Justice League: recensione

I super-eroi della DC Comic si riuniscono per fronteggiare il Male nel nuovo film “Justice League” di Zac Snyder, dal 16 novembre al cinema.

Il noto regista Zac Snyder ritorna, dal 16 novembre, sul grande schermo con “Justice League”, il nuovo ed attesissimo cinecomic sui super eroi della DC Comic.

Dopo la morte di Superman, l’umanità è caduta nello sconforto e nel terrore. Una minaccia antica capeggiata dal malefico Steppenwolf ha ritrovato la sua linfa vitale e vuole conquistare il Pianeta. Batman, allora, cercherà di formare una squadra di super eroi, cioè individui dotati di superpoteri. Della squadra faranno parte l’amazzone Wonder Woman, l’atlantideo Aquaman, il velocissimo Flash ed il mutante Cyborg.

“Justice League” è un blockbuster dal ritmo molto frenetico, visivamente molto colorato che vanta la sempre impeccabile regia di Zac Snyder. La pellicola, in realtà, si avvale di una trama molto fragile e dialoghi banali. Molte sono le gag divertenti, poche le scene action.

I protagonisti stessi sono appena tratteggiati: Ben Affleck nel solito ruolo di Batman sembra essere un anziano sconsolato; Ezra Miller nel ruolo di Flash un bamboccione che si prende poco sul serio, Jason Momoa nel ruolo di Aquaman è un vero adone acquatico, ma sempre rabbioso e accigliato. Super man, poi, ha un’arroganza e strafottenza al limite del sopportabile.

Unica figura femminile del gruppo è l’affascinante Gal Godot nei panni di Wonder Woman. Nonostante la sua presenza scenica sia quasi totalitaria, per il piacere del pubblico maschile visto il suo abbigliamento discinto e super attillato, la Gadot risulta essere totalmente inespressiva e poco convincente.

Il villain della pellicola è Steppenwolf, poco curato e con una CGI al limite della sufficienza.

“Justice League” è un film spassoso che vanta un’ottima scelta musicale.

I giustizieri della DC Comic avrebbero dovuto confrontarsi con “The Avengers” della Marvel: in realtà entrambi hanno puntato sulla comicità dei personaggi piuttosto che sulla storia fumettistica da cui traggono origine. Infatti il senso della giustizia, l’essere dei super eroi, la drammaticità della scelta umana sono tutte tematiche che vengono svuotate e ridicolizzate.

Un film di super eroi dove i protagonisti hanno poco di eroico, sia dal punto di vista etico che etimologico del termine, che senso ha? La pellicola preferisce far ridere e deridersi.

Justice League” è un film sicuramente spassoso e divertente, irriverente e visivamente accattivante.

Voto: 6

Justice League (Azione, USA, 2017) di Zack Snyder. Con Ben Affleck, Henry Cavill, Gal Gadot, Amber Heard, Amy Adams, Jason Momoa, Ezra Miller, Ray Fisher, Connie Nielsen, Diane Lane, Kiersey Clemons, Billy Crudup, J.K. Simmons, Ciarán Hinds, Jeremy Irons, Jesse Eisenberg – In uscita nelle nostre sale da giovedì 16 novembre 2017


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Agadah: recensione

“Agadah”, il fantasy gotico diretto e scritto da Alberto Rondalli arriva al cinema dal 16 novembre.

Dal 16 novembre arriva nelle nostre sale “Agadah”, film fantasy-gotico, scritto e diretto da Alberto Rondalli.

La pellicola è tratta liberamente dal celebre “Manoscritto trovato a Saragozza” di Jan Potocki alla fine del 1800, una sorta di  “decamerone nero”, di “Mille e una notte” gotica, di scatole cinesi, da cui nascono e s’intrecciano storie di fantasmi, di zingari e banditi, di desideri mai sopiti ed amori scandalosi.

