per mettere tutto in discussione, stanca dei modi burberi del marito. Toccherà ancora un volta a Tula ed ai suoi parenti cercare di rimediare alla situazione.

A differenza del primo capitolo, la Vardalos adesso affronta un ritratto intergenerazionale: dai nonni ai nipoti, mettendo di mezzo matrimoni e fidanzamenti. Così se per Tula “disobbedire” alle leggi paterne era sembrato uno sforzo enorme se non impossibile, adesso sua figlia a distanza di anni risulta imbrigliata ancora negli stessi meccanismi!

La sceneggiatura risulta forse ingenua ed un po’ sfilacciata, ma molto lineare. I personaggi tanti amati nel primo capitolo ritrovano lo stesso vigore e simpatia.

La commedia, infatti, vanta un ottimo ritmo e le risate sono assicurate.

Sicuramente non c’è alcun approfondimento o articolazione dello sviluppo narrativo: l’incipit è elementare e scontato.

Le gag però si susseguono a ritmo incalzante e lo spettatore viene immerso nella recita più chiassosa e colorata.

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2” è una commedia romantica esilarante il cui scopo è semplicemente quello di far ridere su usi e costumi di emigrati ancora legati alla propria terra d’origine.

Voto: 7

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 (My Big Fat Greek Wedding 2, USA, 2016) di Kirk Jones. Con Nia Vardalos, John Corbett, Michael Constantine, Lainie Kazan, Andrea Martin, Gia Carides, Joey Fatone, Elena Kampouris, Alex Wolff e Louis Mandylor – in uscita nelle nostre sale da giovedì 24 marzo 2016


Lucca Film Festival 2016: il programma

Dal 3 al 10 aprile Lucca, Barga e Viareggio ospiterànno il “Lucca film Festival”, kermesse cinematografica che si preannuncia piena di sorprese ed interessanti ospiti.

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Saranno George Romero, William Friedkin, Marco Bellocchio e Paolo Sorrentino le star del Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016, la kermesse cinematografica che si terrà dal 3 al 10 aprile nelle città di Lucca, Barga e Viareggio. Ai due autori cult statunitensi e ai pluripremiati cineasti italiani saranno dedicati omaggi con proiezioni, masterclass e mostre.

Novità assoluta di questa edizione del festival sarà il concorso internazionale di lungometraggi, con dodici anteprime italiane in competizione da tutto il mondo, a cui si affiancheranno le anteprime italiane fuori concorso e il consueto appuntamento con il concorso internazionale di cortometraggi, oltre a una celebrazione dei lavori del regista Gualtiero Jacopetti.

Il Lucca Film Festival e Europa Cinema, presieduto da Nicola Borrelli, è tra gli eventi di punta delle manifestazioni organizzate e sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, le sue mostre sono prodotte e organizzate dal Comitato Nuovi Eventi per Lucca.

Dopo David Lynch (2014) e David Cronenberg (2015), sarà Romero il protagonista di una delle principali sezioni del Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016, curata da Paolo Zelati e Stefano Giorgi. Il regista sarà presente alle attività a lui dedicate in occasione della manifestazione. Si parte l’8 sera con la consegna del premio alla carriera e la presentazione di Zombi (cinema Moderno). Nella stessa occasione, l’autore lascerà impresse le sue impronte nel cemento per la nascente “Walk of Fame” di Lucca Comics & Games, di cui faranno parte non solo i grandi nomi del fumetto, ma anche le principali personalità dell’immaginario fantastico. Il 9 mattina terrà, al cinema Moderno, una masterclass, mentre la sera del 10 aprile chiuderà il festival a Viareggio presentando Creepshow. Il regista americano farà anche visita alla mostra nel Palazzo Ducale di Lucca (dal 26 marzo all’1 maggio), inedita in Italia, che esporrà 40 oggetti tra locandine, fotobuste e manifesti originali italiani dei suoi film. In programma anche una retrospettiva che ne ripercorrerà per intero la carriera cinematografica, dalla pellicola d’esordio La notte dei morti viventi (1968) fino al recente Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009).

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Il red carpet del festival si tingerà ancor più di “terrore” con la presenza di Friedkin, uno dei maggiori innovatori dei generi horror e poliziesco nella sezione curata da Daniela Catelli, Nicola Borrelli e Stefano Giorgi. Il regista arriverà al festival il 2 aprile, per una conferenza stampa a Lucca, e la sera del 3 gli sarà consegnato il premio alla carriera, oltre che un riconoscimento da parte della Fondazione Giacomo Puccini. Dopo la premiazione, l’autore introdurrà al pubblico Il salario della paura. La mattina del 4 aprile, al cinema Centrale di Lucca, sarà possibile assistere a una masterclass tenuta da Friedkin, che la sera del 5 aprile sarà invece a Viareggio per la presentazione di Amarcord, l’indimenticabile capolavoro di Federico Fellini nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. Parte dell’omaggio a lui dedicato sarà anche una retrospettiva comprendente le sue pellicole più amate. Tra i titoli: L’esorcista (1973), Il braccio violento della legge (1971) e Killer Joe (2011). In collaborazione con la Fondazione Giacomo Puccini e grazie alla disponibilità di Friedkin, inoltre, l’organizzazione del festival produrrà un documentario di 52 minuti che racconterà la stretta relazione e l’importanza di Puccini per il regista statunitense. Il film sarà il primo di una serie che ogni anno sarà proposta al testimonial del festival per raccontare la relazione tra il cinema e l’opera e la musica del musicista lucchese.

A Marco Bellocchio, maestro del cinema italiano, sarà dedicato un omaggio che comprenderà la proiezione delle sue pellicole più note, la consegna del premio alla carriera e una giornata di studi su cinema e opera proprio al “Gran Teatro Giacomo Puccini” di Torre del Lago (Viareggio) dal 9 al 10 aprile a Viareggio.

A coronare questa sfilata di stelle, il premio Oscar Paolo Sorrentino, uno dei principali rappresentanti della cinematografia italiana in patria e all’estero, sarà al cinema Moderno di Lucca venerdì 8 aprile per tenere una masterclass focalizzata sulla sua opera, mentre sabato 9 riceverà il premio alla carriera e presenterà al pubblico uno dei suoi film più amati: Il Divo.

Per quanto riguarda il concorso internazionale lungometraggi: dodici sono le pellicole in competizione per questa nuova sezione, selezionate ai festival di tutto il mondo. Tra i titoli El Apóstata di Federico Veiroj, la vicenda applaudita a Toronto di un uomo che decide di affrancarsi dalla fede cattolica (sarà presente Alavaro Ogalla, sceneggiatore e interprete del film); Belgica di Felix van Groeningen, film presentato al Sundance che, attraverso la musica, racconta il rapporto tra due fratelli; Sparrow di Rúnar Rúnarsson, romanzo di formazione di un adolescente islandese; Bridgend di Jeppe Rønde, ispirato alla storia vera di un’ondata di suicidi tra gli adolescenti in una piccola cittadina danese; Aloys primo lungometraggio di Tobias Nölle, selezionato alla Berlinale, che racconta l’affacciarsi alla vita di un solitario investigatore privato; French Blood – Un Français di Diastème, storia di un uomo nato nei sobborghi di Parigi che, dopo una vita passata a detestare arabi, africani, ebrei, comunisti e gay, decide di mettere da parte la sua rabbia mentre intorno a lui la società diventa sempre più chiusa e radicale; Paradise di Sina Ateaian Dena, opera in concorso a Locarno che indaga la difficile situazione femminile in Iran; Shelley di Ali Abbasi, pellicola che affronta il tema della maternità surrogata con tinte horror; Road to La Paz di Francisco Varone, storia di un viaggio lungo più di tremila chilometri, da Buenos Aires alla Bolivia; What we become di Bo Mikkelsen, terrificante cronaca di un epidemia zombie; The First, The Last, del pluripremiato regista Bouli Lanners, un road movie pieno di suspense recentemente visto a Berlino. L’ultimo film sarà annunciato nel corso della prossima settimana. Il premio per l’opera vincitrice, come anche quelli alla carriera per i registi ospiti, sarà realizzato dal famoso scultore russo Alexey Morozov, secondo la consuetudine del festival di commissionarne ogni anno la creazione a un grande artista.