Maggio 1734, all’indomani della Battaglia di Bitonto quando il Regno di Napoli cadde definitivamente sotto il dominio dei Borbone. La guardia Vallone al servizio di Re Carlo, Alfonso di Van Worden (Nahuel Perez Biscayart), ricevere  l’ordine di raggiungere Napoli nel più breve tempo possibile. Nonostante il suo fido servitore cerchi di dissuaderlo dall’attraversare l’altopiano murgese, perché infestato da spettri e demoni, Alfonso sceglierà ugualmente quel percorso. Così inizierà il suo viaggio iniziatico tra sogno e realtà, tra allucinazioni e magie, tra spettri ed uomini, attraverso storie vissute e raccontate, ma tutte concatenate fra loro.

Il regista Rondalli con questo film sceglie di raccontare una storia molto complessa e difficile come il romanzo da cui è tratta.

Agadah” infatti è un termine cabalista che significa “far conoscere raccontando”.

La sceneggiatura si dipana tra più livelli di narrazione, ognuno dei quali rimanda ad altre storie come nelle scatole cinesi, per poi infine ricongiungersi ed incentrarsi sul protagonista.

L’operazione mastodontica e complessa, se letterariamente funziona, a livello cinematografico costringe il regista a fare delle scelte narrative e stilistiche che sicuramente limitano ed indeboliscono l’opera.

Il film, però anche se risulta solo una parziale lettura dell’opera letteraria, riesce a ricrearne le atmosfere mistiche e gotiche in tutte le sue complesse articolazioni.

Bellissime sono le scenografie, sempre curate e dettagliate, così come la musica, puntuale e ricca, di Alessandro Sironi.

Buoni gli effetti speciali, semplici e funzionali, ed ottime le interpretazioni di un cast multi-lingue, dall’argentino Nahuel Pérez Biscayart agli spagnoli Jordi Mollà e Pilar López de Ayala, dal ceco Ivan Franek agli italiani Alessio Boni, Valentina Cervi, Caterina Murino, Flavio Bucci, Alessandro Haber ed Umberto Orsini.

Ad una buona regia corrisponde un ritmo sempre vivace e sostenuto.

“Agadah” è un bellissimo film sull’arte del racconto, su quell’universo di parole capaci di creare illusioni ed incubi, di dare voce alle paure e desideri più intimi dell’essere umano.

Voto: 9

Agadah (Avventura, Ita, 2017) di Alberto Rondalli. Con Nahuel Pérez Biscayart, Pilar López de Ayala, Jordi Mollà, Caterina Murino, Alessandro Haber, Umberto Orsini, Alessio Boni, Valentina Cervi, Ivan Franek, Marco Foschi, Marta Manduca, Flavio Bucci, Camilla Diana -In uscita nelle nostre sale da giovedì 16 novembre 2017.


The Broken Key: recensione

Dal 16 novembre arriva nelle sale “The Broken Key”, film di fantascienza di Luois Negro con la partecipazione di Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen, Franco Nero, Maria de Medeiros, Kabir Bedi.

Il regista italiano Luois Nero ritorna al cinema con un nuovo film di fantascienza, “The Broken Key”, dal 16 novembre al cinema.

Torino, 2033. Arthur Adams (Andrea Cocco), un giovane archeologo, vuole svelare il mistero del frammento mancante del Canone di Torino. Ad aiutarlo ci sarà la giovane ed eclettica Sara (Diana Dell’Erba), l’anziano professore (Rutger Hauer) ed una serie di personaggi misteriosi.

A metà strada tra Dawn Brown e Blade Runner, il regista Nero preferisce infarcire la pellicola di riferimenti ed omaggi a tutta la simbologia dell’occulto, da Dante Alighieri a Nikola Tesla, da Hieronymus Bosch alla dea Iside.

Bellissima è sicuramente la location: Torino, la città magica ed esoterica per eccellenza, risulta sempre affascinante.

Alle ottime scenografie però non corrisponde una sceneggiatura all’altezza: frammentaria e confusionaria, spesso langue e si perde nei suoi stessi meandri risultando caotica ed inconcludente. Manca il ritmo tipico del thriller, non c’è alcuna tensione narrativa ed i dialoghi risultano banali e citofonati.

La pellicola vanta sicuramente un cast d’eccezione da Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen, Franco Nero, Maria de Medeiros a Kabir Bedi. In realtà i noti personaggi sono ascrivibili a piccoli cammei e sembra che siano ospiti di un talent show in chiave “mistery”.

Mediocre e poco convincente risulta essere anche l’interpretazione del protagonista Andrea Cocco, vincitore del “Grande Fratello 11”.

Il film, dal punto di vista visivo è potente e non ha nulla da invidiare ai film di genere d’oltreoceano, però il regista non è riuscito ad amalgamare ed a rendere compatta la sua mastodontica e complessa opera.

The Broken Key” è un tentativo, mal costruito e fallito miseramente, di proporre un genere poco conosciuto dalla cinematografia italiana.

Voto: 5

The Broken Key (Thriller, Italia, 2016) di Louis Nero. Con Christopher Lambert, Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen, Franco Nero, Maria de Medeiros, Kabir Bedi, Marc Fiorini, Andrea Cocco, Marco Deambrogio, Walter Lippa, Diana Dell’Erba – In uscita nelle nostre sale da giovedì 16 novembre 2017

Calcata Film Festival: L’evoluzione della Settima Arte

Calcata, Mazzano ed il Parco Regionale della Valle del Treja sono i protagonisti della terza edizione di Calcata Film Festival: L’evoluzione della Settima Arte, dal 18 novembre.

Si aprirà sabato 18 novembre la terza edizione del Calcata Film Festival: L’evoluzione della Settima Arte. Per il terzo anno, l’evento porterà il cinema nei luoghi del Cinema, ovvero negli splendidi territori di Calcata, Mazzano e del Parco Regionale della Valle del Treja, utilizzati come set per centinaia di pellicole che hanno fatto la grande storia del Cinema italiano.

Anche quest’anno il festival guarderà al passato, al presente e al futuro del nostro cinema. Lo farà con una retrospettiva, una selezione di lungometraggi e cortometraggi dedicata al “Cinema dell’immigrazione”, con tre mostre, dibattiti e due lezioni di cinema rivolte in particolare ai giovani filmaker.

La retrospettiva “Il Cinema nel Parco… e oltre” prevederà una selezione di film girati nel parco regionale Valle del Treja – compreso nei territori di Mazzano Romano (Rm) e Calcata  (Vt) – con un omaggio alla vicina Faleria con lo scopo di valorizzare il territorio e il suo storico legame con il cinema.

Si partirà domenica 19 novembre al teatro comunale di Calcata Nuova e proseguirà fino a venerdì 24 novembre.

La rassegna “Il Cinema dell’immigrazione”, prima di dare spazio alle opere di registi emergenti selezionati da giovani critici che presenteranno i loro lungometraggi e cortometraggi, verrà aperta domenica 26 novembre al teatro comunale di Calcata Nuova, da “Il cammino della speranza” di Pietro Germi con Raf Vallone e Elena Varzi. Un film che getta lo sguardo sul passato della nostra emigrazione  e invita a riflettere su un tema diventato oggi di strettissima attualità come quello dell’immigrazione. Dopo la proiezione seguirà un incontro dibattito con i sindaci di Calcata, Mazzano ed altri ospiti. Dal 27 novembre al 2 dicembre il Festival entrerà nel vivo con le proiezioni di alcune tra le più interessanti pellicole, opere prime e cortometraggi  la cui scelta è stata affidata alle nuove leve della critica cinematografica. Saranno presenti gli autori.