 Ad arricchire il cartellone, tre anteprime italiane fuori concorso. Martedì 5 aprile il Lucca Film Festival e Europa Cinema saluterà il ritorno sul grande schermo di Ruggero Deodato, cineasta noto per le sue pellicole estreme che hanno influenzato registi quali Oliver Stone, Quentin Tarantino e Eli Roth. Deodato presenterà il suo nuovo film Ballad in Blood, prodotto dalla Bell Film di Massimo Esposti e narrante la vicenda di tre ragazzi coinvolti in un misterioso omicidio, ispirata a uno dei tanti delitti italiani irrisolti. Insieme agli attori de film interverrà alla preentazione il leader dei Globin Claudio Simonetti, compositore delle colonne sonore di vari film di Dario Argento e George Romero e anche dell’ultima opera di Deodato. In programma anche Un’estate in Provenza, commedia agrodolce firmata da Rose Bosch, con Jean Reno e Anna Galiena che racconta l’incontro tra un nonno burbero, ex sessantottino e amante della campagna, e i suoi tre nipoti, sullo sfondo del divorzio dei genitori. E ancora Rosso dal Vetro (ovunque tu vada) di Alberto Tempi, la vicenda di un prete che si interroga sui temi della fede e dell’esistenza, sull’accettazione della vita e della morte, in un percorso fra sogno e viaggio, tra i vincitori dell’International Independent Film Awards di Los Angeles.

La GAMC – Galleria d’arte moderna e contemporanea di Viareggio dedica un omaggio a Mario Monicelli e dal 2 aprile al 16 maggio ospita la mostra MARIO. Chiara Rapaccini e Andrea Vierucci per Monicelli, un’istallazione dell’artista Chiara Rapaccini, in arte RAP, con il fotografo Andrea Vierucci. Per il progetto, RAP, compagna di una vita di Monicelli, si è ispirata alle fotografie del suo archivio privato, scattate dai più grandi fotografi di scena tra gli anni ‘60 e ’90, sui set di molti dei capolavori del regista. Queste foto erano state buttate via, insieme ad altre cose preziose, dallo stesso Monicelli, come “documenti del passato senza nessun valore”. Chiara le ha recuperate e negli anni le ha catalogate, ordinate e archiviate, lasciandosi ispirare dai forti contrasti del bianco e nero della pellicola, dalla loro straordinaria forza espressiva (sono immagini di Secchiaroli, Strizzi, Doisneau), dai ritratti dei grandi attori della commedia cinematografica italiana. RAP ha lavorato con acrilico e punta secca sulle immagini, le ha stampate su grandi lenzuoli di lino, per poi intervenire nuovamente con pennello e ricamo. Con la tecnica del fumetto e della scrittura libera, ha “dialogato” con i protagonisti del grande cinema italiano, Sordi, Totò, la Magnani, Mastroianni dando vita così a dei “fantasmi” fluttuanti che poi Andrea Vierucci ha fotografato all’interno di un’architettura post industriale dall’atmosfera spettrale e monumentale.

 Sabato 9 aprile, presso il cinema Roma di Barga, si terrà una giornata in omaggio a Gualtiero Jacopetti, il giornalista, sceneggiatore e regista originario del paese in provincia di Lucca che diresse, insieme a Franco Prosperi e Paolo Cavara, il film-documentario Mondo Cane, vero capostipite dei “Mondo movie” o shockumentary, che con le loro immagini forti e scioccanti invasero le sale cinematografiche italiane a partire dagli anni Sessanta. A Jacopetti, oltre alla retrospettiva integrale dei suoi film durante i giorni del festival, sarà dedicata anche la mostra Lo sguardo Selvaggio – I mondo movies in Italia, allestita nel centro storico di Barga, alla Galleria Comunale e alla Galleria Bel Canto, sempre a cura di Paolo Zelati, dal 1 aprile al 1 maggio 2016.

Il Lucca Film Festival e Europa Cinema, presieduto da Nicola Borrelli, è tra gli eventi di punta delle manifestazioni organizzate e sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, le sue mostre sono prodotte e organizzate dal Comitato Nuovi Eventi per Lucca, con il sostegno di Banca Société Générale. Il festival si avvale inoltre del supporto di Gesam Gas & Luce SpA, Banca Pictet, Banca Generali Private Banking, Banca Carismi, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Stonecycle, Il Ciocco S.p.A., Il Ciocco International Travel Service S.r.l., Bala Srl, Idrotherm 2000, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Lucca, Comune di Viareggio Provincia di Lucca e della collaborazione di Fondazione Sistema Toscana, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum – Casa Natale, Fondazione Centro Arti Visive, CG Entertainment, Photolux Festival. Si ringraziano anche Lucca Comics & Games, la Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, la Direzione Regionale di Trenitalia, Unicoop Firenze e il Corso di Laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa per la collaborazione. Il Lucca Film Festival e Europa Cinema è un evento a cadenza annuale di celebrazione e diffusione della cultura cinematografica. Attraverso proiezioni, mostre, convegni e concerti – spaziando dal cinema mainstream allo sperimentale – il festival riesce a coinvolgere ogni anno un pubblico sempre più ampio. Nel corso delle edizioni il Festival è riuscito a distinguersi tra i tanti, mediante programmazioni audaci, ma al contempo attentamente studiate; è stato capace di omaggiare personalità affermate del mondo del cinema, di riscoprirne altre e “scommettere” su di nuove. A coronare il tutto contribuiscono le belle cornici di Lucca e Viareggio, città in cui il festival si è ormai imposto, diventando un appuntamento atteso ed imperdibile in Italia e in Europa.

Info: www.luccafilmfestival.it

Fonte: Comunicato stampa

Il condominio dei cuori infranti: recensione

Tanti silenzi e sguardi per una dose talvolta eccessiva di ermeticità nel nuovo film di produzione francese presentato fuori concorso alla 68esima edizione del Festival di Cannes “Il Condominio dei cuori infranti” (“Asphalte”).

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Il nuovo lungometraggio di Samuel BenchetritIl condominio dei cuori infranti” (Asphalte) arriva nelle nostre sale il 24 marzo, con la presenza del figlio Jules Benchetrit e di Michael Pitt.

Un ascensore in panne di un palazzo nella banlieu di una cittadina francese. E’ questo l’inizio di 3 filoni narrativi ben distinti tra di loro che riguardano 3 coinquilini di questo stesso condominio: un uomo sulla sessantina di nome Stemkovitz che ha dovuto subire il dolore per la morte della madre, un’anziana signora sorridente ma addolorata per il figlio in prigione, e un ragazzo adolescente di nome Jules la cui madre è irreperibile. Ognuno di questi personaggi ha in comune la solitudine che permea in modo permanentemente la loro vita, ma il fato li porterà a incontrare altre persone, solitarie anch’esse, e insieme riusciranno a fondere legami realmente profondi, a “rialzarsi” talvolta dalle loro situazioni al limite della depressione, e a riscoprire il sentimento d’amore o d’amicizia.