Tra gli eventi collaterali al Festival, saranno inaugurate sabato 18 novembre tre mostre che andranno avanti fino al 3 dicembre:
• “Dal Pre-cinema ai nostri giorni” continua il suo percorso di esposizione delle storiche macchine da presa utilizzate nella storia del Cinema: in questa edizione,“Cinema prima e durante la seconda guerra mondiale”, si avrà la possibilità di vedere esposte Arriflex, Debrie, Novado, Donelli, Ascania, Pion, Prevost e una moviola Intercinema
• “Manifesti dal 1938 al 1943”, con manifesti cinematografici dell’epoca.
•  La mostra fotografica “Giuseppe De Santis e il neorealismo”che sarà accompagnata da una conferenza sul Neorealismo italiano condotta da uno storico del cinema.

Infine, due le Lezioni di cinema previste:Conservazione e restauro del patrimonio Cinematografico e audiovisivo (In collaborazione con Cineteca Nazionale) e le nuove tendenze e tecnologie tenuta da un professionista del settore.

La Rassegna è promossa da AmaRcorD Associazione Culturale sotto la direzione artistica di Franco Mariotti e la direzione organizzativa di Rossella Piergentili; con il contributo della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili; con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Calcata e del Parco Valle del Treja, e della Cineteca Lucana.

Per il programma completo e gli aggiornamenti:https://www.facebook.com/calcataFilmFestival

Fonte: Comunicato Stampa

Malarazza: recensione

“Malarazza”, fotografia lucida ed amara di una periferia senza futuro arriva nelle sale dal 9 novembre diretto da Giovanni Virgilio.

II regista Giovanni Virgilio racconta la periferia siciliana con il film drammatico “Malarazza”, dal 9 novembre nelle nostre sale.

Periferia di Catania. Una giovane madre (Stella Egitto), suo figlio Antonino (Antonino Frasca Spada) ed il fratello della donna (Paolo Briguglia) devono affrontare ogni giorno un sistema di potere malavitoso rappresentato dal boss in declino Tommasino Malarazza (David Coco) e dallo spietato e losco boss Pietro (Cosimo Coltraro).

Crimini, ricatti, violenze domestiche, corruzione ed omertà sono gli ingredienti che regolano la vita del quartiere, a cui i protagonisti cercano di ribellarsi in vano, poiché vengono schiacciati da aberranti dinamiche sociali e culturali arcaiche.

Il regista fotografa così una realtà quale quella della periferia catanese, emblema dei sobborghi italiani, dove non vi è alcuna possibilità di riscatto. Infatti la stessa gioventù può solo ripercorrere i passi e le carriere criminali dei propri genitori, come un circolo vizioso senza via di scampo.

Il regista Virgilio con sottile intelligenza ed acutezza mostra anche come tutto il sistema Mafia sia comunque cambiato: il padre del boss in disgrazia Malarazza era un uomo d’onore a cui tutti portavano rispetto; mentre il nuovo boss Pietro detto U’porcu è una persona viziata e corrotta nell’animo che conosce solo il suono dell’arma da fuoco.

La denuncia sociale e politica di Virgilio è puntuale e lucida: non c’è lo Stato, non c’è la Chiesa o la famiglia, ma solo le logiche mafiose che regolano la vita del quartiere, con le sue poche luci e molte ombre.

“Malarazza” è un film crudo e crudele, ma allo stesso tempo necessario per dare voce a tutte quelle persone che vorrebbero gridare il loro malessere e che vorrebbero aspirare ad una vita migliore.

Sullo sfondo la bellissima e trasognante Catania: regale e luminosa nei viottoli del centro, degradata e oscura nei suoi meandri periferici.

Il regista Virgilio, con questa pellicola, non vuole giudicare o condannare i personaggi della sua storia, semplicemente fotografa una realtà di dolorosa autenticità e di drammatica attualità.

Ad una buona regia si affianca una buon ritmo ed una fotografia curata. Buone anche le interpretazioni dei protagonisti, dal giovane Antonino Frasca Spada a David Coco.

Nonostante sia una produzione indipendente, molta cura è stata data alla scelta delle musiche, che comprendono un brano cantato da Arisa in portoghese ed una una canzone del cantante neomelodico napoletano Matteo.

“Malarazza” è un buon prodotto cinematografico, un’importante denuncia sociale sempre duramente attuale.

Voto: 7

Malarazza (drammatico, Italia, 2017) di Giovanni Virgilio. Con Stella Egitto, Paolo Briguglia, David Coco, Cosimo Coltraro, Lucia Sardo, Antonino Frasca Spada, Andrea Ensabella, Omar Noto, Davide Luciano Pulvirenti, Danilo Giuseppe Vitale – In uscita nelle nostre sale da giovedì 9 novembre 2017


Saw Legacy: recensione

Jigsaw è tornato. Dal 31 ottobre arriva nelle nostre sale “Saw Legacy”, ottavo capitolo della saga horror dell’Enigmista, diretto da Michael e Peter Spierig.

Dal 31 ottobre arriva nelle nostre sale l’attesissimo film horror “Saw Legacy”, ottavo capitolo della famosa saga di “Saw”, diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig (“Predestination”).

Jigsaw è tornato. Cinque persone, che hanno commesso gravi peccati, vengono rinchiusi in un capanno. Inizia il gioco: bisogna espiare le proprie colpe affrontando diverse prove. E’ un gioco perverso e sanguinario, poiché le vittime inevitabilmente muoiono. E’ una corsa contro il tempo e le indagini della polizia sono capitanate sia dal cinico e corrotto detective Halloran (Callum Keith Rennie) che dal medico Logan (Matt Passmore) e dalla sua misteriosa assistente Eleanor (Hannah Emily Anderson).

La saga di “Saw” è iniziata nel lontano 2004 con “Saw – L’enigmista” di James Wan, ed ha subito raccolto il plauso sia della critica che degli spettatori poiché per la prima volta venivano commistionati elementi da slasher-movie ad una componente enigmistica in una situazione claustrofobia di ambienti chiusi e poco illuminati.

La saga ha registrato poi negli anni momenti di più o meno successo.

Dopo sette anni da quello che si pensava fosse il capitolo finale nel 2010 diretto da Kevin Greutert, arriva al cinema un ottavo capitolo che si pone come un prequel, poiché Jigsaw non è ancora morto ma addestra un adepto!

“Saw Legacy” a differenza dei precedenti capitoli, però, manca totalmente di quelle caratteristiche che hanno reso famosa la saga. Pochi sono gli ambienti chiusi, scarsa la tensione, ridicoli ed esigui i particolari sanguinosi. Gli stessi enigmi, poi, vengono subito risolti, svelando anticipatamente le situazioni ed i fotografi successivi.

La sceneggiatura risulta piatta e poco articolata, i personaggi sono poco caratterizzati, i dialoghi banali. Il finale cerca in vano di salvare l’intera pellicola con una serie spiazzante di colpi di scena.

I fratelli Spierig hanno preferito forse confezionare una pellicola troppo bilanciata, risultando anonima.

Saw Legacy” è un film horror sicuramente guadabile, ma che poco e niente ha a che fare con una saga che ha levato il sonno a molti spettatori.

Voto: 5

Saw Legacy (Horror, USA, 2017) di Michael Spierig, Peter Spierig. Con Laura Vandervoort, Tobin Bell, Matt Passmore, Callum Keith Rennie, Hannah Emily Anderson, Brittany Allen, Tina Jung. – In uscita nelle nostre sale da mercoledì 31 ottobre 2017.

Shining: un Halloween da urlo

Per Halloween, come evento speciale, arriva nelle sale “Shining”, il film cult di Kubrick con un ineguagliabile e giovane Jack Nicholson.