Con una quantità davvero esigua di dialoghi e tanti momenti “morti”, “Il condominio dei cuori infranti” suscita una continua ricerca di significati accuratamente studiati dal regista e, talvolta evidenti talvolta nascosti, posti in ogni singola scena. A prima visione risulta difficile, nel complesso, individuare un vero e proprio significato della pellicola, e per estensione ciò che il regista vuole trasmettere agli spettatori; questa persistente ermeticità produce talvolta qualche sbadiglio e un generale senso di insoddisfazione alla fine del film. E’ importante sottolineare d’altronde come gli attori abbiano dimostrato una grande bravura nell’interpretare personaggi complessi derivanti da scelte registiche del tutto astruse e talvolta incomprensibili.

Una nota di merito va alla scenografia, colonna portante del film data la sceneggiatura quasi del tutto assente, con paesaggi urbani popolari che imprimono un senso di degrado e malinconia nello spettatore, alternandosi a sequenze surreali come quella di una navicella spaziale che atterra sul tetto di un condominio.

“Il condominio dei cuori infranti” (Asphalte), per i significati e i metodi di comunicazione in esso contenuti, è certamente un lungometraggio adatto a una visione attenta e speculativa, piena d’introspezione e di una conduzione registica che richiede allo spettatore non una semplice osservazione, bensì un consistente approccio interpretativo.

VOTO: 6

Il condominio dei cuori infranti (Francia, commedia, Asphalte, 2016) di Samuel Benchetrit; con Michael Pitt, Isabelle Huppert, Valeria Bruni Tedeschi, Gustave Kervern, Jules Benchetrit, Tassadit Mandi, Mickaël Graehling, Larouci Didi -in uscita nelle sale da giovedì 24 marzo 2016

Indiana Jones 5: tutte le novità

Arriverà nel 1919 l’attesissimo “Indiana Jones 5” con Steven Spielberg alla regia ed il mitico protagonista Harrison Ford.

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La Walt Disney ha finalmente ufficializzato la data d’uscita del nuovo capitolo del franchise di successo di “Indiana Jo 5s”: uscirà il 19 luglio del 2019.

Il noto regista Steven Spielberg tornerà dietro la macchina da presa per la quinta volta, mentre lo storico protagonista della saga Harrison Ford ritornerà nei panni del mitologico archeologo.

Alan Horn, portavoce della Walt Disney Studios ha così dichiarato a riguardo:

“Indiana Jones è il più grande eroe della storia cinematografica e noi non possiamo che riportarlo presto sul grande schermo. E’ molto raro riuscire ad avere una tale perfetta combinazione di regista-produttore ed attore e noi siamo moto eccitati nell’iniziare questa nuova avventura con Harrison (Ford) e Steven (Spielberg)”.

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In realtà fino all’anno scorso si vociferava che Harrison Ford, all’alba dei suoi 73 anni, non avrebbe partecipato al nuovo capitolo del franchise. Alcuni rumors avevano identificato in Chris Pratt il nuovo volto dell’archeologo avventuroso.

Il regista Spielberg però ha presto chiarito che Indiana Jones è solo Harrison Ford. Così il regista ha dichiarato:

“Non credo che esista qualcuno che possa sostituire Harrison negli abiti di Indy, non credo che questo diverrà mai realtà. Non è mia intenzione avere un altro attore per questo ruolo come è successo ai vari Spider-Man o Batman. C’è solo un attore che interpreterà Indiana Jones ed è sicuramente Harrison Ford”.

“Indiana Jones” è sicuramente un franchise di successo: il primo capitolo, datato 1981, “I predatori dell’arca perduta” ha incassato ben 389,925,971 dollari in tutto il mondo oltre a 5 premi Oscar. Nel 1984 “Indiana Jones e il tempio maledetto” ha guadagnato ben 333,107,271 dollari, mentre l’ultimo episodio della trilogia nel 1989, “Indiana Jones e l’ultima crociata”, ha raggiunto 474,171,806 dollari. Nel 2008, “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, giudicato negativamente dalla critica internazionale, ha conquistato il botteghino guadagnando ben 786,636,033 dollari.