Solo dal 31 ottobre fino al 2 novembre, ritorna sul grande schermo “Shining”, film horror più pauroso di tutti i tempi, diretto dal regista premio Oscar Stanley Kubrick.

Come evento speciale il film cult sarà presentato nella sua versione da 119 minuti e sarà anticipato dall’inedito cortometraggio intitolato “Work and Play”, ovvio richiamo alla nota frase di Jack Torrance.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephen King del 1977, il film racconta la storia di Jack Torrance (Jack Nicholson), uno scrittore in crisi con molti problemi, che per ritrovare l’ispirazione accetta un lavoro come guardiano, durante la stagione invernale, all’Overlook Hotel, tra le montagne innevate del Colorado. Con sua moglie Wendy ed il figlio di sette anni, Danny, Jack presto scoprirà che l’hotel non è disabitato e le loro vite cambieranno per sempre.

In occasione di Halloween e a 40 anni della pubblicazione del best seller di Stephen King, torna su grande schermo un film cult che ha eguagliato se non superato la fama del romanzo a cui si è ispirato. Un evento imperdibile per riscoprire un film che è diventato un cult nella storia del cinema e per godersi su grande schermo il capolavoro horror di uno dei più grandi registi di sempre, il premio Oscar Stanley Kubrick.

Tra il regista e lo scrittore ci furono diversi battibecchi durante le riprese del film: Kubrick cambiò molte parti del libro e questo non piacque a King, che non mancò di criticare ferocemente la pellicola. I due furono disaccordo finanche sulla scelta di Jack Nicholson quale protagonista, quando invece il pubblico ha osannato la scelta del regista.

Molti sono stati i romanzi di King adattati sul piccolo e grande schermo: dal recente “IT”, che ha sbaragliato il botteghino internazionale, a “La Torre Nera” e le serie tv “The Mist”.

“Shining” però resta e si conferma il migliore e più famoso horror di tutti i tempi perché si avvale di una sceneggiatura articolata e ben strutturata, una regia magnifica ed un cast d’eccezione.

The Square: recensione

Le assurdità ed ipocrisie dell’uomo moderno nel capolavoro di Ruben Ostlund “The Square” dal 31 ottobre al cinema.

Vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, “The Square” di Ruben Ostlund arriva nelle nostre sale dal 31 ottobre.

Stoccolma, ai giorni nostri. Christian è il curatore del museo di arte contemporanea e lavora all’inaugurazione di una mostra, che prevede l’installazione dell’opera “The Square”: un quadrato delimitato da un perimetro luminoso all’interno del quale tutti hanno uguali diritti e doveri, un “santuario di fiducia e altruismo”. Una mattina, Christian soccorre una donna in pericolo e si scopre derubato del telefono e del portafoglio. L’evento da un lato e la mostra dall’altro innescheranno una serie di conseguenze che spingeranno la tranquilla vita di Christian nel caos.

“The Square” è un film potente e molto incisivo sia visivamente che sintatticamente.

Infatti ad una regia lineare e pulita si affianca un buon ritmo ed una sceneggiatura ben articolata. Östlund arricchisce la pellicola di quel sano humor nord europeo, quella pungente ironia che riesce sempre a strappare più di una risata, anche se da retrogusto amaro.

Protagonista assoluto è l’uomo moderno, in particolare quello europeo, con tutte le sue fobie, incertezze, ipocrisie e miopie. “The Square” diventa così emblema da un lato di quell’Eden a cui tutti aspirerebbero, dall’altro una forma artistica moderna, che in quanto tale, è soggetta ad interpretazione individuale e pertanto diversa in base al contesto in cui viene esposta ed in base allo spettatore.

Il regista Östlund critica così ferocemente la società odierna: dietro la patina di fratellanza ed integrazione, si nasconde un’umanità profondamente razzista verso le classi più povere e verso il diverso.

Attentamente il regista analizza come gli stessi diritti dell’uomo moderno abbiano perso ogni cognizione di causa: la libertà di parola, troppo spesso abusata ed erroneamente utilizzata, ha perso il suo valore intrinseco! Tutto il “politically correct”, quei valori quali l’accoglienza, la solidarietà hanno assunto contorni sempre più labili e sfumati. La stessa opera d’arte “the square” rappresenta la società ideale, quella dei diritti uguali per tutti e delle responsabilità condivise, a cui l’uomo moderno guarda ma ne resta ai margini, come i personaggi della pellicola.

La stessa comunicazione diventa strumento per scioccare e non più per informare, specchio di una società bombardata da immagini di guerre, violenze e povertà e quindi crudelmente assuefatta.

Il ritratto di Östlund è sicuramente cinico e crudele, ma realistico e tristemente veritiero.

“The Square” è un film molto interessante: molti sono gli spunti di riflessioni e le domande importanti che il regista pone allo spettatore.

Voto: 9

The Square (Svezia/Danimarca/USA/Francia, 2017) di Ruben Östlund. Con Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Linda Anborg, Claes Bang, Christopher Læssø, Emelie Beckius, Denise Wessman, Jan Lindwall e John Nordling. – In uscita nelle nostre sale da martedì 31 ottobre 2017.


Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made In Italy

Il 3 novembre alla Casa del Cinema di Roma avrà luogo il convegno “Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made In Italy”.

La Pellicola d’Oro” di Enzo De Camillis terrà per la prima volta, alla 12^ edizione de la Festa del Cinema di Roma, un convegno dal titolo “Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made In Italy” che sarà preceduto da due incontri alla Casa del Cinema il 30 e 31 ottobre con i tecnici e gli studenti.

Si terrà il 3 novembre alle ore 16.00 presso lo spazio “RomaLazioFilmCommission”, all’interno della 12^ edizione de la Festa del Cinema di Roma, il convegno “Gli Artigiani del Cinema come promozione del Made in Italy”.

L’appuntamento, promosso ed organizzato dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” e dalla “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis, è legato al Premio dedicato alle Maestranze e all’artigianato, “La Pellicola d’Oro”, un riconoscimento, giunto alla sua VIII edizione, che ha come obiettivo portare alla ribalta quei “mestieri” il cui ruolo è fondamentale per la realizzazione di un film ma che, allo stesso tempo, sono praticamente “sconosciuti” o non correttamente valutati dal pubblico che frequenta le sale cinematografiche o guarda i film sui canali televisivi. Accanto a questi riconoscimenti però, non mancano premi speciali che vengono assegnati ad altri esponenti del cinema, dello spettacolo e della cultura, che si sono particolarmente distinti nella loro carriera anche in relazione al positivo rapporto instaurato con le maestranze, tecnici e artigiani che operano sul set.

Saranno presenti al convegno l’On. Silvia Costa (Parlamentare Europeo), Paolo Masini (MiBact Consigliere del Ministro), Francesco Rutelli (Presidente ANICA), Luciano Sovena (Presidente RomaLazioFilmCommission), Piera Detassis (Presidente della Festa del Cinema di Roma), Mario Viola (Relazioni Esterne e Cerimoniale – Polizia dello Stato). Interverranno, inoltre: Roberto Perpignani (Presidente FIDAC), Federico Bagnoli Rossi (Segretario Generale FAPAV), Caterina D’Amico e Sergio Bassetti (Preside della Scuola Nazionale di Cinema e Docente del corso di suono), Fabio Benigni (As.For.Cinema), Roberto Stabile (Coordinatore desk audiovisivi ICE), Romolo Sormani (Rancati Srl), Simone Bessi (ANNAMODE srl), Laura Fiorucci (L&R Service Production Srl), Maurizio Amati (FilmAuro).