Molte sono le speranze e le attese per questo nuovo capitolo. L’unico dubbio riguarda proprio il protagonista: sarà ancora credibile l’ormai ultrasettantenne Harrison Ford nei panni dell’avventuroso archeologo?

LaVerdi e il grande cinema: Il Signore degli Anelli in concerto

A Milano il grande cinema va in scena con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta per l’occasione dallo specialista cinese di Taiwan Shih-Hung Young.

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Per la prima volta in Italia “La Compagnia dell’Anello“, primo film della trilogia de Il Signore degli Anelli, diretto dal regista neozelandese Peter Jackson e tratto dal romanzo del britannico J.R.R. Tolkien, sarà proiettato su grande schermo con l’esecuzione in sincrono dal vivo delle musiche del Premio Oscar canadese Howard Shore (in lingua originale e sottotitoli in italiano).

L’eccezionale e attesissimo evento è in programma su tre date venerdì 18 (ore 20.00), sabato 19 (ore 20.00) e domenica 20 marzo (ore 16.00), all’Auditorium di Milano. Sul palco di largo Mahler 250 musicisti per la straordinaria performance, con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta per l’occasione dallo specialista cinese di Taiwan Shih-Hung Young, affiancata dal Coro Sinfonico e dal Coro di Voci bianche de laVerdi, guidati rispettivamente da Erina Gambarini e Maria Teresa Tramontin, e dalla voce solista del soprano statunitense Kaitlyn Lusk.

La Verdi riprende così il suo lungo e articolato viaggio attraverso il grande cinema e la sua musica, che accompagnerà il pubblico dell’Auditorium durante il 2016.

L’epica trilogia de “Il Signore degli Anelli” (The Lord of the Rings) – il cui capostipite è appunto La “Compagnia dell’Anello” (The Fellowship of the Ring, 2001), seguito da “Le due torri” (The Two Towers, 2002) e “Il ritorno del re” (The Return of the King, 2003), sempre per la regia di Peter Jackson – è diventato rapidamente un fenomeno internazionale, con incassi record al botteghino e un palmarès di ben 17 Academy Awards, tra cui quello per la migliore colonna sonora, attribuito ad Howard Shore.
Dal 2008, oltre 200 presentazioni in concert di singoli film della trilogia si sono tenute in Nord e Sud America, Europa, Asia e Australia, mentre la trilogia completa è stata proposta a Lucerna e Monaco di Baviera nel 2011 e al Lincoln Center di New York nel 2015. Oggi, per la prima volta, questo evento di scala mondiale arriva anche in Italia, a Milano, grazie alla collaborazione tra laVerdi e la newyorkese CAMI Music LLC.

In occasione della premiere italiana all’Auditorium di Milano de La Compagnia dell’Anello in concerto, il compositore Howard Shore ha commentato: “È la prima volta che la musica de La Compagnia dell’Anello sarà eseguita dal vivo in Italia, in sincrono con la proiezione del film su grande schermo. La mia prima colonna sonora per la trilogia de Il Signore degli Anelli, La Compagnia dell’Anello appunto, è stato l’inizio del mio viaggio attraverso il mondo di Tolkien, e avrò sempre una passione ‘speciale’ per questa musica”.

La grande musica non è solo sinfonia,ma anche cinema con delle colonne sonore che sono, tutto sommato, le sinfonie di oggi,più moderne, senza le quali i film non avrebbero il successo che mietono in tututto il mondo.

Per Milano è una novità assoluta, a conferma della inesauribile fucina che la città rappresenta anche in campo musicale ed è un vero vanto per tutta la musica e per l’Italia stessa, tanto che numerose sono le prenotazioni giunte anche dall’estero e che ,purtroppo, non potranno essere esaudite, a meno che non si pensi ad un’altra esecuzione. Vedremo.

Intanto, torniamo bambini e apprestiamo a goderci dal vivo la musica che da alla Compagnia dell’Anello la giusta carica di magia.
In concomitanza con la proiezione del film Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, con l’esecuzione in sincrono dal vivo della colonna sonora Premio Oscar di Howard Shore,all’Auditorium di Milano sarà possibile scoprire come l’opera di Tolkien, e la sua stessa vita, sono stati trasformati in fumetti.
La mostra Tolkien tra fumetto e illustrazione, realizzata da laVerdi in collaborazione con WOW Spazio Fumetto, museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata di Milano, e la Società Tolkieniana Italiana, proporrà una selezione delle trasposizioni a fumetti de “Il Signore degli Anelli” oltre ad alcune parodie della saga. Una sezione della mostra è dedicata alla trasposizione a fumetti della vita del professore di Oxford.

La mostra inaugura venerdì 11 marzo e resterà aperta fino a venerdì 25 marzo, all’Auditorium di Milano in largo Mahler (ingresso libero, orari di apertura dell’Auditorium e durante i concerti).

Fonte: Giovanni Labanca – lasiritide.it

Ben Hur: prime foto del remake con Jack Huston

Jack Huston è “Ben Hur”, il nuovo kolossal diretto da Timur Bekmambetov. Le prime immagini del film sono state pubblicate.

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Il noto attore di “Boardwalk EmpireJack Huston è il protagonista del colossale “Ben Hur”, remake del famoso ed omonimo film del 1959 con Charlton Heston.

USA Today ha pubblicato oggi le prime due immagini ufficiali dell’attesissimo film diretto da Timur Bekmambetov (“Wanted”) che arriverà nelle sale americane il prossimo agosto.

Le prime immagini rubate dal set vedono il protagonista Huston durante la nota corsa delle bighe, mentre nella seconda è accanto a Morgan Freeman.

Adattamento cinematografico della novella del 1880 “Ben-Hur: A Tale of the Christ” di Lew Wallace, Il film racconta la storia di Judah Ben-Hur (Jack Huston), un principe accusato ingiustamente di tradimento dal fratello adottivo Messala (Toby Kebbell), ufficiale dell’esercito romano. Spogliato del suo titolo e separato dalla sua famiglia e dalla donna che ama (Nazanin Boniadi), Judah è costretto alla schiavitù. Dopo anni di atroci sofferenze, Judah tornerà in patria per cercare vendetta ma troverà la redenzione.

Huston ha così recentemente dichiarato:

“Spero che la gente veda questo film con molta apertura mentale e realizzerà quanta bellezza c’è in questa storia!”

Il cast si compone di Jack Huston (“American Hustle”) nel ruolo di Judah Ben-Hur, Morgan Freeman (“The Shawshank Redemption”) nel ruolo di Ilderim, Toby Kebbell (“Dawn Of The Planet Of The Apes”) è Messala mentre Nazanin Boniadi (“Homeland”) è Esther.

Riuscirà Jack Huston a far dimenticare l’originale Ben Hur – il mitico Charlton Heston? Per la risposta bisognerà aspettare l’estate.

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Bianco di Babbudoiu: recensione

Dal 17 marzo arriva al cinema la commedia “Bianco di Babbudoiu” con il noto trio comico Pino e gli Anticorpi.

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Dopo i successi di “Colorado Café” e del recente Festival di Sanremo, il not trio comico di Sassari composto da Roberto Fara ed i fratelli Michele e Stefano Manca sono i protagonisti di una favola tutta sarda “Bianco di Babbudoiu”.

Il film che uscirà nelle nostre sale dal 17 marzo è diretto da Igor Biddau.