Il Convegno sarà preceduto da due importanti incontri che si terranno rispettivamente il 30 e 31 ottobre alle ore 09.00 alla Casa del Cinema in cui i giovani studenti avranno la possibilità di incontrare le maestranze del cinema.

Il 30 ottobre, infatti, si terrà il backstage de “La Pazza Gioia” di M. Cacucci a cui interverranno il Capo Elettricista F. Scepi, il Capo Macchinista F. Fumelli e l’Attrezzista V.Cecconi. A seguire interverranno le Maestranze del film “Natale a Londra” di V.De Biasi: Anzellotti Sound Effectis, il Costruttore G.Franculli e il Direttore di Produzione E. Amati.

Il 31 ottobre sarà la volta di “Veloce come il vento” di M.Rovere. Ad intervenire sarà S.Napoletano per gli effetti speciali, E. Novelli Stuntman e Rita Forzano Casting. Per la prima volta i tecnici del dietro le quinte del cinema racconteranno le loro competenze ed il loro ruolo nel realizzare in film in collaborazione con gli altri reparti.

Fonte: Comunicato Stampa

La Ragazza nella Nebbia: recensione

Toni Servillo e Jean Reno sono i protagonisti del thriller “La Ragazza nella Nebbia” di Donato Carrisi, dal 26 ottobre al cinema.

Dal 26 ottobre arriva nelle nostre sale il thriller “La Ragazza nella Nebbia”, film d’esordio del noto scrittore Donato Carrisi, che inaugurerà la pre-apertura del Festival del Cinema di Roma 2017.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello stesso Carrisi, il film si ambienta ad Avechot, piccolo e sperduto paese di montagna del nord Italia. Alla vigilia di Natale scompare Anna Lou (Ekaterina Buscemi), la classica quindicenne “tutta casa e chiesa”. Ad indagare sul caso ci sarà l’ispettore Vogel (Toni Servillo), una figura molto controversa ed astuta. Prima i mass media poi tutta la comunità montana cercherà la scomoda verità: il “mostro” potrebbe essere il professor Loris Martini (Alessio Boni).

Carrisi racconta una storia piena di evidenti richiami ai recenti fatti di cronaca nera. Con sottile astuzia e profonda conoscenza della materia indaga sui personaggi, delineandone bene la psicologia in tutte le sue sfumature. Nulla infatti viene lasciato al caso: dalla scenografia ai dialoghi, dalle luci ai silenzi, ogni elemento è necessario per la ricostruzione della storia.

“La ragazza nella nebbia” è sicuramente un film sul Male, dove i “mostri” o i colpevoli sono tutti indistintamente. C’è chi lo fa per soldi, chi per la luce dei riflettori, chi per gelosia e non si salva nemmeno chi dovrebbe essere il rappresentante della giustizia. Perché nella società odierna la verità poco interessa; i riflettori, la fama mediatica diventano l’aspetto più importante. Il finale è amaro come il ritratto della società di oggi. Carrisi, infatti, non perdona nessuno e l’unica personificazione del Bene è la giovane vittima, che non ha alcuna voce ma solo lacrime.

Il film omaggia chiaramente il noir italiano anni ’60 ma anche i thriller d’oltreoceano più moderni: il ritmo è ben scandito, la tensione è sempre sostenuta.

Il regista dimostra con questa pellicola non solo di conoscere bene il mestiere della scrittura ma anche quello della macchina da presa.

Ottimo è il cast e primo fra tutti il sempre apprezzato Toni Servillo che regala un’interpretazione difficile e prismatico di un personaggio molto spigoloso.

“La ragazza nella nebbia” è un ottimo thriller tutto italiano, che vanta una buona regia d’esordio, un’ottima sceneggiatura ed un buon cast.

Voto: 8

La Ragazza nella Nebbia (Thriller, Italia, 2017) di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Thierry Toscan, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno – In uscita nelle nostre sale da giovedì 26 ottobre 2017.


Cinema al femminile