La sinossi ufficiale della pellicola recita:

“I fratelli Michele e Roberto Mannu e il cognato Stefano Fais gestiscono le “Tenute Babbudoiu”, un’azienda vinicola fondata nel 1948 nel comune di Sassari. Sotto la loro guida, la storica cantina è diventata una moderna realtà industriale del settore, in corsa verso nuovi traguardi nonostante le mille difficoltà che investono gli imprenditori dell’Italia di oggi. I soci vivono in controtendenza la crisi economica organizzando convention faraoniche forti del successo dei loro vini. Tutto questo è destinato a finire. I tre soci scoprono, infatti, che la società ha accumulato 500.000 euro di debiti e hanno solo quindici giorni per trovare il denaro necessario. E non sarà facile: tenteranno qualsiasi cosa per racimolare la cifra, in un’escalation di disperazione, comicità, equivoci ed episodi rocamboleschi che non porteranno ad alcuna soluzione. Ma quando tutto sembrerà perduto e i rapporti familiari ormai alla deriva, ecco che si presenta davanti ai loro occhi la soluzione: un bicchiere di Bianco di Babbudoiu.”

Il film è la solita commedia degli equivoci all’italiana. In realtà nonostante l’accurata regia, la pellicola risulta essere carente sotto molti aspetti. Innanzitutto molto debole è lo script: tutto si basa su un vino rosso chiamato “bianco” per errore! Questo denota mancanza di idee e di creatività. La stessa sceneggiatura, poi, zoppica in molte sue parti, le gag spesso sono mal riuscite, alcuni sketch rasentano il cattivo gusto e spesso le battute sono citofonate.

Così se il trio comico riesce ben ad equilibrare simpatia e giusto ritmo, la pellicola difficilmente riesce a strappare una risata se non un sorriso forzato.

Molti sono i nomi famosi del grande schermo che arricchiscono il cast: da Caterina Murino, Marco Bazzoni, Benito Urgu, Dario Cassini, Francesca Rossi, Valeria Graci, Domenico Raffaele, Carlotta Bazzu.

Bianco di Babbudoiu” è una favoletta sarda senza grandi aspirazioni ed un mediocre esordio sul grande schermo per Pino e gli anticorpi.

Voto: 3

Bianco di Babbudoiu” (Commedia, Italia, 2016) di Igor Biddau con Roberto Fara, Michele Manca, Stefano Manca, Caterina Murino, Marco Bazzoni, Benito Urgu, Dario Cassini, Francesca Rossi, Valeria Graci, Domenico Raffaele, Carlotta Bazzu – In uscita nelle nostre sale da giovedì 17 marzo 2016


Alexandra Daddario: bagnina sexy per Baywatch

Sicuramente “Hot” è Alexandra Daddario nel nuovo film “Baywatch”: le prime foto rubate dal set.

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Dwayne “The Rock” Johnson continua a postare sul suo account instangram foto dal set di “Baywatch” film che omaggia l’omonima serie tv degli anni ’80.

La protagonista delle foto è la bellissima Alexandra Daddario, che con il suo corpo statuario non potrà che suscitare l’interesse e l’apprezzamento del pubblico maschile!

Dwayne “The Rock” ha anche commentato la foto:

“Lei porta Baywatch su un altro livello. Il mondo si è innamorato di Alexandra Daddario in San Andreas e sono rimasto impressionato ogni giorno dalle sue capacità e dalla sua presenza a tal punto che l’ho rivoluta nel nostro film. Aspettate di vedere lei e le altre ragazze proteggere la spiaggia.#GameOver #BaywatchBabes #CoverYourEyesBoys #BAYWATCH SUMMER 2017.”

Il film, che arriverà nelle sale americane il 19 maggio 2017, racconta la storia di Mitch Buchannon (Johnson), un valoroso bagnino che insieme ad un amico (Zac Efron) cercherà di fermare un magnate del petrolio che vuole distruggere la loro spiaggia.

Kelly Rohrbach interpreta C.J. Parker, la Daddario interpreta Summer mentre Ifenesh Hadera Hadera sarà la ragazza di Mitch. Il villain verrà interpretato da Priyanka Chopra.

Nel film ci sarà anche un cameo dell’originale Mitch Buchannon: David Hasselhoff.

Il film è diretto da Seth Gordon (“Come ammazzare il capo… e vivere felici”), mentre la sceneggiatura è affidata a Damian Shannon e Mark Swift.

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